martedì 31 luglio 2012

Un ottimo quotidiano


Ho avuto un nuovo diverbio via mail con Piero Ostellino. Non ho ancora deciso se sia o meno il caso di pubblicarlo. Non per me, ma per lui, visto che, per quanto pungenti, le mie parole non mi sembrano (posso sbagliare), diversamente dalle sue, offensive e, per quanto maldestre, le mie considerazioni mi sembrano dimostrare (posso sbagliare), diversamente da quanto sembrano dimostrare le sue, che ho letto e cercato di capire le sue parole.
In ogni caso, pur avendo ancora le pale che frullano, devo riconoscere a Ostellino che è un interlocutore stimolante e divertente. E risponde ai lettori, il che gli va riconosciuto come un merito incontrovertibile.
Magari lo scambio di mail lo pubblicherò nei prossimi giorni, dopo aver parlato con la mia amica Carla, un’eccellente e grintosa donna di legge.
Nel frattempo, vi propongo un tuffo nel passato relativamente recente, con una polemica tra Fiorenza Sarzanini e Ostellino stesso, nella quale de Bortoli, direi correttamente, ha ritenuto di intervenire per chiudere la questione. Torniamo al maggio del 2010, quando si discuteva del possibile intervento, attraverso un progetto di legge dell’allora Ministro della Giustizia (di Grazia e Giustizia, più precisamente) Angelino Alfano, sulla diffusione di notizie relative a indagini della magistratura, ovviamente incluse le intercettazioni telefoniche.
Segue il pezzo di Ostellino:
E questo è l’intervento conclusivo di Ferruccio de Bortoli:
Un’osservazione: le date non sembrano collimare, ma come potrete vedere, l’articolo di Ostellino reca due date (23 Maggio e 8 Luglio), mentre l’articolo di Sarzanini è datato 22 Maggio e quello di de Bortoli pure risulta datato 8 Luglio. Credo che il problema dipenda dal momento in cui gli articoli sono stati pubblicati in rete. Come dimostra la citazione, da parte di de Bortoli, di questo pezzo di Luigi Ferrarella del 20 Maggio 2010, che merita di essere letto come gli altri:
Adesso leggete e fatevi la vostra opinione. Domani è il 1° Agosto, sicuramente avete il tempo per farlo.
Ah, dimenticavo...
Buona stampa. Queste cose fanno del Corriere un ottimo quotidiano.

Due modi diversi di difendere un'idea


Oggi torno a parlare di banche, argomento che m’interessa in generale, ma che, in questi mesi, si è andato arricchendo di nuovi e frizzanti aspetti.
Come prima segnalazione, un articolo del Sole 24 Ore, firmato da Stefano Carrer, nel quale si racconta di come alcune piccole banche americane abbiano iniziato a far causa agli istituti di maggiori dimensioni coinvolti nelle pratiche (collusive) di aggiustamento dei tassi interbancari, primo tra tutti il Libor (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-07-31/guerra-banche-caso-libor-064248.shtml?uuid=AbtzW0GG&fromSearch).
Buona stampa.
Prima osservazione: questo scandalo nasce dal mondo anglosassone, ma nel mondo anglosassone troverà anche la propria correzione in sede giudiziaria. Intendo dire che il sistema si è dimostrato inefficace nel prevenire i comportamenti illegali, ma offre gli strumenti per correggerne, almeno in parte, gli effetti in tempi relativamente brevi. Da noi le cose andrebbero ben altrimenti. A riprova del fatto che le banche coinvolte hanno timore delle conseguenze legali dei loro comportamenti non fatevi sfuggire il dettaglio relativo a HSBC: ha accantonato 2 miliardi di dollari per far fronte a eventuali rimborsi.
Seconda osservazione: sono diversi anni ormai che il mondo bancario rivela una propensione non proprio trascurabile all’operare sul confine della legalità e anche al di là dello stesso (sempre Hsbc, per esempio, risulta coinvolta in imponenti movimenti di riciclaggio di denaro).
La politica deve finalmente decidersi ad affrontare la questione per cercare di risolverla in maniera efficace.
A tale proposito, capita a fagiolo un articolo di Luigi Zingales, pure pubblicato sul 24 Ore di oggi: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-07-30/spezzare-grandi-banche-cattive-230101.shtml?uuid=AbNoSzGG.
Buona stampa.
Mi piace lo stile di Zingales, è rapido, preciso, diretto. E si pone abbastanza in discussione, cosa che non sono in molti a fare, specie tra i giornalisti italiani. Mi piacerebbe che anche Piero Ostellino leggesse questo pezzo di Zingales, forse (ripeto: forse) riuscirebbe lui pure a capire che bisogna anche avere un po’ di capacità autocritica per apparire e, soprattutto, essere credibili.
Andate a leggere il suo articolo di ieri, in gran parte dedicato alla vicenda delle indagini palermitane sul rapporto Stato-Mafia e, in particolare, al passaggio di denaro da Berlusconi a Dell’Utri: non c’è soltanto la questione della villa nel mirino dei pubblici ministeri. La somma versata per la proprietà sul lago di Como, infatti, rappresenta soltanto una parte del flusso consistente di denaro tra i due. Guarda caso, Ostellino non se ne ricordava…
Mala stampa. Soprattutto perché, ancora una volta, nel suo furore polemico Ostellino perde di vista il giusto obiettivo della sua analisi, ossia il fatto che il nostro sistema giudiziario soffre di alcune gravi patologie, molte delle quali riconducibili all’organizzazione e alla cultura dei magistrati. Come darsi la zappa sui piedi… Pensare che ha quasi il doppio degli anni di Zingales. Dov’è finita la saggezza degli anziani?

