Cronaca. Difficile non restare impressionati e non chiedersi come sia possibile che si sia arrivati alla decisione di concentrare su base nazionale gli acquisti di siringhe soltanto ora. Siamo di fronte a un provvedimento che credo si sarebbe potuto assumere anni fa. E, penso, siamo di fronte a un provvedimento che potrebbe essere replicato per altri prodotti consumati in considerevoli quantità all’interno delle strutture sanitarie, ma anche in ambiti diversi della pubblica amministrazione.
Il dialogo a distanza tra Perotti e Gutgeld non si è esaurito ieri, ma l’odierna replica del primo alla risposta del secondo non è disponibile sul sito del Corriere. E, ad ogni buon conto, credo che la vicenda sia destinata a chiudersi qui. Da un lato perché il quotidiano ha dedicato anche troppo spazio all’argomento; dall’altro perché Gutgeld ha esaurito il suo compito e, probabilmente, considera l’incidente chiuso e le critiche di Perotti comunque ormai prive di valore e di pericolosità. Non ignora che quasi nessuno, anche tra pochi giorni, si ricorderà più di questa diatriba. La polemica non avrà conseguenze di nessun genere, neppure qualora si rivelasse che la sua smentita è costruita su argomenti in larga parte pretestuosi o non attinenti alle considerazioni originarie di Perotti.
Da alcuni mesi, negli editoriali sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia ci offre una visione di alcuni mali istituzionali dell’Italia, di quelle situazioni di natura, origine e gravità diverse che rendono sempre più fragile e incerto il nostro Stato di diritto.
La nascita del Fondo Atlante, che molti salutano come potenziale risolutore dei problemi del sistema bancario italiano, a me sembra confermare quel che ho sostenuto in precedenti post, ossia che il governo guidato da Renzi ha trattato la questione dei crediti bancari in sofferenza con leggerezza, sprecando tempo nel percorrere strade senza sbocco, insistendo con ostinazione degna di miglior causa nel cercare un’approvazione impossibile da parte dell’Ue.
Buona stampa. La descrizione di indizi non noti pubblicamente rafforza la credibilità dell’anonimo e rende ancor più agghiacciante il racconto delle torture cui è stato sottoposto il giovane ricercatore italiano e ancor più grave la conferma del coinvolgimento delle autorità egiziane al più alto livello.
Credo sia arrivato il momento di mostrare un po’ di durezza nei confronti dell’Egitto, il cui atteggiamento continua a rivelare indifferenza, se non addirittura disprezzo, per le legittime pretese italiane di conoscere la verità sulla morte di Giulio. Mi sembra abbastanza evidente che l’approccio conciliante sin qui adottato dal nostro governo si sta rivelando infruttuoso e che si devono percorrere strade che, faccio finta di ignorare il motivo, non abbiamo voluto percorrere sino a oggi.
Come seconda lettura vi suggerisco, dal Corriere della Sera di oggi, l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia, il quale analizza l’operato di Renzi confrontandone gli atteggiamenti precedenti e quelli successivi all’arrivo a Palazzo Chigi.
Buona stampa. Condivido, come voi tre ben sapete, l’opinione che Renzi, una volta diventato Presidente del Consiglio, ha realizzato una politica di gran lunga insoddisfacente e inferiore alle aspettative proprio in quegli ambiti nei quali il cambiamento era ed è tuttora più necessario.
Mentre non si affrontano alcuni dei principali problemi italiani, soprattutto in materia economica e giudiziaria, vengono emanati provvedimenti, come osserva anche Galli della Loggia, il cui obiettivo è rafforzare il potere di Renzi.
Un esempio del modo contraddittorio con cui opera il governo può essere fornito dalla vicenda oggetto dell’inchiesta della Procura di Potenza.
Non intendo addentrarmi negli aspetti giuridici né esprimere opinioni sull’operato di questo o quell’esponente del governo. Attendiamo e vediamo se i magistrati scopriranno comportamenti degni di essere perseguiti penalmente e prove sufficienti per ottenere delle condanne in un processo.
