La vicenda dei mancati versamenti dei contributi al fondo per il microcredito da parte di alcuni esponenti del M5S mi pare suggerire due riflessioni principali.
Quello che succede in Italia e nel mondo, come ne parla la stampa e quel che ne penso io. Con attenzione per politica, economia e finanza.
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venerdì 16 febbraio 2018
mercoledì 18 maggio 2016
Una vittoria da non sprecare
Non si può negare che Renzi e Padoan abbiano ottenuto un successo garantendosi la concessione, da parte della Commissione Europea, di maggior flessibilità nei conti pubblici per quest’anno.
mercoledì 16 marzo 2016
Diritti dimenticati
Oggi non vi ruberò molto tempo.
Inizio con un breve cenno alle due vicende parallele, ma differenti, relative alla scelta del candidato sindaco di Roma per il centrodestra e di Milano per i 5 Stelle. Quello che sta accadendo rafforza i dubbi, di cui ho già scritto domenica, sul valore attribuito all’opinione popolare dai vertici di entrambi questi raggruppamenti. I meccanismi individuati per selezionare i candidati non potrebbero essere più diversi; il risultato finale, però, non cambia, nel senso che quanto avrebbero voluto i cittadini viene ignorato.
giovedì 17 dicembre 2015
You can fool all the people...
Il tema del giorno, se volessi essere scontato, sarebbe l’aumento dei tassi da parte della Federal Reserve Bank. Un evento che, ripeto, considero scontato, poiché non sarebbe stato possibile per Mrs. Yellen e gli altri membri del Federal Open Market Committee (http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/fomc.htm) rinviare ancora una volta una manovra indispensabile più per riaffermare il proprio ruolo e la propria autonomia decisionale che per modificare realmente la politica monetaria corrente degli USA.
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sabato 21 novembre 2015
E se servissero più teste che stivali?
Anche se ho meno tempo per leggere e per scrivere, vengo, purtroppo, catturato facilmente da articoli che preferirei non vedere. Un esempio è questo pezzo di Sergio Rizzo, dal Corriere della Sera di oggi: http://www.corriere.it/cronache/15_novembre_21/sindacato-vince-ricordi-fa-perdere-fiducia-738c9326-9029-11e5-ac55-c4604cf0fb92.shtml.
Buona stampa. La difesa delle cause peggiori sembra la vocazione di quei residui del passato che sono i sindacati italiani, alla guida dei quali sono personaggi ai quali non pare vero di poter confermare i miei noti dubbi sulla classe dirigente del nostro Paese.
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domenica 15 novembre 2015
Il sorriso dell'Italia migliore
La vita spesso c’induce a riconsiderare i nostri tempi e le nostre priorità. Accade a me in queste settimane, questo spiega il diradarsi dei post e perché, alla vigilia del suo quarto compleanno, il mio secchiello sia un po’ meno pieno del solito.
domenica 6 settembre 2015
Ich bin ein Münchner
La scelta del titolo oggi non è stata immediata. Ero incerto tra “Smentite e conferme” e quello che vedete: poche parole in tedesco (lingua che ignoro pressoché totalmente) con le quali, ieri, avevo accompagnato su Facebook la condivisione di questo video della BBC: http://www.bbc.com/news/world-europe-34162844.
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giovedì 9 luglio 2015
Hybris
Lasciamo stare la Grecia, almeno in prima battuta. Chi di
voi tre segue i mercati finanziari (un paio che lo fanno, anche molto seriamente,
ci sono), saprà che negli ultimi dieci giorni i mercati cinesi, più precisamente
le borse di Shangai e di Shenzhen (quella di Hong Kong è altra cosa), hanno subito una brusca e decisa caduta e oggi si sono ripresi altrettanto bruscamente,
anche se il recupero compensa solo una frazione delle perdite subite in precedenza.
Molti hanno scritto che il drastico calo delle quotazioni, accompagnato
dalla sospensione di moltissimi titoli e dal rinvio dell’offerta di nuove
azioni, conferma l’esistenza di una bolla speculativa, una delle tante che si
nasconderebbero nel complicato capitalismo di stato cinese.
Non c’è dubbio che questo sia possibile così come non c’è dubbio
che la reazione del governo cinese, anziché apparire rassicurante, induca a
maggiore preoccupazione. Ne parla Guido Santevecchi in un breve articolo del
Corriere della Sera: http://www.corriere.it/economia/15_luglio_09/bolla-cinese-borse-quantitative-easing-presidente-xi-ee7ba128-2619-11e5-9a08-f80f881ecc8e.shtml#.
Buona stampa. Non so perché, ma mi viene in mente un film di
Walt Disney, Fantasia, forse il più
famoso lungometraggio di cartoni animati della storia del cinema. C’è un
episodio di cui è protagonista Topolino. Visto che è disponibile su Youtube, ve
lo propongo. E’ anche un ottimo ascolto musicale.