lunedì 30 luglio 2012

Equità, indispensabile ovunque


Il primo articolo che vi segnalo è apparso ieri su La Lettura, l’inserto domenicale del Corriere della Sera. L’autore è Michele Salvati, che analizza la mancanza di leadership di cui soffre l’Europa, argomento del quale ho parlato anche troppo; oggi lascio che a farlo sia Salvati, che è molto più preparato e bravo di me: http://lettura.corriere.it/debates/l%E2%80%99identikit-del-leader/.
Buona stampa.
Il Mastino truce, Sergio Rizzo, non sembra intenzionato, almeno per ora, ad andare in vacanza e così mi tocca (in realtà lo faccio con piacere) segnalarvi un suo articolo anche oggi. L’argomento è troppo ghiotto (sebbene indigesto, come quasi tutti quelli di cui si occupa): l’andamento dei conti della RAI (http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_30/rai-cause-lavoro-giudice_aa9a3370-da04-11e1-aea0-c8fd44fac0da.shtml).
Buona stampa.
Questo articolo mi da motivo di tornare su un tema di cui ho già parlato, ma mi sembra indispensabile riprenderlo.
Io ho detto e ripeto che, finché esiste, il canone RAI va pagato, però se non si mettono in mente di cambiare certe regole, di cui ho già scritto in passato, e se non si decidono a fare la voce grossa là dove l’evasione risulta maggiore, credo che mi faranno passare la voglia di pagarlo.
In realtà, il problema è più grave e riguarda molte altre norme, non soltanto di natura fiscale. Non è tollerabile che, in certe zone, un'elevatissima percentuale di abitanti ignori alcune leggi e lo faccia senza che nessuno tenti neppure di modificare la situazione. Ritorniamo all’ultimo articolo di Stella che vi ho suggerito di leggere, quello sull’abusivismo edilizio. Ma vi pare possibile che Enel e Telecom non facciano una piega ed effettuino gli allacciamenti in case abusive? Probabilmente, anzi di sicuro, le cose sono cambiate in seguito alla privatizzazione di entrambe le società, ma oltre vent’anni orsono, quando presi in affitto un appartamento, sia Enel che Sip (allora si chiamava ancora così) vollero copia del contratto di locazione per aprire la procedura di allacciamento. Forse si eccedeva allora nella direzione del rigore, ma certo oggi si eccede in quella del lassismo.
E a ogni buon conto, nell’epoca dei computer, possibile che non si riesca a incrociare i dati e far emergere le situazioni illegali? Sono certo che si possono confrontare gli archivi dei Catasti con quelli dell'Enel, ci vorrà un esperto informatico di buon livello, niente di più. Possibile che nessuno, dalle parti del Governo e del Parlamento, si renda conto di quanta acqua si porta al mulino (piuttosto sgangherato) della Lega tollerando un così elevato spread nell'applicazione della legge nelle diverse regioni italiane? Evidentemente esiste la volontà politica di non intervenire adeguatamente in questa materia.
Sarebbe il caso che persone serie e stimabili come sono il Professor Monti e la Dottoressa Tarantola e il Dottor Befera e i tanti altri coinvolti si ricordassero che l'equità non è un concetto da intendersi solo in senso quantitativo. Non devono soltanto pagare di più i più ricchi, ma devono anche pagare tutti ovunque! E' arrivato il momento di affrontare seriamente la questione dell'equità geografica nell'applicazione della normativa fiscale e non solo (pensate all'assicurazione RCAuto).
Non posso negarlo: vorrei tanto che il Mastino truce andasse a spulciare i numeri delle raccomandate da Lamezia dirette al Nord, al Centro, al Sud e alle Isole. Sarebbe interessante verificare se, a fronte di un’evasione del canone RAI superiore al 40% in Sicilia e in Campania, le raccomandate spedite da Equitalia, per recuperare le somme evase, in quelle regioni sono più o meno numerose di quelle spedite, che so?, nel Veneto piuttosto che in Liguria.
Farò di più, suggerirò a Rizzo di occuparsi dell'argomento. E vi dirò come va a finire.

domenica 29 luglio 2012

Un po' per farvi arrabbiare, un po' per distrarvi


Scommettiamo che ci vuol poco per guastarvi questa calda domenica di fine luglio? O, per dir meglio, per guastarla a quei pochi che vorranno perdere tempo con i miei suggerimenti.
Cominciamo dalle più recenti statistiche sulle presenze dei deputati nel corso delle votazioni di Montecitorio.
Ho trovato la notizia sul Corriere della Sera e, per curiosità, sono andato a cercarla anche sui siti degli altri principali giornali italiani, senza riuscire a trovarla (ammetto di aver fatto una ricerca veloce, perciò potrei sbagliare e mi auguro che venga da voi qualche smentita).
Vi indico, quindi, l’articolo del quotidiano milanese, firmato da Valentina Santarpia: http://www.corriere.it/politica/12_luglio_29/deputati-assenze-uno-su-cinque_4b20b864-d93d-11e1-baf7-133d6e5f95b5.shtml.
Buona stampa.
Sarò prevenuto, ma che non ne parlino il Giornale e Libero, tanto per non indicare qualche testata indifferente alla notizia, mi sembra che si possa spiegare visti i nomi dei primi nella classifica degli assenteisti. Anche se, bisogna riconoscerlo, il povero Ghedini ha parecchio da fare con quel cliente birichino che si ritrova.
Sempre dal Corriere e sempre per guastarvi la giornata l’editoriale di oggi, firmato da Sergio Rizzo: http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_29/gli-smemorati-del-bel-paese-sergio-rizzo_f27c52be-d945-11e1-baf7-133d6e5f95b5.shtml.
Buona stampa.
Riprende parte degli argomenti del pezzo di ieri, di cui vi avevo parlato senza potervi indicare il link (tra l’altro non è ancora disponibile). Penso che, ammesso siate passati indenni attraverso la lettura dell’articolo di Santarpia (ma non lo credo), quello di Rizzo riuscirà a farvi arrabbiare.
Davvero hanno facce di bronzo…
Ci avviamo verso la conclusione. Dopo avervi irritato, spero di indurvi al sorriso. Vi indico il collegamento alla vignetta odierna di Giannelli, che non farà piacere al nostro Presidente del Consiglio, ma, purtroppo, è tutt’altro che infondata (http://www.corriere.it/foto_del_giorno/giannelli/12_luglio_29/giannelli_e14bdd8a-d944-11e1-baf7-133d6e5f95b5.shtml).
Buona stampa.
E, come spesso accade la domenica, vi propongo un ascolto musicale. Shine è un brano di Joni Mitchell (da molti anni una delle mie artiste preferite), nel quale troverete riferimenti alla politica americana, ai mali del nostro tempo e alla inciviltà (o se preferite all’indifferenza alle regole della civile convivenza) con cui, ovunque nel mondo, ci si deve misurare ogni giorno. Però noi possiamo continuare a far brillare la luce. Questo è il link al testo in lingua inglese, però credo ci sia in rete anche la traduzione italiana: http://www.azlyrics.com/lyrics/jonimitchell/shine.html.


