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lunedì 30 gennaio 2017

Piccoli uomini inadeguati

Uno dei temi ai quali ho dedicato più spazio su questo blog è quello del controllo della spesa pubblica. E’, dunque, naturale che mi abbia colpito una notizia data nei giorni scorsi da numerosi quotidiani. Ecco il pezzo di Repubblica: http://www.repubblica.it/salute/2017/01/27/news/il_costo_di_una_siringa_in_italia_ora_e_sempre_lo_stesso_tra_0_049_e_0_063_euro-157018637/.
Cronaca. Difficile non restare impressionati e non chiedersi come sia possibile che si sia arrivati alla decisione di concentrare su base nazionale gli acquisti di siringhe soltanto ora. Siamo di fronte a un provvedimento che credo si sarebbe potuto assumere anni fa. E, penso, siamo di fronte a un provvedimento che potrebbe essere replicato per altri prodotti consumati in considerevoli quantità all’interno delle strutture sanitarie, ma anche in ambiti diversi della pubblica amministrazione.

sabato 25 aprile 2015

Senza dignità e senza onore


Si parte, necessariamente, dalla vergognosa prova offerta ieri dal Parlamento, anzi dai parlamentari italiani, che hanno disertato in massa la seduta dedicata all’informativa del ministro Gentiloni sulla morte di Giancarlo Lo Porto. E’ semplicemente rivoltante che quasi nessuno abbia sentito il dovere di presenziare e testimoniare così la partecipazione del Paese alla fine del giovane cooperante siciliano. Se volete vedere le immagini, le trovate sul sito del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/foto-gallery/politica/15_aprile_24/porto-informativa-governo-camera-vuota-37d05c3e-ea64-11e4-850d-dfc1f9b6f2f5.shtml.
Più che mai convinto che ubi major minor cessat, lascio la parola a Massimo Gramellini nel suo Buongiorno odierno: http://www.lastampa.it/2015/04/25/cultura/opinioni/buongiorno/il-vuoto-gWJEz9uW3sFQdSyHec1oZL/pagina.html.

venerdì 20 febbraio 2015

A sua insaputa


Cronaca. In questo Paese può succederti di tutto a tua insaputa! Per fortuna che Briatore ha annunciato querele a destra e a manca, così potrà far piazza pulita delle insinuazioni della mediocre stampa nazionale.
Passiamo oltre: i giudici di Roma non hanno trovato di meglio da fare che occuparsi della espulsione di Lusi dal PD (tra tutti, vi segnalo il pezzo di Lettera 43: http://www.lettera43.it/politica/lusi-i-giudici-illegittima-l-espulsione-dal-pd_43675159290.htm).
Cronaca. Beh… non c’è da stupirsi: con un sistema giudiziario efficiente e rapido come il nostro, ovvio che la Magistratura dedicasse attenzione a un fatto tanto grave, che ha intaccato le possibilità di espressione di un individuo come l’ex tesoriere democratico (sic). Meglio non aggiungere altro.
Proseguendo con un tema assai più rilevante, mi piace il taglio che Franco Venturini ha dato al suo editoriale sul Corriere della Sera di oggi, dedicato all’atteggiamento ondivago del governo sulla questione libica: http://www.corriere.it/editoriali/15_febbraio_20/troppi-giri-valzer-libia-e728a8f4-b8cc-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml#.
Buona stampa. Anche se non condivido il giudizio su Gentiloni e Pinotti: le persone serie, secondo me, si comportano diversamente dai due ministri italiani e si guardano bene dal servirsi di un tema così grave per procurarsi qualche minuto di attenzione. D’altronde, un governo serio, su una questione così preoccupante, non si permette di offrire un’immagine come quella offerta da quello presieduto da Renzi, ma questo mi sembra trasparire dalle parole di Venturini piuttosto nettamente.
Chiudiamo con un appello di Massimo Gramellini (http://www.lastampa.it/2015/02/20/cultura/opinioni/buongiorno/dillo-in-italiano-Ei6qP1ITGukFhxFOvO1aiI/pagina.html) e Michele Serra (il suo testo non è disponibile perché l’edizione in rete de La Repubblica non consente di leggere quasi nulla gratuitamente…). Voi tre ricordate che anche a me non piace l’uso dell’inglese dove non ha ragione d’esistere. Ovvio che, dunque, condivida l’appello di Gramellini e Serra e vi proponga di firmare la petizione: https://www.change.org/p/un-intervento-per-la-lingua-italiana-dilloinitaliano?source_location=trending_petitions_home_page&algorithm=curated_trending.
E finiamo con la nostra battaglia quotidiana. Sempre dalla parte della musica. E siccome, per vincere, bisogna servirsi di buone armi, ecco i Pink Floyd e un loro grande classico, The Dark Side of The Moon.


domenica 15 febbraio 2015

Di cosa stiamo parlando


E’ ovvio e doveroso provare solidarietà per il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha attirato su di sé le minacce dei fanatici criminali dell’Isis solo perché ha additato il pericolo costituito dai successi dei seguaci del sedicente califfato in Libia. E, tuttavia, non riesco a non pensare che, forse, Gentiloni ha parlato troppo e troppo presto.
Ci mancherebbe che il diffondersi del fanatismo islamico a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste non fosse motivo di preoccupazione e, da parte di politici adeguati, non comportasse la predisposizione di tutte le misure necessarie per evitare il peggio. Il mio dubbio è che né Gentiloni né nessun altro, a Roma come a Bruxelles come a Berlino e, men che meno, a Parigi, sappia da che parte cominciare e che, se mai lo sapesse, sarebbe in grado di proporre soluzioni realistiche.
Evocare un intervento sotto l’egida dell’Onu è, coi tempi che corrono, programmazione a lungo termine e, come diceva Keynes, nel lungo termine saremo tutti morti. Ammesso e non concesso che, nel Consiglio di Sicurezza, Cina e Russia decidessero di non porre il veto… E che fosse possibile convincere qualche nazione a fornire le truppe necessarie a fronte di qualche mercede.
E anche a voler essere ottimista e ipotizzare che l’Onu decidesse per una missione dei Caschi blu nel volgere di pochi giorni, che genere di missione sarebbe?
Temo che non si sappia di cosa stiamo parlando.
Abbiamo voglia di inviare droni e bombardieri e i soldati di chissà quale Stato per fermare il diffondersi delle milizie che, giorno dopo giorno, conquistano terreno dall’Algeria all’Iraq, dall’Egitto al Kenya.
Immagino che Sergio Romano suggerirà di chiedere a Putin d’inviare i reduci russi di Donetsk per riconquistare Sirte o di chiedere a Khamenei di prestarci qualche migliaio di Pasdaran per evitare che i vessilli neri dell’Isis sventolino anche a Misurata o a Erdogan di distogliere soldati dai territori curdi per spedirli in Tripolitania. Dubito che l’idea abbia qualche probabilità di successo. E mi pare persino più difficile che Gentiloni o Salvini propongano al Presidente della Repubblica Mattarella di rimangiarsi l’abolizione della leva obbligatoria per arruolare decine di migliaia di giovani italiani da spedire con decine di migliaia di colleghi francesi e tedeschi, belgi e danesi, spagnoli e ungheresi a combattere sulle sabbie del Nord Africa e del Medio Oriente, con le ovvie conseguenze che ciò avrebbe sul reclutamento da parte dell'Isis e delle altre formazioni dell'integralismo islamico. 
Perché è di questo che si deve parlare. Oppure è meglio tacere.
Buona notte e buona fortuna.