giovedì 16 febbraio 2012

Io lo pago


Non ho guardato le prime due serate del Festival di Sanremo e non ho nessuna intenzione di guardare quelle che restano. Su Celentano mi fido del giudizio di Aldo Grasso sul Corriere di ieri (http://www.corriere.it/spettacoli/speciali/2012/celentano-predicatore-decadente-grasso_96ccf2b2-5799-11e1-8cd8-b2fbc2e45f9f.shtml), di Curzio Maltese, sempre ieri, su Repubblica (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/15/il-predicozzo-del-molleggiato.html), di Massimiliano Panarari sulla Stampa di oggi (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9780) e, infine, di Sergio Rame sul Giornale di ieri (http://www.ilgiornale.it/sanremo_2012/rai_adesso_lei_commissaria_sanremo/lorenza_lei-rai-adriano_celentano-sanremo-commissariamento/15-02-2012/articolo-id=572298-page=0-comments=1).
Buona stampa.
Passando dalla cronaca e dal commento alla valutazione più profonda della questione, mi piace il pezzo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere di oggi (http://www.corriere.it/opinioni/12_febbraio_16/galli-della-loggia-ora-restituitec-rai_7268bc12-587f-11e1-9269-1668ca0418d4.shtml).
Buona stampa.
E adesso dico cosa ne penso io della Rai e del canone.
Io credo che non si possa concentrare l'attenzione soltanto sul modo in cui è organizzata e gestita l’azienda pubblica radiotelevisiva. Si deve affrontare soprattutto la struttura del sistema dell'informazione nel suo complesso, possibilmente in maniera da introdurvi un’adeguata dose di concorrenza, così come accade negli altri paesi europei, nessuno dei quali presenta un livello di concentrazione simile al nostro.
Dubito abbiate bisogno di me per sapere che la struttura del mercato televisivo, e dell’informazione in generale, italiano risente (solo un po’) della prolungata presenza di Silvio Berlusconi in politica. E che un grande contributo a questa situazione è venuta dai governi di centrosinistra che hanno sacrificato, sull’altare della lottizzazione e dell’uso strumentale della Rai, la possibilità di avviare un processo di cambiamento che, per l’appunto, ponesse fine al duopolio collusivo dal quale, mi pare, è derivato anche il deterioramento qualitativo della televisione pubblica.
L’esortazione conclusiva di Galli della Loggia al Presidente del Consiglio è certamente condivisibile, ma non basterà mettere mano all’organizzazione della Rai. Serve di più. Serve un’azione più incisiva, che apra maggiormente il sistema, anche per quel che riguarda la tv satellitare, che è di fatto un monopolio.
Ovviamente, lo capite benissimo anche senza di me, è più facile dirlo che farlo. Speriamo che il Governo abbia coraggio. Ne serve molto per mettere mano a un significativo processo di cambiamento, più di quanto ne ha mostrato sinora.
Parlando di canone, finché esiste, va pagato. Però sarebbe indispensabile l'immediata modifica delle normative in materia, perché un tributo difficile da digerire diventa intollerabile quando viene applicato con procedure vessatorie. Mi spiego.
Nel 2007 ho cambiato residenza. Nei due anni successivi ho ricevuto il bollettino Rai al vecchio indirizzo da dove m’inoltravano la posta, quindi ho pagato. Nel 2010 non l’ho ricevuto e non ho pagato, anche perché, in assenza del bollettino, me ne sono scordato. Nel 2011 mi è arrivata una cartella esattoriale da Equitalia che pretendeva il pagamento del canone, interessi, penali, ecc. ecc. Ho pagato e mi sono informato: la legge stabilisce che quando si cambia residenza, il cittadino deve informare la Rai con raccomandata. Ora io credo che questa sia una cosa vergognosa, una di quelle assurde angherie che, temo, sono una specialità della nostra burocrazia.
E lo dimostra il fatto che, nemmeno tre mesi dopo il mio cambio di residenza, persino il Ministero dei Trasporti aveva registrato la cosa, inviandomi automaticamente le etichette da applicare sul libretto di circolazione dell’auto e sulla patente. Più meno negli stessi tempi, la ASL nel cui territorio risiedo attualmente mi ha inviato una lettera pregandomi di presentarmi per ottenere il rilascio della nuova tessera sanitaria e per gli adempimenti relativi alla scelta del medico di base. Il tutto si è svolto senza particolari perdite di tempo e con la piacevole sensazione di parlare con persone convinte di essere loro al mio servizio e non viceversa.
Non mi sogno minimamente di spedire una raccomandata per informare i signori della Rai della mia nuova residenza. Ho già pagato il canone per quest’anno, ma non intendo fare un lavoro che la pubblica amministrazione ha fatto direttamente in due campi di gran lunga più importanti: ho una bella ricevuta stampata da un terminale SISAL con indicato il mio vecchio indirizzo. E quando mi arriverà la cartella di Equitalia per il 2011 (che non ho pagato), garantito che, una volta saldato, andrò da un avvocato, probabilmente molto cattivo, e che farò un polverone.
Se lo scordano che, oltre a costringermi a pagare Celentano e le sue farneticazioni, mi accolli anche un lavoro che dovrebbero fare loro con le amministrazioni comunali.

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