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domenica 5 febbraio 2017

Fatti alternativi o balle autentiche?

Ha ragione Sergio Rizzo che, nell’editoriale del Corriere di ieri, sottolineava come il Movimento 5 Stelle si stia rivelando privo di una classe dirigente adeguata. Questo il collegamento all’articolo: http://www.corriere.it/opinioni/17_febbraio_04/serve-classe-dirigente-capace-oltre-che-onesta-5d16d19e-ea3f-11e6-a07b-65e8492406d6.shtml#.
Buona stampa. Con l’eccezione dello psiconano+barba-Mediaset, dei suoi soci e dei suoi cari, a nessun essere dotato di normale intelligenza sfugge quanto sia sconcertante l’immagine del movimento che emerge dalle vicende romane. Anche a non dar peso alla questione (tutt’altro che trascurabile, in verità) della polizza di cui si parla in questi giorni, a me pare cruciale osservare il modo in cui Virginia Raggi ha selezionato i propri collaboratori, buona parte dei quali ha lasciato la barca, volontariamente o involontariamente.

mercoledì 1 febbraio 2017

Impunità

Paolo Mieli, già direttore del Corriere della Sera per molti anni, ha mantenuto sul quotidiano milanese una sorta di rubrica non formalizzata, nel senso che non ha cadenza regolare e neppure un giorno fisso di pubblicazione. L’argomento è la Storia: Mieli prende spunto dalla pubblicazione di un saggio per trattare, con un discreto spazio (circa due pagine), eventi più o meno lontani nel tempo e nello spazio.

sabato 23 luglio 2016

Con Faye Dunaway e William Holden davanti agli occhi


Dicromo - Maggio 2016
Acrilico su carta e carta colorata

Il 21 gennaio scorso, ospite di Bruno Vespa a Porta a porta (sì, proprio quella, la più solida motivazione per non pagare il canone della RAI), Matteo Renzi, parlando di Banca Monte dei Paschi di Siena, sostenne che “Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Mps si è abbattuta la speculazione ma è un bell'affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand (…)”. In rete è possibile trovare il video di queste parole, ma io preferisco la carta stampata, ecco, dunque, il resoconto che ne fece Il Sole 24 Ore in giorno seguente: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-22/il-premier-mps-e-risanata-ora-investire-e-affare-073837.shtml?uuid=ACA5HDFC.
Buona stampa. Sempre dal 24 Ore, vi suggerisco la lettura di questo pezzo pubblicato giovedì e firmato da Fabio Pavesi: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-07-21/quell-anomalia-credito-facile-che-ha-deragliato-banca-senese-225100.shtml?uuid=ADJkCGw.
Buona stampa. Tra le affermazioni di Renzi e l’articolo di Pavesi sono trascorsi esattamente sei mesi.

martedì 20 ottobre 2015

Non fare oggi quel che toccherà fare ad altri domani

Nella storia della direzione del Corriere della Sera c’è una particolarità: il doppio passaggio di testimone tra Paolo Mieli e Ferruccio De Bortoli. Il primo, infatti, ha diretto il Corriere della Sera per due periodi, dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 (http://www.treccani.it/enciclopedia/paolo-mieli/) e il secondo lo ha sostituito in entrambi casi. Attualmente, non si sa ancora per quanto, è presidente della RCS Libri, la divisione della RCS Mediagroup che si occupa dell’editoria, di recente ceduta al Gruppo Mondadori.

domenica 9 agosto 2015

Quel che è peggio: non sarà la BBC

Continua lo scontro politico sulla questione dei migranti e, a quanto pare, neppure il Papa può permettersi di esprimere la propria opinione senza essere oggetto di risposte beffarde da parte del Felpo o di altri, i quali pretenderebbero che il Pontefice la pensasse come loro e non ammettono che la pensi diversamente. Ecco un rapido punto della situazione da Il Sole 24 Ore di ieri:

sabato 1 agosto 2015

Asimmetrie 3

Restiamo sulle asimmetrie, almeno nella prima parte di questo post. Lo spunto lo offre un breve articolo di Ernesto Galli della Loggia pubblicato sul Corriere di oggi. Il tema è come l’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, intenda  affrontare i problemi del principale aeroporto italiano, ossia quello di Fiumicino. Ecco il collegamento all’articolo: http://www.corriere.it/opinioni/15_agosto_01/vigilanza-dell-enac-sull-inferno-fiumicino-99782c8c-380c-11e5-90a3-057b2afb93b2.shtml.

lunedì 11 maggio 2015

L'ennesima dimostrazione che non vale nulla


Mi tocca concedere un po’ di spazio, dopo tanto tempo, alla lucidità e alla saggezza (si scherza, ça va sans dire) dello psiconano+barba-Mediaset, il quale non ha trovato di meglio da fare che occuparsi di medicina preventiva e di oncologia, argomenti dei quali è notoriamente uno dei massimi esperti non dico italiani, ma addirittura mondiali.
In realtà, mi viene da pensare che il poveretto fosse un po’ irritato dalla diminuita presenza sui media e dallo sbiadire della popolarità sua e anche del suo degno puparo.