sabato 28 luglio 2012

Faccio ancora ammenda


Oggi cerco nuovamente di correggermi, così come ho fatto ieri dedicando spazio al povero Sallusti, che avevo a lungo ingiustamente dimenticato. Davvero continuo a domandarmi come ho potuto far trascorrere settimane senza occuparmi di lui: i suoi editoriali sono capolavori, esempi perfetti di come si tenti di piegare fatti e situazioni per rendere credibile il proprio punto di vista. Impagabile, anche se qualche danno lo fa, pochi vista la tiratura…
Veniamo alle correzioni di oggi. Gian Antonio Stella, quel Bobtail sornione, dedica un articolo al fenomeno dell’abusivismo edilizio, le cui dimensioni sono a dir poco spaventose, tanto da arrivare a situazioni paradossali come quella descritta nel pezzo (http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_28/si-vendono-appartamenti-abusivi_d76205b8-d874-11e1-8473-092e303a3cd5.shtml).
Buona stampa.
Ora mi può anche andare giù (non proprio, ma faccio finta) che Berlusconi non si preoccupi di chiedere a Caldoro come mai non abbia fatto nulla in due anni che è alla guida della Campania: in fondo di condoni, come ricorda Stella, Berlusconi ne ha promossi 2 nei dieci anni trascorsi alla Presidenza del Consiglio. Intendo dire che viene il sospetto che a Berlusconi gli abusi edilizi piacciano e che quindi non se ne preoccupi…
Mi piace senz’altro meno che Bersani non senta il bisogno di fare la stessa domanda a Bassolino, che ha guidato per ben più di due anni la Campania. Aggiungerei: purtroppo.
Il punto è che, in Italia, quando si tratta di mettere insieme voti, come dice il Bobtail, nessuno va per il sottile. Il problema è come possiamo fare per spazzare via questa classe politica. Non saranno certo di Pietro e Grillo e Ri-Berlusconi a cambiare le cose. Specie se non si modifica il sistema elettorale. E guarda caso, su questo, non si arriva mai al dunque.
Ammetto di aver trascurato anche Sergio Rizzo, l’altro Mastino, del quale oggi c’è un ottimo articolo sul Corriere, ma il pezzo non è disponibile on line. Vi terrò aggiornati.
Siccome nel suo pezzo Rizzo cita Formigoni e, come sapete, io ho una particolare simpatia per il già Celeste, vado a ripescare Jena da La Stampa di giovedì: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=44&ID_articolo=1839&ID_sezione=59.
Buona stampa. Non avrei saputo dir meglio…
Ecco, in un solo post ho cercato di compensare le mie recenti dimenticanze. Non si fa fatica con i Mastini e con Jena. Ce ne vorrebbero di più come loro. E ci teniamo pure Sallusti, giusto per tirarci su quando abbiamo una brutta giornata.

venerdì 27 luglio 2012

Qualche dubbio rimane. Al Giornale, però, una certezza...


Non era difficile prevedere che le parole di Draghi suscitassero reazioni contrastanti. Potete trovare su La Repubblica (http://www.repubblica.it/economia/2012/07/27/news/la_bundesbank_gela_i_mercati_la_bce_non_acquisti_titoli_di_stato-39821189/) una sintesi di chi sono e di cosa pensano coloro che osteggiano le affermazioni di Draghi.
Ovviamente queste prime dichiarazioni hanno rispedito borse e differenziale dei tassi sull’otto volante, poi ha parlato il governo tedesco e l’andamento è tornato positivo. La notizia che persino il Ministro delle Finanze Schaeuble condivide e sostiene l’orientamento di Draghi la trovate su tutti i quotidiani nostrani, ovviamente. Per tutti, vi rimando a Libero (http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1065784/La-Germania-attacca-Draghi--Le-Borse-di-nuovo-giu.html).
Cronaca, nessun giudizio.
Non mi sembra che siano stati spazzati via i dubbi e direi che rimane incertezza sulla qualità e la quantità di armi che la Bce potrà impiegare. Il problema, purtroppo, è ancora una volta politico. Draghi può anche spingersi ad assumere certi impegni e, nel farlo, non viola il suo mandato. Il problema è la misura del supporto politico su cui può contare. E questo, francamente, mi sembra difficile da quantificare in questo momento. I governanti europei ci hanno abituati a cambiamenti di posizione piuttosto frequenti. Aspettiamo ancora qualche giorno…
Sono il solo a essere scettico? Non direi. Dei dubbi del Financial Times ho parlato già ieri, oggi trovo conferma alla mia prudenza in un articolo di Bastasin sul Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-27/indipendenza-coraggio-064703.shtml?uuid=AbjJhUEG).
Buona stampa.
In conclusione, torno su un vecchio argomento che mi sta particolarmente a cuore: il già Celeste Formigoni, il quale, forse, più che preoccuparsi della Procura di Milano dovrebbe preoccuparsi di chi pensa di difenderlo. Leggetevi questo pezzo di Sallusti: http://www.ilgiornale.it/news/interni/825477.html.
Mala stampa.
Mi soffermo soltanto su un punto, per il resto trovate dei commenti sul sito del Giornale. Riporto la frase:
“Formigoni ha commesso l'ingenuità di frequentare (pure da ospite in vacanza) personaggi come Daccò che gravitavano nel ricco mondo della sanità lombarda. Capita. Per esempio, un altro numero uno dello stesso settore, Rotelli, frequenta il Corriere della Sera al punto da sedere nel consiglio di amministrazione. Eppure, giustamente, nessuno sospetta di scambi di favori e cortesie illegali tra il quotidiano di via Solferino e uno dei suoi amici-padroni.”
Allora, per cercare giustificare le cattive frequentazioni di Formigoni, il monumento al giornalismo indipendente e razionale, il geniale Sallusti, confronta la posizione del già Celeste con quella di Rotelli, proprietario di un grande gruppo privato attivo nel settore della sanità, all’interno del Corriere della Sera, società privata, nella quale Rotelli pesa, ma come altri soci. Più che un paragone mi sembra un paracarro, bello grande e molto solido, sul quale si schianta ogni (eventuale) residua credibilità del direttore del Giornale. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo uno così… Mi viene da ridere soltanto a pensare che esiste. E mi devo rimproverare per averlo trascurato così a lungo. Prometto di dargli più spazio. Lo merita tutto. Speriamo che Berlusconi, nel suo fervore ri-rivoluzionario (sic), oltre a privarci della sua eccellente igienista dentale, non decida di affidare la direzione del Giornale a qualcuno privo dello straordinario umorismo di Sallusti.

giovedì 26 luglio 2012

Arrivano i nostri?


