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venerdì 29 maggio 2015

Anche contro l'ignoranza gli dei combattono invano


Prometto che non lo farò più. Due post in un giorno sono troppi, lo so. E anche una settimana in cui ci sono stati due giorni con due post è troppo. Vi chiedo scusa, ma non posso farne a meno, devo segnalarvi un articolo che merita senz’altro di essere letto.

Contro la stupidità anche gli dei combattono invano


Voi tre sapete bene che non mi occupo di cronaca nera. L’argomento è privo di qualsiasi attrattiva e, se mai suscitasse in me un blando interesse, il modo con cui lo trattano i media italiani (e non solo italiani) lo farebbe svanire. E non penso soltanto a Bruno Vespa, il maestro di tutti quelli che spiano dai buchi della serratura e rovistano nei bidoni delle immondizie.

domenica 12 ottobre 2014

Dove si nasconde il pericolo


I danni della pioggia a Genova sono nulla in confronto a quelli prodotti dalla vergognosa inettitudine dello Stato, a tutti i livelli e in tutti i suoi apparati. Fedele alla regola di affidarmi a chi sa fare le cose meglio di me, vi suggerisco Gramellini nel Buongiorno su La Stampa di ieri (http://www.lastampa.it/2014/10/11/cultura/opinioni/buongiorno/questa-specie-di-stato-dXc287ftVcfdsopiAglx4K/pagina.html) e Gian Antonio Stella nell’editoriale del Corriere, sempre di ieri, (http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_11/pasticcio-lavori-torrente-fermi-4-anni-chi-paga-l-incuria-b070574e-510c-11e4-8503-0b64997709c2.shtml),
Buona stampa. Stella è tornato sull’argomento anche oggi, ma l’articolo, interessante, non è disponibile on line. Comprate un Corriere ogni tanto, vale ancora il prezzo e contribuirete a tenere in vita un organismo che potrebbe estinguersi.
Non lo dico io, lo dice il puparo dello psiconano+barba-Mediaset, che ha previsto per la fine del prossimo decennio la scomparsa dei quotidiani.
Il geniale Ca((zz)sal)eggio, che, in piena sintonia con il suo compagno di cene a base di tartufo (http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11705964/M5S--malore-per-Beppe-Grillo.html), ha dato al Circo Massimo la misura della sua intelligenza e della sua educazione, oltre che del suo rispetto per gli altri, per le loro idee e per il loro lavoro.
Degli sproloqui di questa micidiale accoppiata danno conto tutti i quotidiani. Io vi rimando a soli due pezzi, se ne volete sapere di più cercate voi.
Il primo è Il Giornale, con un commento di Stefano Filippi che spinge lo sguardo oltre l’evento del M5S: http://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-piazze-rimaste-vuote-che-i-governi-non-temono-pi-1059019.html.
Buona stampa.
Il secondo, tratto da La Repubblica, è più un pezzo di cronaca che un commento, quindi non ha valutazione: http://www.repubblica.it/politica/2014/10/11/news/grillo_a_circo_massimo_stasera_lanciamo_referendum_su_euro_cori_e_insulti_contro_giornalisti-97861159/?ref=HRER1-1.
Quando s’insiste, come Grillo e Casaleggio, nell’indicare l’uscita dall’euro come un toccasana per il paese, si va al di là di ogni limite nell’opportunismo politico. E nel farneticare in materia di cui non sanno un bel nulla. Tra l’altro nessuno, forse nemmeno alla BCE, è in grado di spiegare come un paese possa “uscire” dall’euro. Non è la prima volta che ne parlo, non voglio dilungarmi, vi rimando a un pezzo esauriente di Angelo Baglioni dal sito LaVoce.info: http://www.lavoce.info/uscire-euro-no-grazie-europa-crisi/.
Buona stampa. Vi suggerisco di leggere anche il seguito: http://www.lavoce.info/uscire-dalleuro-unoccasione-ripresa-nuova-recessione/.
Ah, quanto avremmo bisogno di una classe politica che somigliasse anche vagamente a quella descritta da Claudio Magris nel pezzo che vi ho suggerito ieri! E’ difficile non rimpiangere persone come quelle che ressero le sorti italiane dal dopoguerra agli anni 70, molto difficile…
A ben vedere, il rimpianto riguarda anche la qualità dei politici di altri paesi, in particolare quelli ai quali siamo legati da affinità culturali e alleanze storiche. Come non provare senso di smarrimento e di sconforto nel vedere, ancora una volta, l’Occidente assistere senza muovere un dito al massacro di intere popolazioni. Come non sentirsi dolorosamente feriti dal modo in cui lasciamo che l’ISIS prosegua nella conquista di territori e nel genocidio di chi non si sottomette al suo potere. Kobane sta per cadere sotto gli occhi indifferenti di quasi tutti. E sarà soltanto un altro passo verso un cambiamento degli equilibri mondiali che Europa, Stati Uniti e loro alleati tradizionali non riescono a controllare, come ben spiega Angelo Panebianco nell’editoriale di oggi del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_12/kobane-sotto-assedio-l-occidente-8e50c4dc-51d9-11e4-b208-19bd12be98c1.shtml#.
Buona stampa.
Passiamo alla musica. Qualche giorno fa, quando vi ho proposto la versione di Brad Mehldau e Joshua Redman, avevo promesso un ascolto multiplo di The Nearness of You (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Nearness_of_You). E mantengo la promessa.
Avrei voluto cominciare, direi necessariamente, dall’esecuzione orchestrale dell’autore della musica, Hoagy Carmichael, pianista che, oltre a comporre numerose colonne sonore, ha avuto anche ruoli cinematografici (http://www.imdb.com/name/nm0005994/?ref_=nv_sr_1). Purtroppo, per uno di quei misteri del web che non so risolvere, YouTube mi consente di vederlo, ma non di includerlo in questo post. Mah...
Allora cambiamo brano. Tra i film in cui Carmichael ha lavorato c'è To Have and Have Not (Acque del Sud), accanto a Humphrey Bogart e Lauren Bacall, e proprio insieme a lei Carmichael esegue How Little We Know. Ve li faccio ascoltare in omaggio a entrambi. In particolare a Lauren Bacall, in questo film semplicemente stupenda.