venerdì 28 novembre 2014

Marginalità autoritaria


Buona stampa. La crisi del M5S descritta in poche, precise parole.
In realtà, mi pare che l’ironia prevalga nei commenti di tutte le testate. E forse non è poi così strano, visto come ha trattato e tratta ancora i giornalisti lo psiconano+barba-Mediaset.
Avevo detto in tempi non sospetti che Grillo non era una risorsa per il Paese, sono stato facile profeta. La sua parabola professionale e umana garantiva velleitarismo e volgarità, non certo capacità di indicare percorsi credibili per risolvere i problemi italiani. Alla prova dei fatti, si è rivelato persino peggiore del previsto, grazie sicuramente alla presenza sopra di lui del puparo Ca((zz)sal)eggio, fonte inesauribile di teorie deliranti e ideologo di una democrazia diretta via rete che proprio le vicende del M5S dimostrano essere più che infondata. E vissuta contraddittoriamente anche da un'altra figura di punta del movimento, ossia Paolo Becchi, di cui potete ascoltare le opinioni in un’intervista al Direttore di Libero, Maurizio Belpietro: http://tv.liberoquotidiano.it/video/11727002/Paolo-Becchi-a-Maurizio-Belpietro-.html.
Buona stampa. Belpietro, quando vuole, ci sa fare. E Becchi dimostra di essere in grado di fornire al M5S ancora un contributo prezioso di contraddizioni e visioni non meno fumose di quelle di Ca((zz)sal)eggio.
Anche Francesco Merlo, nella sezione video de La Repubblica, non si fa sfuggire l’opportunità di dileggiare Grillo come merita: http://video.repubblica.it/rubriche/ora-basta/rnews-merlo-un-esorcista-per-grillo/184910/183770?ref=HREA-1.
Buona stampa.
Buona stampa.
Difficile resistere alla tentazione di scherzare su quanto sta accadendo nel M5S, ma non si deve dimenticare che il movimento, per quanto ridimensionato e, forse, destinato a sfaldarsi, ha ancora numeri importanti in Parlamento e non ha perso il suo fascino agli occhi di una parte non esigua di elettori. Gente che, evidentemente, non riesce a vedere le contraddizioni e i rischi della (pseudo) proposta politica di Grillo e del suo puparo. E gente alla quale piace pensare che qualche migliaio di voti espressi attraverso internet (tra l’altro in maniera non proprio trasparente sul piano tecnico) rappresenti la nuova forma della democrazia, in forza della quale imporre le proprie idee a decine di milioni di italiani.
Sarebbe bene che leggessero questo commento di Marco Imarisio, pubblicato dal Corriere della Sera di oggi, da cui ho tratto le parole per il titolo di questo post: http://www.corriere.it/politica/14_novembre_28/m5s-l-utopia-frantumi-d36f807a-76ce-11e4-90d4-0eff89180b47.shtml.
Buona stampa. Appunto… marginalità autoritaria.

domenica 19 ottobre 2014

Non era meglio cercare di trattenerlo?


Affaccendato in questioni del Nord Est, ho lasciato da parte quelle del Nord Ovest, in particolare quelle di Genova. Diversamente da me, hanno tenuto il faro puntato in quella direzione sia Massimo Gramellini sia Aldo Grasso, che hanno giustamente deciso di occuparsi di alcuni dei mediocri protagonisti della politica. Cominciamo dal Buongiorno del 15 ottobre, che ben coglie il valore di Beppe Grillo: inesistente. Una piaga peggiore dei mali che asserisce di voler curare. Ecco il testo di Gramellini: http://www.lastampa.it/2014/10/15/cultura/opinioni/buongiorno/il-fango-nella-testa-BQuyrjMyq5LgsIlwjlQ7yL/pagina.html.
Aldo Grasso, sul Corriere di oggi, si occupa di Claudio Burlando, attuale Presidente della Regione Liguria, il quale vorrebbe farci pensare che lui passava per caso. Ecco il collegamento al pezzo: http://www.corriere.it/opinioni/14_ottobre_19/fango-senso-potere-re-claudio-8779760c-5758-11e4-8fc9-9c971311664f.shtml#.
Buona stampa. Per entrambi gli autori. Per i protagonisti dei loro articoli, invece, una facile profezia: resteranno lì, continueranno, ognuno a suo modo e con il proprio stile (si fa molto per dire) a dedicarsi al bene dell’Italia (e qui si fa per dire anche di più). Salvo i ladri di polli, in Italia il conto non lo paga quasi mai nessuno, come dimostrano le ultime storie di cui mi sono occupato.
Visto che abbiamo parlato del Presidente della Regione Liguria, parliamo anche dei suoi colleghi, subito pronti a sollevare gli scudi di fronte alla prospettiva, indicata da Renzi, di dover ridurre la propria spesa.
E’ un argomento importante, con implicazioni nella vita quotidiana dei cittadini, specie quelli che vivono problemi gravi come la malattia o la disoccupazione. Per questo è doveroso cercare di capire come stanno le cose. Per il Corriere della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si sono occupati in più occasioni del tema. Rizzo è tornato a farlo ieri, con un lungo articolo che mi sembra una lettura necessaria: http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_18/non-delitto-tagliare-2percento-c94900d8-5687-11e4-ad9c-57a7e1c5a779.shtml#.
Buona stampa. Ovvio, non basta questo pezzo per formarsi un’opinione precisa della questione della spesa regionale, tuttavia pare che ci siano senz’altro ampi margini per ridurla. Dell’articolo mi piace riprendere una frase, che condivido interamente; avrei solo preferito che Rizzo usasse maggiore durezza nei confronti dei suoi colleghi e dei mezzi di comunicazione: “Queste hanno cominciato subito a comportarsi come piccoli Stati indipendenti i cui amministratori, ribattezzati pomposamente «governatori» con la colpevole complicità della stampa, non avevano però il dovere di rispondere agli elettori, visto che i soldi venivano pressoché tutti distribuiti attraverso lo Stato centrale.
Il problema della spesa pubblica, purtroppo, ha molto a che fare con la resistenza di chi trae, in varia misura e a vario titolo, vantaggio dal fiume di denaro che esce dalle casse dello Stato e degli Enti Locali, inclusi i dipendenti pubblici. E che costoro oppongano una resistenza davvero formidabile al controllo di quel flusso si capisce leggendo l’intervista di Beppe Severgnini a Carlo Cottarelli, già Commissario alla Spending Review (che esiste anche in italiano e si chiama revisione della spesa). Risale a venerdì e la trovate a questo indirizzo: http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_17/non-mi-davano-neanche-documenti-resistenze-burocrati-roma-33ec9fe2-55b8-11e4-8d72-a992ad018e37.shtml#.
Buona stampa. Che dire? Mi sembra che, come spesso accade, ci facciamo scappare qualcuno delle cui capacità avremmo gran bisogno. Non è il solo, ma mi pare una perdita particolarmente grave. Soprattutto alla luce della rara sensibilità istituzionale rivelata dalle sue parole. Sa il cielo quanto farebbero bene tanti Cottarelli nella Pubblica Amministrazione!
Torniamo a The Nearness of You. E come prima versione ascoltiamo quella di Frank Sinatra, indiscutibilmente un grande interprete di standard.


Continuiamo con un'altra straordinaria voce: Sarah Vaughan, davvero bravissima.


