Visualizzazione post con etichetta Joni Mitchell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Joni Mitchell. Mostra tutti i post

domenica 21 febbraio 2016

La sua eredità sarà migliore?

La settimana appena trascorsa ha avuto un andamento relativamente tranquillo sui mercati finanziari.
I principali indici mondiali venerdì 19 si trovavano a un livello più alto rispetto a venerdì 12, pur in presenza di una volatilità ancora elevata. Vediamo un grafico che raffronta l’andamento negli ultimi trenta giorni dei maggiori mercati borsistici. L’ho generato su Bloomberg considerando le borse di Wall Street, Tokyo, Parigi, Londra, Francoforte, Zurigo e Milano.


domenica 8 novembre 2015

Selezione di che specie?

Le qualità e i difetti umani congeniti, quelli che già possediamo alla nascita, sono ovviamente distribuiti in maniera uniforme nella popolazione mondiale. Poco importa dove uno viene al mondo: un bambino nato a Mumbai, ad esempio, può avere le medesime capacità intellettive di quelli nati a San Francisco o Nairobi o Osaka. Certo, l’ambiente in cui vivrà e gli stimoli che riceverà influenzeranno grandemente lo sviluppo di quelle capacità originarie (e potenziali), ma nulla vieta che diventi anche più intelligente e capace dei suoi coetanei venuti al mondo altrove.

martedì 9 giugno 2015

Non sarà impresentabile, ma certo maDelucato (copyright Gramellini)


Partiamo dall’Italia, in particolare dalla Campania, dove il nuovo Presidente, De Luca, sembrerebbe aver deciso di pagare il conto a una parte dei suoi elettori. Ve lo faccio raccontare da Massimo Gramellini nel Buongiorno di oggi: http://www.lastampa.it/2015/06/09/cultura/opinioni/buongiorno/il-madelucato-W9lBB0dosTN21zrPglf7mN/pagina.html.
Buona stampa. Meglio non aggiungere nulla.

mercoledì 27 maggio 2015

Gli Impresentabili? Una farsa italiana


La notizia del giorno, non posso nasconderlo, è di quelle che leggo con un misto di sconcerto e di soddisfazione. Ovviamente alludo alla retata di dirigenti della FIFA effettuata dalla polizia svizzera su indicazioni della magistratura americana. Ecco il resoconto da La Stampa: http://www.lastampa.it/2015/05/27/sport/dagli-usa-accuse-di-corruzione-ai-vertici-fifa-arresti-in-svizzera-ZAIf3arc51BdXesEKw3kKI/pagina.html.
Cronaca. La sola osservazione è una previsione: questa indagine arriverà a una conclusione, quale che sia, assai prima di buona parte di quelle in corso in Italia sulle varie puntate del “Calcioscommesse”. E una domanda: quanto ci vorrà prima che si cominci, anche a livello internazionale, a fare un po’ di pulizia nel mondo dello sport, non solo del calcio?

martedì 26 maggio 2015

L'Europa dell'incertezza


Il sito LaVoce.info riferisce di una proposta di legge presentata al Senato che mirerebbe, in apparenza, a replicare in Italia il Freedom of Information Act in vigore negli Stati Uniti. Si tratta di una legislazione importante, che sicuramente svolge un ruolo cruciale nel garantire trasparenza nei rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini americani.

giovedì 30 aprile 2015

Chissà perché hanno impiegato qualche mese?


Questa mattina, il direttore uscente del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, si è congedato dai lettori con un pezzo che credo sia giusto leggere: http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_30/saluto-lettori-direttore-de-bortoli-risultati-prospettive-sistema-corriere-f5e2b332-eefd-11e4-a9d3-3d4587947417.shtml#.
Buona stampa. Un articolo scritto con il consueto garbo, piacevolmente semplice, privo di spunti che suscitino emozioni appena un po’ intense. Un tipico editoriale di de Bortoli. Non credo si possa dire che è stato un cattivo direttore. Non credo, però, che si possa neppure dire che è stato un “grande” direttore.

domenica 5 aprile 2015

Good luck, Joni


Per iniziare, oggi vi propongo la lettura di un articolo non più fresco di giornata: è apparso su Il Sole 24 Ore mercoledì scorso. L’autore, Marco Moussanet, analizza le conseguenze che Lufthansa, proprietaria di Germanwings, potrebbe subire per il disastro aereo dell’Airbus caduto sul Massiccio dei Tre Vescovadi. Al di là delle dimensioni dei risarcimenti che vengono prospettati (capaci di suscitare preoccupazione anche in un’azienda solida quanto la compagnia tedesca), mi ha colpito la ricostruzione di quanto accaduto ad alcuni vettori interessati da tragedie analoghe. Potete leggere il pezzo qui: http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-04-01/lufthansa-rischia-risarcimenti-senza-limiti-080643.shtml?uuid=ABdVUiID&fromSearch.
Buona stampa. Non credo pensino lo stesso i dirigenti della compagnia tedesca, impegnati a fare gli scongiuri.

domenica 15 febbraio 2015

Se l'orizzonte è ieri...


