domenica 27 gennaio 2013

Non si sale se la meta è in basso...


Come possono essere i neuroni di un tizio decrepito? Decrepiti anche loro, evidentemente. E, probabilmente, anche un po’ diradati, come accade ai capelli. Quest’ultimi, però si possono rimpiazzare e tingere tutte le mattine con il lucido da scarpe. Anche le rughe si possono stirare e nascondere sotto il trucco. I risultati spesso sono men mediocri, come nel caso in questione, ma si può provare, a qualcuno si riesce a darla a intendere. I neuroni, purtroppo, quelli non si rimpiazzano e non si rimettono a nuovo. Quando se ne sono andati e i pochi rimasti non si relazionano più in modo corretto, allora si dicono cose che non stanno né in cielo né in terra (ho promesso di non scrivere le parolacce, anche se le penso).
Oggi il tizio decrepito più famoso che abbiamo in Italia ha fatto capire che non è decrepito soltanto l’involucro esterno. Vi rimando a La Stampa per la notizia: http://www.lastampa.it/2013/01/27/italia/politica/monti-al-memoriale-della-shoah-rischio-dell-antisemitismo-e-presente-jefY5r6dQqp1vzd7JxIXeO/pagina.html.
Buona stampa. In tutto l’articolo di Paolo Colonnello si percepisce lo sdegno che meritano affermazioni che, per l’appunto, sono assurdità intollerabili, dimostrazione di quanto in basso si è disposti ad arrivare pur di far parlare di sé in questa campagna elettorale che, come temevo, sta rivelando il degrado inarrestabile della nostra classe dirigente. Se cercate contenuti, programmi, proposte, troverete insulti, minacce, farneticazioni. Nessuno che si ricordi come, dopo le elezioni, chiunque risulterà vincitore dovrà governare il paese e cercare di rendere le condizioni di vita dei cittadini migliori delle attuali.
Con questa classe politica non ci possiamo aspettare nulla di buono. Sono ormai avulsi dalla realtà, vivono in un loro mondo che non ha nulla a che vedere con il nostro. E sono solo capaci di strillare. E strepiteranno e s’insulteranno anche il giorno successivo alle elezioni: non c’entra la competizione per ottenere il voto, non sanno fare altro.
E se non esiste una classe politica capace di governare (e non esiste), la sostituiscono, ben contenti di farlo, i burocrati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anziché servire i cittadini, l’amministrazione dello Stato, priva di controllo politico, si autoalimenta e sparge ovunque la ragnatela della propria inefficienza, non soltanto in modo casuale. Questo è il vero nodo da sciogliere, ma nessun politico ha le qualità per farlo. Neppure Monti, che, per salire in politica, sembra servirsi di una delle celebri scale rappresentate da Maurit Cornelis Escher nella sua opera Relativity (http://www.nga.gov/fcgi-bin/timage_f?object=54256&image=13392&c=ggescher). Probabilmente non è colpa sua, forse è mal consigliato e deve adeguarsi agli avversari, ma così sta dilapidando il suo indiscutibile patrimonio di autorevolezza. 

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