L'ultima interpretazione è quella di Diana Krall, che si accompagna al piano e ne offre una lettura senz'altro più attuale delle precedenti, che pure restano preziose.





mercoledì 28 maggio 2014

Povero Kipling


Oggi prendiamo avvio dal Buongiorno di ieri, in cui Gramellini legge da par suo i risultati elettorali (tracciando un delizioso ritratto delle precedenti gestioni del partito di Renzi): http://www.lastampa.it/2014/05/27/cultura/opinioni/buongiorno/come-rubare-i-voti-agli-avversari-DoDagBt8xFLv0K7mSJhERI/pagina.html.
Buona stampa. Anche quello odierno merita, quindi vi do il collegamento sebbene esuli dal tema che intendo affrontare: http://www.lastampa.it/2014/05/28/cultura/opinioni/buongiorno/che-ambientino-h1EuCvXHQ8liVQl5iVWceP/pagina.html.
Ri-Buona stampa.
Già, perché oggi mi sembra giusto dar spazio agli sconfitti e guardare come hanno saputo affrontare l’esito delle elezioni. Ci concentriamo, ovviamente, su quelli che meritano ancora un po’ di attenzione. I granelli di polvere li trascuriamo, sono già nell’aspirapolvere della storia…
Cominciamo dallo psiconano+barba-Mediaset, il pupo maneggiato da Casaleggio, sul quale si concentra l’attenzione di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi: http://www.corriere.it/politica/14_maggio_28/bisogna-saper-perdere-484bc50a-e630-11e3-b776-3f9b9706b923.shtml#.
Buona stampa. Il mastino graffia come si conviene e, direi, sparge anche qualche granello di sale sulle ferite. La vanagloria di Grillo (il quale ha avuto l'ardire di citare If, evidentemente senza averne capito il significato) e del suo burattinaio mette in ombra persino quella del tizio decrepito, il che è tutto dire. E, probabilmente, è il seme del declino del M5S, incapace di andar oltre il volgare e velleitario vaneggiare dei due dittatori da operetta, i quali, se mai si ritirassero davvero, potrebbero sempre trasferirsi nel loro villaggio con eliporto e bunker in Costarica. Ricordate Ecofeudo? (https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8935086878675079658#editor/target=post;postID=6077416400344537517;onPublishedMenu=allposts;onClosedMenu=allposts;postNum=18;src=postname).
Anche Stefano Folli, ne Il Punto odierno sul Sole 24 Ore, analizza la capacità di riflettere sulla sconfitta di Grillo e Berlusconi. Un articolo in cui non si ritrova (com’è ovvio per stile e carattere) il tono canzonatorio che anima tutto il pezzo di Stella, ma non per questo meno interessante: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-05-28/l-autocritica-e-quasi-impossibile-075002.shtml?uuid=ABJf0nLB.
Buona stampa.
Riflettere sull’esito del voto con realismo, a onor del vero, non sembra così facile neppure per i colleghi di Folli e Stella, almeno per quelli che hanno qualche problema d’indipendenza. Cominciamo con il direttore de Il Giornale, Sallusti, il quale, com’è naturale, non viene neppure sfiorato dal dubbio di mettere in discussione l’operato del padrone e, quindi, fatica molto a identificare la verità: http://www.ilgiornale.it/news/interni/renzi-furbo-fa-finto-modesto-grillo-furente-butta-sullo-1022613.html.
Mala stampa.
Il Fatto Quotidiano, che quanto a faziosità ha poco da imparare da Sallusti & Co., racconta un incontro del M5S a Milano per analizzare la sconfitta. L’autocritica, a ben vedere, la trovate soltanto nel titolo. Per il resto, la consueta nuvola di fumo:
Mala stampa. La cronaca non può essere strumentale.
Chiudiamo con un esempio di ottima fusion, un brano musicale leggero, primaverile: Maybe Tonight, eseguito da Earl Klugh (http://en.wikipedia.org/wiki/Earl_Klugh).


martedì 28 maggio 2013

Scalatori di specchi


Cominciamo dai risultati elettorali. Se quasi tutti gli esponenti politici continueranno a non vedere i propri errori e ad attribuire le sconfitte alla presunta ottusità degli elettori, alla fine non andrà a votare più nessuno.
Per scoprire fin dove riescono a spingersi nel negare la realtà e nel ricercare scusanti a dir poco ridicole, leggete i commenti di Alemanno (http://roma.corriere.it/roma/politica/speciali/2013/elezioni-comune-roma/notizie/28alemanno-da-colpa-al-derby-2221364370677.shtml) e dello psiconano+barba-Mediaset e dei suoi più fedeli pappagalli (http://www.ilgiornale.it/news/interni/crisi-isterica-dei-cinque-stelle-921601.html).
Grillo e il suo degno puparo (il contenuto delle cui teste continua a essere più disordinato delle loro chiome), accecati dalla medesima presunzione e dalla medesima autoreferenzialità di coloro che additano (neanche a torto, per la verità) al disprezzo degli italiani, non sono neppure sfiorati dal dubbio che il pessimo risultato del M5S nelle elezioni amministrative sia frutto del comportamento inconcludente seguito alle politiche di Febbraio. L’astensione record sta lì a dimostrarlo.
Avevo scritto in tempi non sospetti che Grillo non era una risorsa per il paese. Lui e Casaleggio mi stanno dando ragione, anche se questo non mi rende per nulla felice. Non hanno un progetto realistico e compiuto per il nostro futuro. Stanno facendo perdere tempo e denaro al paese in chiacchiere che fanno apparire rigogliosamente produttive le pratiche onanistiche. Hanno portato in Parlamento gente che non sa neppure da che parte si comincia a fare politica. E, come un qualsiasi Viavà o un qualsiasi tizio decrepito, danno la colpa agli elettori che non avrebbero capito…
Lasciamo perdere.
Parlando di economia, vi suggerisco di leggere un lapidario articolo di Francesco Daveri sul sito LaVoce.info (http://www.lavoce.info/e-la-crisi-non-lausterita-la-causa-dei-debiti-pubblici/).
Buona stampa. Daveri contraddice senza fatica e con i numeri le affermazioni di Stefano Fassina, niente meno che Viceministro dell’Economia, carica alla quale è stato chiamato, presumibilmente, per aver fatto parte dello stato maggiore di Viavà e per aver partecipato, alzando la voce, a qualche talk show… Attività che, forse, gli hanno impedito di seguire le vicende della teoria sostenuta (su basi piuttosto fragili e, sembra, su colonne di Excel insufficienti: http://www.huffingtonpost.com/dean-baker/reinhart-rogoff-austerity_b_3343688.html)
dagli economisti Reinhart e Rogoff, i cui errori concettuali, non nell’uso del pc, sono ben illustrati, tra gli altri, da Paul Krugman sul New York Times: http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/05/26/reinhart-and-rogoff-are-not-happy/.
Buona stampa.
E chiudo, purtroppo, tornando a occuparmi di una donna che, onestamente, avrei preferito tenere ben chiusa nel dimenticatoio. E ci sarei riuscito facilmente se lei non avesse deciso, una volta di più, di ignorare il motto che dice: un bel tacer non fu mai scritto. Parliamo di Giulia Ligresti, terza figlia di Salvatore, una delle componenti della famiglia che ha così diligentemente e saggiamente guidato il gruppo FondiariaSai, portandolo alla soglia del fallimento. Che Giulia Ligresti possa essere irritata dal fatto che la vita sua e dei suoi cari abbia subito qualche cambiamento in seguito alle vicende delle aziende da loro amministrate (parola impropria, ma perdonate), ci sta. Le converrebbe, tuttavia, evitare di dar sfogo a tale stato d’animo così come ha ritenuto di fare nei giorni scorsi (http://archiviostorico.corriere.it/2013/maggio/25/Giulia_Ligresti_Consob_studia_aggiotaggio_co_0_20130525_36edced2-c4ff-11e2-948d-552c2efc12be.shtml). Abbastanza sconcertante che l’ex presidente della società che controllava Fondiaria-Sai, ossia Premafin, non sapesse di muoversi su un terreno pericoloso quando ha espresso dubbi, forse non adeguatamente fondati, sulla solidità di una società quotata. O forse no, non è affatto sconcertante, visto quel che è emerso sulla gestione della Premafin stessa e, più ancora, delle holding della famiglia Ligresti Imco e Sinergia
Non aveva già abbastanza grattacapi senza andare a mettersi anche in questo guaio? Mah…
Se non le piace il vecchio proverbio, le converrebbe mandare a memoria i versi di Metastasio da cui, quasi certamente, l’adagio ha avuto origine:
Un bel tacer talvolta
Ogni dotto parlar vince d’assai