E veniamo alla prima versione, per oggi, di The Nearness of You, quella di un trombettista italiano molto interessante, Fabrizio Bosso (http://www.fabriziobosso.eu/).


Facciamo poi un bel salto e passiamo a una versione decisamente diversa, quella dei Rolling Stones, dal vivo a Parigi nel 2003. La voce non è quella di Mick Jagger, bensì quella di Keith Richards.


Ultima versione, per oggi, è quella cantata dalla voce di Norah Jones, che si accompagna al piano dal vivo alla Royal Festival Hall di Londra nel 2012.

Con simili amici


Di autoriciclaggio si è occupato, con assai maggiore profondità e completezza di me, anche Leonardo Borlini su LaVoce.info: http://www.lavoce.info/verso-reato-autoriciclaggio/.
Buona stampa. Speriamo che il Parlamento dia infine prova di saper produrre le norme di cui il Paese ha bisogno. Sono anni che si parla di questo provvedimento, ma di risultati concreti, per ora, non se ne sono visti.
L’argomento è di quelli che non appassionano i politici. Nessuno ne parla. Neppure i (sedicenti) campioni della battaglia contro la casta sembrano preoccuparsene. Non ho letto nessun appello di un dirigente di rilievo affinché la legge fosse promulgata in fretta.
Evidentemente hanno altro cui pensare.
Un esempio: lo psiconano+barba-Mediaset, preso dalle celebrazioni del Circo Massimo, si accinge a lanciare un referendum per far uscire l’Italia dall’Euro. Certo, questo è un tema sul quale c’è più attenzione rispetto all’autoriciclaggio. Che poi abbandonare la moneta unica sia un percorso realistico importa poco. L’importante, soprattutto per uno come Grillo, è spararla grossa, generare clamore, altro non sa fare. Come altro non sanno fare i servetti che indossano la sua casacca nel Parlamento italiano, in quello europeo e nelle amministrazioni locali. E quelli che fanno perché sentono il bisogno di svolgere il compito affidatogli dagli elettori, siccome devono necessariamente pensare con la propria testa e non come stabilisce il puparo di Grillo, vengono emarginati se non espulsi. Per fortuna che Grillo sostiene di essere l’ultimo baluardo della democrazia.
Che cosa sia una vera democrazia liberale e cosa dovrebbe essere la classe dirigente di una nazione autenticamente democratica lo spiega un eccellente pezzo di Claudio Magris apparso sul Corriere lo scorso 7 Ottobre: http://archiviostorico.corriere.it/2014/ottobre/07/SALVATE_PARLAMENTARI_TENTAZIONI_POPULISTE_SALVATE_co_0_20141007_ccc14ec4-4de4-11e4-82e3-afc194f70042.shtml.
Buona stampa. Semplicemente impeccabile, come sempre. E non aggiungo altro. Resto, però, in campo politico, suggerendovi l’analisi del modo di governare di Renzi proposta venerdì da Antonio Polito sul Corriere: http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_10/camere-messe-parte-5df5e87c-503e-11e4-a586-66de2501a091.shtml.
Buona stampa. Anche se io, con un ottimismo che sorprende anche me, non sono così sicuro che Renzi intenda sovvertire la nostra democrazia. Credo che si muova con grande spregiudicatezza per approfittare di ogni spazio nel quale può inserirsi e consolidare il suo governo. Spero di non sbagliare.
Da Roma ci spostiamo a Milano e Venezia, dove due punte di diamante della Lega, il Segretario Salvini e il Presidente della Regione Veneto Zaia, hanno deciso che le sanzioni contro la Russia (e le contro sanzioni russe) danneggiano i loro concittadini e quindi intendono andare a negoziare con Putin. I giornali locali ne hanno parlato spesso nei giorni scorsi, vi segnalo un pezzo dal Gazzettino di lunedì: http://www.gazzettino.it/NORDEST/PRIMOPIANO/veneto_embargo_russia_zaia_putin_giunta/notizie/941291.shtml.
Cronaca. Però venata di discreta ironia. Forse qualcuno dovrebbe ricordare a Salvini e Zaia che, quando gli esponenti del loro partito hanno deciso di “fare politica estera”, non è che abbiano proprio scelto cavalli vincenti e men che meno tipi raccomandabili. Umberto Bossi preferiva Milosevic e Saddam a Blair e Kohl... Lo stesso Salvini, di recente, non ha trovato di meglio da fare che esprimere apprezzamento per la Corea del Nord, nientemeno che in accordo con Razzi, non so se mi spiego (http://www.lastampa.it/2014/09/03/italia/politica/salvini-ha-ragione-razzi-la-corea-come-la-svizzera-wpeHYaAbaESfFUe2maXrvI/pagina.html). Si occupassero seriamente di cose italiane, ammesso che lo vogliano e ne siano capaci.
Per rinfrancarci, cominciamo con un vecchio video registrato dal vivo nel 1971 dalla BBC. Carole King e James Taylor, due che non hanno bisogno delle mie presentazioni, interpretano So Far Away.


E li riascoltiamo, nello stesso brano, a distanza di qualche decina di anni. Questa registrazione è del 2013 a Boston. Gli anni si vedono e si sentono, ma sono sempre Carole King e James Taylor.


E chiudiamo con un trio tedesco, Triosence (http://en.wikipedia.org/wiki/Triosence), che esegue Together, un brano allegro e ritmato, adatto a sollevare lo spirito.


