giovedì 10 settembre 2015

Lo ricorderemo sempre, ma quanto ci mancherà il tuo sorriso, Rosanna

La musica oggi, più che mai, è importante e viene prima perché serve per ricordare una mia amica, una piccola meravigliosa ragazza che sapeva sempre affrontare la vita con rara intelligenza. Come ho scritto ieri su Facebook, chi ha conosciuto Rosanna porterà sempre dentro di sé il ricordo del suo sorriso rasserenante e della sua dolcezza. Ha lasciato troppo presto un grande vuoto nel cuore dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Per Rosanna ascoltiamo Last Night When We Were Young nella versione di Tommy Flanagan al piano affiancato da Helen Merrill.


Ci sono notizie che, non sorprendentemente, saltano agli occhi non appena si prende in mano un quotidiano, nel caso specifico il Corriere della Sera questa mattina. Il titolo in prima pagina rimandava a questo articolo di Sergio Rizzo, il Mastino dal volto truce: http://www.corriere.it/politica/15_settembre_10/altro-colpo-poca-fiducia-forze-politiche-512a6f72-5782-11e5-b3ee-d3a21f4c8bbb.shtml#.
Buona stampa. La classe politica italiana davvero non conosce limite nel cercare con ogni mezzo, anche i più indecenti e disgustosi, di mantenere in vita quello che i cittadini hanno ripetutamente e chiaramente detto di non volere, ossia il finanziamento pubblico dei partiti. E guarda caso, in situazioni come queste sono tutti ben allineati e coperti, con la sola lodevole eccezione del M5S (l’astensione di Sel mi puzza di furberia), pronti a votare insieme PD e FI, NCD e Lega, Renziani e Bersaniani, Verdiniani e Berlusconiani, Salviniani e Tosiani e chiunque altro vi venga in mente. Difficile non violare le regole del blog di fronte a questa ennesima, intollerabile presa in giro. Proverò a non cedere all’istinto, ma definirò questa classe politica: parassiti senza vergogna, ciarlatani incompetenti, ignoranti e inetti, gentaglia ignobile. A maggior ragione se consideriamo che la decisione sui finanziamenti ai partiti arriva proprio nello stesso giorni in cui il Ministero dell’Economia annuncia di non voler rifinanziare il sostegno agli esodati: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-09-09/pensioni-stop-ministero-salvaguardia-esodati-e-all-opzione-donna-135439.shtml?uuid=ACqrgju&fromSearch.
Cronaca. Passiamo oltre, perché, a continuare su questo tema, espongo le coronarie a gravi rischi.
Alcuni giorni fa la Banca Centrale Europea ha terminato l’ultima verifica sulle banche sottoposte alla sua vigilanza. L’esito, per gli istituti italiani, è stato relativamente positivo, nel senso che non sono state richieste misure aggiuntive rispetto a quello che già è stato fatto o che è già programmato per i prossimi mesi (aumenti di capitale e cessioni di attività). Ho scritto “relativamente positivo” perché, comunque, il nostro sistema bancario sta uscendo molto a fatica dalle secche in cui si è arenato in seguito alla crisi. E il punto di svolta non sembra a  portata di mano perché la nostra economia langue (parlare di crescita con pochi decimi di punto percentuale dopo anni di recessione mi pare sostanzialmente prematuro, ancorché corretto sul piano formale) e il sistema bancario è appesantito da un ammontare imponente di cosiddetti “crediti deteriorati”, la cui presenza costituisce un freno alla concessione di nuovi prestiti.
Da mesi il Governo afferma di voler risolvere questo problema creando una Bad bank, in cui far confluire parte di quei crediti, così da toglierli dai bilanci delle aziende di credito per consentire loro di riprendere a finanziare aziende e famiglie.
Si tratta di un processo lento, reso tale soprattutto dalla necessità di concordare l’operazione con la Commissione Europea per non infrangere la normativa sugli aiuti di Stato. Dura da mesi e si spera di arrivare a una conclusione positiva entro l’anno. Ecco un articolo dal Corriere di ieri che aggiorna sullo stato dell’arte in materia: http://archiviostorico.corriere.it/2015/settembre/09/Bad_bank_italiana_frenata_Bruxelles_co_0_20150909_bf2e4cf0-56b5-11e5-81ee-ea36b5a6c9fe.shtml
Cronaca. Non è colpa del Governo Renzi se le cose vanno per le lunghe e, a maggior ragione, se si arriva molto in ritardo a trovare una soluzione per questo problema, che non è soltanto italiano. Certo è che se, come accaduto altrove, la questione fosse stata affrontata qualche anno fa, probabilmente la nostra economia ne avrebbe tratto beneficio. 
Si fa fatica a non pensare che la classe politica, ma anche le istituzioni come la Banca d’Italia, manchino di visione prospettica e affrontino tardi e frettolosamente problemi che, fronteggiati per tempo e con maggiore attenzione, avrebbero avuto conseguenze meno gravi.
Per esempio, tornando sul caso della Banca Popolare di Vicenza, vi suggerisco la lettura di un articolo di Luigi Zingales apparso ieri su Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-09-09/non-fare-processi-vigilanza-bce-072344.shtml?uuid=ACwl9Zu&fromSearch.
Buona stampa. Non è buona regola cercare i colpevoli dove non si possono trovare. E noi, invece, la seguiamo con rigore degno di miglior causa, assolvendoci quasi sempre. E i risultati di questo atteggiamento si vedono anche troppo bene, purtroppo.

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