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venerdì 16 febbraio 2018

Verso il 4 marzo 2


La vicenda dei mancati versamenti dei contributi al fondo per il microcredito da parte di alcuni esponenti del M5S mi pare suggerire due riflessioni principali.

martedì 11 ottobre 2016

In tutt'altre facezie affaccendati?

Ieri, mentre The Financial Times si preoccupava di informarci che, probabilmente, la BCE ha dato un “aiutino" alla Deutsche Bank in occasione degli ultimi stress test (https://www.ft.com/content/44768ea8-8c71-11e6-8aa5-f79f5696c731. Buona stampa), i siti dei quotidiani italiani si preoccupavano dell’ennesimo farsesco conflitto all’interno del PD o delle “gesta” di Fabrizio Corona, del quale dovrebbero occuparsi soltanto gli agenti della polizia penitenziaria e non si dovrebbe vedere traccia nei mezzi di comunicazione.

martedì 29 marzo 2016

Arrendevoli e ondivaghi

Domenica a Lahore un attentatore suicida ha provocato una strage di cristiani, molti dei quali bambini. La posizione, le dimensioni, il possesso di armi atomiche e altro ancora rendono il Pakistan un paese cruciale. 

domenica 3 gennaio 2016

Mezzo pieno o mezzo vuoto, comunque non è sufficiente



Ovvio che, a seconda della propria posizione, ognuno di noi possa guardare alla situazione italiana considerando il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto e, in base a questa valutazione, esprimere un giudizio positivo o negativo rispetto all’azione del governo Renzi.

sabato 31 ottobre 2015

Bonjour, Telecom

Come sempre riluttante a farsi fotografare, il presidente del consiglio, durante il soggiorno a La Avana, ha scelto di fare jogging lungo un percorso appartato e discreto: una stradina lungomare chiamata Avenida de Maceo, meglio nota in tutto il mondo con il nome di Malecon.

martedì 15 settembre 2015

Forever it takes

Il titolo non è farina del mio sacco. Sono parole di un economista, Alberto Gallo di Royal Bank of Scotland, che ha voluto parafrasare quelle famose impiegate da Mario Draghi nel 2012 per descrivere l’impegno della Bce nella difesa dell’euro: whatever it takes.

lunedì 31 agosto 2015

Legame con il territorio?

Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato un’interessante intervista a Francesco Iorio, Consigliere Delegato e Direttore Generale della Banca Popolare di Vicenza, uno dei maggiori istituti di credito italiani e uno di quelli usciti peggio dalle valutazioni effettuate alcuni mesi fa dalla Banca Centrale Europea sulla solidità patrimoniale e sulla gestione dei principali gruppi bancari della eurozona. Ecco il collegamento all’intervista di Stefano Righi: http://www.corriere.it/economia/15_agosto_30/popolare-vicenza-borsa-prezzo-fara-mercato-e006b63a-4f2e-11e5-ad01-b0aa98932a57.shtml#.
Buona stampa. Anche se Righi affonda il coltello meno di quanto vorrei, ma, voi tre lo sapete, forse ho aspettative eccessive riguardo alla capacità dei giornalisti italiani di mettere alle strette gli intervistati. Ne esce, comunque, un quadro piuttosto serio della situazione che Iorio ha trovato quando ha assunto l’incarico all’inizio di giugno. Si conferma, in particolare, l’esistenza di rapporti non proprio cristallini tra la banca e i soci, ai quali sono stati concessi finanziamenti di cospicue dimensioni per l’acquisto o la sottoscrizione di azioni della banca stessa.
Mi pare sconcertante che si sia dovuti arrivare ai cosiddetti stress test e alle altre valutazioni della BCE per mettere in luce simili comportamenti, che viene spontaneo considerare non casuali e ipotizzare che abbiano origini lontane nel tempo. Difficile non chiedersi come mai la Banca d’Italia non si sia resa conto della situazione o, se ne era consapevole, non sia intervenuta prima.
Pur trattandosi indubbiamente di una delle migliori istituzioni pubbliche, pure la Banca d’Italia si mostra talvolta “distratta”, forse perché anch’essa, nonostante sia indipendente dal potere politico, non può sottrarsi interamente alle pressioni che da esso vengono esercitate, così che anche banche in situazione di dissesto possono proseguire la normale attività, subendo misure blande, insufficienti a ripristinare le condizioni patrimoniali e gestionali adeguate, fino a che la situazione si deteriora al punto da rendere necessari interventi più drastici e si causano danni che, intervenendo prima, si potevano forse evitare.
Quanto il potere politico s’interessi alle banche, soprattutto quelle di dimensioni medie e piccole, possibilmente non quotate in borsa, è dimostrato dalle resistenze che da più parti sono state fatte al provvedimento (decreto-legge n. 3/2015, convertito con legge n. 33/2015) che ha imposto alle dieci maggiori banche popolari di trasformarsi in società per azioni, abbandonando una forma giuridica ormai obsoleta, che ha consentito molto spesso una gestione autoreferenziale e poco trasparente. Vi propongo un articolo riguardo al contrasto tra governo e opposizioni (anche interne al PD) sul provvedimento (se avrete voglia di cercare, potrete trovarne molti altri): http://www.huffingtonpost.it/2015/01/21/riforma-banche-popolari-si-muovono-le-lobby_n_6516404.html.
Cronaca.
Va sottolineato come, tra le banche interessate dal provvedimento, una delle più impegnate nell’osteggiare, direttamente e indirettamente, la riforma, era proprio la banca vicentina, all’interno della quale, più che altrove, si guardava con preoccupazione alla nuova forma giuridica imposta dalla legge e, in particolare, all’abolizione del voto capitario e di altre condizioni che potevano favorire il controllo dell’assemblea da parte degli organi direttivi della banca. Anche dalle parti della Banca Popolare di Milano c’era molto malumore, determinato, in questo caso, dal ruolo delle associazioni sindacali, che attraverso gruppi organizzati di dipendenti-azionisti, hanno per molti anni avuto un potere rilevante nell’istituto, spesso esercitato per impedire cambiamenti considerati dannosi per il personale, indipendentemente dai potenziali effetti positivi sulla banca.
Tra gli argomenti maggiormente usati per opporsi alla legge di riforma, ormai pienamente efficace, i politici prediligevano quello del presunto “legame con il territorio” degli istituti coinvolti dal provvedimento del Governo Renzi.
Questo presunto carattere delle banche popolari, a detta dei politici, garantiva una loro maggiore capacità di concedere finanziamenti alle imprese locali rispetto alle banche di maggiori dimensioni. (L’argomento è usato anche per sostenere la validità del modello rappresentato dal credito cooperativo, nel quale, tuttavia, negli ultimi anni sono emersi numerosi casi di pessima gestione e di dissesto che hanno radicalmente modificato il quadro del settore, anche grazie a drastici interventi della Banca d’Italia).
Dall’intervista a Francesco Iorio, a mio parere, emerge la più radicale smentita della posizione di quei politici: concedere quasi un miliardo di finanziamenti a soci e potenziali soci (una somma, se ricordo bene, pari a 1/27 dell’interno ammontare dei prestiti erogati dall’istituto) non sembra esattamente una prova di “saldo legame con il territorio”, ma piuttosto la determinazione dei vertici della banca di mantenere un’assai ampia influenza sull’assemblea. Forse, se impiegato per sostenere le attività produttive, quel miliardo di euro avrebbe avuto un impatto di gran lunga migliore sull’economia del territorio. E mi sembra particolarmente grave soprattutto se consideriamo che quel miliardo rappresenta oltre la metà dei finanziamenti (1,8 miliardi) concessi alla Popolare di Vicenza dalla BCE nel quadro della liquidità messa a disposizione con il meccanismo denominato T-Ltro, che vincolava l’erogazione delle somme al loro impiego esclusivo per finanziare attività imprenditoriali…
Oggi Van Morrison, una della personalità di maggior valore della musica della fine del secolo scorso e di questo, compie settanta anni, ottima occasione per arruolarlo nella lotta ai criminali nemici della musica e della cultura. Ascoltiamo due brani, mi sembra giusto festeggiarlo così.
Il primo è The Bright Side of The Road.


Il secondo è una canzone d'amore. Van Morrison ne ha interpretate molte, tutte molto suggestive. Ho scelto Have I Told You Lately. Ve l'ho già proposta tempo fa, ma resta bellissima. Questa è una versione diversa.




lunedì 29 giugno 2015

Lezioni sbagliate


Nel settembre del 2008, forse perché il governo americano non s’impegnò fino in fondo, la banca d’investimento Lehman Brothers, anziché essere assorbita dall’inglese Barclays Bank, finì in bancarotta. Fu l’evento che scatenò la crisi finanziaria ed economica (le cui origini risalivano all’anno precedente) di cui stiamo ancora pagando l’altissimo prezzo. A ben vedere, come dimostra la dimensione dei pagamenti via via effettuati ai creditori di Lehman dal fallimento, l’istituto americano sarebbe forse riuscito a sopravvivere. Questa considerazione, tuttavia, rientra nella definizione di “senno del poi”, perciò ha un valore modesto.

giovedì 18 giugno 2015

Quanto hanno già scontato i mercati?


