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domenica 3 gennaio 2016

Mezzo pieno o mezzo vuoto, comunque non è sufficiente



Ovvio che, a seconda della propria posizione, ognuno di noi possa guardare alla situazione italiana considerando il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto e, in base a questa valutazione, esprimere un giudizio positivo o negativo rispetto all’azione del governo Renzi.

domenica 28 ottobre 2012

Economia cinese e musica inglese


Non è frequente che le due maggiori potenze economiche mondiali vivano quasi contemporaneamente il rinnovo delle principali cariche statali. E’ quanto accadrà nei prossimi giorni, quando Stati Uniti e Cina procederanno, ovviamente con modalità del tutto diverse, a nominare le persone che le guideranno nell’immediato futuro. Sia la Cina che gli Stati Uniti risentono, con peso differente, della crisi mondiale e il divergente andamento delle loro economie influisce anche nel complesso rapporto finanziario che si è instaurato negli ultimi anni, quando la nazione asiatica ha assunto il ruolo di primo creditore degli Usa.
Il supplemento culturale del Corriere, La Lettura, dedica la propria attenzione alla Cina e lo fa con due articoli, il primo, caratterizzato da una visione ottimistica, è firmato dal corrispondente da Pechino Marco Del Corona, il secondo, che propone un’opinione critica e pessimista, è scritto da Federico Fubini, esperto di economia internazionale. Ecco il link: http://lettura.corriere.it/debates/la-cina-vince-la-cina-perde/.
Buona stampa. Per entrambi, anche se io sono più portato a condividere le idee di Fubini. Il che non aiuta certamente a guardare al futuro con lenti rosa. In realtà, la maggiore economia del mondo sarebbe l'Unione Europea, solo che, per l'appunto, è un'economia, non una nazione (e Dio sa quanto sarebbe meglio se fosse anche una nazione).
Meglio cambiare argomento e dedicarsi alla musica, che ho un po’ trascurato nei post più recenti. Continuo a proporvi più versioni del medesimo brano. Questa volta si tratta di un pezzo degli anni Sessanta, senz’altro il più celebre di un gruppo inglese che i diversamente giovani (sempre copyright Gramellini) ricordano senz’altro: Procol Harum (http://it.wikipedia.org/wiki/Procol_Harum).
Il brano è A Whiter Shade of Pale che è stato successivamente interpretato da tanti celebri musicisti.
Cominciamo con la versione originale del 1967 dei Procol Harum.


Proseguiamo con quella di una voce leggendaria del rock inglese, Joe Cocker, dal vivo a Berlino nel 1980. Sembra aver bevuto qualche birra di troppo, ma è sempre Joe Cocker.


Poi ascoltiamo quella strumentale e piuttosto particolare, eseguita dal vivo da King Curtis (http://en.wikipedia.org/wiki/King_Curtis), sassofonista, non molto famoso in Italia e assai poco longevo, che ha percorso vari generi musicali.


Ancora un’esecuzione “importante”: quella di un gruppo di vecchie glorie della musica rock riunite nel 2007 e capitanate da Eric Clapton, un evento dal quale derivò un album il cui titolo dice molto: Complete Abandon (http://kentguy.wordpress.com/2008/01/05/eric-clapton-totally-abandoned-with-ringo-starr-joe-walsh-pete-townshend/).



Finiamo, ma potrei continuare, con una splendida voce femminile, quella di Annie Lennox. E anche con lei non ci siamo mossi dalla vecchia Inghilterra.


Esiste una famosa cover italiana, intitolata Senza Luce e interpretata dai Dik Dik. Io, però, non riesco farmela piacere quanto queste versioni in inglese. 

