domenica 12 maggio 2013

Non possiamo bercele sempre tutte


Vi ho già parlato tempo fa di Jena (Riccardo Barenghi), che scrive su La Stampa battute lapidarie e assai incisive. Mi sembra che meritino di essere lette sia quella di ieri sia quella di oggi, poiché sintetizzano bene un quadro politico niente affatto chiaro.
Buona stampa.
La battuta su Alfano, ovviamente, si riferisce al fatto che il Ministro degli Interni e Vicepresidente del Consiglio ha ritenuto di partecipare a una manifestazione di partito, svoltasi a Brescia, in gran parte motivata dai problemi giudiziari del tizio decrepito. Probabilmente Alfano, visto il ruolo istituzionale, avrebbe potuto evitare di presenziare, ma, ormai, non c’è da stupirsi di nulla in quest’atmosfera di competizione perenne e senza tregua, oltre che sostanzialmente assurda.
E, infatti, da noi assai più che altrove, i politici (come osservava Magris nell’articolo citato qualche giorno fa) si preoccupano più di strillare che di fare. L’obiettivo è strappare qualche minuto di attenzione in un telegiornale o qualche riga in un quotidiano. E pur di ottenere il risultato non hanno ritegno a forzare la realtà o a riscrivere la storia.  Più corretto dire che non hanno nessuna vergogna. Lo possono fare perché hanno la sicurezza di non pagare alcun prezzo per questo, grazie a una stampa in larga parte asservita o, comunque, poco interessata a mettere in risalto le contraddizioni e le menzogne.
Chi, per esempio, avrà ascoltato queste parole di Gaia Tortora, pacate e sensate, oltre che del tutto giustificate? E quanti avranno capito che il tizio decrepito ha, una volta di più, fatto uso strumentale di vicende che poco o nulla hanno a che fare con le sue (http://video.repubblica.it/politica/gaia-tortora-mio-padre-era-un-altra-storia/128104/126605?ref=HRER3-1)?
Buona stampa.
E quanti, indipendentemente dalla qualità del programma, si domanderanno se è davvero così corretto che la principale rete televisiva di proprietà di una società quotata in borsa (anche se controllata dalla famiglia del tizio decrepito) decida di mandare in onda in prima serata una trasmissione interamente dedicata a una delle più scottanti indagini riguardanti proprio il tizio decrepito (http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_12/processo-ruby-speciale-canale5_7d5373aa-babd-11e2-a655-79b4b9553427.shtml)?
Temo pochi, pochissimi. E questa, sebbene a qualcuno potrà sembrare tale, non è una considerazione di parte. E’ solo una manifestazione di profondo sconforto di fronte alla perdita di senso critico da parte di tanti italiani. Perdita di senso critico che, tra l'altro, ha consentito allo psiconano+barba-Mediaset di ottenere un successo elettorale del tutto privo di valore, visto che, finora, non ha saputo metterlo a frutto in alcun modo. Non certamente a frutto per il paese, ma solo per i suoi disegni (anzi, per quelli del suo puparo).
Chiudiamo con un po’ di musica. Premetto che la scelta odierna non è tanto determinata da una qualità particolarmente elevata, quanto dal desiderio di citare un piccolo e divertente momento all’interno di un film di Howard Hawks, Ball of Fire (Colpo di fulmine), nel quale Barbara Stanwick interpreta una cantante e Gary Cooper un professore. La Stanwick è accompagnata dall’orchestra di Gene Krupa, un batterista jazz allora assai popolare, anche se, come si direbbe oggi, un po’ “commerciale” (http://en.wikipedia.org/wiki/Gene_Krupa).
La curiosità sta nel fatto che, al termine di una canzone, la Stanwick invita Gene Krupa a un’esibizione fuori dal comune. Il titolo inglese spiega di cosa si tratta, ma dovete guardare il video sino alla fine per godervi questo gioiello.


Nessun commento:

Posta un commento