venerdì 13 settembre 2013

Legalità


Iniziamo con alcuni articoli di oggi.
Il primo, dal Sole 24 Ore, è di Adriana Cerretelli e costituisce un utile promemoria ai politici italiani, affinché si ricordino che sta finendo l’estate (elettorale) tedesca e noi, nel tornare a scuola, arriveremo con i quaderni quasi vuoti, con tutto quel che ne potrebbe derivare: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-13/tempesta-dietro-angolo-063937.shtml?uuid=AbRH8EWI.
Buona stampa. Che, come al solito, farà la fine delle parole di Giovanni Battista.
Veniamo all’editoriale del Corriere, di Antonio Politico, in cui si tessono le lodi, si fa per dire, dell’amministrazione comunale di Napoli, guidata da De Magistris, quello che parlava tanto di legalità… Ecco il link: http://www.corriere.it/editoriali/13_settembre_13/come-premiare-l-illegalita_3fac5412-1c34-11e3-8df2-24a872f62c06.shtml.
Buona stampa. Anche questo pezzo, temo, rimarrà inascoltato, come qualsiasi richiamo alla difesa della legalità. Ormai politica e pubblica amministrazione hanno, perdonate l’espressione, calato le braghe. Chiunque lo può verificare girando per le nostre strade ogni giorno: non esistono controlli adeguati, si può compiere qualsiasi infrazione, dalla più trascurabile alla più grave, con la certezza di farla quasi certamente franca. E non trascuriamo quanto contribuisca ad alimentare la propensione all’illegalità diffusa l’atteggiamento di totale spregio della legge da parte di innumerevoli membri della classe politica, anche tra quelli considerati “più rispettabili” (virgolette obbligatorie, il comparativo, infatti, non significa gran che).
Cronaca. Di quella che, come mi tocca dire spesso, fa prudere le mani. Solo due annotazioni, giusto per proteggere le mie e le vostre cellule epatiche. Prima: la riconferma di Mussari alla presidenza dell’ABI avvenne quando già il dissesto del Monte dei Paschi era ben noto (e in un paese normale di riconferma non si sarebbe neppure parlato) e Amato non poteva non saperlo. Seconda considerazione, che è piuttosto una domanda: cosa ci scommettiamo che Amato diventerà, prima o poi, Presidente della Corte Costituzionale (e anche questo, in un paese normale, difficilmente accadrebbe)?
E, adesso, facciamo un salto indietro di qualche giorno. Sul tema della legalità e dell’importanza che riveste il suo rispetto da parte di chi guida una nazione, Claudio Magris aveva scritto un articolo apparso il 9 settembre sul Corriere. Un pezzo che merita assolutamente di essere letto e stampato e conservato per trasmetterlo ai posteri (se uno ha già dei posteri o progetta di averne): http://www.corriere.it/opinioni/13_settembre_09/magris-storia-cannone-parla-anche-noi_697bdb16-192b-11e3-965e-2853ac612ccd.shtml.
Buona stampa. Era sottointeso…
E, mi ripeto anche in questo, per cercare di farvi sorridere, ricorro alla pungente simpatia di Gramellini e del suo Buongiorno di mercoledì: http://www.lastampa.it/2013/09/11/cultura/opinioni/buongiorno/super-partes-7ZqXBd7zZe3Vlp5C0aPdHP/pagina.html.
Buona stampa. E anche questo non vi sorprende.
Buona notte e buona fortuna.

venerdì 23 agosto 2013