Questa mattina, a Londra, Mario Draghi ha parlato e questo ha impresso una svolta all’andamento del differenziale d’interesse dei titoli di stato di Spagna e Italia rispetto a quelli della Germania. E sembra anche aver messo lo sprint alle borse.
Possiamo essere felici e metterci tranquilli? Non ne sono affatto sicuro. Anche se l’impegno assunto da Mario Draghi è molto chiaro e importante, resta da vedere se ha veramente tutte le armi necessarie per salvare l’euro e se, a livello di direttivo della Bce, tutti la pensano come lui. Mi auguro, ovviamente, che questi dubbi siano immotivati e vengano presto spazzati via da fatti concreti. Le ragioni di scetticismo, tuttavia non sono poche. Una buona analisi la trovate in questo pezzo del Financial Times: http://www.ft.com/intl/cms/s/0/6ce6b2c2-d713-11e1-8e7d-00144feabdc0.html#axzz21joRADv4.
Buona stampa.
Il mondo anglosassone è da sempre, come dire?, poco entusiasta dell’euro, ma il pezzo in questione è molto concreto e non mi pare viziato da pregiudizi. Non dobbiamo neppure sopravvalutare le fiammate dei mercati finanziari: non sarebbe la prima volta che gli indici s’impennano il giovedì per precipitare il venerdì.
Vero che il mondo della finanza vive anche di aspettative, di chiacchiere e di istinti, ma, appunto per questo, ciò che oggi appare spingere in una direzione domani potrebbe far invertire la rotta.
Per questo preferisco essere prudente. Ricordate Guicciardini? Meglio non dar nulla per scontato. E auguriamoci che San Mario Salvatore abbia davvero tutte le armi che servono e che anche le scorte di munizioni siano adeguate.

mercoledì 25 luglio 2012

Non ditemi che sono noioso...


Sono sicuro che lo saprete già, ma non posso privarmi del piacere di contribuire, nel mio piccolissimo, a diffondere la notizia: quel tale che si sbrodolava addosso felice di essere chiamato Celeste, ormai fattosi di un grigio decisamente scuro, dovrà trascorrere qualche ora ospite della Procura della Repubblica di Milano, che lo indaga formalmente dal 14 giugno scorso. Ecco il comunicato della Procura così come riprodotto dal Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-25/avviso-garanzia-formigoni-accusato-102426.shtml?grafici.
Non aggiungo altro, se non che potrete trovare sui siti di tutti i quotidiani italiani approfondimenti adeguati. Io, per ora, evito di fare commenti. Ho già fornito più volte prova che ammiro senza riserve Formigoni (si fa molto per dire, molto ovviamente). Che la giustizia faccia il suo corso.
Peccato che, nel nostro malandato paese, magistratura e avvocatura abbiano fatto l’impossibile per rendere il sistema vergognosamente lento. Leggetevi un po’ la storia del Governatore dell’Illinois Blagojevich. Questo è il link alla pagina della versione americana di Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Rod_Blagojevich. Per vostro comodo, riporto la parte relativa al processo subito dal medesimo Governatore. Nel volgere di poco più di due anni Blagojevich è stato condannato e sta scontando la pena. Speriamo che, per i tempi del giudizio, il Tribunale di Milano prenda lezione dal Tribunale Federale che ha spedito Blagojevich in carcere. Scommetto qualsiasi somma che, prima di arrivare al verdetto definitivo su Formigoni, passeranno ben più del doppio dei due anni e sette mesi impiegati nell’Illinois.

Federal trial

Blagojevich was indicted by a federal grand jury in April 2009.[83] Most of the charges related to attempts to sell the Senate seat vacated by then-President-elect Barack Obama.[84] On August 17, 2010, he was convicted on one of the 24 federal charges, a charge of lying to the FBI, and the jury was hung on 23 other counts.[82] The defense did not call a single witness, claiming that prosecutors did not prove their case. Because the jury could not agree on the remaining charges, a mistrial was ordered for those counts. Within fifteen minutes after the mistrial was declared, the prosecution team announced that they would definitely pursue a retrial on the twenty-three mistrial counts. A post-verdict court date was set for August 23, 2010.
Federal prosecutors reduced the number of counts for Blagojevich's retrial,[85] and on June 27, 2011, he was found guilty of 17 of the 20 charges, not guilty on one, and no verdict was rendered by the jury on two counts.[86] He was found guilty on all charges pertaining to the senate seat, as well as extortion relating to state funds being directed towards a children's hospital and race track. However, he was acquitted on a charge pertaining to the tollway extortion and avoided a guilty verdict (by split decision) on attempting to extort Rahm Emanuel.[87][88] On Wednesday, December 7, 2011, Blagojevich was sentenced to 14 years in federal prison.[89] He reported to prison on March 15, 2012 at Federal Correctional Institution, Englewood in Littleton, Colorado.[90] There is no parole in the Federal Prison System, however under federal rules, Blagojevich will serve at least 85%, or 12 years of his sentence after which time he may be eligible for early release (in 2024) based on good behavior.
Un testo interessante, non c'è che dire. Istruttivo sotto molti punti di vista. Il sistema giudiziario americano non sarà certamente perfetto (anzi, non lo è senz'altro considerando l'elevato numero di errori giudiziari anche in casi cui è seguita la pena di morte), però mi sembra più produttivo del nostro.
Passando ad altro argomento, non dubito di far cosa gradita nel fornire la possibilità di aggiornarvi sul caso dei maestri del bon ton finanziario e non solo: Salvatore Ligresti e i suoi tre deliziosi pargoletti. Anche di loro ho già detto altrove quanto poco li apprezzi, quindi mi limito a indicarvi il link al pezzo che oggi il Sole 24 Ore ha dedicato alle ultime novità del caso (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-07-25/giallo-lettera-ligrestimediobanca-064306.shtml?uuid=AbWRQRDG&fromSearch).
Buona stampa.

