mercoledì 7 marzo 2012

Se undici vi sembran pochi


La vicenda mi sembra piuttosto confusa, come purtroppo accade spesso in Italia, con i protagonisti e i comprimari che, al solito, non prendono neppure in considerazione l’ipotesi di assumersi le proprie responsabilità.
Resta il fatto che questa storia del rigassificatore di Brindisi è emblematica dei tempi assurdi necessari per portare a compimento investimenti di grande rilievo. Sono convinto che la British Gas abbia fatto i suoi comodi e che si sia permessa azioni ben diverse da quelle che compie nel Regno Unito, insomma, non ho nessuna particolare ragione per essere favorevole all’azienda inglese, tuttavia nessuna impresa di nessun paese può perdere undici anni senza riuscire a sapere se, quando e come riuscirà a realizzare un’opera così rilevante.
Qui sì che bisogna mettere mano all’accetta e sfoltire con decisione la selva di complicazioni e di procedure assurde ed estenuanti che ci rendono un paese inaffidabile per gli investimenti stranieri.
Sul rigassificatore di Brindisi ci sono tanti articoli, ve ne indico un paio, ma dell’argomento si occupano quasi tutti: http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/445372/ e http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/03/06/news/rigassificatore_bg_nessun_dietro_front-31035366/index.html?ref=search.
Vi suggerisco, però, anche questo (http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-03-07/livorno-sopravvive-solo-impianto-064521.shtml?uuid=Abzc3b3E&fromSearch): credo sia evidente come il problema si riproponga ovunque e, quindi, anche quei pochi investitori, italiani o esteri non importa, finiranno per abbandonare i loro progetti, così da impedire la realizzazione di impianti che aumenterebbero di molto la flessibilità dei nostri approvvigionamenti energetici. Un problema di cui ho già parlato e che ci espone a rischi molto seri per la nostra forte dipendenza da pochi fornitori. E trascuriamo l'aspetto occupazionale...
Buona stampa. Pessima politica e pessima burocrazia, niente che ci stupisca, vero?
Vado a tagliare legna. Più pesante, ma meno frustrante della lettura dei giornali.

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