Ciò che mi preme evidenziare è che il governo, forse, anziché occuparsi specificamente del caso che premeva alle imprese e alle persone inquisite a Potenza, avrebbe dovuto eliminare una delle cause della complicata situazione nella quale si inserisce l’inchiesta. Un articolo di Jacopo Giliberto su Il Sole 24 Ore di ieri metteva in risalto l’esistenza di normative in così grave conflitto tra loro da rendere impossibile il rispetto della legge. Il testo non è disponibile on line, ma ho fatto lavorare lo scanner.
Buona stampa. In cui appare evidente come nel nostro Paese siano innumerevoli le condizioni che complicano in maniera intollerabile l’attività delle imprese, inducendo molti operatori stranieri a investire altrove. Oltre all’incertezza del diritto e alle problematiche connesse al pessimo funzionamento del sistema giudiziario, ci sono poi iniziative estemporanee, legate a fenomeni di protezione locale esasperata. Sempre Jacopo Giliberto su Il Sole 24 Ore ne dava conto il 3 aprile: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-03/a-rischio-investimenti-altri-6-miliardi-082540.shtml?uuid=ACrTsG0C&fromSearch.
Buona stampa. Ogni mio commento sarebbe superfluo.
Veniamo alla guerra ai nemici della musica. Oggi, anche per ricordarlo a pochi giorni dalla sua morte, vi propongo un ascolto di Gato Barbieri: Latino America, uno dei suoi brani a mio parere più belli del periodo in cui ancora non si era fatto lusingare dal successo commerciale.
Il rapporto con la tecnologia non è facile, non tutti i nostri politici hanno la disinvoltura e la dimestichezza con Twitter o Facebook di Matteo Renzi o di Matteo Salvini (o, più probabilmente dei loro assistenti, da noi generosamente remunerati).
Buona stampa. Dalla quale emerge il divario profondo che esiste tra le esigenze fondamentali di una nazione e la capacità dei politici attuali di soddisfarle in modo adeguato, esercitando in modo effettivo la propria (eventuale) leadership.
Dal 9 gennaio, nella cartella “Bozze”, sono finiti alcuni post che ho deciso di non pubblicare. Giravo sempre attorno al contrasto tra Unione Europea e Italia, quindi finivo per parlare di Renzi, e ho pensato che voi, come me, ne abbiate abbastanza di lui. In tutti i sensi, non soltanto perché ne scrivo io.
Da alcuni giorni la stampa offre ampio spazio alle
contestazioni che, in varie parti d’Italia, accompagnano il trasferimento di
parte dei migranti giunti sulle nostre coste nelle ultime settimane.
E’ un tema che ho già affrontato più volte e, infatti, rimanderò
ad alcuni articoli già citati, nella speranza di indurre alla lettura quello di
voi tre che sembra non aver accettato i miei precedenti consigli e che, come molti,
pensa di poter affrontare la questione attribuendo qualifiche un po’ grevi
(magari anche non interamente infondate, però comunque fuori luogo) ai rappresentanti del governo
centrale. Atteggiamento che, ovviamente, potrà procurare un temporaneo
sollievo, ma certo non risolve la questione.
Ieri, a Cadoneghe, un comune alle porte di Padova, si è
avuto l’ennesimo suicidio di un imprenditore. Il caso ha suscitato maggior
clamore rispetto a quelli precedenti per la notorietà e il rilievo della
persona. Egidio Maschio era, infatti, un grande imprenditore, il fondatore e l’artefice del successo di
un’azienda leader mondiale nel proprio settore, quello delle macchine per le
lavorazioni agricole, impresa che porta il suo nome: Maschio Gaspardo.
Oggi torniamo a parlare di Italia. Non che ieri l’argomento
fosse assente, ma oggi ci occupiamo esclusivamente di politica italiana.
Voi tre siete senz’altro stanchi di sentirmi ripetere quanto
mi piaccia vedere le mie opinioni confermate da qualcuno più capace di me.