Io sarò qualunquista, ma loro restano buffoni. Dannosi buffoni


Non avrei nessuna voglia di occuparmi di politica. La situazione mi sembra difficile da comprendere, torbida come una palude, e l'unico elemento certo è che i politici italiani continuano a preoccuparsi del proprio misero orticello. Solo il tizio decrepito si distingue, perché il suo orticello non è misero e perché ha grane piuttosto serie con la giustizia. Il verdetto della Cassazione, secondo me, è l’ultima delle sue preoccupazioni giudiziarie e, quindi, tanto vale prepararsi al peggio: lui, come dice, non molla e non mollerà, ha in ballo una posta troppo alta perché possa preoccuparsi degli italiani. Non l’ha fatto in passato, perché mai dovrebbe farlo oggi, mentre contempla la smisurata ampiezza del suo fallimento politico e, come di consueto, studia come scaricare sugli altri i propri errori e le proprie colpe?
Sul tema, e così celebriamo la "riapertura" della rubrica dopo le ferie, ecco il Buongiorno di Gramellini: http://www.lastampa.it/2013/08/23/cultura/opinioni/buongiorno/punto-e-non-a-capo-qXBMCkx48f3bR7YYD7g1xO/pagina.html.
Buona stampa.
Ho detto di non volermi occupare di politica. E, invece, me ne sono occupato e lo farò ancora per qualche riga, perché questo articolo non me lo posso far scappare: http://www.corriere.it/politica/13_agosto_23/massimo-letta-berlusconi-fatto-quotidiano_4c7a566a-0be2-11e3-b588-54889b555b59.shtml.
Buona stampa. Vedete qualche attenzione per i problemi reali del paese da parte dello Stalinuccio di Gallipoli? No, lui parla soltanto di chi occuperà questa o quella poltrona e di cosa deve fare Tizio e cosa Caio. Ossia continua nei suoi patetici giochetti di potere, disegna i castelli in aria che sono la sua specialità. D'Alema, però, su un punto ha ragione: lui e i colleghi che ha imposto alla guida del Pd sono bravissimi a perdere o, se si preferisce, a far vincere il tizio decrepito.
Quanto alla replica di Bondi, che dire? Lui sembra preoccupato esclusivamente di dare nuova prova di servilismo al padrone (di questi tempi dalle sue parti c'è grande competizione tra servette e lacchè, mai perdere un'occasione).
Di proposta politica, zero, da una parte come dall'altra.
Uno scambio di battute a distanza tra due falliti come D’Alema e Bondi è un divertimento impagabile, ma non lascia un buon sapore in bocca, tutt'altro.
Lasciamo perdere questi buffoni, poco importa che  abbiano baffi sottili o crani lucidi o capelli lunghi, folti e disordinati (meno delle idee sottostanti) o siano già imbalsamati e con il lucido da scarpe in testa. Non valgono nulla. Si preoccupano dei fatti loro e non sanno neppure da che parte iniziare a risolvere i problemi italiani.
Passiamo a gente che fa onore all’Italia e insegna a riflettere e a guardare la vita con intelligenza e con misura, e lo fa scrivendo con chiarezza e con eleganza, concedetemi un aggettivo, esemplari. Parlo di Claudio Magris, di cui non potete perdere questo articolo dal Corriere della Sera di oggi: http://www.corriere.it/cultura/13_agosto_23/solitudine-amore-iphone-magris_e5957ae4-0bd5-11e3-b588-54889b555b59.shtml.
Buona stampa. Anzi, molto di più. 