In attesa di San Mario Salvatore


Credo che le giacche di Mario Draghi stiano cominciando a sfilacciarsi in più punti tante sono le mani che, da mesi, le agguantano e le tirano al fine di indurre il Presidente della Bce ad agire (o non agire) per far fronte alla crisi dell’euro.
Lo fanno i politici di varie nazioni (non soltanto europee) e lo fanno giornalisti e commentatori dei principali organi di stampa (non soltanto europei).
Ne trovate una prova sul Sole 24 Ore di oggi. Cominciamo da un  articolo del corrispondente da Francoforte, Alessandro Merli: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-24/maggioranza-agire-220835.shtml?uuid=AbDIaPDG.
Buona stampa.
E proseguiamo con un editoriale di Adriana Cerretelli, come sempre pungente e, perché no?, anche un po’ aspra: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-25/lultima-ridotta-francoforte-063533.shtml?uuid=Ab45LRDG.
Buona stampa.
Non sono sicuro che Draghi, quando assunse l’incarico nel novembre dello scorso anno, prevedesse di trovarsi oggi a fronteggiare una situazione nella quale tutti si volgono al lui (e all’istituzione da lui guidata) sperando che sappia trovare il bandolo di una matassa che, aggrovigliata da banche e altri investitori disposti a tutto pur di rendere più cospicuo l’importo all’ultima riga del conto economico, i politici si sono ben guardati dallo sbrogliare, cincischiando intorno a essa così da complicare il lavoro della Bce.
Non sono certamente più ottimista di ieri sera, al contrario. Mi sto soltanto adeguando nuovamente alle parole di Magris e al mio “compito istituzionale”, mettendo un po’ da parte le mie opinioni e lasciando parlare gli altri.
Anche dal Corriere potete trarre ottimi elementi di riflessione sulla crisi che sta attraversando l’Europa. Ernesto Galli della Loggia, che è uno storico, fa il suo mestiere nell’editoriale di oggi: http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_25/galli-della-loggia-un-antica-diversita_7d5634fe-d617-11e1-bdd2-f78a37bd7a67.shtml.
Buona stampa.
Unica annotazione critica: nel raccontare quante e quanto antiche siano le differenze tra le nazioni europee (sia quelle della Ue, sia quelle che non ne fanno parte), non avrei trascurato di ricordare come, negli ultimi anni, i politici di questi paesi abbiano progressivamente rinunciato a operare così da attenuare gli effetti di queste differenze.
Oddio, si capisce che lo sa bene (e lo ha scritto ancora qualche mese fa), ma io penso che certi concetti vadano ripetuti. Non per chi viene criticato (hanno tutti la pelle più spessa di quella degli squali), ma per tenere desta la nostra attenzione e, magari, per indurre a riflettere anche qualcuno di noi che continua a farsi affascinare dalle chiacchiere e non valuta quel che si produce nei palazzi del potere, siano essi capolavori del Barocco romano o opera degli architetti contemporanei (sì, quelli indicati con quella parola composta orrenda che mi guarderò bene dall'impiegare).
Ritornando al discorso iniziale: ammesso e non concesso che la Bce decida di intervenire così come suggeriscono in tanti, siamo sicuri che quando verrà il dopo, non ci ritroveremo con un'eredità difficile da gestire esattamente come la situazione attuale? Negli ultimi anni le ricette si sono sprecate, ma di piatti decenti in tavola non ne sono arrivati.
Buon giorno e buona fortuna.

martedì 24 luglio 2012

A tavoletta verso il Monte di Megiddo


A quanto pare, ancora una volta la costanza e l’impegno vengono premiati: i governanti europei hanno tergiversato talmente a lungo, ovviamente ognuno per ragioni di tornaconto politico interno diverse, lasciando così incancrenire una situazione che, temo, difficilmente sarà rimediabile.
Ormai anche i sassi hanno capito che l’euro è un edificio costruito senza le necessarie fondamenta. Dietro la moneta unica non c’è quasi nulla di quello che sarebbe necessario anche in situazioni normali, ma noi non stiamo vivendo una situazione normale. Lo dimostra il fatto che sono ormai trascorsi quasi quattro anni da quando il governo americano (guidato da George W. Bush e con Paulson Segretario del Tesoro) ha lasciato fallire Lehman Brothers e la crisi iniziata allora si è diffusa nel mondo, mettendo in evidenza, una dopo l’altra, tutte le carenze dei meccanismi che regolano l’economia e la finanza degli stati e delle imprese, prime tra tutte le banche.
E questo è successo mentre leader politici, economisti e dirigenti aziendali hanno continuato imperterriti a guardare un po’ meno distante della punta del loro naso. Ci hanno sommerso di chiacchiere (più o meno farneticanti) e non hanno fatto quasi nulla di quello che, ognuno nel proprio ruolo, avrebbero dovuto fare.
I politici, non dovrei neppure ripeterlo, danno il peggio di loro stessi, meritandosi ampiamente di vedersi addossare la maggiore colpa della situazione attuale. Solo oggi, con quella nota diffusa dal governo spagnolo, si è raggiunto l’apice dell’inettitudine. Provate a immaginare come avranno reagito i signori che, davanti ai terminali dei loro computer, da mesi operano così da trarre il massimo beneficio dalla crisi economica internazionale nel sapere che non esisteva nessun accordo tra Francia, Italia e Spagna nel sollecitare l’operatività del cosiddetto scudo salva-spread.
Non che un eventuale accordo fosse risolutivo, ma annunciarlo senza che esistesse, cribbio, anzi no, cazzo (ci vuole, cazzo!), come si fa?
E’ l’ennesima, forse più desolante, dimostrazione di quanto distanti siano dalla realtà i signori cui abbiamo affidato il nostro destino. In giro per il mondo, mentre scrivo, centinaia di operatori finanziari festeggiano, consapevoli che hanno davanti a loro ancora molte settimane per sfruttare ulteriormente lo spazio sconfinato lasciato loro da governanti imbelli, preoccupati soltanto di sopravvivere alle prossime elezioni, così attenti a sé stessi e distratti dal bene collettivo da non riuscire a mettere insieme lo straccio di una politica comune per fronteggiare una crisi che sta portando l’Europa (tutta l’Europa) e con essa il mondo verso il disastro.
Non v’indico nessun articolo da leggere. Fate un po’ di fatica da soli, sempre che ne abbiate voglia. Se trovate qualche ragione per darmi torto, scrivete pure. Il blog è più che mai aperto alle vostre opinioni, soprattutto se in contrasto con le mie. Sarò felice di essere smentito.
Nel frattempo, buona notte e molta buona fortuna.

lunedì 23 luglio 2012

Ribeccarci quello? No, grazie!