Nelle cronache finanziarie si legge spesso che “il mercato ha scontato” un determinato evento. Con ciò, come voi tre ben sapete, non s’intende alludere a capacità divinatorie degli operatori (nessuno le ha, checché dicano loro), ma al fatto che una circostanza, già nota o altamente prevedibile, venga anticipata, rispetto al momento in cui si verificherà, nelle decisioni di acquisto o di vendita di uno o di una pluralità di titoli.

mercoledì 17 giugno 2015

Del senno di poi (specie del mio) son piene le fosse


Partiamo da una notizia di cronaca fresca di giornata. Scelgo l’articolo de La Stampa:
Cronaca. Il solo commento è che sembra non esistere ambiente nel quale non si riscontri un intollerabile degrado morale. Intendiamoci: i dipendenti infedeli e corrotti sono sempre esistiti in tutte le aziende, grandi o piccole, pubbliche e private, tanto che l’argomento, ad esempio, aveva un spazio di rilievo anche nel fortunato romanzo La donna della domenica di Fruttero e Lucentini, che risale al 1972.

lunedì 15 giugno 2015

Dove va veramente la nave?


Ieri sera, mentre iniziavano i conteggi delle schede per i ballottaggi nei comuni in cui si votava, leggevo questo editoriale di Luca Ricolfi su Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-06-14/a-che-punto-sono-riforme-che-contano-143612.shtml?uuid=AC7ojb&fromSearch.
Buona stampa. Ricolfi ha perfettamente ragione: nonostante tutti i suoi cinguettii, Renzi è assai lontano dall’aver agito realmente sui mali del Paese, sulle condizioni che maggiormente incidono sulla qualità della vita dei cittadini e delle imprese. Il verso non è affatto cambiato e il passare del tempo, come dimostrano i risultati elettorali, esaspera i problemi e il distacco degli italiani dalla politica.

domenica 24 maggio 2015

C'è modo e modo di controllare la spesa


Vi annoio ancora una volta con l’argomento della spesa pubblica. Non è una mia fissazione (anche se, lo riconosco, è un argomento che mi sta particolarmente a cuore), ma sono i mezzi di comunicazione a darmi motivo di occuparmene ancora.
Partiamo da un articolo di Massimo Bordignon pubblicato il 22 Maggio dal sito LaVoce.info: http://www.lavoce.info/archives/34832/la-spesa-pubblica-ecco-dove-si-e-gia-tagliato/.
Buona stampa. A mio parere, più che concentrarsi sul modesto, ma apprezzabile, contenimento della spesa pubblica, è interessante osservare come le manovre intraprese dagli ultimi governi abbiano finito per sacrificare la spesa per investimenti.

mercoledì 20 maggio 2015

Una novità: truccavano le partite


Puntuale (e forse anche prevedibile) arriva l’ennesimo “Calcioscommesse”. A quanto pare riguarda la Serie B e altre serie minori, ma questo non mi sembra avere grande importanza. Un articolo per tutti, da La Stampa: http://www.lastampa.it/2015/05/20/sport/calcio/snche-la-salernitana-di-lotito-sotto-inchiesta-4nUzjdOzdpyFNOVtP47WCO/pagina.html.
Cronaca. Che certifica lo squallore in cui da anni è sprofondato lo sport italiano più amato, attorno al quale si sono andate raccogliendo figure pronte a tutto pur di arricchire, a tutti i livelli. Personaggi improbabili e grotteschi o delinquenti belli e buoni: pseudo imprenditori a loro agio nei tribunali fallimentari, mediocri calciatori trasformati in talenti per sistemare i bilanci della società e lasciati liberi di esprimere le loro misere qualità umane, arruffoni di ogni genere e membri della criminalità organizzata italiana e non.

venerdì 15 maggio 2015

Un vuoto pericoloso


Cominciamo con un garbato sberleffo di Mattia Feltri su La Stampa di ieri, nella rubrica Paesi e Buoi: http://www.lastampa.it/2015/05/14/cultura/opinioni/paesi-e-buoi/il-declino-di-forza-italia-s2Scx26RGjZGwIzfsP1PmK/pagina.html.
Buona stampa. Il disfacimento di Forza Italia non mi procura particolari emozioni in sé. Mi spaventa, però, il vuoto che lascia nello schieramento politico italiano: si sa che il vuoto non può durare e mi preoccupa chi e come lo riempirà.

martedì 12 maggio 2015

Non li voterebbe neppure lui... E non si vergogna? Sono nelle liste alleate del suo partito.