Voi tre già lo sapete che, quando inizio o concludo il post con Gramellini, gli argomenti sono spiacevoli. E oggi, ancora una volta, proprio di argomenti spiacevoli vi parlo. E tenete presente che sto contando da qualche giorno, avrò contato fino a dieci qualche miliardo di volte…
Buona stampa. Il tizio decrepito è… è… come dire? Stantio? Sì, è quantomeno stantio. Vorrei che se ne rendessero conto soprattutto quelli che lo hanno votato e che si decidessero a trovare qualcuno di migliore per guidare il centrodestra.
Proseguiamo, senza rispettare l’ordine cronologico. E l’argomento è lo spettacolo offerto dal Parlamento italiano nella notte tra venerdì e sabato. Se dovessi scrivere quello che penso, faticherei troppo a non usare espressioni pesanti, perciò mi affido a un commento che, quasi con distacco, dice fino a che punto la classe politica italiana sia arrivata per affermarsi come la più mediocre e inetta del mondo civile (a proposito, un Paese che può vantare una simile schifezza può ancora considerarsi civile?). Il commento che vi propongo è quello di Paolo Pombeni su Il Sole 24 Ore di ieri: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-02-14/la-parodia-aventino-e-sindrome-napoleone-094845.shtml?uuid=AB20CnuC&fromSearch.
Buona stampa.
E veniamo agli argomenti più pesanti: Ucraina e Libia. Sto contando da quando ho saputo dell’accordo per la tregua nel conflitto ucraino. E’ normale che trascorra qualche ora prima che un simile accordo produca i suoi effetti. Che trascorrano quasi tre giorni lascia a dir poco perplessi e suggerisce molte domande. Della questione libica mi ero occupato indirettamente parlando di Bernard-Henry Lévy, adesso è esplosa sulle prime pagine dei giornali perché se n’è accorto anche il nostro Ministro degli Esteri. Di Ucraina e Libia, oltre che di Grecia, si occupa Angelo Panebianco nell’editoriale di oggi del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/editoriali/15_febbraio_15/ucraina-grecia-libia-mai-stati-cosi-insicuri-9b0dc464-b4e3-11e4-b826-6676214d98fd.shtml#.
Buona stampa. Non sono certo in grado di attenuare il senso di oppressione con cui si giunge alla fine dell’articolo di Panebianco. Al contrario, nel leggerlo ho pensato che l’Europa di oggi, quell’Europa apparentemente pacificata dal disegno comunitario, rischia di tornare a essere all’origine d’instabilità e anche di conflitti. Il disegno comunitario, infatti, si è arenato da tempo e alla genialità e alla determinazione di Adenauer, De Gasperi, Monnet e Schuman si è sostituita l’ottusità dei burocrati e l’insipienza dei politici, quest’ultimi preoccupati solo delle prossime elezioni nazionali e in larga maggioranza nemmeno pallide imitazioni dei giganti che immaginarono l’Europa unita.
Non mi resta che proporvi un brano di Joni Mitchell, che già sapete essere una delle mie cantanti preferite. Il titolo è Amelia: il pezzo, infatti, è dedicato ad Amelia Earhart (http://en.wikipedia.org/wiki/Amelia_Earhart), leggendaria pioniera dell’aviazione, scomparsa durante il tentativo di circumnavigare il globo. Una donna che amava gli orizzonti ampi...