Intendiamoci, è una forzatura sostenere, come ho appena
fatto ironicamente, che, in Cina, ad assumere decisioni cruciali per i mercati finanziari mondiali ci siano emuli di Mickey Mouse. E, tuttavia, si ha
l’impressione di un modo di procedere abbastanza contraddittorio, che
privilegia aspetti che, altrove, non sarebbero considerati. Credo sia
sempre più difficile far coesistere un sistema economico e finanziario
spregiudicatamente capitalistico con un regime politico dominato dal partito
unico (chiamarlo comunista mi pare abbia ormai poco senso).
Per una più precisa descrizione delle misure poste in essere
dalle autorità cinesi, vi rimando a questo articolo da The Financial Times (con
le consuete riserve sulla leggibilità per chi non ha un abbonamento): https://next.ft.com/9b346454-25e8-11e5-9c4e-a775d2b173ca.
Buona stampa. La situazione, come si vede, non è ancora del
tutto stabilizzata. E non credo lo sarà in tempi brevi.
Venendo alla Grecia, ne parliamo senza addentrarci nei
dettagli della possibile nuova trattativa tra il governo Tsipras e i creditori.
Vi suggerisco la lettura di tre testi. In ordine cronologico, cominciamo da
quello di Luigi Zingales, pubblicato sul suo blog il 5 luglio: http://europaono.com/2015/07/05/perche-zingales-e-cosi-morbido-nei-confronti-della-grecia/.
Buona stampa. Zingales ripercorre la vicenda greca e lascia
capire come la politica di austerità imposta ad Atene sia, a suo giudizio, all’origine della situazione
attuale, con il contributo di alcune decisioni di Tsipras.
Il 6 luglio, giorno successivo al referendum greco, il sito
Intelligonews pubblicava un’intervista a Massimo Cacciari, il quale, come
di consueto, non nasconde il suo pensiero, anzi lo manifesta senza reticenze: http://www.intelligonews.it/articoli/6-luglio-2015/28290/greferendum-cacciari-l-europa-tedesca-collasser-c-stata-una-volgare-interferenza-.
Buona stampa. Ci sono spunti interessanti, tutto si può dire
di Cacciari tranne che sia banale e che abbia timori reverenziali. Anzi, a volte forse
c’è un certo autocompiacimento nell’assumere posizioni controverse.
Chiudiamo con un breve articolo di Claudio Magris dal
Corriere di oggi: http://www.corriere.it/economia/fondi/15_luglio_09/grecia-nessun-grande-passato-puo-essere-alibi-d7bd712e-260e-11e5-9a08-f80f881ecc8e.shtml.
Buona stampa. Anche Magris sa sempre offrire prospettive che
ai più sfuggono e che inducono a riflettere con attenzione. Vale la pena
copiare e incollare la conclusione dell’articolo: “Quando si ha un’altissima civiltà nel proprio Dna, essa si rivela non
nella citazione del passato, ma nel modo in cui si affrontano i problemi del
proprio presente. Questo vale oggi per tutti i governi impegnati ad affrontare le tremende difficoltà del popolo greco. Agire irrazionalmente, rabbiosamente,
caparbiamente, tignosamente, rumorosamente, truffaldinamente significa, per
tutti, compiere quello che per la civiltà greca era la massima colpa, la hybris
, la dismisura, peccato senza remissione.”
Non aggiungo altro, se non un ascolto musicale, anche per
compensare i giorni trascorsi senza combattere i nostri nemici. Dopo la
classica di Fantasia, ritorniamo al jazz. Credo sia il caso di dare spazio a un
sassofonista fondamentale come Lester Young, di cui non vi ho mai proposto nulla.
Il titolo è There Will Never Be Another You, eseguita nel 1952 con un gruppo di grandi strumentisti: Oscar Peterson al piano, Barney Kessel alla chitarra, Ray Brown al basso e J.C. Heard alla batteria.
sabato 13 giugno 2015
Occorre sapere quanto sia difficile, per tutti, essere stranieri
Oggi, calda giornata di tarda primavera, penso abbiate tempo
per una lettura più lunga del solito, così vi propongo, per vostra comodità, un
intero articolo (alla fine vi darò il link) di cui vi anticipo soltanto
l’autore: Claudio Magris, sicuramente una delle menti migliori del nostro
Paese, uomo di straordinaria cultura e di raro equilibrio. Leggetelo, ne vale
la pena. Una precisazione: le parole del titolo sono tratte dal pezzo che segue.
martedì 5 maggio 2015
La famosa acqua di Cologna
No, non sto farneticando, capirete dopo perché questo titolo. Prima, però, parliamo di un altro argomento.