giovedì 23 febbraio 2012

A Marie Colvin


Non ho parlato dell’euro e della Grecia per qualche giorno perché non ero affatto sicuro dell’effettivo risultato della riunione di Bruxelles. Ho avuto da subito il dubbio che, in realtà, si trattasse di un ennesimo rinvio, sia pure mascherato da intervento significativo. A quanto pare, i miei dubbi sono tutt’altro che infondati.
Vi segnalo soltanto un paio di articoli, ma mi sembrano esaustivi. Il primo è di Federico Fubini, dal Corriere di ieri (http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/22/Piano_Greco_per_Guadagnare_altro_co_8_120222007.shtml).
Buona stampa.
Temo che le prospettive della Grecia siano tutt’altro che buone. Anche l’euro, però, non sembra destinato a un futuro roseo: tornando al racconto di Buzzati, penso che la moneta unica non abbia invertito il percorso e che, se proprio va bene, non scenderà. La risalita, fin quando la politica continuerà a barcamenarsi come fa ormai da anni, non mi pare affatto probabile.
Cambiamo argomento: elezioni presidenziali in Russia. Difficilmente i russi saranno così brillanti da liberarsi (e liberarci) dalla sgradevole presenza di Vladimir Putin. A leggere qua e là sembra proprio che tornerà a occupare la poltrona prestata temporaneamente a Medvedev, una prospettiva che non mi piace per niente. L’uomo che si è formato in democrazia e in libertà alla prestigiosa scuola del KGB (e che qualcuno, in Italia, ha invitato a tenere lezioni in materia – sic) sta ponendo le basi perché la tensione internazionale torni a livelli assai preoccupanti e sostiene alcuni dei regimi più repressivi e sanguinari del mondo, oltre che molti dei dittatori che hanno trasformato non poche repubbliche ex sovietiche in satrapie dove corruzione e malavita la fanno da padrone, non diversamente da quanto accade in Russia. Prima di indicarvi un articolo in cui potrete trovare qualche interessante indicazione su quel che ha in mente Putin, rileverei anche che, riguardo alle repubbliche ex sovietiche, abbiamo un debito di riconoscenza verso la formidabile coppia formata da George W. Bush e Dick “Grande Cacciatore” Cheney, la cui frenesia bellica in Afganistan e Iraq ha reso alcune di quelle nazioni strategicamente rilevanti, spingendo quindi anche gli USA a sostenere più d’uno dei dittatori che le governano.
E sì, non riesco proprio a trovare un politico che mi piaccia…
Veniamo all’articolo: non è fresco di giornata, ma merita; lo ha scritto il corrispondente del Corriere da Mosca, Dragosei (http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/21/Putin_gioca_alla_Guerra_fredda_co_9_120221031.shtml).
Buona stampa.
Tra le tante cose di cui dobbiamo essere grati a Putin, c’è il sostegno che la Russia continua a dare a Bashar el Assad. Ieri ci sono stati i primi due morti tra i giornalisti occidentali che ci informano della spietata repressione della rivolta del popolo siriano, come altri nell’area ansioso di libertà. Una delle vittime era donna, una reporter americana di cui il Wall Street Journal ci offre un ritratto che è opportuno leggere, anche per manifestare la nostra riconoscenza alle persone come Marie Colvin (http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203918304577238872826461212.html?mod=WSJEUROPE_hpp_editorsPicks_1).
Buona stampa.

domenica 15 gennaio 2012

Storie italiane e gaglioffi internazionali


In qualche modo, nel suo Buongiorno di ieri, Massimo Gramellini ha sottolineato l’aspetto che avevo messo in evidenza anch’io parlando di Nicolò Savarino, ossia il progressivo svanire del senso della comunità, al quale, ovviamente, si lega il rispetto delle regole della civile convivenza (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41).
Nel mettere ordine sulla scrivania, diventata un deposito di polvere e il secondo maggiore allevamento di acari dell’Unione Europea, ho trovato un Buongiorno del 2010, che sono andato a riprendere in rete perché mi piace e credo meriti di essere letto, soprattutto nelle ultime righe, anche se non è più di strettissima attualità (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=811&ID_sezione=56).
Buona stampa.
Ieri, il Sole 24 Ore ha dedicato due pagine all’imminente acquisizione di Fondiaria-Sai da parte del gruppo Unipol-Finsoe.
Più di quello che succederà nei prossimi giorni e delle modalità con cui prenderà vita il nuovo polo assicurativo, il mio interesse si è concentrato sulla ricostruzione della vicenda imprenditoriale di Salvatore Ligresti e sulle modalità con cui lui e la famiglia hanno gestito una delle maggiori società assicurative quotate in borsa, tanto da comprometterne la solidità. Non tutti i pezzi presenti su carta sono disponibili in rete, manca quello di Giovanni Oddo dedicato proprio alla carriera di Ligresti padre. Peccato. Sui dettagli tecnici e le implicazioni relative ai salotti buoni i link sono questi: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-14/unipol-miliardo-salvare-fonsai-100642.shtml?uuid=AaDWzydE, http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-14/mediobanca-rebus-partecipazioni-081047.shtml?uuid=Aa0PnwdE e http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-14/lultima-richiesta-ingegnere-lasciatemi-094112.shtml?uuid=AaACYydE. Per fortuna c’è il breve articolo di Riccardo Sabbatini, che, sebbene intriso di sarcasmo, mi sembra, avendo incontrato una volta Giulia Ligresti, anche troppo benevolo (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-14/quei-700mila-euro-testa-100642.shtml?uuid=AaRWzydE).
Buona stampa.
Torniamo ai gaglioffi di Standard & Poors: un corsivo di Federico Fubini sul Corriere di oggi pone in evidenza gli errori tecnici commessi dai gaglioffi. L’articolo non è disponibile on line, quindi l’ho acquisito con lo scanner, insieme alla foto del responsabile di S&P per l’area dell’Europa meridionale: io credo abbastanza alla prima impressione nel valutare una persona. Intendo dire che la faccia dice molto… Ecco il file acquisito con lo scanner.


Sempre sul medesimo tema, sul cartaceo c’è anche un’analisi molto accurata di Mucchetti, che penso sarà messo in rete più tardi o domani. Vi farò sapere.
Buona stampa.
Fine per ora, forse tornerò con qualche foto.