domenica 28 aprile 2013

Un vecchio governo di giovani e donne


I commenti sul Governo presieduto da Enrico Letta mi sembrano prevalentemente orientati all’ottimismo o, quantomeno, alla benevolenza.
Ne ho scelti due improntati alla fiducia, sia pure assai diversi nei toni. Il primo, da La Stampa, è il breve commento di Mario Calabresi (http://www.lastampa.it/2013/04/28/cultura/opinioni/editoriali/una-generazione-di-politici-e-uscita-di-scena-gVbCrH5bzgquPtwseiqSfK/pagina.html), il secondo, da Repubblica, è l’assai più estesa analisi di Eugenio Scalfari (http://www.repubblica.it/politica/2013/04/28/news/un_medico_per_l_italia_malata-57597866/?ref=HREA-1).
Buona stampa, per entrambi. Preferisco, però, la sobria sinteticità di Calabresi alla consueta, un po’ pedante, prolissità di Scalfari. Questione di gusti, niente di più.
Il terzo articolo, di ben altro orientamento, lo prendo da Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/27/governo-letta-posti-chiave-tutti-al-pdl-al-pd-restano-solo-briciole/576986/.
Stampa così e così. La solita saccente faziosità rende poco convincente l’impianto complessivo.
E veniamo a quel che conta, ossia la mia opinione (si fa per dire): personalmente non riesco a farmi prendere dall’entusiasmo per questa nuova compagine ministeriale. E ne spiego facilmente le principali ragioni.
Nella mai tanto vituperata (o, piuttosto, rimpianta?) Prima Repubblica difficilmente si veniva proiettati su una poltrona ministeriale senza un adeguato “periodo di formazione”. Il Governo nato ieri, diversamente da quelli di trent’anni fa, presenta un numero rilevante di debuttanti, persone che hanno alle spalle esperienze forse non adeguate per il ruolo loro affidato grazie ai giochi di bottega.
A voler fare i pignoli, mi pare che le scelte “un po’ così” (per motivazioni poco comprensibili o perché apparentemente avventate) prevalgano da una parte piuttosto che dall’altra, ma questo importa poco.
Voi tre sapete che mi piace inventare soprannomi: il Governo presieduto da Enrico Letta credo lo chiamerò “Governo Twitter”. La prima impressione, con tutto il rispetto per alcune (poche) figure che lo meritano, è che si sia cercato di buttarci un po’ (tanto) fumo negli occhi. Soprattutto vedo ragioni di preoccupazione nel fatto che, affidando alcuni ministeri importanti a figure apparentemente poco preparate a reggerli e scegliendo Filippo Patroni Griffi come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Letta abbia preferito (o si sia lasciato imporre) una linea che tutela, anzi rafforza, la prevalenza della burocrazia sulla politica.
Non vedo le premesse del cambiamento indispensabile per rimettere il nostro paese sulla giusta rotta.
Naturalmente mi auguro di essere rapidamente smentito.
Quanto alla solidità del Governo e alle sue prospettive di vita, faccio molta fatica a condividere l’entusiasmo di quelli che lo prevedono addirittura destinato a durare l’intera legislatura.
Leggete, a riguardo, l’intervista di Enrico Marro a Renato Brunetta sul Corriere di oggi (non è disponibile nell’edizione on line; se e quando lo sarà, vi darò il collegamento). Certo, si tratta dell’uomo che sostiene di aver rinunciato al Nobel per l’Economia a causa della prepotente vocazione alla politica, quindi le sue dichiarazioni, probabilmente, non vanno intese come verità assolute, tuttavia dalle affermazioni di Brunetta sembra emergere non l’asserita soddisfazione quanto la negata contrarietà, solidamente intrecciata alla minaccia. Non mi pare affatto amico o sostenitore del Governo che ha giurato poche ore fa.
E chiudiamo con un pezzo davvero interessante, che analizza bene il M5S e i rischi che esso rappresenta non in sé, ma a causa delle convinzioni e del modo di agire dei due leader, quello apparente (il pupo) e quello reale (il puparo): http://lettura.corriere.it/martin-mystere-contro-grillo/.
Buona stampa.
E per non farvi fare la fatica di andare voi a cercarlo, vi metto il video citato nell’articolo di Alfredo Castelli.


