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mercoledì 21 ottobre 2015

Costruire per chi?

Buona stampa. Un articolo che fa accapponare la pelle. Già basterebbe la patetica rivendicazione dell’assessore Scajola per farsi un’idea di cosa costui può avere per la testa (ammesso che queste mie parole abbiano senso, e non ne sono affatto sicuro). Riprendo una frase di Stella: “L’assessore ligure Marco Scajola, nipote di «A-Sua-Insaputa», ha compiuto un miracolo: neanche il tempo di promettere che avrebbe fatto «dichiarare le Cinque Terre patrimonio dell’Unesco» et voilà: fatto! Diciotto anni fa, però: nel ’97. Miracolo retrodatato.” 

mercoledì 27 maggio 2015

Gli Impresentabili? Una farsa italiana


La notizia del giorno, non posso nasconderlo, è di quelle che leggo con un misto di sconcerto e di soddisfazione. Ovviamente alludo alla retata di dirigenti della FIFA effettuata dalla polizia svizzera su indicazioni della magistratura americana. Ecco il resoconto da La Stampa: http://www.lastampa.it/2015/05/27/sport/dagli-usa-accuse-di-corruzione-ai-vertici-fifa-arresti-in-svizzera-ZAIf3arc51BdXesEKw3kKI/pagina.html.
Cronaca. La sola osservazione è una previsione: questa indagine arriverà a una conclusione, quale che sia, assai prima di buona parte di quelle in corso in Italia sulle varie puntate del “Calcioscommesse”. E una domanda: quanto ci vorrà prima che si cominci, anche a livello internazionale, a fare un po’ di pulizia nel mondo dello sport, non solo del calcio?

domenica 26 aprile 2015

Senza dignità, senza onore e, quel che è peggio, senza vergogna


Appunto: un eminente (dal suo punto vista) parlamentare, il vice capogruppo del Pd a Montecitorio (il nome non lo faccio) non ha trovato niente di meglio da fare che difendere l’assenza dei suoi squallidi colleghi.
Buona stampa. Anche se Monica Guerzoni poteva essere anche più pressante, ma capisco che gestire certi personaggi sia difficile: un giornalista non è necessariamente tenuto a condividere le conoscenze di un erpetologo o di un entomologo.

domenica 26 ottobre 2014

So long, Ben


Per quelli della mia generazione, un certo cinema americano degli anni 70 e 80 ha consentito di conoscere meglio una nazione cui guardavamo con ammirazione anche quando, apparentemente, ne sottolineavamo i difetti senza riconoscerne i pregi.
Registi come Lumet, Pollack, Pakula, Coppola, Lucas e altri hanno scritto pagine cinematografiche memorabili, non di rado portando sullo schermo storie che molto dovevano alla stampa americana, alla determinazione con la quale cercava di svolgere il proprio ruolo di controllo della politica e di studio e rappresentazione della società.
Tra questi film, uno di quelli che ricordo con maggior precisione e che apprezzai fin dalla prima di molte visioni, è sicuramente Tutti gli uomini del Presidente (All the President’s men) di Alan J. Pakula (http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Pakula), che descriveva l’inchiesta svolta sull’effrazione al Watergate da Bob Woodward e Carl Bernstein per The Washington Post, inchiesta che dette un contributo più che rilevante alle dimissioni di Richard Nixon. Il cast vedeva Robert Redford (Woodward) e Dustin Hofmann (Bernstein) nel ruolo dei protagonisti, con accanto alcuni altri eccellenti attori in ruoli importanti. Tra questi Jason Robards, che interpretava Ben Bradlee, il Direttore del quotidiano, che proprio per la sua interpretazione ottenne il premio Oscar come attore non protagonista nel 1977, uno dei quattro attribuiti alla pellicola di Pakula (http://it.wikipedia.org/wiki/Tutti_gli_uomini_del_presidente_%28film%29).
Perché vi racconto tutto questo? Perché il 21 Ottobre è morto Ben Bradlee, che ho citato in un mio post dello scorso febbraio, considerandolo un esempio del giornalismo al quale, purtroppo, i nostri quotidiani s’ispirano sempre meno. Qualcosa di più su di lui potete scoprirla qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Benjamin_C._Bradlee. Come vedete, si tratta di un esponente di quella che possiamo considerare l’aristocrazia americana, il che spiega anche la sua familiarità con i Kennedy. Certamente un uomo di rilievo. Che Jason Robards ha interpretato in maniera veramente impeccabile. Ve ne offro un piccolo esempio, dandovi la possibilità di scelta fra la versione originale e quella doppiata della stessa scena (i segmenti non sono proprio eguali, ma si tratta di dettagli secondari). Una lezione di giornalismo e di recitazione. Godetevi anche Jack Warden, un grandissimo attore.
La prima è quella in inglese.