Non imprevedibile: la settimana si apre con uno scossone ai mercati, ancora pronti a sfruttare l’ampio spazio concesso alla speculazione dall’inedia e dall’inettitudine dei governanti europei. Oltre che dalle chiacchiere in libertà di ministri spagnoli, tedeschi, italiani e d’ogni dove.
Per quel che ci riguarda più da vicino, grazie all’attenzione ai propri problemi e alla distrazione rispetto a quelli del paese da parte dei politici, non siamo certamente in grado di offrire agli operatori finanziari ragioni per investire su di noi e non contro di noi, come continuano a fare (i dati del differenziale d’interesse sui titoli pubblici e l’andamento della borsa la dicono lunga sulla fiducia che ci siamo guadagnati nelle ultime settimane).
Non c’è nulla che Monti possa fare se la politica continua a offrire una modestissima immagine e a rafforzare la convinzione che, dopo le elezioni politiche e allontanati i cosiddetti tecnici, riprenderà l’andazzo di sempre, quel bel modo di amministrare che è all’origine delle nostre condizioni pessime, determinate soprattutto dalle dimensioni del debito pubblico. A tale riguardo, vi suggerisco di leggere l’editoriale di Panebianco sul Corriere di oggi (http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_23/troppi-topi-nel-formaggio-panebianco_e6b0498e-d483-11e1-9251-6da620bfc4cf.shtml).
Buona stampa.
Devo ammettere che non è facile dire se la scadente immagine di noi che stiamo rapidamente ricostruendo è dovuta maggiormente all’azione di questo o quel pezzo dello schieramento politico.
Appare, comunque, difficile negare che il ventilato ritorno di Berlusconi venga giudicato molto negativamente all’estero. Dopo l’Economist, anche il Financial Times ha deciso di occuparsi della questione (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/664317a6-d409-11e1-942c-00144feabdc0.html#axzz21QoqldoR).
Buona stampa. Come di consueto.
Pur consapevole che finirò per irritare più di qualcuno e di perdere un paio dei miei tre lettori, dirò che nulla sarebbe più nocivo della candidatura di Berlusconi alla Presidenza del Consiglio. Ho già scritto che ha avuto moltissimi anni a disposizione per effettuare il cambiamento che aveva promesso e che non c’è nessuna ragione per accreditargli la capacità di realizzare in futuro quello che non ha saputo realizzare nei quasi diciannove anni in cui ha rivestito un ruolo centrale nella politica italiana, dei quali quasi dieci in qualità di Presidente del Consiglio.
Il problema è che manca chi, nella sua parte politica, ha abbastanza coraggio e indipendenza dal suggerirgli di dedicarsi ai nipotini. Oltre alle parole di Martino riportate dal Financial Times (e Martino è sicuramente uno degli uomini migliori del centro-destra), leggetevi un po’ cosa riescono a dire Galan, la Gelmini e Rotondi in questa cronaca tratta dal Corriere di oggi: http://www.corriere.it/politica/12_luglio_23/berlusconi-ritorno-campo-candidatura_16d09c94-d485-11e1-9251-6da620bfc4cf.shtml.
C’è poco da stare allegri, direi. E noi, purtroppo, non possiamo prendercela con loro come fanno i tifosi del Milan con Galliani. A noi è preclusa un’azione legale per farci rimborsare l’abbonamento. Noi corriamo il rischio di sorbirci un’altra volta la rappresentazione offerta dalla modesta squadra che può formare una persona che, oltre a preoccuparsi dei fatti suoi e non dei nostri, si circonda di scimmiette che non sentono e non vedono, ma parlano, però soltanto per dare ragione al capo.
Il bravo Galan, per chi lo avesse dimenticato, è quel tale che, Ministro, ma non deputato, si faceva prestare la tessera dalla sua amica Giustina Destro, deputata, per poter usufruire del barbiere di Montecitorio (Che classe!!!), quando le tariffe erano ancora quelle scandalosamente basse parte del “pacchetto” di benefici che i nostri parlamentari avevano pensato bene di attribuirsi. E che, in gran parte, sono ancora lì, ovviamente appena scalfiti dalle promesse di Schifani e Fini.
Buon giorno e buona fortuna.

venerdì 20 luglio 2012

Ubi maior minor cessat 2


Sempre in omaggio alla regola di cedere la parola a chi sa servirsene molto meglio rispetto a me, vi suggerisco un articolo di Carlo Bastasin sul 24 Ore di oggi. Se ne apprezza la sintesi impeccabile nel descrivere il progresso della crisi del debito (in particolare per quel che ci riguarda) e la nitida compostezza con cui richiama la nostra classe dirigente ai suoi doveri: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-20/vero-scudo-credibilita-063550.shtml?uuid=Ab3W8fAG.
Buona stampa.
Tutto quel che serve per farci dimenticare, almeno per un paio d’ore, come la nostra stampa, purtroppo, si sia in gran parte adeguata alla qualità dei nostri politici. E di prestarsi ai loro giochi con inaccettabile disponibilità. Poche schiene diritte, anche nelle testate di maggior prestigio. 
Ho il sospetto, comunque, di aver perso un po’ di grinta… O forse di preferire la lettura di che merita buoni giudizi. Vedremo di occuparci degli ultimi della classe nei prossimi giorni.

Ubi maior minor cessat


Da qualche mese il Sole 24 Ore offre la possibilità di acquistare dei piccoli volumi di racconti o romanzi brevi di scrittori italiani e stranieri (escono la domenica, però penso si possano comperare anche successivamente).
In questi giorni sto leggendo “Un altro mare” di Claudio Magris. Un romanzo breve, non sempre scorrevole, ma interessante, tra l'altro, per come ricostruisce le vicende di alcuni giovani amici goriziani negli anni a cavallo della Prima Guerra mondiale e del disfacimento dell’Impero Asburgico. Vale la pena di leggerlo.
Mi servo di una citazione dal lavoro di Magris per introdurre l’articolo che vi suggerisco in questo post.
“… amare vuol dire ascoltare, e leggere vale più di scrivere; se proprio si vuole prendere la penna, (…), lasciar stare l’esibizione personale e porsi al servizio di parole grandi.”
Ecco, io non traduco (l’ho fatto molto raramente per voi), ma consiglio la lettura di articoli che, prevalentemente, meritano di essere letti perché sono di qualità, sia nel contenuto che nella forma.
Forse sostituirò, o affiancherò, la frase di Magris a quella di De Sanctis perché la condivido pienamente.
Quanto al pezzo da leggere è tratto dall’Economist: http://www.economist.com/node/21559371.
Buona stampa.
Io non potrei neppure farmi sfiorare dall’idea di saper esporre così bene i fatti e spiegare con simile chiarezza il pericolo che ha davanti il nostro paese. Mi dispiace solo di non poter indicare chi è l'autore o chi sono gli autori.

mercoledì 18 luglio 2012

Sprezzante del ridicolo


Oggi parliamo di calcio. Il Corriere della Sera dedica un simpatico articolo alla campagna acquisti (forse sarebbe meglio dire campagna vendite) del Milan e alle frasi dei massimi dirigenti che hanno scandito le vicende in questione. L’autore è Alberto Costa e questo è il collegamento:
Buona stampa.
Mi chiedo e vi chiedo: ma Galliani e Berlusconi pensavano di farla franca? Evidentemente la risposta è sì: pensavano di farla franca. Pensavano che nessuno li avrebbe posti di fronte alle loro affermazioni.
In realtà, questo atteggiamento è molto diffuso e, purtroppo, è dilagato da anni in ambiti assai più importanti del calcio.
In questo paese nessuno come i politici si sente autorizzato a dire qualsiasi cosa senza preoccuparsi delle conseguenze e, soprattutto, senza preoccuparsi di essere minimamente coerente (e non parliamo di sincerità). L’importante è parlare, non dire. Quel che conta è ottenere un po’ di attenzione da parte dei mezzi di comunicazione (continuiamo a chiamarli così anche se la definizione è sempre meno appropriata).
Ricordate l'articolo di Bastasin che vi ho segnalato qualche giorno fa? Se lo avete dimenticato, tornate a leggerlo: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-13/sconfiggere-disillusione-063548.shtml?uuid=AblBL56F.
Mi viene da pormi un’altra domanda: Berlusconi si dedicherà a prendere in giro soltanto i tifosi del Milan o lo farà anche con gli italiani? Se uno mente ai tifosi della squadra che possiede e presiede, se realmente si ri-candiderà alla Presidenza del Consiglio (sesta volta, sempre che ricordi correttamente), potrebbe rifilare panzane mica da poco anche agli elettori.
Sprezzante del ridicolo come sempre.
Dovevo parlare di calcio, o sbaglio?

lunedì 16 luglio 2012

Rinnovare! Rinnovare! Rinnovare!