sabato 20 aprile 2013

Grazie, Signor Presidente


La gratitudine verso Giorgio Napolitano non può che accrescersi a dismisura dopo la decisione di accettare un secondo mandato al Quirinale.
La sua scelta si propone come un monumento al senso dello Stato che si erge sopra le macerie prodotte dalla pochezza smisurata dei politici, vecchi e nuovi.
C’è da sperare che, a fronte dell’ulteriore prova di responsabilità offerta, Napolitano abbia preteso e ottenuto impegni precisi da parte di quelli che, con il loro vergognoso comportamento, lo hanno costretto a una riconferma cui non aspirava.
Quello che non si può sperare è che lo psiconano+barba-Mediaset ponga fine alle sue patetiche sparate sulla correttezza di quanto è accaduto nell’elezione di Napolitano. E’ inutile sperarlo perché il pupo e il puparo non sanno neppure cosa sia la democrazia vera, quella che siamo andati costruendo nei secoli. Il loro concetto di democrazia non ha nulla a che vedere con la democrazia. Non basta avere un blog che macina diverse migliaia di contatti al giorno per potersi attribuire il ruolo di unico interprete della volontà di un’intera nazione. Non si possono spacciare per democrazia processi di selezione dei candidati a cariche pubbliche che si svolgono in maniera del tutto oscura e coinvolgono frazioni irrisorie della popolazione nazionale. Un processo di selezione che ha portato in Parlamento individui le cui qualità (si fa per dire) abbiamo potuto apprezzare nelle settimane trascorse dal 24 e 25 Febbraio. Un processo di selezione che ha come corollario la pretesa di usare gli eletti come marionette, come pedine rigidamente sottoposte a controllo (quello di Casaleggio, perché lo psiconano+barba-Mediaset è molto più simile ai suoi idolatranti seguaci che a un vero leader).
Che i partiti tradizionali siano stati causa di gran parte delle condizioni disastrose in cui versa l’Italia non c’è dubbio. Che la presenza in politica di un personaggio come il tizio decrepito (con tutto il suo bel bagaglio d’interessi, di amicizie, di passatempi, ecc.) abbia finito, senza troppa fatica per la verità, per far emergere il peggio di cui erano capaci i suoi avversari, anche questo è un fatto incontrovertibile. Com’è incontrovertibile il fatto che il mancato rinnovamento della classe dirigente politica è dipeso dalla pessima qualità di quella ancora alla guida dei maggiori partiti tradizionali. Tutte cose di cui ho parlato in passato e di cui parlano da tempo persone assai più preparate e più autorevoli di me.
Abbiamo bisogno di un cambiamento profondo, di fare emergere i talenti di generazioni rimaste schiacciate sotto l’arrogante e supponente inamovibilità di chi ha guidato i partiti negli ultimi vent’anni. Partiti che, quale più quale meno, alla fine si sono rivelati tutti di plastica. O perché dominati da un padrone o perché controllati da una burocrazia, l’uno come l’altra preoccupati esclusivamente del proprio destino. Sono stati incapaci di produrre idee e programmi. E se anche li avessero elaborati, sarebbero stati incapaci di individuare le persone giuste per sviluppare le prime e attuare i secondi. Tutto vero, tutto fuori discussione. Partiti di plastica, partiti di presuntuosi inetti.
E’ per questo che non ce ne serve un altro, diverso dagli altri soltanto perché usa un paio di rudimentali e ossidati circuiti stampati in più…

lunedì 1 aprile 2013

I sicari non hanno pietà


Condivido gran parte di quello che Antonio Polito ieri ed Ernesto Galli della Loggia oggi hanno scritto nei loro editoriali del Corriere della Sera. Ecco i collegamenti: http://www.corriere.it/editoriali/13_marzo_30/abbiate-pieta-antonio-polito_bbbc4d08-98fb-11e2-be8a-88dcfd04ece6.shtml e
Buona stampa.
E’ desolante trovarsi a leggere sul Corriere, che con tutti i suoi difetti resta un quotidiano di buona qualità (anche se fatica a confrontarsi con The Guardian o The New York Times o altre testate del mondo che sta oltre le Alpi e il Mediterraneo), un pezzo come quello di Polito, con quel titolo. Come può una classe politica, nuova o vecchia, costringere uno dei maggiori organi di stampa del paese a intitolare il proprio editoriale con quelle due parole, che insieme risultano pesanti come cisterne di mercurio (ABBIATE PIETA’)? Come può restare indifferente a un editoriale che si sviluppa, fors’anche strumentalmente per certi aspetti, ma correttamente, come quello di Polito? Come riescono a guardare i loro figli, i loro nipoti e sé stessi nei loro specchi (ma forse non ne hanno o non ci si guardano) Viavà, il tizio decrepito e lo psiconano+barba-Mediaset?
Bersani, Berlusconi e Grillo (e, più ancora, il suo puparo) sono l’ultima spiaggia della degenerazione opportunistica dei tanti che, da anni, hanno inteso la politica come un mezzo per raggiungere fini propri, tutti lontanissimi da quelli degli italiani. Certo in misura diversa, ma questo ormai, conveniamone, non conta più nulla o quasi: sarà la Storia, non certo il Corriere della Sera e, men che  meno, ilmiosecchiellodacqua, a ghigliottinarli (lasciatemelo scrivere: purtroppo soltanto metaforicamente).
Non so davvero esprimere il mio sconcerto di fronte alla cecità ostinata e sterile del loro comportamento, tale da costringere il Presidente della Repubblica a una decisione che, mi spiace dirlo, suscita più perplessità che approvazione.
Sul piano costituzionale, come osserva Galli della Loggia, la formazione di queste due commissioni di “saggi” appare una forzatura. Se poi guardiamo alla composizione, leggendo nomi di personaggi che hanno sguazzato negli stagni putridi della politica di questi ultimi vent’anni, è molto difficile non pensare che si stia offrendo un’ultima, inspiegabile sponda a quegli stessi figuri che ci hanno condotti sin qui.
Intendiamoci: Napolitano non aveva alternative, salvo quella di candidarsi per un nuovo mandato. Questo, però, credo che sia troppo pretendere da lui, che ha già fatto tanto per noi.
Buona notte e buona fortuna.

domenica 17 marzo 2013

Cosa vogliono per il nostro futuro?


