Visualizzazione post con etichetta Pat Metheny. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pat Metheny. Mostra tutti i post

lunedì 13 aprile 2015

Motto nazionale: non sono stato io.


Oggi parliamo d’Italia e d’italiani. Cominciamo con la stringente attualità: il crollo di parte di un soffitto in una scuola di Ostuni ristrutturata soltanto pochi mesi fa. Scelgo Lettera 43, soprattutto per le considerazioni che concludono il pezzo: http://www.lettera43.it/cronaca/ostuni-crolla-il-soffito-della-scuola-bambini-feriti_43675166495.htm.
Buona stampa. Anche se è cronaca, ma mi piace la sottolineatura di come, anche sul fronte della sicurezza degli istituti scolastici, Renzi abbia promesso molto e realizzato nulla. Dopo di che, intendiamoci, non è che sia sua la responsabilità di quanto accaduto a Ostuni. Mi piacerebbe proprio sapere chi ha gestito la ristrutturazione, vorrei che venissero analizzati l’appalto e la modalità con cui è  stata scelta l’impresa che lo ha vinto… Insomma, mi piacerebbe che saltasse fuori un colpevole e che rispondesse del suo operato, se inadeguato. Non è possibile che in questo Paese crollino tratti di autostrada o soffitti di scuole appena realizzati e la colpa non sia di nessuno. E il Presidente del Consiglio la piantasse di twittare e si desse da fare per cambiare sul serio le cose.

domenica 25 agosto 2013

Lo "statista" smascarato


Il fatto del giorno, ça va sans dire, è la riunione della servitù a casa del padrone svoltasi ieri.
Cronaca. E navigando qua e là ne troverete in abbondanza. In realtà, magari sbaglio, leggere questi resoconti importa poco. Il problema non è sapere cosa ha detto quel valletto o quella servetta. Il problema è capire cosa ha in testa il tizio decrepito e fino a che punto vorrà anteporre, per l’ennesima volta, agli interessi degli italiani i suoi. E a nulla servono gli editoriali come quello di Pierluigi Battista sul Corriere di oggi (http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_25/la-corda-si-sta-spezzando-battista_6190dc12-0d4b-11e3-a0ce-befba0269146.shtml).
Stampa così e così. Perché sostanzialmente inutile, destinata a restare lettera morta. C’è forse qualcuno pronto a illudersi che le parole di Battista riescano a incrinare la smisurata considerazione di sé e delle proprie faccende personali di cui Berlusconi ha dato prova nei vent’anni di presenza sulla scena politica italiana?
E poi, francamente, mi sarei aspettato che, a questo punto, quello che si ritiene il più autorevole quotidiano italiano si schierasse con maggiore coraggio, con maggiore fermezza e, magari, con la voce forte e chiara del suo Direttore. Mi dispiace e mi stupisce (non tanto, per la verità) che De Bortoli abbia ritenuto di non farsi sentire.
Non mi stupisce, invece, leggere il commento di Scalfari su Repubblica. Le posizioni del quotidiano di Carlo De Benedetti sono note e, uno dei miei tre lettori mi perdonerà per quello che sto per scrivere, sono le opinioni di un giornale di partito, non di un quotidiano indipendente. Questo il link all’editoriale di Scalfari: http://www.repubblica.it/politica/2013/08/25/news/silvio_il_rais_che_porta_al_disastro_il_paese-65245675/?ref=HREA-1.
Stampa così e così. Dice cose in parte condivisibili, ma traspare sempre quella nota faziosa e astiosa che, sbaglierò, non dovrebbe trovarsi nei commenti di un quotidiano indipendente.
Se devo proprio confidarvi la mia preferenza, oggi mi piace pagina 11 del Sole 24 Ore, che ospita un pezzo di Roberto D’Alimonte molto chiaro sui collegamenti tra quadro politico e decisioni in materia di legge elettorale e altri articoli che aiutano a riflettere, non forniscono opinioni da sposare senza riserve. Purtroppo nessuno di questi, al momento, è disponibile nella versione on line.
Buona stampa.
Vi toccherà comperare l'edizione cartacea, il che, lo dico senza incertezze, non sarebbe poi una cattiva idea. Nell’abitudine a leggere gratuitamente i quotidiani si annida un serio pericolo per la qualità della stampa. Un pericolo tanto più grave in un paese come il nostro, dove esiste un serio problema di concentrazione del mercato dell'informazione. Un problema che, chissà perché?, negli ultimi vent’anni si è aggravato.
Adesso vi propongo un brano musicale per darvi un po’ di sollievo. E’ un piccolo estratto da un album di cui abbiamo già parlato, Shadows and Light di Joni Mitchell. Il pezzo che vi propongo è l’assolo di Pat Metheny. La qualità video è molto modesta, ma quella musicale è eccellente.


