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martedì 11 ottobre 2016

In tutt'altre facezie affaccendati?

Ieri, mentre The Financial Times si preoccupava di informarci che, probabilmente, la BCE ha dato un “aiutino" alla Deutsche Bank in occasione degli ultimi stress test (https://www.ft.com/content/44768ea8-8c71-11e6-8aa5-f79f5696c731. Buona stampa), i siti dei quotidiani italiani si preoccupavano dell’ennesimo farsesco conflitto all’interno del PD o delle “gesta” di Fabrizio Corona, del quale dovrebbero occuparsi soltanto gli agenti della polizia penitenziaria e non si dovrebbe vedere traccia nei mezzi di comunicazione.

domenica 9 dicembre 2012

Che ci venga un accidente!


Iniziamo con alcuni articoli di varie testate, poi dirò qualcosa di mio.
Due commenti tratti da La Stampa. Il primo è del Direttore, Mario Calabresi:
Buona stampa.
Buona stampa.
Continuiamo con Il Giornale, dal quale traggo un pezzo di cronaca, dedicato al sabato del tizio decrepito e alle sue chiacchiere in libertà tra i giocatori del Milan: http://www.ilgiornale.it/news/interni/silvio-corro-vincere-e-attende-mosse-monti-retroscena-prof-863547.html.
Mala stampa. Anche se è cronaca, il tono merita un voto negativo. Va bene che parla il padrone, ma un po’ di dignità, via!
Passiamo a Libero, che ci fa sapere su chi punta il tizio decrepito per tornare al potere: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1140232/Pdl--ecco-i-nomi-che-Berlusconi-vuole-portare-in-Forza-Italia-2.html.
Nessun voto, anche perché la lettura è solo parziale, sebbene mi sembri sufficiente… Certi nomi fanno rabbrividire: serviranno a conquistare i voti di chi?
Veniamo al Corriere della Sera, dal quale vi segnalo due pezzi: l’articolo di Ferruccio de Bortoli che ricostruisce le vicende tra venerdì e sabato (http://www.corriere.it/politica/12_dicembre_09/de-bortoli-monti-lascia-crisi-aperta_9c66ad96-41cf-11e2-ae8d-6555752db767.shtml) e l’editoriale di Massimo Franco (http://www.corriere.it/editoriali/12_dicembre_09/franco-chi-paga-il-conto_5ac9e5d2-41d0-11e2-ae8d-6555752db767.shtml).
Buona stampa.
Qui concludo la selezione degli articoli. E passo alla mia opinione, per esprimere la quale devo chiarire un aspetto linguistico. Andiamo al dizionario della lingua italiana Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/accidente/.
Perché questo collegamento? Perché l’Italia ha bisogno di un accidente (inteso nella definizione 1a, che a ogni buon conto riporto:
Ciò che accade, e in partic. ciò che accade fortuitamente, senza una ragione apparente; avvenimento imprevisto, caso: gli a. della vita; el tempo porta accidenti che ti cavano di queste difficultà (Guicciardini); ringrazio il bell’a. che ha dato occasione a una guerra d’ingegni così graziosa (Manzoni); come locuz. avv., per a., per caso. ), di un evento che finalmente elimini il principale problema del paese, la causa fondamentale di quanto di negativo abbiamo vissuto negli ultimi vent’anni e stiamo vivendo anche oggi. Sia chiaro, parlo di un accidente, non di un fatto deliberato come il gesto di un folle o la congiura di un gruppo di folli. Parlo di un evento esterno, magari anche di origine divina, che cancelli per sempre dalla politica italiana il tizio decrepito. Non me ne auguro neppure la morte o una malattia invalidante, ci mancherebbe!, mi basterebbe soltanto un qualsiasi fatto che lo rendesse incapace di nuocere ancora all’Italia e agli italiani. Che ne so? Che s’innamorasse di una cinese e decidesse di stabilirsi a Pechino o che decidesse di chiudersi in un convento per prepararsi a prendere il posto del proprio vicario in terra, qualora dovesse venire a mancare... Insomma, conta soltanto che il tizio decrepito non abbia più il minimo ruolo nella vita politica italiana. Ha fatto già troppo danno, grazie anche allo zelo dei suoi lacchè.