domenica 12 maggio 2013

Non possiamo bercele sempre tutte


Vi ho già parlato tempo fa di Jena (Riccardo Barenghi), che scrive su La Stampa battute lapidarie e assai incisive. Mi sembra che meritino di essere lette sia quella di ieri sia quella di oggi, poiché sintetizzano bene un quadro politico niente affatto chiaro.
Buona stampa.
La battuta su Alfano, ovviamente, si riferisce al fatto che il Ministro degli Interni e Vicepresidente del Consiglio ha ritenuto di partecipare a una manifestazione di partito, svoltasi a Brescia, in gran parte motivata dai problemi giudiziari del tizio decrepito. Probabilmente Alfano, visto il ruolo istituzionale, avrebbe potuto evitare di presenziare, ma, ormai, non c’è da stupirsi di nulla in quest’atmosfera di competizione perenne e senza tregua, oltre che sostanzialmente assurda.
E, infatti, da noi assai più che altrove, i politici (come osservava Magris nell’articolo citato qualche giorno fa) si preoccupano più di strillare che di fare. L’obiettivo è strappare qualche minuto di attenzione in un telegiornale o qualche riga in un quotidiano. E pur di ottenere il risultato non hanno ritegno a forzare la realtà o a riscrivere la storia.  Più corretto dire che non hanno nessuna vergogna. Lo possono fare perché hanno la sicurezza di non pagare alcun prezzo per questo, grazie a una stampa in larga parte asservita o, comunque, poco interessata a mettere in risalto le contraddizioni e le menzogne.
Chi, per esempio, avrà ascoltato queste parole di Gaia Tortora, pacate e sensate, oltre che del tutto giustificate? E quanti avranno capito che il tizio decrepito ha, una volta di più, fatto uso strumentale di vicende che poco o nulla hanno a che fare con le sue (http://video.repubblica.it/politica/gaia-tortora-mio-padre-era-un-altra-storia/128104/126605?ref=HRER3-1)?
Buona stampa.
E quanti, indipendentemente dalla qualità del programma, si domanderanno se è davvero così corretto che la principale rete televisiva di proprietà di una società quotata in borsa (anche se controllata dalla famiglia del tizio decrepito) decida di mandare in onda in prima serata una trasmissione interamente dedicata a una delle più scottanti indagini riguardanti proprio il tizio decrepito (http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_12/processo-ruby-speciale-canale5_7d5373aa-babd-11e2-a655-79b4b9553427.shtml)?
Temo pochi, pochissimi. E questa, sebbene a qualcuno potrà sembrare tale, non è una considerazione di parte. E’ solo una manifestazione di profondo sconforto di fronte alla perdita di senso critico da parte di tanti italiani. Perdita di senso critico che, tra l'altro, ha consentito allo psiconano+barba-Mediaset di ottenere un successo elettorale del tutto privo di valore, visto che, finora, non ha saputo metterlo a frutto in alcun modo. Non certamente a frutto per il paese, ma solo per i suoi disegni (anzi, per quelli del suo puparo).
Chiudiamo con un po’ di musica. Premetto che la scelta odierna non è tanto determinata da una qualità particolarmente elevata, quanto dal desiderio di citare un piccolo e divertente momento all’interno di un film di Howard Hawks, Ball of Fire (Colpo di fulmine), nel quale Barbara Stanwick interpreta una cantante e Gary Cooper un professore. La Stanwick è accompagnata dall’orchestra di Gene Krupa, un batterista jazz allora assai popolare, anche se, come si direbbe oggi, un po’ “commerciale” (http://en.wikipedia.org/wiki/Gene_Krupa).
La curiosità sta nel fatto che, al termine di una canzone, la Stanwick invita Gene Krupa a un’esibizione fuori dal comune. Il titolo inglese spiega di cosa si tratta, ma dovete guardare il video sino alla fine per godervi questo gioiello.


