venerdì 28 settembre 2012

Farina, il mio nome è Renato Farina


Con l’avvicinarsi del primo anniversario dei sorrisini tra Angela Merkel e Sarkozy (nel corso di un’ormai leggendaria conferenza stampa svoltasi a Bruxelles al termine di una riunione Ue), Silvio Berlusconi ha pensato bene di rilanciare la sua immagine europea con una battuta della stessa qualità di quella sulle attrattive erotiche della Merkel stessa. Anzi, per certi aspetti persino più infelice.
Per chi avesse dimenticato, facciamo un rapido tuffo nel passato recente. 23 Ottobre 2011: uno dei momenti meno gloriosi della nostra storia (eufemismo).


Evidentemente Berlusconi pensava che noi, ma soprattutto i tedeschi, ci fossimo dimenticati la figuraccia di allora e così ha pensato bene, durante la presentazione di un libro di Renato Brunetta (quello che sostiene di non aver conseguito il Nobel per l’economia perché si è dedicato alla politica (sic)), di lasciarsi andare a considerazioni non proprio equilibrate in materia di economia e di moneta unica.
Il resoconto di questa ennesima intemperanza (sempre un eufemismo), lo potete trovare anche in un quotidiano che non è il Fatto, notoriamente piuttosto antiberlusconiano, ma Libero, che antiberlusconiano non è. Il primo articolo è quello relativo alle parole (molto in libertà e anche poco precise, come la percentuale di crescita del debito pubblico durante il Governo Monti, indicata nel 123%): http://www.liberoquotidiano.it/news/1086381/Berlusconi_show_L_euro_e_la_Merkel_ci_hanno_lasciati_in_mutande.html. Il secondo, di oggi, riferisce la reazione di Berlino: http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1086768/Merkel-di-nuovo-furiosa-col-Cav---Berlino-fuori-dall-euro-non-e-un-dramma--Assurdo-.html.
Buona stampa. Si capisce che anche Belpietro & Co. faticano, per così dire, ad apprezzare certe sparate.
Ritorniamo per un attimo agli articoli che avrei voluto farvi leggere nei giorni scorsi, giusto il tempo di informarvi che, ancora oggi, né l’intervista di Roncone né l’articolo di Verderami sono disponibili nell’edizione on line del Corriere della Sera. E questo, ne converrete, se non conferma i sospetti di cui vi ho parlato, non contribuisce neppure a farli svanire.
E veniamo al titolo di questo post. Si spiega molto semplicemente: anche James Bond, se fosse nato in Italia, avrebbe avuto seri problemi a diventare l’agente segreto più famoso del mondo. E come avrebbe potuto? Si sarebbe trovato la strada sbarrata da niente meno che l’agente Betulla, il voluminoso Renato Farina, uomo di cui ogni italiano dovrebbe essere orgoglioso per le doti morali eccelse dimostrate in varie occasioni, non ultima quella relativa alla condanna di Sallusti per il famoso pezzo firmato Dreyfus.
La storia di questa vicenda la potete leggere qui: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-27/caso-sallusti-farina-confessa-131405.shtml?uuid=AbS3fVkG&fromSearch. Da questo articolo potete proseguire per avere dettagli sull’intera questione.
Buona stampa.
Personalmente condivido l’opinione espressa da Enrico Mentana su Farina. Aggiungerei, però, alcune considerazioni. Non possiamo, infatti, dimenticare che Farina è oggi un deputato del Parlamento italiano. Eletto nelle file del Pdl quando già erano note diverse cose che, per chi comprende la nostra lingua, avrebbero dovuto far scartare la candidatura. Che Farina potesse rispettare il dettato dell’articolo 54 della Costituzione non verrebbe in mente a nessuno che, oltre a comprendere la lingua italiana, abbia a cuore le istituzioni democratiche.
La biografia di Farina la trovate su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Farina.
Niente male, vero? Questo squallido individuo è stato portato in Parlamento dal Pdl quando tutto ciò era già in gran parte noto. Non mi pare una colpa da poco. Oddio, non è che gli altri partiti sappiano scegliere tanto meglio, tuttavia direi che nessuno raggiunge i livelli del partito di Berlusconi nell’individuare gente che proprio non ha nulla a che fare con l’articolo 54 della Costituzione.
Basta. Abbiamo cominciato con i sorrisi di Merkel e Sarkozy, chiudiamo con l’allegria di un disco speciale. Un grande gruppo irlandese, The Chieftains, che interpreta, insieme a tanti musicisti di straordinario talento, alcuni pezzi pieni di ritmo e di vitalità, un incontro tra la tradizione irlandese e quella messicana celebrato da un geniale artefice di questo genere di riuscite alchimie: Ry Cooder, di cui torneremo a parlare senz'altro. Un CD davvero fuori dal comune, divertente e vario, dedicato al patrono di Irlanda, ma in versione spagnola: San Patricio. Da cui ho scelto La Iguana.


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