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lunedì 5 settembre 2016

Se non possono dire "whatever it takes", tacciano. O parlino meno

Non ho pubblicato nulla per oltre una settimana, un tempo abbastanza lungo rispetto alle mie abitudini. Gli argomenti non sono mancati in questi giorni, quello che stentava a venire era lo stimolo giusto, quella scintilla che, certamente è un’illusione, mi aiuta a scrivere testi interessanti e utili.
Nella cartella delle bozze si sono accumulati alcuni file che, forse, verranno buoni in futuro, soprattutto perché riguardano argomenti non abituali per me.

martedì 10 novembre 2015

Uno dopo l'altro se ne vanno tutti...

La notizia del giorno, per quel che riguarda l’Italia politica, non è inattesa, al contrario: da molto tempo si parlava delle possibili dimissioni di Roberto Perotti da co-commissario alla revisione della spesa pubblica. Le dimissioni sono arrivate e, purtroppo, mi sembrano l’ennesimo segnale negativo riguardo alle reali intenzioni di Renzi rispetto a uno dei problemi più gravi dell’economia italiana.

lunedì 28 settembre 2015

Cronache da un pollaio

Un fatto locale, strettamente padovano, occupa lo spazio iniziale di questo post. E non certo per motivi dei quali gli abitanti della città veneta possano andare fieri, tutt’altro. Si è avuto, infatti, l’ennesimo scontro via Twitter tra il sindaco in carica, Massimo Bitonci già senatore della Lega, e un esponente dell’opposizione, Flavio Zanonato, sindaco per molti anni, poi ministro e attualmente parlamentare europeo del PD.

venerdì 25 settembre 2015

Quanta Italia c'è in un'auto Volkswagen?

Lo scandalo della Volkswagen, secondo la maggior parte dei commentatori, mette in crisi il sistema industriale della Germania perché ne indebolisce le fondamenta e le relazioni politiche e sociali che lo hanno governato dal 1945 e, a livello internazionale, pone in discussione la leadership tedesca in Europa. Il tutto accompagnato, quasi certamente, da un calo delle vendite dei produttori di auto tedeschi e, conseguentemente, un rallentamento dell’economia del Paese che si tradurrà a sua volta in un indebolimento della già fragile crescita europea, fortemente dipendente dai successi commerciali della maggiore potenza continentale.

giovedì 10 settembre 2015

Lo ricorderemo sempre, ma quanto ci mancherà il tuo sorriso, Rosanna

La musica oggi, più che mai, è importante e viene prima perché serve per ricordare una mia amica, una piccola meravigliosa ragazza che sapeva sempre affrontare la vita con rara intelligenza. Come ho scritto ieri su Facebook, chi ha conosciuto Rosanna porterà sempre dentro di sé il ricordo del suo sorriso rasserenante e della sua dolcezza. Ha lasciato troppo presto un grande vuoto nel cuore dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Per Rosanna ascoltiamo Last Night When We Were Young nella versione di Tommy Flanagan al piano affiancato da Helen Merrill.

giovedì 9 luglio 2015

Hybris


Lasciamo stare la Grecia, almeno in prima battuta. Chi di voi tre segue i mercati finanziari (un paio che lo fanno, anche molto seriamente, ci sono), saprà che negli ultimi dieci giorni i mercati cinesi, più precisamente le borse di Shangai e di Shenzhen (quella di Hong Kong è altra cosa), hanno subito una brusca e decisa caduta e oggi si sono ripresi altrettanto bruscamente, anche se il recupero compensa solo una frazione delle perdite subite in precedenza.
Molti hanno scritto che il drastico calo delle quotazioni, accompagnato dalla sospensione di moltissimi titoli e dal rinvio dell’offerta di nuove azioni, conferma l’esistenza di una bolla speculativa, una delle tante che si nasconderebbero nel complicato capitalismo di stato cinese.
Non c’è dubbio che questo sia possibile così come non c’è dubbio che la reazione del governo cinese, anziché apparire rassicurante, induca a maggiore preoccupazione. Ne parla Guido Santevecchi in un breve articolo del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/economia/15_luglio_09/bolla-cinese-borse-quantitative-easing-presidente-xi-ee7ba128-2619-11e5-9a08-f80f881ecc8e.shtml#.
Buona stampa. Non so perché, ma mi viene in mente un film di Walt Disney, Fantasia, forse il più famoso lungometraggio di cartoni animati della storia del cinema. C’è un episodio di cui è protagonista Topolino. Visto che è disponibile su Youtube, ve lo propongo. E’ anche un ottimo ascolto musicale.