giovedì 9 maggio 2013

Lo dicevo io 2...

Dimenticavo: l'articolo di Claudio Magris che avevo citato due giorni fa è ora disponibile sul sito del Corriere della Sera. Merita ancor più di essere letto oggi, mettendolo in relazione con quello di Giavazzi e ricordando che, se un politico si preoccupa principalmente di apparire e di far parlare di sé, soprattutto nel caso in cui occupi un importante ruolo amministrativo, finisce per lasciare libero il campo ai dipendenti pubblici che, al contrario, lui dovrebbe controllare e dirigere...
Ecco il collegamento al pezzo di Magris: http://www.corriere.it/politica/13_maggio_07/talk%20show-internet-eclissi-plitica-Magris_b2829a7e-b6d5-11e2-8651-352f50bc2572.shtml.
Buona stampa.

martedì 7 maggio 2013

Senz'altro unico. Per fortuna


Nutrivo per Giulio Andreotti un’avversione ereditaria, trasmessa da diverse persone che stimavo molto, e dalla quale neppure gli ultimi anni, durante i quali era di fatto rimasto assente dalla vita pubblica, mi hanno guarito. Continuo a provare avversione per lui anche da morto, ma, proprio per questo, giova chiarire, rapidamente e senza fronzoli.
Indubbiamente uomo di grande intelligenza, Andreotti ha rappresentato, per tanti italiani e anche per me, il massimo esempio del “Male” che si annidava nella classe politica dominante dal dopoguerra, in particolare nella Democrazia Cristiana (per i meno diversamente giovani, fare ricorso a un’enciclopedia).
I mezzi di comunicazione hanno, com’era prevedibile, usato i “coccodrilli” preparati da quel dì, ai quali Andreotti avrebbe probabilmente saputo replicare con qualche battuta lapidaria e definitiva. L’avversione non m’impedisce di riconoscere, oltre all’intelligenza, un senso dell’umorismo difficile da trovare tra i suoi colleghi. Non fatico ad ammettere che mi piacerebbe, domani, leggere le risposte di Andreotti ai commenti sulla sua morte…
E’ per questo, perché ne riconosco la superiorità rispetto ai tanti mediocri concorrenti e la straordinaria ironia e pur considerandolo responsabile di molti guai italiani, che non vado a cercare il più critico degli articoli su di lui pubblicati oggi dai quotidiani. Vi propongo, invece, quello scritto dall’Avvocato Giulia Bongiorno per il Sole 24 Ore. E’ l’articolo di un difensore di Andreotti in più di un processo, quindi, per definizione, è di parte. E, infatti, non lo suggerisco tanto per l’immagine che offre di Andreotti, quanto per altre importanti considerazioni. Chi ha orecchie per intendere, intenderà, forse... Chi non ha orecchie per intendere, continuerà sulla strada percorsa da quasi vent'anni.
Ho fatto lavorare lo scanner perché l’articolo non è disponibile sul sito del 24 Ore.



Buona stampa. Detto altrimenti: ben venga parlare di Andreotti se serve per affrontare altri, e più pressanti, argomenti.
Avrei voluto chiudere suggerendovi la lettura di un pezzo di Claudio Magris pubblicato dal Corriere della Sera di oggi. Come sempre acuto e stimolante, spiega quanto la comunicazione e i meccanismi con cui essa si effettua finiscano, nella nostra epoca, per far trascurare a molte categorie di persone, in particolare i politici di ogni livello, i propri compiti istituzionali.
Purtroppo non è disponibile nella pagina principale del sito del quotidiano milanese e, quando cerco “Claudio Magris” nella finestra di ricerca, si blocca tutto… Ci tornerò nei prossimi giorni, perché si tratta di questioni importanti, sia quelle proposte da Magris sia quelle che riguardano il funzionamento e, più ancora, il futuro del gruppo Rcs, editore del Corriere.