Dalla vignetta di Disegni alle considerazioni di Irene Tinagli su La Stampa di oggi (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10336).
Buona stampa. E sarebbe un voto più alto, se ci fosse.
Tinagli ha meno di quarant’anni e un curriculum accademico di tutto rispetto. Le sue osservazioni, nelle quali si percepiscono tristezza e delusione profonde, le condivido pienamente. Non rientro nella categoria, il problema, quindi, non mi coinvolge direttamente, ma, così com’è, l’Italia ha poco o nulla da offrire a chi abbia meno di quarant’anni. Ribadisco, quindi, il suggerimento che ho formulato già in passato ai più giovani: andate altrove, seguite l’esempio dell’editorialista de La Stampa. Irene Tinagli, infatti, insegna in Spagna e ha sviluppato gran parte della sua carriera all’estero. Aggiungo e sottolineo: saggiamente, oltre che con merito, come potete vedere dalla sua biografia su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Irene_Tinagli).
E nessuno può accusarla di parlare di questi temi adesso. L’ha fatto, con decisione e trasparenza, in particolare già nel 2008, quando si dimise dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico. La lettera che inviò allora a Veltroni merita di essere letta:
Volendo, tuttavia, essere ottimista, e voglio esserlo, posso soltanto augurarmi, per i più giovani, che qualcuno tra loro sappia effettivamente accettare la sfida che Tinagli lancia in conclusione del suo articolo. Lì fuori, ne sono certo, ci sono tanti eccellenti ragazzi e ragazze italiani, dotati delle straordinarie capacità che serviranno per scalzare la pessima classe dirigente che hanno espresso le generazioni più vecchie, la mia compresa, ovviamente.
Cambiando argomento, ma forse no, vi segnalo un altro articolo de La Stampa (http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/462582/), dal quale apprendiamo che Angela Merkel si è sentita in dovere di far smentire le parole dette da Berlusconi in un’intervista a Bild.
Chissà mai perché?

domenica 15 luglio 2012

Per una domenica di luglio

Il Fatto Quotidiano ha un inserto umoristico, il Misfatto, che può evocare, per chi ha l'età (nel senso che ne ha una non giovane), il Male. E, infatti, nella redazione c'è qualche reduce di quella indimenticabile esperienza.
Oggi, ovviamente, l'argomento principale è il ritorno in campo di Berlusconi, che, dalle parti de Il Fatto Quotidiano, non è considerato un evento da festeggiare. In realtà, io penso che, sotto sotto, si stiano fregando le mani, però...
Ad ogni modo, siccome non l'ho trovata on line, ho fotografato una vignetta di Stefano Disegni che mi sembra adatta a una calda domenica estiva, nella quale possiamo anche concederci una licenza rispetto allo stile abituale del blog.


Ce n'è un'altra, per certi aspetti anche più gustosa, ma non è ancora disponibile sul sito del Fatto e non si presta ad essere importata con lo scanner o fotografata. Ve la segnalerò nei prossimi giorni.
Per chiudere questo post, deliberatamente leggero e vacanziero, un brano musicale particolare, ma che trovo estremamente affascinante: Tery Bina (Nothing without you) di Nusrat Fateh Ali Khan.


Vi indico anche il link del testo in inglese (http://www.lyricsvip.com/Nusrat-Fateh-Ali-Khan/Nothing-Without-You-%28Tery-Bina%29-Lyrics.html). A me pare che vi sia un apparente contrasto tra il tema malinconico della separazione e il ritmo e il canto. Questo, ciò che pare a me intendo, ovviamente conta poco: quel che conta è che vi piaccia la musica. Nusrat Fateh Ali Khan è stato probabilmente il cantante pakistano più popolare fuori dal suo paese. E ci ha lasciato troppo presto. Vi rimando a Wikipedia per una rapida biografia che spiega bene quanto sia stato importante questo meraviglioso musicista (http://it.wikipedia.org/wiki/Nusrat_Fateh_Ali_Khan).

venerdì 13 luglio 2012

Programmi e sondaggi

E' vero, come osserva più che correttamente Galli della Loggia, che non c'è nessun italiano legittimato a proclamarsi innocente per le condizioni in cui versa il nostro paese. Che i politici, però, siano persino peggio di quel che ci meritiamo, anche questo mi sembra un'affermazione corretta. Pur senza dirlo espressamente, mi pare che il giudizio emerga anche da quest'articolo di Carlo Bastasin sul Sole 24 Ore di oggi: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-13/sconfiggere-disillusione-063548.shtml?uuid=AblBL56F.
Buona stampa.
Quanto al ritorno in pista di Berlusconi, La Repubblica pubblica dei sondaggi (http://www.repubblica.it/politica/2012/07/13/news/sondaggio_politico_luglio-38982396/?ref=HRER3-1) che gli darebbero torto e, ben più grave, una cocente delusione, giacché parrebbe valere quanto Alfano, notoriamente privo del quid. Non c'è da stupirsi, comunque, che sia il quotidiano diretto da Ezio Mauro a smentire le speranze di Berlusconi...
Stampa così e così.
Da quelle parti calcano troppo la mano. Mi sembrano degni dell'avversario, e non è un complimento.

Noi non siamo senza colpe, ma loro...