Ieri, nel chiudere sulla politica, avevo fatto un cenno alle liste per le elezioni regionali. Oggi se ne occupa anche Massimo Gramellini, fermando la sua attenzione sul caso del PD in Campania. La questione, tuttavia, non si pone soltanto per il PD e per la Campania. Ecco il collegamento al Buongiorno di oggi: http://www.lastampa.it/2015/05/12/cultura/opinioni/buongiorno/gli-impresentabili-eWPxjEMHqS1NH6zurYsqLK/pagina.html.
Buona stampa. La vicenda di De Luca è più che sconcertante e dimostra con quanta disinvoltura Renzi gestisca il potere. Non è così che si migliora il Paese: la selezione della classe politica dovrebbe essere una delle priorità di un leader che intenda veramente rinnovare l’Italia e riconquistare la fiducia degli italiani verso la classe politica. Evidentemente questo a Renzi non interessa. E non può certo liquidare la questione con una delle sue battute.

mercoledì 15 aprile 2015

La penisola del tesoretto


Lo scadimento della vita pubblica italiana non sembra aver mai fine. Le inchieste che coinvolgono politici nazionali e locali, burocrati e imprenditori si moltiplicano, a riprova di come, checché se ne dica, non vi sia nessun segno di miglioramento per quel che riguarda la corruzione. E poco importa se adesso si chiama: “indebita induzione a dare o promettere utilità”. Possono cambiarle il nome mille volte, sempre quello resta e, purtroppo, l’Italia figurerà sempre nelle posizioni peggiori delle classifiche internazionali, insieme a nazioni assai lontane da quelle cui, a mio modesto parere, dovremmo somigliare. In realtà, l’aver cambiato il nome al reato è l’ennesima dimostrazione di quanto poco si voglia incidere sulla realtà del fenomeno, dando spazio a una definizione che appare un vero monumento al ridicolo, la riprova che la preoccupazione principale dei nostri legislatori è complicare le cose, spargere fumo, alimentare l’incertezza e l'arbitrarietà.

lunedì 13 aprile 2015

Motto nazionale: non sono stato io.


Oggi parliamo d’Italia e d’italiani. Cominciamo con la stringente attualità: il crollo di parte di un soffitto in una scuola di Ostuni ristrutturata soltanto pochi mesi fa. Scelgo Lettera 43, soprattutto per le considerazioni che concludono il pezzo: http://www.lettera43.it/cronaca/ostuni-crolla-il-soffito-della-scuola-bambini-feriti_43675166495.htm.
Buona stampa. Anche se è cronaca, ma mi piace la sottolineatura di come, anche sul fronte della sicurezza degli istituti scolastici, Renzi abbia promesso molto e realizzato nulla. Dopo di che, intendiamoci, non è che sia sua la responsabilità di quanto accaduto a Ostuni. Mi piacerebbe proprio sapere chi ha gestito la ristrutturazione, vorrei che venissero analizzati l’appalto e la modalità con cui è  stata scelta l’impresa che lo ha vinto… Insomma, mi piacerebbe che saltasse fuori un colpevole e che rispondesse del suo operato, se inadeguato. Non è possibile che in questo Paese crollino tratti di autostrada o soffitti di scuole appena realizzati e la colpa non sia di nessuno. E il Presidente del Consiglio la piantasse di twittare e si desse da fare per cambiare sul serio le cose.

lunedì 6 aprile 2015

Come ci facciamo del male


L’assenza dei giornali in occasione delle festività richiede prudenza da parte di chi, come me, quasi ogni giorno cerca uno o più articoli da proporre a voi tre. Devo evitare di restare senza munizioni. Così ieri, oltre ad andare a ripescare il pezzo di Moussanet su Lufthansa, ho evitato di parlare di un articolo di Luca Ricolfi pubblicato da Il Sole 24 Ore e l’ho “risparmiato” per oggi.
Ricolfi s’inserisce nel solco tracciato da Dario Di Vico nell’editoriale del Corriere della Sera che vi avevo suggerito sabato (http://ilmiosecchiellodacqua.blogspot.it/2015/04/chi-di-traditore-ferisce.html), ma mi sembra affondare la lama con maggior decisione e porre in evidenza, con la forza drammatica  dei numeri, gli effetti del modo inconcludente e opportunistico di governare di Matteo Renzi. L’articolo di Ricolfi lo potete leggere qui: