domenica 8 febbraio 2015

Gente tutta d'un pezzo


Ho già detto cosa penso dell’andirivieni dei parlamentari da un partito all’altro. Venerdì, sul Sole 24 Ore c’era un articolo di Manuela Perrone che offriva una contabilità del fenomeno, una lettura svelta e intrigante: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-06/il-parlamento-trasformista-due-anni-quasi-200-cambi-casacca-170333.shtml?uuid=ABV4kaqC.
Buona stampa. Tenersi aggiornati non sarà facile: il via vai continuerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e, forse, i movimenti più convulsi non li abbiamo visti.
Il fenomeno non mi piace e mi sembra confermare la cattiva qualità dei nostri parlamentari, molti dei quali si mostrano animati solo da un formidabile opportunismo. Non sono, però, d’accordo con Matteo Salvini, il quale proclama la guerra ai transfughi (http://www.ilsudconsalvini.org/matteo-salvini-skytg24-vietiamo-per-legge-il-trasformismo-io-sto-con-putin/) addirittura prospettando una legge che preveda le dimissioni per chi volesse passare da un partito all’altro. In realtà, faccio fatica a essere d’accordo con Salvini su tutto, salvo in fatto di donne…
Il problema non si risolve introducendo leggi che vietino il cambiamento di partito. Anche a voler ignorare che l’assenza di vincolo di mandato è una garanzia per l’indipendenza del parlamentare, il cambio di casacca in qualche caso ci può stare perché pure i partiti non sono immutabili, al contrario, e qualche parlamentare si può trovare a dover sostenere posizioni che non condivide. E lasciamo perdere la gestione del M5S da parte del famoso duo psiconano+barba-Mediaset e Ca((zz)sal)eggio, che sono piuttosto bravi a cambiare idea (forse perché, a ben vedere, di idee non ne hanno) e a imporre la propria volontà ai deputati e senatori, con una tolleranza del dissenso che fa pensare alla Santa Inquisizione o a Michail Andreevič Suslov.
Il problema sta nella selezione dei parlamentari: se i partiti la svolgessero con criteri diversi, forse ci sarebbero deputati e senatori davvero impegnati nel proprio compito e non nel soddisfare i propri interessi.
E poi son curioso di vedere Salvini cosa farà se, come si mormora, Barbara Saltamartini chiederà asilo alla Lega? Voglio proprio vedere se la manda via…
Ho scritto anche troppo, sull’argomento c’è un bel pezzo sul Corriere della Sera di oggi, firmato da Giovanni Belardelli. Non è disponibile on line, quindi l’ho acquisito con lo scanner.


Buona stampa. Passiamo oltre, ma non tanto.
Veniamo ai costi della politica. Sul Corriere di oggi, Sergio Rizzo racconta quale grama sorte sia stata riservata ad alcuni “trombati” del PD. Ecco il link: http://www.corriere.it/politica/15_febbraio_08/enti-fondazioni-authority-collocamento-non-rieletti-pd-parlamentari-f9433bf4-af61-11e4-bc0d-ad35c6a1f8f9.shtml.
Buona stampa. Letto questo pezzo mi chiedo se c’è ancora qualcuno che non capisce perché Cottarelli ha dovuto lasciare il proprio incarico di Commissario alla revisione della spesa (io, che sono uno zoticone, la chiamo sempre così e non spending review). Nessuno, nel PD, ma anche in tutti gli altri partiti, ha realmente intenzione di chiudere i tanti rubinetti in cui fluisce denaro pubblico. Ci sono “trombati” ovunque e la stessa logica del partito di maggioranza la ritroviamo negli altri. Il tizio decrepito, bisogna riconoscerne la scaltrezza, ha fatto anche di più, ha fatto eleggere qua e là persone il cui costo preferiva dividere con noi… Farceli pagare prima ancora che fossero “trombati”, che lungimiranza!
Veniamo all’Ucraina, che è argomento assai più serio delle meschinità della nostra classe politica. La situazione è sempre molto preoccupante, sebbene continui qualche forma di trattativa tra Europa, Usa e Russia. Caratterialmente non sono incline all’ottimismo e, in questo caso, lo sono anche meno del solito. Checché ne pensino Marine Le Pen, Matteo Salvini e il tizio decrepito, Valdimir Putin è un interlocutore tutt’altro che affidabile. Uno che ha servito per anni nel KGB resta una persona alla quale è estranea ogni forma di moderazione, capace di passare sopra qualsiasi cosa pur di raggiungere i propri obiettivi. Putin è culturalmente portato ad affrontare le vertenze internazionali con la logica del conflitto, non con quella della composizione. E, da mediocre politico che ha costruito un sistema di potere a dir poco torbido e che si è ficcato in un vicolo cieco, non c’è da stupirsi che faccia appello al nazionalismo e sfrutti la politica estera per gettare fumo negli occhi dei suoi concittadini.
Considero altamente improbabile che Putin voglia e possa fare passi indietro rispetto alla strada intrapresa con l’annessione della Crimea.
Buona notte e buona fortuna.

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