L’elezione dei Presidenti di Camera e Senato, non imprevedibilmente, ha portato un po’ di novità nell’attuale stagno maleodorante della politica, non diverso da quello precedente al voto, checché ne pensino il puparo e il pupo. Il M5S ha sicuramente contribuito a un importante ricambio di deputati e senatori, ma questo non sembra affatto garantire un miglioramento del quadro complessivo e neppure una adeguato grado di governabilità al paese. La colpa, ovviamente, non è dei deputati e dei senatori grillini, ma del loro leader, o meglio del puparo del loro leader, che ha a cuore interessi non coincidenti con quelli degli italiani (esattamente come il tizio decrepito).
Il problema non è di poco conto e, sia pure a fatica, comincio a pensare che Grillo e Casaleggio sia di gran lunga più pericolosi di quanto avessi temuto (e anche del tizio decrepito).
Sono peggiori di lui, perché lo psiconano+barba-Mediaset e il suo guru vogliono imporre agli italiani la loro visione del mondo, aspirano a tramutare in regole le loro convinzioni, non intendono confrontarsi con chi la pensa diversamente o con chi, istituzionalmente, è chiamato a controllare l’operato della politica, ossia la stampa. E guarda caso, se si tratta di citare un esempio di nazione che considera amministrata bene, a Grillo viene in mente l’Iran.
Lui e Casaleggio sono le più gravi minacce cui siano state esposte la libertà e la democrazia di questo paese dopo la fine del Fascismo. Nessuna colpa della classe politica, per quanto grave, legittima un contrappasso così drammaticamente esagerato.
Posso soltanto augurarmi che, quando saremo richiamati presto a votare, chi si è lasciato suggestionare e affascinare dagli strilli di Grillo riesca a riflettere maggiormente e a leggere qualcosa di diverso dai post del blog dello psiconano+barba-Mediaset.
Sul pericolo rappresentato dalla coppia pupo e puparo, ecco tre articoli che descrivono le reazioni di Grillo all’elezione di Grasso alla Presidenza del Senato con i voti anche di alcuni senatori del M5S. Partiamo da La Stampa: http://www.lastampa.it/2013/03/17/italia/politica/grillo-contro-il-pd-usa-foglie-di-fico-i-senatori-piu-fiducia-basta-isterismi-uN4X19abO7Iu0Gb54JltjK/pagina.html, passiamo per Il Giornale: http://www.ilgiornale.it/news/interni/grillo-pd-impresentabile-897024.html e chiudiamo con il Corriere della Sera, il cui pezzo è quello dal quale traspare maggiormente l’indifferenza di Grillo e Casaleggio alle norme fondamentali della democrazia e del confronto civile tra portatori di opinioni diverse, o meglio, più che indifferenza, la vera e propria ostilità, che si traduce in manipolazione e censura: http://www.corriere.it/politica/13_marzo_17/grillo-blog-censura-dissenso-scomunica_c854d658-8eff-11e2-95d7-5288341dcc81.shtml.
Buona stampa. Per tutti e tre. Il timore è che siano pochi i lettori di questi articoli tra coloro che hanno votato il M5S, con tutto quel che ne consegue…

venerdì 15 marzo 2013

Gogna mediatica


Cominciamo con un Gramellini SCULTOREO. Nel senso della potenza definitiva: http://www.lastampa.it/2013/03/15/cultura/opinioni/buongiorno/conclave-parlamento-hSyV4thzaqq0gmB4cqshDJ/pagina.html.
Buona stampa. Anzi, per suonare noioso: più che buona stampa. Non trascurate la citazione di Montanelli, semplicemente perfetta. Parliamo di Cicchitto! Robaccia che non se la prendono da nessuna parte, ma noi lo paghiamo ancora… E dobbiamo ringraziare il tizio decrepito. Probabilmente per una ragione di tessere, ma forse mi sbaglio… Comunque, se mi chiedeste da che parte andare, risponderei di andare in direzione di Arezzo.
Visto che ero sul sito de La Stampa, mi sono letto anche questa utile scheda riepilogativa: http://www.lastampa.it/2013/03/11/cultura/domande-e-risposte/quanto-costano-e-chi-paga-i-partiti-ZGcuEKktxSIYWbyy2uQ4LJ/pagina.html.
Capite perché sono anglofilo?
E veniamo al titolo del post. Io ne ho davvero alcune importanti parti del corpo saturate di questa storia della “gogna mediatica”. Nel nostro povero paese tutti, quando vengono scoperti con una più o meno grande parte delle dita ficcate dentro la marmellata, si mettono strillare perché sostengono di essere esposti in una sorta di gogna o, peggio, di essere infilati in un tritacarne, la prima come il secondo “mediatici”.
La deputata del M5S Marta Grande non ha fatto molta chiarezza sui propri titoli di studio, lo raccontano quasi tutti i quotidiani nella versione on line. Con un po’ di crudeltà, scelgo Il Giornale: http://www.ilgiornale.it/news/interni/su-facebook-arriva-festa-laurea-marta-grande-896449.html
Cronaca. Niente voto, per il quotidiano. Sulla plurilaureata, beh… sarà sempre meglio del suo pessimo leader (pupo) Grillo e del suo (del leader pupo) guru Casaleggio (puparo).
Sant’uomo il Grillo. Scopriamo che il M5S ha uno statuto e che Grillo, il nipote e il commercialista ricoprono tutte le cariche. Niente male… Anche la plastica del Pdl sembra migliore. Almeno non si spaccia per lega di carbonio o per titanio purissimo… Non più, quantomeno…
Sempre per parlare di qualità, in particolare della stampa, torniamo alla storia del Costarica. Pochi minuti fa sono andato sul sito de L’Espresso e ho cercato novità sull’inchiesta della scorsa settimana relativa agli investimenti nello stato centroamericano da parte di persone vicine allo psiconano+barba-Mediaset.
Nessun articolo in evidenza. Apparentemente la storia è morta. Il che mi è sembrato strano. Ho fatto una ricerca sul sito digitando: “Beppe Grillo”. Ecco la pagina che mi è stata restituita:
Niente male: il risultato più recente è del 30 dicembre 2012. Buona stampa suonerebbe male, cosa ne dite?
Poi ho cercato: “Grillo Costarica” e “Ecofeudo”. Risultato: pagine bianche. Non mi esprimo. Ci voglio pensare. A naso, la cosa puzza. Eccome se puzza.
Nel frattempo, hanno deciso di ospitare questo pezzo di Marco Travaglio: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/perche-mi-manchera-di-pietro/2202585.
Mala stampa. Solo Travaglio e pochi altri possono rimpiangere Di Pietro.
Vorrei finire diversamente, ma non posso proprio.
Buona notte e buona fortuna.