Questa è in italiano.


E veniamo alle cose di casa nostra, argomento assai meno gratificante. Non voglio appesantire troppo l’aria, così vi suggerisco soltanto un’analisi interessante, dal Sole 24 Ore di oggi, della situazione del PD. L’autore è Roberto D’Alimonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-26/cambiare-o-conservare-due-sinistre--152954.shtml?uuid=ABZ2uy6B.
Buona stampa. Comunque la pensiate, un PD che riesca finalmente a liberarsi dei vincoli con un passato tutt’altro che glorioso farebbe soltanto bene al Paese. Si tratta, ovviamente, di una condizione necessaria, ma non sufficiente perché le cose possano andare meglio. Ce ne sono, purtroppo, tante altre…
Pensate soltanto quanto ci sono costate e quanto ci costeranno ancora le follie gestionali di alcune banche, piegate al volere della politica e stremate dall’inettitudine e dalla disonestà di dirigenti saliti al vertice proprio perché ben ammanicati con i politici. Ci torneremo sopra, quando avrò guardato meglio i dati sulle verifiche effettuate dalla Banca Centrale Europea.
Per chiudere, ecco l’ultima versione di The Nearness of You. Un vero botto finale. Ascoltiamo un sassofonista eccellente, Michael Brecker (la cui vita, come ho già detto in passato, è stata davvero troppo breve), insieme a una grande voce, quella di James Taylor.


domenica 12 ottobre 2014

Con simili amici


Di autoriciclaggio si è occupato, con assai maggiore profondità e completezza di me, anche Leonardo Borlini su LaVoce.info: http://www.lavoce.info/verso-reato-autoriciclaggio/.
Buona stampa. Speriamo che il Parlamento dia infine prova di saper produrre le norme di cui il Paese ha bisogno. Sono anni che si parla di questo provvedimento, ma di risultati concreti, per ora, non se ne sono visti.
L’argomento è di quelli che non appassionano i politici. Nessuno ne parla. Neppure i (sedicenti) campioni della battaglia contro la casta sembrano preoccuparsene. Non ho letto nessun appello di un dirigente di rilievo affinché la legge fosse promulgata in fretta.
Evidentemente hanno altro cui pensare.
Un esempio: lo psiconano+barba-Mediaset, preso dalle celebrazioni del Circo Massimo, si accinge a lanciare un referendum per far uscire l’Italia dall’Euro. Certo, questo è un tema sul quale c’è più attenzione rispetto all’autoriciclaggio. Che poi abbandonare la moneta unica sia un percorso realistico importa poco. L’importante, soprattutto per uno come Grillo, è spararla grossa, generare clamore, altro non sa fare. Come altro non sanno fare i servetti che indossano la sua casacca nel Parlamento italiano, in quello europeo e nelle amministrazioni locali. E quelli che fanno perché sentono il bisogno di svolgere il compito affidatogli dagli elettori, siccome devono necessariamente pensare con la propria testa e non come stabilisce il puparo di Grillo, vengono emarginati se non espulsi. Per fortuna che Grillo sostiene di essere l’ultimo baluardo della democrazia.
Che cosa sia una vera democrazia liberale e cosa dovrebbe essere la classe dirigente di una nazione autenticamente democratica lo spiega un eccellente pezzo di Claudio Magris apparso sul Corriere lo scorso 7 Ottobre: http://archiviostorico.corriere.it/2014/ottobre/07/SALVATE_PARLAMENTARI_TENTAZIONI_POPULISTE_SALVATE_co_0_20141007_ccc14ec4-4de4-11e4-82e3-afc194f70042.shtml.
Buona stampa. Semplicemente impeccabile, come sempre. E non aggiungo altro. Resto, però, in campo politico, suggerendovi l’analisi del modo di governare di Renzi proposta venerdì da Antonio Polito sul Corriere: http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_10/camere-messe-parte-5df5e87c-503e-11e4-a586-66de2501a091.shtml.
Buona stampa. Anche se io, con un ottimismo che sorprende anche me, non sono così sicuro che Renzi intenda sovvertire la nostra democrazia. Credo che si muova con grande spregiudicatezza per approfittare di ogni spazio nel quale può inserirsi e consolidare il suo governo. Spero di non sbagliare.
Da Roma ci spostiamo a Milano e Venezia, dove due punte di diamante della Lega, il Segretario Salvini e il Presidente della Regione Veneto Zaia, hanno deciso che le sanzioni contro la Russia (e le contro sanzioni russe) danneggiano i loro concittadini e quindi intendono andare a negoziare con Putin. I giornali locali ne hanno parlato spesso nei giorni scorsi, vi segnalo un pezzo dal Gazzettino di lunedì: http://www.gazzettino.it/NORDEST/PRIMOPIANO/veneto_embargo_russia_zaia_putin_giunta/notizie/941291.shtml.
Cronaca. Però venata di discreta ironia. Forse qualcuno dovrebbe ricordare a Salvini e Zaia che, quando gli esponenti del loro partito hanno deciso di “fare politica estera”, non è che abbiano proprio scelto cavalli vincenti e men che meno tipi raccomandabili. Umberto Bossi preferiva Milosevic e Saddam a Blair e Kohl... Lo stesso Salvini, di recente, non ha trovato di meglio da fare che esprimere apprezzamento per la Corea del Nord, nientemeno che in accordo con Razzi, non so se mi spiego (http://www.lastampa.it/2014/09/03/italia/politica/salvini-ha-ragione-razzi-la-corea-come-la-svizzera-wpeHYaAbaESfFUe2maXrvI/pagina.html). Si occupassero seriamente di cose italiane, ammesso che lo vogliano e ne siano capaci.
Per rinfrancarci, cominciamo con un vecchio video registrato dal vivo nel 1971 dalla BBC. Carole King e James Taylor, due che non hanno bisogno delle mie presentazioni, interpretano So Far Away.


