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domenica 13 dicembre 2015

Chi è causa del suo mal... 2° tempo

Riallacciamo il filo interrotto mercoledì e torniamo a parlare di banche. E’ l’argomento del giorno, purtroppo anche perché c’è stato il suicidio di Luigino D’Angelo, un fatto tragico che, tuttavia, non dovrebbe interferire con una corretta valutazione della vicenda, soprattutto se la si vuole collocare, com’è necessario, al giusto posto nel quadro delle relazioni assai opache tra politica e mondo bancario. E anche se si vuole comprendere e valutare in modo corretto il comportamento delle autorità italiane, dal governo agli enti tenuti a controllare l’agire delle banche e, più in generale, quello degli emittenti titoli di credito e azioni.

mercoledì 2 dicembre 2015

Gufi? Loro almeno volano...

La crescita dell’economia italiana, che è già insufficiente a raggiungere gli obiettivi di occupazione e di riduzione del debito persino nei valori previsti dal governo, risulta più bassa di un decimo di punto percentuale. Un’inezia, non c’è che dire, ma pur sempre oltre il 10% in meno di quanto stimato dal Ministero dell’Economia nelle sue valutazioni.

giovedì 15 ottobre 2015

Cosa vuol dire rappresentare una collettività?


Dopo la breve vacanza, torniamo a farci del male… Colpa dei miei amici blogger che scrivono poco e mi costringono a occuparmi d’Italia e anche di Europa, argomenti dai quali non riesco certo a trarre motivi di divertimento.

venerdì 3 luglio 2015

La seconda domanda 2


Ieri avevo già iniziato a riflettere sul testo che intendevo scrivere, quando, ad altri impegni, se n’è aggiunto uno imprevisto. Nel primo pomeriggio, parcheggiando la macchina nel cortile, ho visto un piccolo di rondine moribondo. Incapace di volare e di muoversi, era sfinito dal caldo, disidratato e affamato.

mercoledì 15 aprile 2015

La penisola del tesoretto


Lo scadimento della vita pubblica italiana non sembra aver mai fine. Le inchieste che coinvolgono politici nazionali e locali, burocrati e imprenditori si moltiplicano, a riprova di come, checché se ne dica, non vi sia nessun segno di miglioramento per quel che riguarda la corruzione. E poco importa se adesso si chiama: “indebita induzione a dare o promettere utilità”. Possono cambiarle il nome mille volte, sempre quello resta e, purtroppo, l’Italia figurerà sempre nelle posizioni peggiori delle classifiche internazionali, insieme a nazioni assai lontane da quelle cui, a mio modesto parere, dovremmo somigliare. In realtà, l’aver cambiato il nome al reato è l’ennesima dimostrazione di quanto poco si voglia incidere sulla realtà del fenomeno, dando spazio a una definizione che appare un vero monumento al ridicolo, la riprova che la preoccupazione principale dei nostri legislatori è complicare le cose, spargere fumo, alimentare l’incertezza e l'arbitrarietà.

sabato 21 febbraio 2015

Tra Twittare e fare c'è di mezzo il mare


Si sta concludendo il primo anno del Governo Renzi. Il Presidente del Consiglio, in questi dodici mesi, ha annunciato molto e dato per realizzato molto, ma, a ben vedere, tra il dire e il fare, come si dice, c’è di mezzo il mare, come provano le numerose analisi offerte dai mezzi di comunicazione.
Vediamo qualche esempio. Sul sito LaVoce.info Francesco Daveri analizza l’effettivo rinnovamento delle figure chiave all’interno dei Ministeri: http://www.lavoce.info/archives/33214/renzi-anno-dopo-fu-vera-rottamazione/.
Buona stampa. Non credo mi si possa accusare di disfattismo se affermo che i risultati sono piuttosto modesti.
E veniamo ad altra area di azione, quella della materia fiscale. Prendiamo un articolo di Fabrizio Forquet da Il Sole 24 Ore di ieri: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-02-20/riforme-crescita-non-si-fa-i-rinvii-071425.shtml?uuid=AB34qvxC&fromSearch.
Buona stampa. E’ abbastanza evidente che, come evidenziano entrambi gli articoli, la scarsa efficacia normativa ha che fare con il mancato ricambio dei dirigenti ministeriali, ma io aggiungerei che, come ho detto più volte, si fa sentire anche la mediocrità dei politici che occupano le poltrone di ministro e sottosegretario, i quali non sanno o non possono controllare efficacemente il lavoro dei burocrati.
Torneremo senz’altro sulle valutazioni del lavoro del Governo Renzi. Adesso vorrei riprendere un articolo da Il Sole 24 Ore di un paio di giorni fa. L'ho trascurato per occuparmi di altro, ma merita assolutamente di essere letto e anche conservato. Si tratta di un pezzo di Gilberto Corbellini dedicato alla vicenda di Stamina: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-02-18/dall-affaire-stamina-dura-lezione-parlamento-071351.shtml?uuid=ABd5TewC&fromSearch.
Buona stampa. Corbellini, correttamente, concentra la sua attenzione sull’operato della Pubblica Amministrazione e del Parlamento, ma io avrei citato, anche di sfuggita, il ruolo di molti magistrati, i quali si sono arrogati il potere di stabilire chi e come dovesse essere curato, tra l’altro con decisioni spesso contrastanti, a conferma di come, nel Paese che si considera culla del Diritto, proprio chi dovrebbe applicare la Legge non di rado è più interessato a far valere contro di essa le proprie convinzioni personali, spesso infondate e stravaganti.
Da ultimo, giusto per non farci mancare un altro motivo d’irritazione, vado a ripescare, dal Corriere di ieri, un articolo in cui Gian Antonio Stella confronta il modo in cui vengono puniti i reati dei “colletti bianchi” nelle nazioni europee: http://www.corriere.it/cronache/15_febbraio_20/reati-colletti-bianchi-solo-230-06percento-carcere-37bd5010-b8c5-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml#.
Buona stampa. Vi sorprende che l’Italia esca male dal confronto?
E veniamo alla battaglia dalla parte della musica. Un paio di ascolti. Il primo è un brano eseguito da Tommy Flanagan al piano con Peter Washington al basso e Lewis Nash alla batteria: Angel Eyes.



Flanagan (http://en.wikipedia.org/wiki/Tommy_Flanagan) è stato un grande personaggio nella storia del jazz e ha lavorato accanto a buona parte dei giganti del secondo dopoguerra, da Coltrane a Ella Fitzgerald. Lo ascolteremo ancora.
Cambiamo genere, ma restiamo in America con un brano tratto da West Side Story (http://it.wikipedia.org/wiki/West_Side_Story) di Leonard Bernstein. Ascoltiamo Tonight, una delle canzoni più celebri del musical (io, francamente, sarei più portato a considerarla un'opera); ho scelto la versione tratta dal film realizzato nel 1961 (http://www.imdb.com/title/tt0055614/) anche perché si ha modo di ammirare una attrice meravigliosa: Nathalie Wood.