Perdonatemi, ma non posso evitare di farlo ancora. Giovedì Massimo Gramellini
si era occupato delle considerazioni (sì, lo so, non si possono definire
realmente tali) di Matteo Salvini su Papa Francesco. Ecco il Buongiorno del 18:
http://www.lastampa.it/2015/06/18/cultura/opinioni/buongiorno/bergoglio-e-pregiudizio-bLaui9x7E4mEDJR3jh19qO/pagina.html.
Prometto che non lo farò più. Due post in un giorno sono
troppi, lo so. E anche una settimana in cui ci sono stati due giorni con due
post è troppo. Vi chiedo scusa, ma non posso farne a meno, devo segnalarvi un
articolo che merita senz’altro di essere letto.
Appunto: un eminente
(dal suo punto vista) parlamentare, il vice capogruppo del Pd a Montecitorio
(il nome non lo faccio) non ha trovato niente di meglio da fare che difendere
l’assenza dei suoi squallidi colleghi.
Buona stampa. Anche se Monica Guerzoni poteva essere anche
più pressante, ma capisco che gestire certi personaggi sia difficile: un
giornalista non è necessariamente tenuto a condividere le conoscenze di un
erpetologo o di un entomologo.
Buona stampa. Mi piace evidenziare soltanto poche parole: “Servizi pubblici che un sindaco di
memorabile nullità — Gianni Alemanno — affidò solo pochi anni fa a dei veri
gaglioffi, capaci di assumere in poco tempo oltre mille, dicesi oltre mille,
tra parenti, amanti, mogli e amici”.
Buona stampa. Da tempo Galli della Loggia ci ricorda
(semplifico) che non possiamo illuderci di preservare la nostra civiltà con le
chiacchiere, ma che dobbiamo sporcarci gli anfibi. Ha ragione, anche se pochi
sembrano capirlo, soprattutto tra coloro che reggono le sorti delle nazioni
occidentali.
Buona stampa. E non si parla solo di scuola. C’è molto di
quello che preoccupa anche me riguardo alle nuove generazioni. Vorrei che lo
leggessero tanti, tutti i genitori… Una pia illusione.
In realtà non è così e voi tre lo sapete bene. Mi piace
aver ragione e mi piace che siano persone più capaci di me a confermare le mie
opinioni.
Oggi lo fanno, sul Corriere della Sera, Giannelli e Ernesto
Galli della Loggia: la vignetta del primo e l’articolo di fondo del secondo,
infatti, riprendono alcune considerazioni del post di ieri sera.
Buona stampa. Anche lui sembra nutrire dubbi sulla volontà
dell’Onu di occuparsi della questione libica. Io aggiungerei, anche per
chiarire quanto scritto ieri sera, che mi sembra molto difficile trovare (e
convincere) Paesi musulmani abbastanza grandi e con eserciti efficienti che
possano e vogliano spedire le truppe necessarie a fronteggiare l’estremismo
fondamentalista. E non parliamo delle altre nazioni, quelle più avanzate in
testa. Come giustamente osserva Galli della Loggia, solo gli Stati Uniti e il
Regno Unito hanno conservato un rapporto “ragionevole” con la guerra (io mi
permetterei di aggiungere, anche se si tratta di nazioni di dimensioni medie e
piccole, l’Australia e la Nuova Zelanda). Ecco il link al suo editoriale: http://www.corriere.it/editoriali/15_febbraio_16/cattiva-coscienza-europea-1bf6b196-b5a5-11e4-bb5e-b90de9daadbe.shtml#.
Buona stampa. Ecco di cosa stiamo parlando.
P.S. Il titolo non è una mia battuta. Il copyright è del mio
amico F.C., veterinario, che l’ha pronunciata riguardo alla diagnosi sul
gonfiore alla guancia di Doc, effettuata telefonicamente, e confermata dalla
visita del giorno seguente. Io pensavo a una puntura d’insetto, lui a un
ascesso. E aveva ovviamente ragione.