lunedì 9 aprile 2012

Un po' in trasferta e un po' in casa


Con l’espressione inglese trade finance s’individuano tutte le operazioni bancarie collegate al movimento delle merci a livello internazionale (per saperne di più: http://en.wikipedia.org/wiki/Trade_finance).
Il Financial Times di oggi segnala che alcune delle principali banche mondiali stanno cercando di trovare meccanismi che consentano di trasferire i propri rischi in questo campo agli investitori così da liberare risorse di capitale per altre operazioni (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/45a5d23e-7bdc-11e1-9100-00144feab49a.html#axzz1rXxPSA28).
Buona stampa.
Gli strumenti di cui si parla nell’articolo, i CDO, godono di pessima fama, ma possono, in realtà, dimostrarsi preziosi. Per fare un esempio banale e trito, anche la corrente elettrica può uccidere, ma illumina le nostre case e fa funzionare i nostri elettrodomestici.
Nel caso specifico illustrato dal Financial Times, mi pare che quello che le grandi banche stanno cercando di fare sia sostanzialmente apprezzabile, nel senso che il trasferimento ad altri di parte dei propri rischi consentirebbe di liberare risorse di capitale da destinare a nuovi finanziamenti, un evento positivo in una situazione di malfunzionamento dei mercati del credito. Come accade spesso, il pericolo non è nello strumento, ma nell’uso che se ne fa. Anche collocando sui mercati CDO collegati ai mutui immobiliari, in linea di principio, le banche ottenevano di liberare risorse per sostenere altri clienti. I problemi sono nati quando, anziché utilizzare mutui di qualità normale, si sono garantite le obbligazioni con i cosiddetti subprime, ovvero mutui concessi in violazione di tutti i principi della corretta gestione bancaria.
Tutto questo pistolotto che vi ho rifilato che scopo ha? Buona domanda. Oltre ad appagare il mio generoso intento divulgativo (o, se preferite, l’ansia di sfoggiare la mia supposta conoscenza del tema), quanto precede serve a parlare, in realtà, di altro. Vorrei, infatti, attirare la vostra attenzione sul fatto che le banche, magari anche con intenti positivi, non hanno smesso di cercare di sottrarsi alle pur blande normative introdotte dalle autorità di controllo per portare un po’ più di rigore nel sistema bancario. Quel rigore che dovrebbe impedire che si ripresentino condizioni come quelle che hanno svolto il ruolo di detonatore di questa lunghissima crisi economica (le cui dimensioni e la cui durata, però, sono state largamente influenzate da altri fattori).
Anche alla luce di quanto riportato dal Financial Times, temo che si debba fare ancora moltissima strada prima di poter considerare raggiunto lo scopo. E le difficoltà saranno tanto maggiori quanto più i singoli stati vorranno proteggere i loro orticelli, siano essi la posizione di predominio delle proprie banche o la creazione di posti lavoro legati alla presenza di mercati finanziari nei propri territori o altro.
Io ho seri dubbi che, ad esempio, il governo americano possa accettare norme imposte da organismi come il Financial Stability Board che possano ridimensionare il ruolo e la libertà d’azione di colossi quali Goldman Sachs o J.P. Morgan. Allo stesso modo, il governo inglese si sta battendo con determinazione per impedire misure che, in vario modo, potrebbero ridurre la dimensione e la quantità delle transizioni finanziarie concentrate su Londra.
E, ovviamente, si torna alla politica. In particolare, alla capacità della politica di difendere l’interesse collettivo di fronte alla pressione delle lobby che tutelano gli interessi di pochi.
Chiuderei tornando in Italia. La notizia di oggi è che Renzo Bossi sarebbe intenzionato a dimettersi dal Consiglio Regionale lombardo. Se è realmente così, va riconosciuto che il Trota è meglio di tanti altri. Non che ci voglia molto, ma tant’è…
Ricordate l’ottimo Lusi. Lui, che ha dichiarato di aver rubato e ha persino tentato di patteggiare, lui no. Lui, quel figuro ignobile, è ancora lì. E rimane lì anche Rosi Mauro, sebbene anche lei, tutto sommato, non dia proprio lustro alla poltrona che occupa. E anche Calearo, ha annunciato le dimissioni, ma ancora non le abbiamo viste.
Per fortuna abbiamo Schifani e Fini: sono sicuro che nel volgere di poche ore metteranno a punto le norme che, oltre a ridurre i costi delle due Camere, impediranno che vengano eletti o restino in carica personaggi privi dei requisiti morali per essere Senatori e Deputati.
Quei due tizi sono tosti. Non si perdono in chiacchiere e non buttano il tempo scrivendo lettere ai quotidiani, loro no, loro stanno cambiando a spron battuto e radicalmente il Parlamento.
No, non voglio chiudere così arabbiato. Torniamo all’economia e alla finanza. Niente di cui stare allegri, intendiamoci, ma ieri Il Sole 24 Ore ha dedicato molto spazio all’analisi della situazione dell’euro e mi pare giusto suggerirvi, visto che ci sono ancora alcune ore di vacanza, di leggere un po’. Ecco i link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-08/hedge-fund-ribassisti-europa-081147.shtml?uuid=AbNJYrKF e http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-08/risalgono-volumi-vendite-scoperto-081214.shtml?uuid=Abj4arKF.
Buona stampa.

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