sabato 13 ottobre 2012

Un prezioso tramonto


Che cosa non farei per un po’ di spazio nei giornali e in televisione?
Non me lo chiedo io, ovviamente. Alludo ad altri.
Ovunque si parla di questa storia avvenuta in provincia di Padova, assai sgradevole, del bambino portato via da scuola dalla Polizia, poi arriva Alessandra Mussolini che vuole incontrarlo. Naturalmente lo fa con la discrezione e l’eleganza che le sono proprie. E, ciononostante e purtroppo, la notizia viene data. Quanto varrà in termini di voti? Confido nell’intelligenza degli elettori che vedranno il palese e volgare opportunismo della potenziale ri-eleggenda. A nessuno viene in mente di grigliare per una decina di minuti i politici che fanno uso manifestamente strumentale di vicende di cronaca? Ok, ho esagerato. Grigliamoli per cinque minuti.
Se volete leggere altro su questo (il che vuol dire che non vi fidate di me!), fate un po’ di fatica. Io alla Mussolini ho già dato anche troppo spazio. Cercate voi.
Parliamo di argomenti seri, o quasi. Il Topo Grigio, che evidentemente funziona solo se opportunamente alimentato di elettricità, sta per afflosciarsi: la Lega ha deciso di staccare la spina. Ridiamoci su e speriamo ci sia presto un Presidente della Lombardia che, oltre al rispetto per i cittadini e il concetto più ampio di legalità (essenziale e, a questo punto, prevalente su ogni altra cosa), abbia anche un po’ di dignità cromatica. Credo che Formigoni non sarà rimpianto.
Su tutto ciò (ossia la patetica pochezza della classe politica anche “importante”), e non possiamo che essergliene profondamente grati, si erge la figura di un signore, anzi di un SIGNORE, ultraottantenne che, ostinatamente, si preoccupa della dignità nazionale e del futuro del Paese.
Il richiamo di Napolitano al Parlamento è ben spiegato da Massimo Franco nell’editoriale del Corriere della Sera di oggi: http://www.corriere.it/editoriali/12_ottobre_13/franco-errori-da-non-ripetere_eed208d2-14f7-11e2-adc6-ff8054e34060.shtml.
Buona stampa.
Ci sono ombre anche nelle ore più calde nel cuore dell’estate. Giorgio Napolitano ha vissuto la sua estate da uomo di partito, negli anni più bui dei regimi comunisti al potere nell’Europa dell’est, e sono certo che capiate di cosa parlo. Nel suo tramonto autunnale non vedo ombre, ma limpida luce. Grazie, Signor Presidente.