E li riascoltiamo, nello stesso brano, a distanza di qualche decina di anni. Questa registrazione è del 2013 a Boston. Gli anni si vedono e si sentono, ma sono sempre Carole King e James Taylor.


E chiudiamo con un trio tedesco, Triosence (http://en.wikipedia.org/wiki/Triosence), che esegue Together, un brano allegro e ritmato, adatto a sollevare lo spirito.


giovedì 20 settembre 2012

Governatori? Ma mi faccia il piacere!


E’ molto probabile che anch’io, parlando della Polverini o di Formigoni, abbia usato la parola “governatore”. Non ho voglia di andare a controllare, ammetto di averlo fatto e passiamo oltre. Ormai quella parola è entrata nel linguaggio comune, quindi anche nel mio, anche se ho sempre pensato, sin da quando si è deciso di impiegarla per identificare i presidenti delle giunte regionali, che fosse una dimostrazione del nostro provincialismo. Bene, alla luce di quel che va succedendo nel Lazio (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-20/renata-resisti-berlusconi-blocca-131524.shtml) e di quello che va succedendo in Lombardia, anzi, meglio, di quel che si aggiunge a ciò che sapevamo dalla Lombardia (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_settembre_20/ravizza-gerevini-formigoni-cancello-maugeri-2111893179823.shtml), ho pensato di offrirvi due link.
Uno serio: il commento odierno del Mastino truce sul Corriere della Sera (http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/12_settembre_20/rizzo-polverini-sceneggiate-2111892972637.shtml).
Buona stampa.
Uno, invece, decisamente meno serio, è un breve estratto da un film di Mel Brooks. Breve, ma direi calzante.


Meglio Le Petomane o i nostri?
Poi, per risollevare il morale e, con tutto l’affetto per Mel Brooks, per risalire di qualche scalino dalla sua comicità non sempre, come dire?, composta, un po’ di musica. Ci sto prendendo gusto alle versioni di due musicisti. Magari mi monterò la testa e andrò oltre, ma per questo post mi fermo ancora a due. Il brano s’intitola The water is wide e il testo risale, in parte, addirittura al 1600 (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Water_Is_Wide_%28song%29).
Prima versione, cantata, di James Taylor. Direi che non servono presentazioni, comunque potete leggere di lui su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/James_Taylor).


La seconda, strumentale, di un sassofonista jazz che ho imparato ad amare profondamente negli ultimi anni e di cui vi ho già fatto ascoltare un pezzo qualche mese fa, Charles Lloyd (http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Lloyd_%28musicista%29) qui con un gruppo di strumentisti fantastici da un album che si intitola come il brano.


Meglio ascoltare grandi musicisti che pensare ai nostri "governatori".