lunedì 11 marzo 2013

Al volante


Confiteor: se, alla guida della mia automobile, mi trovo ad avere già impegnato (come si diceva, a riguardo degli incroci, all’epoca in cui superai gli esami per ottenere la patente) un rondò e qualcuno, ignorando il mio diritto di precedenza, impegna con la prepotenza il medesimo rondò, io mi arrabbio, e molto, ed esprimo la mia rabbia come tanti italiani, ossia in maniera volgare ed eccessiva.
Se, tuttavia, fossi costretto a una sosta, anche prolungata, perché un automezzo di soccorso impedisce il transito della strada che sto percorrendo, credo che me ne farei una ragione senza troppi problemi.
Ecco perché mi ha colpito, ovviamente in maniera molto negativa, questo pezzo di cronaca dall’edizione milanese del Corriere della Sera: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_marzo_10/ambulanza-blocca-passaggio-signora-porsche-ordinaria-incivilta-212109040374.shtml.
Buona stampa. Anche se si tratta di cronaca. Il pezzo, però, è scritto bene, con la giusta dose di veleno. Manca soltanto la targa della gentildonna. PURTROPPO. Banalizzo: le leggi sulla privacy sembrano studiate apposta per impedire al comune cittadino di riconoscere i numeri telefonici che ha chiamato con il proprio apparecchio (fisso o mobile, non importa: dobbiamo far lavorare i neuroni noi, mentre le stampanti delle società di telefonia nascondono con asterischi i numeri di telefono che abbiamo chiamato (sic!)), ma non consentono a un giornalista di indicare agli italiani le generalità di qualcuno che si comporta in maniera ignobile. Direi che qualcosa non quadra. Anche perché, come sapete tutti benissimo, la nostra privacy viene violata senza alcun timore da società di ogni genere che hanno acquisito indirizzi e numeri di telefono non si sa come e li utilizzano in maniera arbitraria scrivendoci o telefonandoci quando vogliono e senza alcun rispetto. Insomma, per condensare la banalizzazione (non tanto, per la verità): si proteggono i cialtroni e si creano problemi ai cittadini normali.
Chissà se il puparo dello Psiconano+barba-Mediaset deciderà che lo Psiconano+barba-Mediaset può fare di questo argomento un tema di confronto con le altre forze politiche presenti in Parlamento? Ne dubito, soprattutto perché il puparo e il pupo sembrano amare i meccanismi di sorveglianza sull’agire degli altri esponenti del loro movimento, come prova la ferrea disciplina imposta agli eletti del M5S. Puparo e pupo non possono fare a meno di controllare quelli che, votati dagli italiani, dovrebbero, a loro modo di vedere, obbedire ciecamente a loro due, alle due chiome arruffate (più ordinate delle idee sottostanti) che si guardano bene dall’assumere qualsiasi vera responsabilità. Davvero due grandi interpreti della democrazia, non c’è che dire… Svegliatevi, deputati e senatori del M5S! Vi hanno votato gli italiani e a loro dovete rispondere. Non è detto che la verità stia scritta soltanto in un blog… Cercatela nella vostra testa e nei bisogni dei cittadini.
Chiudo cercando di ispirare un sorriso… E credo di giocare in casa. Un delizioso testo di Gino&Michele del 1991, che parla di una certa tipologia di donne al volante, la stessa di cui parlavamo prima: http://www.ginoemichele.it/BESTOFGM/Scrittidisatira/IlPuttanone/tabid/211/Default.aspx.
Leggete e me ne sarete grati, ci scommetto.

domenica 10 marzo 2013

Un popolare borgo ecologico, tutto internet e pale eoliche? Non sembra


Ugo Magri è uno dei migliori osservatori politici italiani, solitamente bene informato, il cui stile mi sembra assai diverso da quello di molti suoi colleghi, i quali non di rado paiono scrivere sbirciando dal buco della serratura. Oggi, su La Stampa, Magri analizza le prospettive del Pdl alla luce degli sviluppi nella situazione giudiziaria del tizio decrepito: http://www.lastampa.it/2013/03/10/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/fare-a-meno-di-silvio-il-pdl-studia-come-emanciparsi-dal-leader-PN68lSfwPfIrLxqwGPkYxO/pagina.html.
Buona stampa. Vedremo quanta lealtà sapranno esprimere i lacchè…
Già che siete dalle parti del quotidiano torinese, leggete anche il Buongiorno di due giorni fa: http://www.lastampa.it/2013/03/08/cultura/opinioni/buongiorno/il-coraggio-di-cambiare-ZJfgWZTMsW5yUWXx3aKGzN/pagina.html.
Buona stampa. E tutta la mia ammirazione, oltre a quella di Gramellini, per questa coraggiosa e intelligente donna di Perugia, che mi verrebbe da proporre come prossimo Ministro della Funzione Pubblica. Sono certo che farebbe molto meglio di Patroni Griffi e di Brunetta e di gran parte di quelli che hanno occupato il posto fino ad oggi e che, per l’appunto, hanno accentuato anziché correggere i difetti messi in luce dalla signora perugina.
Tornando agli aspetti più strettamente politici, com’è ovvio, lo psiconano+barba-Mediaset e il suo movimento continuano ad attirare attenzione.
Aldo Grasso, sul Corriere di oggi, si occupa della più giovane parlamentare del M5S e anche di altro: http://www.corriere.it/politica/13_marzo_10/marta-grande-portavoce-m5s-grasso_7b3e2fc4-8944-11e2-9abc-68ed907a89d3.shtml.
Buona stampa. Da chi rappresenta il paese ci si aspetta che pensi al paese, che abbia una propria idea di cosa è giusto o non è giusto fare e, magari, anche di come farlo. Ci si aspetta anche che abbia una pur minima conoscenza dei meccanismi indispensabili per il funzionamento di una democrazia parlamentare complessa come quella italiana. E ci si aspetta che non consideri, come osserva correttamente Grasso, proprio compito ripetere come un pappagallo le parole del leader, sia quelle strillate nelle piazze sia quelle scritte sul blog.
Sbaglierò, ma da chi è chiamato a occuparsi della cosa pubblica, senza dover rispondere ad altro che alla legge e alla propria coscienza (come dice la Costituzione) ci si aspetta che si preoccupi appunto della cosa pubblica, ossia degli interessi di tutti gli italiani e si preoccupi di capire che cosa è meglio fare per tutelare questi interessi in un momento di eccezionale difficoltà economica e sociale come l’attuale. E questo, purtroppo, mi sembra non accadere nel M5S, dove hanno maggiormente a cuore il destino di Casaleggio, come dimostrano queste parole: Casaleggio ha detto che se decidessimo di dare l'appoggio a qualche partito, lui lascerebbe il Movimento. La frase la riprendo testualmente da un articolo de La Repubblica di oggi e sarebbe stata scritta da un senatore sardo del M5S, Roberto Cotti: http://www.repubblica.it/politica/2013/03/10/news/appello_10_marzo-54230402/?ref=HRER2-1.
Buona stampa.
La democrazia è una cosa diversa da come sembrano intenderla Grillo e il suo guru (a me pare più un puparo che un guru, per la verità), per i quali le regole costituzionali e il ruolo dei diversi Poteri (Quarto incluso) sembrano solo un fastidioso ingombro sul cammino per la realizzazione di ciò che va bene a loro, ma forse non va bene a tutti gli altri italiani.
Il M5S ha certamente ottenuto un significativo risultato elettorale, ma non può contare sulla maggioranza né all’interno del Parlamento né tra gli elettori. Grillo e il puparo dovrebbero farsene una ragione e, se possibile, agire di conseguenza (tra l'altro, abbiamo già avuto il tizio decrepito che confondeva il suo bene con quello degli italiani).
Anche perché, grazie al Cielo, gli italiani, pure molti tra quelli che lo hanno votato, vedono quanto vi è d’irrimediabilmente assurdo in alcune proposte dello psiconano+barba-Mediaset, quale quella sull’abbandono dell’euro. Si vedano, sul tema, il sondaggio domenicale del Corriere della Sera e l’analisi di Mannheimer: http://www.corriere.it/politica/13_marzo_10/referndum-euro-non-entusiasma-mannheimer_7cf57f02-8944-11e2-9abc-68ed907a89d3.shtml.
Buona stampa.
Evidentemente gli italiani hanno preoccupazioni quotidiane ben diverse da quelle di chi vorrebbe realizzare, presumibilmente per sé e i propri cari, un paesello ecologista in Costarica. L’inchiesta de L’Espresso che vi ho segnalato giovedì ha provocato un po’ di reazioni, non tutte molto puntuali. Per non apparire parziale, vi propongo la ricostruzione offerta dal Fatto Qotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/08/grillo-costa-rica-nessun-investimento-sospetto-lespresso-non-ce-trasparenza/524655/.
Io un’occhiata a www.ecofeudo.com l’ho data e, per quel che ne posso capire (ma si sa, sono un po’ tonto), mi sembra un depliant pubblicitario di un progetto di sviluppo immobiliare a prevalente carattere turistico e non propriamente rivolto alla massa dei turisti. Certo, hanno rilievo le tematiche ecologiche, ma ci sono anche segnali abbastanza sconcertanti, come la diffusione maniacale della connettività e la previsione di stanze climatizzate per le attrezzature tecnologiche sensibili al calore, mura di cinta e allarmi. Mah…
E non possono mancare le mie solite domande... Ecologisti che non possono fare a meno dell’IPad o del server e della sala cinema nella stanza climatizzata al centro della villetta di bambù e pietra locale? Ecologisti che fanno gite con le loro potenti moto enduro? Ecologisti che vogliono un centro benessere all'ultimo grido? Ecologisti tanto in armonia con l'ambiente circostante e con la popolazione da circondarsi di un muro e da proteggersi con sofisticati sistemi di allarme? No, c'è qualcosa che non mi convince...
P.S. Ho scattato delle immagini di alcune pagine significative di www.ecofeudo.com, sai mai che decidessero di cambiarle...

giovedì 7 marzo 2013

I cognati, sempre i cognati


Tenere famiglia… uhm, maledettamente pericoloso. Per un politico sarebbe più prudente non aver neppure un parente, anche quando, almeno a parole, ci si presenta come un politico fuori dagli schemi, certamente anomalo, come fa lo psiconano+barba-Mediaset.
In particolare, i politici devono guardarsi dai cognati, la categoria più pericolosa, specie se con passaggi dalle parti dei Caraibi o del Centro America.
Perché questo blabla? Semplice, per introdurre le rivelazioni contenute in un articolo dell’Espresso che si occupa degli investimenti di alcuni membri dell’entourage di Grillo. L’articolo apparirà nell’edizione in edicola domani, ma sul sito ne viene anticipato il contenuto: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/grillo-lautista-e-la-cognata/2202050?ref=HRER1-1.
Attendo di leggere la versione integrale per dare giudizi, tuttavia mi pare interessante… Non c’è che dire, sembra un ottimo inizio da parte dell’uomo che ha fatto intendere a un gran numero d’italiani di rappresentare un cambio netto rispetto ai politici di “scuola classica”.
Chissà, forse questo spiega perché si nasconde e parla male (eufemismo) della stampa nazionale.
Ho detto in tempi non sospetti che Grillo non è una risorsa, ma un problema, un gravissimo problema. E più passano i giorni e più il problema si caratterizza proprio per la sua eccezionale gravità. Lo psiconano che si maschera da figlio di Goldrake appare intenzionato a completare il lavoro lasciato incompiuto dal tizio decrepito. Ed è attrezzato per riuscire, sotto la “sapiente” guida del suo guru, il cui nome, chissà perché?, mi fa venire in mente, non solo per la rima, una parola non proprio elegante: cazzeggio. Ecco, sulla scena pubblica Grillo si produce semplicemente in questo: cazzeggio. 
Peccato che l’Italia abbia bisogno di ben altro, di qualcuno che affronti i problemi in modo serio, equilibrato, possibilmente anche equo. Non ha bisogno di un altro che, come il suo maestro rinnegato, concepisce la politica non già come studio e azione lenta e ponderata, ma come uno sterile profluvio di proclami, slogan, promesse e minacce.
E, guarda caso, oggi il tizio decrepito e il suo migliore discepolo (che, però, si comporta come Pietro) si lanciano in accuse veementi contro i loro peggiori nemici: i giudici, per il primo, e la stampa, per il secondo. Ovvio. Se non si hanno argomenti per difendersi, si sceglie la strategia dell’attacco violento e si rovesciano insulti sui presunti avversari… Niente di nuovo.
Veniamo alle cose serie, perché importante è capire che siamo caduti dalla padella del tizio decrepito nella brace di Baby Goldrake. Ecco, dal Corriere di oggi, l’editoriale di Giovanni Sartori: http://www.corriere.it/editoriali/13_marzo_07/sartori-firmamento-dei-sogni-costosi_fe7d7236-86ed-11e2-82ae-71d5d7252090.shtml.
Buona stampa. Chiaro e netto, come si deve.
Peccato che la voce di Sartori e degli altri che ancora ci aiutano, se ne siamo capaci, a riflettere e a capire rimanga in gran parte inascoltata. Oggi, purtroppo, in Italia solo chi grida sciocchezze, purtroppo, viene ascoltato; è sempre più esiguo il numero di chi sa o vuole sforzarsi di sentire e comprendere le parole di chi si esprime con un tono di voce normale.
Non riesco nemmeno a pensare a un brano musicale che ci consoli.