Intendiamoci, è una forzatura sostenere, come ho appena fatto ironicamente, che, in Cina, ad assumere decisioni cruciali per i mercati finanziari mondiali ci siano emuli di Mickey Mouse. E, tuttavia, si ha l’impressione di un modo di procedere abbastanza contraddittorio, che privilegia aspetti che, altrove, non sarebbero considerati. Credo sia sempre più difficile far coesistere un sistema economico e finanziario spregiudicatamente capitalistico con un regime politico dominato dal partito unico (chiamarlo comunista mi pare abbia ormai poco senso).
Per una più precisa descrizione delle misure poste in essere dalle autorità cinesi, vi rimando a questo articolo da The Financial Times (con le consuete riserve sulla leggibilità per chi non ha un abbonamento): https://next.ft.com/9b346454-25e8-11e5-9c4e-a775d2b173ca.
Buona stampa. La situazione, come si vede, non è ancora del tutto stabilizzata. E non credo lo sarà in tempi brevi.
Venendo alla Grecia, ne parliamo senza addentrarci nei dettagli della possibile nuova trattativa tra il governo Tsipras e i creditori. Vi suggerisco la lettura di tre testi. In ordine cronologico, cominciamo da quello di Luigi Zingales, pubblicato sul suo blog il 5 luglio: http://europaono.com/2015/07/05/perche-zingales-e-cosi-morbido-nei-confronti-della-grecia/.
Buona stampa. Zingales ripercorre la vicenda greca e lascia capire come la politica di austerità imposta ad Atene sia, a suo giudizio, all’origine della situazione attuale, con il contributo di alcune decisioni di Tsipras.
Il 6 luglio, giorno successivo al referendum greco, il sito Intelligonews pubblicava un’intervista a Massimo Cacciari, il quale, come di consueto, non nasconde il suo pensiero, anzi lo manifesta senza reticenze: http://www.intelligonews.it/articoli/6-luglio-2015/28290/greferendum-cacciari-l-europa-tedesca-collasser-c-stata-una-volgare-interferenza-.
Buona stampa. Ci sono spunti interessanti, tutto si può dire di Cacciari tranne che sia banale e che abbia timori reverenziali. Anzi, a volte forse c’è un certo autocompiacimento nell’assumere posizioni controverse.
Buona stampa. Anche Magris sa sempre offrire prospettive che ai più sfuggono e che inducono a riflettere con attenzione. Vale la pena copiare e incollare la conclusione dell’articolo: “Quando si ha un’altissima civiltà nel proprio Dna, essa si rivela non nella citazione del passato, ma nel modo in cui si affrontano i problemi del proprio presente. Questo vale oggi per tutti i governi impegnati ad affrontare le tremende difficoltà del popolo greco. Agire irrazionalmente, rabbiosamente, caparbiamente, tignosamente, rumorosamente, truffaldinamente significa, per tutti, compiere quello che per la civiltà greca era la massima colpa, la hybris , la dismisura, peccato senza remissione.
Non aggiungo altro, se non un ascolto musicale, anche per compensare i giorni trascorsi senza combattere i nostri nemici. Dopo la classica di Fantasia, ritorniamo al jazz. Credo sia il caso di dare spazio a un sassofonista fondamentale come Lester Young, di cui non vi ho mai proposto nulla.
Il titolo è There Will Never Be Another You, eseguita nel 1952 con un gruppo di grandi strumentisti: Oscar Peterson al piano, Barney Kessel alla chitarra, Ray Brown al basso e J.C. Heard alla batteria.



lunedì 29 giugno 2015

Lezioni sbagliate


Nel settembre del 2008, forse perché il governo americano non s’impegnò fino in fondo, la banca d’investimento Lehman Brothers, anziché essere assorbita dall’inglese Barclays Bank, finì in bancarotta. Fu l’evento che scatenò la crisi finanziaria ed economica (le cui origini risalivano all’anno precedente) di cui stiamo ancora pagando l’altissimo prezzo. A ben vedere, come dimostra la dimensione dei pagamenti via via effettuati ai creditori di Lehman dal fallimento, l’istituto americano sarebbe forse riuscito a sopravvivere. Questa considerazione, tuttavia, rientra nella definizione di “senno del poi”, perciò ha un valore modesto.