Fatto questo, posso andarmene fuori.

domenica 19 maggio 2013

Ci sono padri e Padri...


Quello di oggi sarà un post piuttosto lungo e quasi interamente debitore ad articoli del Sole 24 Ore, non soltanto quello odierno.
Il primo pezzo è di Donato Masciandaro e si occupa di questioni economiche, quelle che, negli ultimi tempi, ho trascurato per dedicarmi alla politica italiana. L’articolo mette in luce come, a distanza di sei anni dai primi segni della crisi finanziaria, permangano molti degli elementi che l’hanno causata e come vi sia una sorta di alleanza tacita tra alcuni governi e le banche, ossia le istituzioni che hanno ideato e creato i meccanismi perversi all’origine del disastro apertosi ufficialmente con il fallimento di Bear Stearns all’inizio del 2008 e quello di Lehman Brothers a settembre. Questo il link al pezzo di Masciandaro: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-05-19/stipendio-banchieri-liquidita-imprese-141031.shtml?uuid=AbyTRFxH&fromSearch.
Buona stampa. Non è soltanto il Regno Unito ad aver mancato e a mancare di coraggio nel predisporre misure in grado di impedire il ripetersi dei comportamenti che hanno portato al tracollo iniziato con i mutui subprime nel 2007. La stessa riluttanza si trova negli Stati Uniti e altrove.
Detto in poche parole, sono passati sei anni senza che si creassero meccanismi capaci di ridurre la propensione all’azzardo delle istituzioni finanziarie, siano esse banche o altro, e che si eliminassero i legami che possono consentire il contagio a livello di sistema. E su questo stato di cose s’innesta uno straordinario moltiplicatore di rischio: la liquidità che viene immessa dalle banche centrali (da quelle di Usa, Regno Unito e Giappone in primo luogo, ma anche dalla BCE). Un’enorme massa di denaro che gli istituti di emissione forniscono al sistema bancario internazionale con l’intento di favorire o accelerare la ripresa dell’economia, e che viene, al contrario, indirizzata a investimenti in strumenti che garantiscano i rendimenti più elevati, per natura associati a rischi elevati.
Con il che si verifica il paradosso che paesi come la Grecia, dalla quale l’altro ieri gli investitori fuggivano accettando pesanti perdite pur di chiudere ogni partita, oggi sono diventati i più appetibili. Quegli stessi operatori che hanno contribuito a mettere in ginocchio l’economia greca speculando contro di essa appena un anno fa, oggi corrono a comperare titoli di stato e azioni ellenici.
La speculazione è un male necessario, un elemento ineliminabile delle economie di mercato, capace spesso di attenuarne alcuni difetti. Il problema è che, negli ultimi decenni, ha assunto dimensioni assolutamente esagerate e che ha saputo irretire la politica in maniera da evitare qualsiasi forma di regolamentazione. Le bolle speculative si susseguono, non contrastate, anzi favorite dai governi e dalle banche centrali. I banchieri e i gestori delle istituzioni finanziarie ne approfittano, intascano stipendi fuori misura e scaricano sulla collettività il prezzo dei loro errori. E, già, perché alla fine il conto lo paghiamo sempre noi.
Torniamo in Italia, con un articolo di Sergio Fabbrini dedicato alle riforme istituzionali (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-05-19/governabilita-mosse-142050.shtml?uuid=Abt7ZFxH&fromSearch).