Ieri, sul Corriere della Sera, ho letto un eccellente (come
di consueto) articolo di Claudio Magris il cui argomento erano le violenze e i
vandalismi di Milano. Purtroppo non era disponibile in rete e sono riuscito a
reperirlo solo adesso sul sito Ristretti orizzonti (http://www.ristretti.org/). Questo è il
link all’articolo: http://www.ristretti.org/Le-Notizie-di-Ristretti/giustizia-piazze-e-stadi-la-balbuzie-ideologica-dei-violenti.
Buona stampa. E buon lavoro di Ristretti orizzonti che
sopperisce alla politica non molto comprensibile della redazione on line del
Corriere. Magris possiede un’intelligenza lucidissima e una scrittura nitida,
senza fronzoli, che porta al cuore delle questioni e le illumina perfettamente.
Nel corso delle mie inutili ricerche di ieri, avevo trovato
nell’archivio del Corriere un articolo del 2 Settembre 2008, sempre scritto da
Magris e sempre dedicato al tema della violenza e del vandalismo, in questo
caso dei tifosi. Non ricordo a quale evento si riferisca l’articolo, ma questo
importa poco o nulla. Quello che lascia sconcertati è che, a distanza di oltre
sei anni, le problematiche siano rimaste sostanzialmente le stesse, senza che,
da parte delle autorità competenti e delle società di calcio, fosse fatto
alcunché per modificare le cose, come dimostrano anche gli eventi recenti di
Torino e di altre città.
L’articolo di Magris del 2008 lo trovate qui: http://www.corriere.it/editoriali/08_settembre_02/magris_6728af3a-78ac-11dd-a0dd-00144f02aabc.shtml.
Buona stampa. Credo che anche lui sia andato a rileggerlo
prima di scrivere quello pubblicato ieri. Che altro doveva fare? Non ci sono
stati cambiamenti, non in senso positivo, anzi. Le parole del 2008 sono ancora
valide, tutt’al più rese maggiormente fondate dall’aggravarsi del problema.
E torniamo alla qualità dei nostri giornalisti. Qualche ora fa ho
letto questo articolo su Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-05-05/germanwings-brand-sparira-autunno--081511.shtml?uuid=ABrGodaD&fromSearch.
Adesso lo hanno corretto, ma al momento della pubblicazione
on line, come di quella sul cartaceo, la Signora Mara Monti aveva scritto
Cologna, non Colonia. Ecco il testo acquisito con lo scanner. E ho anche la copia della prima versione apparsa sul sito.
La correzione on line è seguita a una mail che ho inviato al
Direttore de Il Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, il quale si è affrettato a far modificare il
testo, ma si è guardato bene dal rispondermi. E si è anche ben guardato dal far apporre due righe di scusa per l'errore. Detto altrimenti: ha messo la
polvere sotto il tappeto ed è sgattaiolato via. Non mi pare l’atteggiamento
giusto per chi guida un quotidiano che, giustamente, aspira a essere, ed è, uno dei
più autorevoli anche in ambito internazionale. Ammettere un errore è prova di forza,
non di debolezza. E di rispetto per i lettori.
Mala stampa.
Oggi cade un anniversario che mi pare giusto ricordare. Il 5 Maggio 1981 moriva Bobby Sands, uno dei più famosi esponenti dell'IRA, Irish Republican Army. Non ricordo la morte di Sands perché io abbia una qualsiasi valutazione personale su di lui e su ciò che rappresenta. La guerra civile irlandese è stata, con i conflitti arabo-israeliani e la fase conclusiva della guerra del Vietnam, parte della vita delle persone della mia età, resa una presenza costante dalla televisione e dai giornali che la documentavano, giorno dopo giorno.
Non commemoro, dunque, la morte di Bobby Sands, intendo ricordare una delle vicende più tragiche del XX° secolo, durante la quale, da entrambe le parti, sono stati commessi crimini brutali e spietati.
Restiamo in Irlanda, e nell'area politica in cui militava Sands, per il primo ascolto musicale. Nella seconda metà degli anni Settanta, infatti, il cantante Christy Moore era schierato accanto ai prigionieri dell'IRA detenuti a Maze (http://en.wikipedia.org/wiki/Christy_Moore). Il brano che vi propongo è Back Home in Derry.
Il secondo brano, che ha condiviso sulla sua pagina Facebook il mio amico Stefano e quindi il merito è suo, ci riporta al Jazz. Siamo alla fine degli anni 30 con alcuni tra i più apprezzati strumentisti dell’epoca, a cominciare dal
leader, Django Reinhart, per passare a Coleman Hawkins e a tutti gli altri. Il titolo è Out of Nowhere.
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