P.S. Merita leggere i necrologi di Andreotti sul Corriere della Sera di oggi: ce ne sono di inspiegabili. Farebbero sorridere se non si ricordassero proprio le parole del defunto. A pensare male si commette peccato, ma ci si azzecca...

venerdì 20 luglio 2012

Ubi maior minor cessat


Da qualche mese il Sole 24 Ore offre la possibilità di acquistare dei piccoli volumi di racconti o romanzi brevi di scrittori italiani e stranieri (escono la domenica, però penso si possano comperare anche successivamente).
In questi giorni sto leggendo “Un altro mare” di Claudio Magris. Un romanzo breve, non sempre scorrevole, ma interessante, tra l'altro, per come ricostruisce le vicende di alcuni giovani amici goriziani negli anni a cavallo della Prima Guerra mondiale e del disfacimento dell’Impero Asburgico. Vale la pena di leggerlo.
Mi servo di una citazione dal lavoro di Magris per introdurre l’articolo che vi suggerisco in questo post.
“… amare vuol dire ascoltare, e leggere vale più di scrivere; se proprio si vuole prendere la penna, (…), lasciar stare l’esibizione personale e porsi al servizio di parole grandi.”
Ecco, io non traduco (l’ho fatto molto raramente per voi), ma consiglio la lettura di articoli che, prevalentemente, meritano di essere letti perché sono di qualità, sia nel contenuto che nella forma.
Forse sostituirò, o affiancherò, la frase di Magris a quella di De Sanctis perché la condivido pienamente.
Quanto al pezzo da leggere è tratto dall’Economist: http://www.economist.com/node/21559371.
Buona stampa.
Io non potrei neppure farmi sfiorare dall’idea di saper esporre così bene i fatti e spiegare con simile chiarezza il pericolo che ha davanti il nostro paese. Mi dispiace solo di non poter indicare chi è l'autore o chi sono gli autori.

lunedì 19 dicembre 2011

Václav Havel


Valutare l’azione di politici di altri paesi è difficile, soprattutto quando i paesi sono relativamente piccoli e “meno importanti”, quindi ai margini del cono di luce degli organi d’informazione.
Non è del tutto vero nel caso di cui voglio parlare, ma certamente lo spazio che ha avuto Václav Havel in vita, pur non trascurabile, forse è stato inadeguato. Havel era stato Presidente della Cecoslovacchia negli anni successivi alla caduta del Muro e poi, dopo aver gestito una difficile separazione dalla Slovacchia, della Repubblica Ceca. L’esperienza di dissidente incarcerato a lungo dal regime comunista me lo aveva fatto ammirare, non diversamente da quanti avevano subito la medesima sorte. Il fatto che avesse condiviso, con più fortuna, l’esperienza della malattia di mio padre, mi aveva fatto sentire in qualche modo umanamente vicino a quell’uomo dall’aspetto mite e dallo sguardo attento e ironico, tuttavia la sua attività di politico e di artista non era stata al centro della mia attenzione.
Oggi ho cercato di fare ammenda e, per fortuna, ho trovato materiale adeguato. Negli articoli a lui dedicati dai nostri quotidiani ho scoperto nuovi motivi di apprezzamento per una figura che i governanti di molti paesi occidentali dovrebbero studiare attentamente e alla quale, volesse il cielo, potrebbero ispirarsi.
Ne suggerisco soltanto tre. Come sempre, ottimo Claudio Magris sul Corriere (http://www.corriere.it/cultura/11_dicembre_19/magris-grandezza-poeta-invento-presidente_551d0cf0-2a2e-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml). Non meno prezioso il pezzo di Enzo Bettiza, lui pure profondo conoscitore di quella parte d’Europa, sulla Stampa (http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/434980/). E anche Repubblica, a firma di Andrea Tarquini, ne fornisce un interessante ritratto (http://www.repubblica.it/esteri/2011/12/18/news/morto_havel_cecoslovacchia_ex_presidente_vaclav-26811751/).
Buona stampa.