giovedì 19 marzo 2015

Abbiamo bisogno di tanto vento


Dimostrando una sensibilità istituzionale degna di apprezzamento, il Ministro Lupi ha deciso di dimettersi. Diversamente da quel che pensa Renzi, non è bene per lui (Lupi), per Ncd e per il Governo. E’ bene per il Paese, che ha bisogno di una lunga e potente tormenta di vento fresco, capace di spazzare via un’aria ammorbata.
E’ possibile, fors’anche probabile, che Lupi non abbia commesso nulla di penalmente rilevante (e, in ogni caso, aspettiamo il lavoro della Magistratura prima di emettere sentenze). A ben vedere, e questo mi preoccupa parecchio, le cronache di questa ennesima presunta vicenda di corruzione dimostrano soprattutto come sia andato perduto un senso della misura da parte di chi riveste posizioni di grande rilievo nella pubblica amministrazione. Si parla di cene, di regali, di relazioni opache, ma francamente, per adesso, mi sembra non ci sia nulla d’incontrovertibile sul piano penale. Aspettiamo.

Per ora, questo è certo, abbiamo l’ennesima dimostrazione che chi ha posizioni di potere non sembra comprendere quanti e quali doveri esse comportino, soprattutto verso la collettività. Il malcostume è la regola: favori, amicizie inopportune, esibizioni di autorità, arroganza, tutto il campionario dei comportamenti che un politico e un alto dirigente pubblico dovrebbero rifuggire.
E il clima è questo da anni, reso peggiore dal senso d’impunità affermato da atteggiamenti personali di molti e da norme che hanno aperto spazi sia all’illegalità diffusa sia alla discrezionalità e all’arbitrio della burocrazia.
Abbiamo bisogno che soffi a lungo un vento potente. E dovremmo essere noi a soffiare. Non aggiungo altro. Salvo il mio augurio preso a prestito da Edward R. Murrow.
Buona notte e buona fortuna.
E, ovviamente, un brano musicale da sbattere in faccia ai nemici della cultura. E visto che di vento si parla, una scelta facile: Blowin' in the Wind di Bob Dylan. Non ditemi che ho fantasia... E' una versione eseguita dal vivo nel 1963 da un Dylan che sembra (era) poco più che bambino.


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