Buona stampa. Dubito che trovi ascolto da parte di chi dovrebbe, invece, essere tutto orecchi…
E veniamo a un tema diverso, forse più leggero o forse no. Anzi, sicuramente no.
Venerdì il Sole 24 Ore aveva offerto un’interessante ricostruzione del lavoro svolto dalla Procura di Milano in relazione al cosiddetto processo Ruby, nel quale è imputato il tizio decrepito. Dico interessante perché, pur essendo tutto in gran parte noto, l’articolo di Cesare Balbo è un utile ripasso (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-17/processo-ruby-spese-berlusconi-071212.shtml?uuid=AbnMAewH).
Cronaca. Senza voto, ma preziosa. Che in anni come quelli attuali possa esistere qualcuno che, per quanto ricco, decide di mettere in piedi un sistema del genere per organizzare feste, francamente, lascia piuttosto… piuttosto infastiditi. E questo vale anche se, come sostengono l’interessato e il suo collegio di difesa, non si trattava dei baccanali descritti da qualcuno, ma di cene eleganti. E mi sembra che il fastidio possa soltanto essere aggravato dal fatto che il protagonista di queste vicende occupava allora una delle più alte cariche della nostra povera Repubblica.
Io continuo a pensare che quanto più importante è la posizione di un individuo, tanto maggiore deve essere il suo senso di responsabilità e la sua preoccupazione di fornire in ogni circostanza un buon esempio. Direi che il tizio decrepito, sotto questo profilo, non ha mai brillato. E i nostri geniali giornalisti non trovano di meglio da fare che andare a sentire cosa pensa, riguardo al “processo Ruby”, la figlia maggiore del tizio decrepito. Posso sbagliare, ma credo che difficilmente i giornalisti tedeschi o americani si sarebbero preoccupati di chiederle la sua opinione. Ad ogni modo, la figlia difende il padre, anche se io, al posto suo, mi preoccuperei per la dimensione di certi flussi di denaro. Ne avrà anche tanti, ma insomma…
Più seriamente, vorrei suggerire sia al tizio decrepito che alla sua figliola la lettura di questo articolo di Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-19/papa-prete-giovane-cani-081109.shtml?uuid=Ab36CCxH&fromSearch.
Buona stampa. Anche chi, come me, è sostanzialmente estraneo alle vicende religiose, non può che nutrire ammirazione e fiducia per il modo in cui opera il Papa. 
Voglio riprendere alcune delle parole di Monsignor Bruno Forte: Le scelte di sobrietà nello stile di vita ne sono un altro. In un mondo segnato da una profonda crisi etica, prima ancora che economico-finanziaria, mentre si riscopre l'urgenza della sobrietà nelle scelte personali e della solidarietà in quelle relazionali, il messaggio che arriva dal Papa venuto dalla fine del mondo risulta più che mai attuale e necessario.
Prima di chiudere, faccio un po’ di pubblicità: questa sera Report si occupa delle fondazioni politiche (e del loro finanziamento), argomento a me assai caro, come forse ricorderete. Ecco, dal sito del Corriere, un’anticipazione sul contenuto della puntata:
Come potrei, dopo avervi annoiato così a lungo, chiudere senza offrirvi un ascolto musicale? Scelgo un musicista americano che ho citato solo indirettamente parlando di Joni Mitchell. Si tratta di Pat Metheny, un chitarrista molto popolare che si è mosso con successo in territori in cui si fondono generi diversi.
Vi propongo un’esecuzione dal vivo di uno dei suoi brani più famosi Are You Going With Me?