martedì 9 ottobre 2012

Dimissioni peggio che inutili, stupide


Non sono certo particolarmente acuto se osservo che la situazione interna al Pdl rischia di causare parecchi guai all’Italia. Lo stato confusionale in cui versa il (probabilmente ex) maggiore partito del paese, infatti, sta causando comportamenti contraddittori, a tratti addirittura schizofrenici, con il risultato che vengono frenati molti provvedimenti del Governo o, addirittura, si cerca di opporsi a provvedimenti che si sono approvati.
Anche il Pd si muove in maniera simile, ma le condizioni di disagio interno appaiono, direi, un po’ meno gravi e, quindi, la schizofrenia risulta più contenuta.
L’azione intrapresa oggi da alcuni Presidenti di Provincia appartenenti al Pdl, francamente, mi pare una di quelle difficili da spiegare se non con la volontà di rendere più complicato un processo già difficile come la riduzione della spesa pubblica, le cui dimensioni sono palesemente eccessive per le risorse del Paese e fortemente influenzate da, come dire?, quel leggero appetito dei partiti e di tanti loro esponenti.
Dopo le vicende dei conti delle Regioni, gli italiani possono accettare tutto fuorché la difesa aprioristica del ruolo degli Enti Locali, che sono a dir poco pletorici. Ci sono troppi enti, troppe sovrapposizioni e troppe società controllate, molte delle quali producono stabilmente perdite ingenti e, quel che è peggio, non di rado sono del tutto inutili.
Ci sono esempi di questo genere di società che possono addirittura far ridere (per qualche istante, poi producono ben diverse reazioni). Ecco un caso ricostruito con la consueta ironia dal Mastino truce, Sergio Rizzo, per il Corriere Economia di ieri: http://archiviostorico.corriere.it/2012/ottobre/08/Zucchero_amaro_per_Molise_ce_0_20121008_3e6319bc-1107-11e2-b735-a19839bbf6e1.shtml.
Buona stampa.
Venendo, invece, all’attualità odierna delle dimissioni dei Presidenti di Provincia del Pdl, ecco le notizie offerte dal Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-09/provincia-milano-podesta-dimette-133801.shtml?uuid=Ab3ultqG e http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-09/governo-province-salva-enti-125937.shtml?uuid=AbJFjtqG.
Buona stampa.
Aggiungo soltanto, giusto per sorridere un po’, che il Presidente della Provincia di Napoli che oggi ha presentato le dimissioni è rimasto in carica per anni anche se non avrebbe potuto, giacché univa la carica di Deputato a quella di Presidente. Niente male… sicuramente c’è un grande rispetto della legalità dietro ogni suo comportamento. Si chiama Luigi Cesaro. Tenetelo a mente, per ogni evenienza.
Dello stato del Pdl, parla Massimo Franco nella sua Nota odierna, nella quale mi sembra si ritrovi un po’ di quella chiarezza e linearità persa qualche giorno fa: http://www.corriere.it/politica/nota.shtml.
Buona stampa.
Cui si contrappone, per l’assurdità per me anche troppo evidente, l’intervista a Scajola di Paola di Caro, non disponibile on line. Scusate la brutalità: chi se ne frega dell’opinione di quello che si è comperato la casa a sua insaputa? Lo vuol capire che si deve togliere dai piedi per sempre. Non ne vogliamo più sentir parlare di gentaglia come lui. BASTA.
E adesso mi tocca anche suggerire un brano musicale, perché tra i miei tre lettori ce ne sono anche di molto esigenti che si lamentano…
Andiamo a una voce molto particolare, la cantante dei Velvet Underground, uno storico gruppo americano degli anni 60. Lei è Nico, una voce non priva di qualche durezza, particolare, ma perfetta per la loro musica (http://it.wikipedia.org/wiki/Nico_%28cantante%29. E perfetta anche da solista.
Ho scelto The Fairest of the Seasons, forse una delle canzoni più famose di Nico, un brano scritto da Jackson Browne e Gregory Copeland e tratto dall’album Chelsea Girl (http://en.wikipedia.org/wiki/Chelsea_Girl_%28album%29) il primo che registrò da sola.


