mercoledì 30 maggio 2012

Acque stagnanti


Oggi, nella pagina riservata all’economia nel Corriere del Veneto, il dorso locale del Corriere della Sera, c’è un piccolo articolo nel quale si racconta come la nomina dei consiglieri di amministrazione della finanziaria regionale, Veneto Sviluppo, sia stata rinviata perché PDL e Lega non hanno ancora deciso i nomi da indicare e, nel caso di quest’ultimo partito, si attende il chiarimento dei rapporti di forza che si dovrebbe avere negli imminenti congressi.
Purtroppo il pezzo non è disponibile on line, ma potete fidarvi di me. La nomina doveva già essere effettuata (e infatti le banche socie hanno già indicato i loro candidati), ma, evidentemente, i partiti continuano a non capire.
Faccio molta fatica a comprendere perché esista Veneto Sviluppo e dubito che svolga un ruolo importante nell’economia della regione. Non mi pare ci siano valide ragioni per l’esistenza di simili società, le quali sono spesso parti di operazioni economiche e finanziarie molto discutibili e assai poco produttive, non di rado tali da distruggere ricchezza anziché produrne.
Veneto Sviluppo, per dirla fuori dai denti, è il classico esempio di una società pubblica locale che difficilmente produce vantaggi per il cittadino, mentre, al contrario, assorbe senza dubbio flussi anche importanti di denaro e finisce per diventare terreno di caccia dei signori della politica ansiosi di procurare a se stessi o a qualche amico una poltrona.
Se avessero un po’ di buon senso e un po’ di rispetto per i cittadini e il pubblico bene i signori della politica avrebbero dovuto da tempo chiudere questo e altri simili carrozzoni e mettere fine ai loro squallidi giochetti di potere. Se anche non bastasse il fuoco dell’antipolitica (che è sempre un sintomo, non la malattia), potrebbe servire il tintinnio delle manette.
Da ieri è agli arresti domiciliari uno dei più importanti, e potenti, manager italiani, Massimo Ponzellini. I resoconti sulla storia che ne hanno provocato l’arresto potete trovarli su tutti i giornali, io vi segnalo due articoli del 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-29/cupola-credito-142413.shtml?uuid=AbRYfGkF e http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-30/quel-banchiere-adottato-bossi-064203.shtml?uuid=AbjlTXkF.
Buona stampa.
Tutti innocenti sino a sentenza definitiva, naturalmente. Tutto è da dimostrare nei tre gradi di giudizio, ovviamente, tuttavia se quel che emerge dall’indagine della magistratura milanese fosse confermato, una volta di più si dimostrerebbe l’esistenza di tutta una serie di rapporti niente affatto limpidi tra politica e business, di un ambiente parecchio oscuro nel quale si muovono a loro agio affaristi di diversa caratura e avidità, politici più attenti agli interessi personali o di qualche amico, dirigenti di aziende pubbliche o private pronti a sfruttare il proprio potere per conquistare altri incarichi o altre prebende.
Insomma, non c’è bisogno che vi descriva una realtà ben nota a chiunque abbia la buona abitudine di leggere un buon quotidiano (in Italia ce ne sono alcuni, non tanti, ma alcuni esistono). Questo milieu di grassatori di piccolo, medio e grande calibro è una realtà maledettamente ingombrante del nostro paese, una realtà i cui protagonisti sono più meno sempre gli stessi, a riprova del fatto che certe abitudini non sono casuali.
Chi intende il potere in un certo modo, anche il più infimo potere, non ha remore a sfruttarlo in tutte le maniere possibili, determinato a procurarsi ogni genere di vantaggi, così da mantenere o meglio accrescere il proprio ruolo nel torbido mercato in cui ha deciso di operare.
I nomi? Negli articoli che vi ho segnalato nei quasi sette mesi di vita del blog ne potete trovare tanti e tanti ne leggerete ancora. Io non m’illudo che le cose cambino. Anche quelli che oggi si professano integerrimi, vedrete, alla fine potrebbero non restare immuni alla malattia. Tanto per non fare nomi: Lega e Italia dei Valori sono due movimenti politici che, in momenti diversi, hanno costruito il proprio successo elettorale mostrandosi, a parole, strenui oppositori della corruzione e del malaffare e fautori della selezione di persone oneste come candidati nelle varie occasioni di voto. Tutto si potrà dire, tranne che abbiano mantenuto le promesse. La pulizia, dunque, richiederà anni e anni e un’azione complessa e ampia, che non può prescindere da norme più drastiche contro certi reati. Sempre che si riesca a promuoverle, il che non è affatto facile quando gli imputati partecipano alla formulazione delle leggi…
Di cosa parlo? Leggete questo articolo de La Stampa: http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/456171/.
Buona stampa.

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