Oggi cominciamo con un eccellente Galli della Loggia, che firma l'editoriale del Corriere della Sera
http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_13/perfetta-impudenza-galli-della-loggia_c7a2572c-cca8-11e1-a3bf-e53ef061f69e.shtml.
Buona stampa. Anche se meriterebbe di più (i voti, però, sono tre).
Visto che lo cita Galli della Loggia, vi segnalo anche il link all'articolo di Bedeschi: http://www.corriere.it/opinioni/12_luglio_12/bedeschi-italiani-complici-sprechi_5bafbbc4-cbf2-11e1-b65b-6f476fc4c4c1.shtml.
Buona stampa.
Ce la faremo a migliorare? Ce la faremo se ci propongono sempre le stesse persone, quelle di cui parla della Loggia? Ce la faremo se l'unica apparente alternativa è un tizio che parla molto spesso molto a vanvera?
Ne dubito. E sperare non è verbo del mio dizionario.

giovedì 12 luglio 2012

Non illudiamoci, andranno avanti per la loro strada


Morgan Stanley, una delle banche d’investimento maggiori del mondo, ha prodotto uno studio (definito alla fonte, in inglese, crude, ovverossia grezzo, che lascio a voi interpretare e valutare) dal quale sembrerebbe che le banche coinvolte nella manipolazione di Libor, Euribor e altri tassi potrebbero subire un costo di qualche decina di miliardi di dollari per il loro comportamento “esemplare”.
Buona stampa.
Se fossi incline all’ottimismo, e per natura non lo sono affatto, potrei anche pensare che questo caso potrebbe stimolare un ravvedimento sia tra i banchieri sia tra i politici, questi ultimi assai poco inclini a mettere paletti di adeguata dimensione all’agire di quelli. Vedremo, anche se non è il caso di farsi troppe illusioni.
Una notizia da Milano, dal tribunale di Milano per la precisione: il Pubblico Ministero del processo in cui Formigoni è imputato di diffamazione ha chiesto, per il Presidente della Lombardia, un anno di carcere senza attenuanti generiche. Siccome sapete già quanto apprezzi Formigoni, lascio che sia l’ottimo Luigi Ferrarella, del Corriere della Sera, a spiegare la questione, così non mi si accuserà di avere un occhio di riguardo per il Celeste (sempre più grigio e sbiadito). Questo il link: http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/12_luglio_12/pm-chiedono-un-anno-di-carcere-per-formigoni-201975458828.shtml.
Buona stampa.
Per la precisione, Ferrarella fa parte del gruppo di giornalisti che Formigoni, dimostrando maniere impeccabili, aveva pensato bene di ingiuriare quando cominciarono a informare gli italiani delle famose vacanze di gruppo (che ancora, per quel che ne sappiamo, tanto di gruppo non erano, nel senso che i rimborsi a Daccò non sono ancora stati provati da Formigoni).
Naturalmente è inutile illudersi che il Presidente della Lombardia tolga il disturbo e si ritiri in un convento, magari ai Caraibi. Adesso che, con la ridiscesa in campo di Berlusconi, non può più neppure illudersi di competere nelle primarie del PDL, figuriamoci se toglie il sedere dalla poltrona… Possiamo soltanto sperare nel buon senso dei lombardi al prossimo turno elettorale. Prima, perché no?, possiamo fare affidamento sulla lealtà della Lega…
Intanto proviamo a sorridere con questo video dedicato dalla Sora Cesira al Grigio (o Griso?).


mercoledì 11 luglio 2012

Chissà perché non si fidano di noi?


Ugo Magri è notista politico de La Stampa: mi sembra che sappia fondere insieme, con quel tocco di umorismo assente nei due colleghi, il modo di lavorare di Verderami e Franco, le due firme politiche di maggior peso del Corriere della Sera.
Oggi si occupa anche lui, sia pure in maniera ellittica, del presunto ritorno in campo di Berlusconi e dei timori che agitano i partiti italiani di fronte alla possibilità che l’Europa ci chieda impegni scritti a non allontanarci dalla linea tracciata dal Governo Monti (http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/461959/).
Buona stampa.
Difficile dare torto a chi, in Europa, pretende che il nostro paese si vincoli a perseguire (magari anche con più decisione) il risanamento economico e le riforme intraprese dai “Tecnici”. Noi, del valore della parola dei nostri politici, se sappiamo qualcosa, vero?
A proposito, la dieta per i partiti che fine avrà fatto? Schifani e Fini e i loro solenni proclami sono rimasti la solita aria fritta, o sbaglio? Io, di quella gente, non mi fido neppure se firmano. Fanno bene, negli altri paesi europei, a guardarci con diffidenza, specie se tornano in campo certi funamboli delle promesse destinate ad abbindolare gli elettori e a restare tali. O se arriva quel nuovo che, purtroppo, non sembra affatto un miglioramento, al contrario.

martedì 10 luglio 2012

Fondazioni bancarie


Il 26 Giugno, sul sito LaVoce.info, Tito Boeri e Luigi Guiso avevano analizzato, in maniera indiscutibilmente critica, il ruolo e l’azione delle fondazioni bancarie (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003148.html), già il titolo del pezzo diceva tutto.
Com’era prevedibile (e per questo ho aspettato oggi a segnalare la questione) è arrivata la replica (decisamente piccata) di Giorgio Righetti, Direttore dell’ACRI, l’associazione delle fondazioni bancarie (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003182.html).
Boeri e Guiso hanno controreplicato (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003183.html).
Buona stampa.
Giudizio complessivo, che nasce soprattutto dalla capacità dei redattori de La Voce di scrivere su argomenti degni di attenzione e di farlo con semplicità e chiarezza, così che capiscono anche gli zucconi come me.
Sulla questione delle fondazioni… beh, io ho un’idea. Voi fatevi la vostra, la mia, presto o tardi, ve la farò conoscere, quando tornerò sulla strada per Siena.

Non avremmo dovuto ascoltarli?


Che le intercettazioni delle telefonate costituiscano una violazione della privacy, non c’è dubbio. Che la magistratura italiana ne faccia uso eccessivo e anche improprio, anche questo è indiscutibile. E, tuttavia, in numerosi casi le trascrizioni di conversazioni consentono di comporre un ritratto molto nitido, e molto preoccupante, della nostra classe politica.
Di per sé, talune intercettazioni possono anche non avere rilevanza penale, però spiegano molto bene perché il nostro paese, tra quelli considerati avanzati, guida le classifiche per corruzione e mancanza di trasparenza.
Oggi, sul Sole 24 Ore, a firma di Claudio Gatti, ottimo giornalista investigativo, c’è un pezzo interessante che analizza una lunga conversazione tra Belsito, già tesoriere della Lega, e la moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-07-10/troppi-ignoranti-vergogno-063947.shtml?uuid=AbxeoS5F&fromSearch).
Buona stampa.
C’è tutto quel che dobbiamo sapere.

lunedì 9 luglio 2012

www. Quando e dove è nato veramente...


Passeggiando per Padova, in Via Altinate, una delle strade più belle e ricche di storia della città, ho scoperto un’iscrizione affrescata sulla facciata di quello che credo sia Palazzo Pisani Cornaro. E mi sembra un documento di rara importanza, poiché mette in discussione alcune radicate convinzioni in materia di rete… Il www è nato a Padova, probabilmente diverse centinaia di anni fa, non certo negli Usa verso la fine del secolo scorso.