giovedì 4 ottobre 2012

L'emergenza non è affatto finita


Tornerò, in parte, al tema di ieri, che mi sembra meritare qualche ulteriore considerazione, prendendo avvio da quel che sta accadendo nel Pd e dal comportamento sempre più torbido di Bersani.
La mia sensazione è che, sebbene meno di quella del Pdl, anche la febbre del Pd sia parecchio alta e che il rischio di una frammentazione, molto elevato nel partito di Berlusconi, sia inferiore in quello di Bersani, ma comunque consistente. Ne trovate conferma nell’articolo odierno di Massimo Franco sul Corriere della Sera, sia pure nascosta dalla fumosità del politichese che, guarda caso, sta tornando a farsi spazio dopo essere stato scacciato per un po’ dalla sua Nota: http://www.corriere.it/politica/nota.shtml.
Stampa così e così. Proprio perché mi sembra un passo indietro rispetto ai miglioramenti che avevo evidenziato nei mesi scorsi.
L’idea, così cara a Bersani, che Monti non sarebbe necessario nella prossima legislatura perché la fase emergenziale è finita a me pare una stupidaggine mica da poco. L’emergenza è tutt’altro che finita, soprattutto per quel che riguarda la moralità del sistema politico a tutti i livelli. A mio modesto avviso, prima che i partiti possano pretendere di avere nuovamente affidati i destini del Paese devono passare attraverso un drastico processo di rinnovamento, possibilmente realizzato in base a leggi stringenti e di effetto immediato.
La degenerazione (di cui Fiorito è soltanto l’ultima, oscena e insieme grottesca, espressione) non è certamente stata fermata, non interessa soltanto il Pdl e richiede terapie ben più aggressive dei pannicelli caldi costituiti da risibili diminuzioni delle retribuzioni dei consiglieri regionali. La malattia non è un leggero raffreddore, ma una broncopolmonite di eccezionale virulenza, che ha indebolito oltre misura il sistema immunitario.
E torniamo a quello che ricordavo ieri. La dimensione enorme del problema (e la necessità di interventi drastici) si dimostra con il raffronto tra le somme ricevute da Bossi e La Malfa per il caso EniMont e quelle di cui Fiorito e Lusi si sono impadroniti.
E non basta. Anche se Bossi, La Malfa e altri hanno continuato la loro carriera politica, Altissimo e molti altri hanno deciso spontaneamente di scomparire o, comunque, sono stati indotti a farlo. Ciò per dire che la classe politica della cosiddetta Prima Repubblica aveva anticorpi che, purtroppo, sembrano mancare totalmente in quella della cosiddetta Seconda Repubblica. Non solo il sistema ha consentito che personaggi come Fiorito, Lusi, Belsito e tanti altri potessero ottenere posizioni di grande rilievo, ma anche ha fatto sì che queste persone, oltre a essere dominate da un’avidità smisurata, apparentemente non provino imbarazzo per quanto fatto, anzi, lo considerino in qualche modo normale. Fiorito, addirittura, ancora pochi giorni fa sosteneva di volersi ricandidare alle prossime elezioni regionali del Lazio (e, purtroppo, nulla esclude che lo faccia).
Potrò sbagliare, ma credo ci sia stato un drammatico deterioramento del patrimonio etico del Paese. Tangentopoli, anziché favorire lo sviluppo di una maggiore attenzione e di un maggiore rispetto per l’interesse collettivo, ha finito per favorire la diffusione di un’ingordigia senza precedenti e di un senso d’impunità che sbigottisce e spaventa.
Lo stesso senso d’impunità che, purtroppo, ormai dilaga a ogni livello, come dimostra la quantità d’infrazioni al codice della strada (da parte di automobilisti, autisti di taxi e autobus, ciclisti e pedoni) che si possono riscontrare semplicemente passeggiando per i centri delle nostre città.
L’emergenza è tutt’altro che finita, Onorevole Bersani. In realtà, l’emergenza è la classe politica di cui lei fa parte. I pessimi conti dello Stato (che Monti sta cercando di sistemare), purtroppo per lei, Onorevole Bersani, sono il sintomo, non la malattia.

venerdì 21 settembre 2012

E' cambiato tutto, non deve più dimettersi. O no?


Guarda un po’, Renata Polverini non si dimette. Chi l’avrebbe mai detto? Sembrava così determinata ad andarsene se non avesse avuto il cambiamento radicale che affermava di volere. E, invece, rimane al suo posto, comodamente seduta sulla confortevole poltrona di Presidente della Regione Lazio, dalla quale autorizzava i pagamenti al Consiglio Regionale delle somme che poi, per l’ormai conclamata onestà di molti consiglieri, venivano spese in ostriche, bottiglie di vino, auto di lusso e tutto il resto che, poco per volta, viene fuori dalle indagini della Procura.
Sostiene, povera Signora Polverini, che lei non poteva sapere dove andava a finire quel fiume di denaro e che è stata tradita dal sistema. C’è da crederle, o sì sì, c’è proprio da crederle.
Vi ricordate il post in cui avevo inserito il meraviglioso filmato di John Belushi da The Blues Brothers? Se avete voglia, andare a rivederlo per farvi un paio di risate prima di continuare a leggere…
Fatto? Allora torniamo seri e leggiamo due articoli.
Il primo è La Nota di Massimo Franco dal Corriere della Sera di oggi, che la dice lunga su dove nasca veramente la decisione della Polverini di non dimettersi e dove si annidi realmente il problema: http://www.corriere.it/politica/nota/12_settembre_21/nota_17b02396-03b0-11e2-a116-9748af084362.shtml.
Buona stampa.
Il secondo è un commento non firmato dal sito LaVoce, che indica chiaramente come, a questo punto, il Governo Monti non possa più eludere la questione e debba provare a riformare il sistema politico italiano perché è del tutto evidente che, come ho già scritto, l’autoriforma è impossibile. Ecco il link: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003301.html.
Buona stampa.