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domenica 16 ottobre 2016

Cerini accesi e memorie corte

Il governo ha varato la legge di bilancio per il 2017. Si tratta, ovviamente, solo del progetto di legge di bilancio, che dovrà essere approvata dal Parlamento e si sa come vanno queste cose…
Cronaca.

domenica 9 ottobre 2016

Paragoni arbitrari e dimenticanze di comodo

Se andate sul sito di The Guardian adesso vedrete, tra i titoli in maggior rilievo, quello che porta a un articolo in cui si da conto di una votazione all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: https://www.theguardian.com/world/2016/oct/08/russia-vetoes-un-resolution-syria-bombing-aleppo.
Buona stampa. Se, sempre in questo istante, cercate la notizia sui siti dei maggiori quotidiani italiani, non la trovate (io ho fatto la prova sui seguenti: Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica e Il Sole 24 Ore; il Corriere cartaceo ha confinato la notizia in un trafiletto a pagina 16). Troverete, però, preziosi articoli che si occupano, ad esempio, del battesimo del figlio di Nichi Vendola o del ricco indiano che, a Dubai, ha pagato 8 milioni di euro per una targa automobilistica.

lunedì 12 ottobre 2015

Vuoto


Cominciamo con un’immagine che ho scovato in rete e che ho deciso di proporvi quasi d’impulso. Il senso di questa immagine mi sembra immediatamente evidente: l’Europa ha perso il suo ruolo nel mondo.

giovedì 28 maggio 2015

I nemici dei miei amici sono miei nemici?


Nella vicenda della FIFA, ovviamente, sono tutti innocenti fino a che non si avrà una sentenza definitiva di condanna. D’altro canto, la presunzione d’innocenza si applica anche gli investigatori responsabili delle indagini e degli arresti, sia perché non si vede quale possa essere il loro tornaconto sia, soprattutto, perché si è realizzata un’identità di vedute tra gli inquirenti americani e quelli svizzeri, la cui prudenza credo si possa considerare proverbiale. Alla luce di quanto precede, sembra di poter dire che, una volta di più, Vladimir Putin ha perso un’occasione per stare zitto.

domenica 1 marzo 2015

Un cittadino comune certo, che si batteva contro un tiranno


Il Financial Times ieri ha dedicato un articolo molto bello a Boris Nemtsov (o Nemzov nella grafia dei giornali italiani): http://www.ft.com/intl/cms/s/2/57ef1530-bf41-11e4-99f8-00144feab7de.html#axzz3T8uehv00.
Buona stampa.
Buona stampa.
Ha ragione Toscano nel sottolineare che la morte di Nemzov è, come altre morti e altri eventi, frutto dell’incapacità della Russia di percorrere il cammino dal regime sovietico alla democrazia. E, tuttavia, è difficile non osservare che c’è una ragione per cui quel processo non si è realizzato. Una ragione che ha un nome e un cognome: Vladimir Putin.
Non mi stancherò di ribadire quanto sia pericoloso il delirio di onnipotenza di un uomo che si è formato occupandosi delle “vite degli altri” e dando istruzioni al Ministero della Sicurezza Nazionale della DDR, noto come Stasi, l’organizzazione che svolgeva i lavori più sporchi per conto del KGB.
Riprendo una frase molto significativa dell’articolo del Financial Times: Ever since he was elected in 2000 on the promise to crack down on criminality and enforce a “dictatorship of the law”, Putin has singularly failed to uphold the effective rule of law.
Della legge, se mai davvero ne avesse avuto rispetto, Putin ormai da tempo non si preoccupa minimamente.
Per la battaglia quotidiana dalla parte della musica, oggi ci concediamo un altro blues. Ascoltiamo Muddy Waters che interpreta Feel Like Going Home, un classico.


mercoledì 11 febbraio 2015

Un nuovo Don Chisciotte


L’alba si è colorata di rosso non solo nel cielo, ma anche sull’asfalto e sulla terra ucraini. Non imprevedibilmente: il lancio di razzi di ieri ha dato luogo a una ritorsione, seguita, apparentemente, da una contro ritorsione. Forse va bene così: normale spargimento di sangue da far pesare al tavolo del negoziato previsto a Minsk.
Un aggiornamento da Il Sole 24 Ore, firmato da Alberto Negri, esperto di politica internazionale: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-11/ucraina-strage-continua-45-morti-un-giorno-notte-vertice-minsk-103641.shtml?uuid=ABTidtsC.
Cronaca. Oltre a questo pezzo scritto per l’edizione on line, Negri ha firmato un commento pubblicato sul cartaceo odierno che vi suggerisco di leggere: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-02-11/putin-piu-pericoloso-milosevic-075011.shtml?uuid=ABUZqqsC.
Buona stampa.
Sempre in tema, anche il Corriere della Sera offre un commento che mi pare meriti di essere letto. E’ scritto da Bernard-Henry Lévy, il filosofo francese, s’intitola La minaccia di Putin chiama l’Europa a nuove responsabilità e non è disponibile on line. Lavora, perciò, lo scanner.


Buona stampa. Negli ultimi anni, in molti suoi articoli, Lévy ha sostenuto la necessità che l'Europa appoggiasse tutte le rivolte popolari, soprattutto quelle nei paesi arabi. Quest’orientamento ha probabilmente influenzato la decisione francese di intervenire in Libia, di fatto costringendo altri Paesi occidentali a fare altrettanto, col bel risultato che sappiamo: non un punto a favore del filosofo, anzi. Io, però, riesco a liberarmi dai pregiudizi e l’analisi di Bernard-Henry Lévy sulla situazione ucraina e, soprattutto, su Putin mi trova d’accordo.
Auguriamoci che il Presidente russo sappia cogliere, come suggerisce Obama, l’opportunità che gli viene offerta dall’incontro di Minsk.
Veniamo alle faccende di casa e lo facciamo con la vignetta di Giannelli dal Corriere di oggi, che mi sembra cogliere bene l’essenza del rapporto tra Salvini e Berlusconi. Anche qui abbiamo bisogno dello scanner.


Come detto, con Salvini non sono d’accordo su nulla, salvo in fatto di donne (almeno per quel che riguarda la sua presunta attuale fiamma). E la sua battaglia per l’uscita dell’Italia dall’Euro è una farneticazione sulla quale esistono fior di commenti da parte di persone molto più competenti di me, mi limito a segnalarvi un esauriente pezzo (già segnalato a suo tempo) di Angelo Baglioni da LaVoce.info: http://www.lavoce.info/archives/18592/uscire-euro-no-grazie-europa-crisi/.
Buona stampa.
Il problema di Salvini, purtroppo, è che non si cura molto della relazione tra ciò che propone e ciò che si può effettivamente fare. Ieri sera mi è capitato di ascoltare un breve pezzo della trasmissione de La7 Di martedì proprio mentre parlava il Segretario della Lega. A parte il fatto che, ancor più di certi lacchè del tizio decrepito, Salvini non lascia mai parlare chi la pensa diversamente da lui, riesce anche a enunciare proposte del tutto irrealistiche, buttate là giusto per conquistare l’approvazione di qualche sprovveduto incapace di comprendere con quale materia sono assemblate.
Tra le altre, ieri, per esempio, ha sostenuto che le truppe della Nato, anziché andare a fare la guerra alla Russia come, secondo lui, starebbero facendo, dovrebbero andare a combattere l’Isis e tutti gli altri movimenti islamici attivi tra l’Africa e l’Asia. Ecco il video da YouTube:


Quanto vi sia di ragionevolezza e di fattibilità in questa idea, mi sembra non sia neppure il caso di dire.