venerdì 11 maggio 2012

Un po' di qua e un po' di là


Caviamoci questo sassolino dalla scarpa: il nuovo aeroporto Willy Brandt di Berlino verrà aperto con ulteriore ritardo e Angela Merkel sembra sia piuttosto infuriata. Intendiamoci, da noi le cose vanno peggio, però…
Per saperne di più, ecco la corrispondenza di Alessandro Merli per il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-11/berlino-decolla-nuovo-aeroporto-064026.shtml?uuid=AboVMsaF&fromSearch).
Buona stampa.
Sul sito LaVoce.info Bordignon e Galasso, in base all’analisi dell’elettore tipo del Movimento 5 Stelle, criticano il Presidente della Repubblica Napolitano che, come saprete, ha cercato di sminuire il valore del risultato elettorale del “partito” di Grillo (http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1003063.html).
Stampa così e così.
Lo dico perché capisco il punto di vista dei due autori, ma credo che il tema non vada affrontato in modo così sintetico: la qualità degli elettori del Movimento 5 Stelle non può, infatti, far dimenticare la quantità di sciocchezze e di vere e proprie assurdità che il comico genovese ha saputo distribuire nella sua (troppo lunga) presenza pubblica. Abbiamo bisogno di altro per risolvere i tanti nostri gravissimi problemi. Sicuramente alcune delle persone candidate dal Movimento 5 Stelle potranno essere ottimi amministratori locali e, in futuro, ottimi parlamentari, migliori dei tanti men che mediocri figuri inflittici dai partiti, ma la veemente indole polemica di Grillo, quasi sempre irrimediabilmente sterile, non mi sembra affatto una solida base su cui costruire. Sarebbe stato meglio se Bordignon e Galasso lo avessero ricordato.
Ritornando al post precedente, sulla strada per Siena, prima o poi, m’incamminerò. Lo farò quando si saranno placati i fortunali scatenati sul Monte Paschi dall’inchiesta di Report e dalle indagini della Procura della città toscana. Intanto giova ricordare che vicende come quelle della banca più vecchia del mondo così come quelle di JP Morgan devono preoccuparci per tante ragioni, di tipo anche assai diverso. C’è, però, un motivo fondamentale, e comune, per essere in apprensione: entrambe le vicende mostrano come le banche si siano sempre più allontanate dalla loro natura e dalla loro funzione, sacrificando con ciò la loro capacità di sostenere l’economia reale, quella che crea lavoro e ricchezza. Per questo è essenziale che si prendano misure capaci di contrastare questa deriva.

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