domenica 25 agosto 2013

Lo "statista" smascarato


Il fatto del giorno, ça va sans dire, è la riunione della servitù a casa del padrone svoltasi ieri.
Cronaca. E navigando qua e là ne troverete in abbondanza. In realtà, magari sbaglio, leggere questi resoconti importa poco. Il problema non è sapere cosa ha detto quel valletto o quella servetta. Il problema è capire cosa ha in testa il tizio decrepito e fino a che punto vorrà anteporre, per l’ennesima volta, agli interessi degli italiani i suoi. E a nulla servono gli editoriali come quello di Pierluigi Battista sul Corriere di oggi (http://www.corriere.it/editoriali/13_agosto_25/la-corda-si-sta-spezzando-battista_6190dc12-0d4b-11e3-a0ce-befba0269146.shtml).
Stampa così e così. Perché sostanzialmente inutile, destinata a restare lettera morta. C’è forse qualcuno pronto a illudersi che le parole di Battista riescano a incrinare la smisurata considerazione di sé e delle proprie faccende personali di cui Berlusconi ha dato prova nei vent’anni di presenza sulla scena politica italiana?
E poi, francamente, mi sarei aspettato che, a questo punto, quello che si ritiene il più autorevole quotidiano italiano si schierasse con maggiore coraggio, con maggiore fermezza e, magari, con la voce forte e chiara del suo Direttore. Mi dispiace e mi stupisce (non tanto, per la verità) che De Bortoli abbia ritenuto di non farsi sentire.
Non mi stupisce, invece, leggere il commento di Scalfari su Repubblica. Le posizioni del quotidiano di Carlo De Benedetti sono note e, uno dei miei tre lettori mi perdonerà per quello che sto per scrivere, sono le opinioni di un giornale di partito, non di un quotidiano indipendente. Questo il link all’editoriale di Scalfari: http://www.repubblica.it/politica/2013/08/25/news/silvio_il_rais_che_porta_al_disastro_il_paese-65245675/?ref=HREA-1.
Stampa così e così. Dice cose in parte condivisibili, ma traspare sempre quella nota faziosa e astiosa che, sbaglierò, non dovrebbe trovarsi nei commenti di un quotidiano indipendente.
Se devo proprio confidarvi la mia preferenza, oggi mi piace pagina 11 del Sole 24 Ore, che ospita un pezzo di Roberto D’Alimonte molto chiaro sui collegamenti tra quadro politico e decisioni in materia di legge elettorale e altri articoli che aiutano a riflettere, non forniscono opinioni da sposare senza riserve. Purtroppo nessuno di questi, al momento, è disponibile nella versione on line.
Buona stampa.
Vi toccherà comperare l'edizione cartacea, il che, lo dico senza incertezze, non sarebbe poi una cattiva idea. Nell’abitudine a leggere gratuitamente i quotidiani si annida un serio pericolo per la qualità della stampa. Un pericolo tanto più grave in un paese come il nostro, dove esiste un serio problema di concentrazione del mercato dell'informazione. Un problema che, chissà perché?, negli ultimi vent’anni si è aggravato.
Adesso vi propongo un brano musicale per darvi un po’ di sollievo. E’ un piccolo estratto da un album di cui abbiamo già parlato, Shadows and Light di Joni Mitchell. Il pezzo che vi propongo è l’assolo di Pat Metheny. La qualità video è molto modesta, ma quella musicale è eccellente.


Fatto questo, posso andarmene fuori.

domenica 19 maggio 2013

Ci sono padri e Padri...


Quello di oggi sarà un post piuttosto lungo e quasi interamente debitore ad articoli del Sole 24 Ore, non soltanto quello odierno.
Il primo pezzo è di Donato Masciandaro e si occupa di questioni economiche, quelle che, negli ultimi tempi, ho trascurato per dedicarmi alla politica italiana. L’articolo mette in luce come, a distanza di sei anni dai primi segni della crisi finanziaria, permangano molti degli elementi che l’hanno causata e come vi sia una sorta di alleanza tacita tra alcuni governi e le banche, ossia le istituzioni che hanno ideato e creato i meccanismi perversi all’origine del disastro apertosi ufficialmente con il fallimento di Bear Stearns all’inizio del 2008 e quello di Lehman Brothers a settembre. Questo il link al pezzo di Masciandaro: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-05-19/stipendio-banchieri-liquidita-imprese-141031.shtml?uuid=AbyTRFxH&fromSearch.
Buona stampa. Non è soltanto il Regno Unito ad aver mancato e a mancare di coraggio nel predisporre misure in grado di impedire il ripetersi dei comportamenti che hanno portato al tracollo iniziato con i mutui subprime nel 2007. La stessa riluttanza si trova negli Stati Uniti e altrove.
Detto in poche parole, sono passati sei anni senza che si creassero meccanismi capaci di ridurre la propensione all’azzardo delle istituzioni finanziarie, siano esse banche o altro, e che si eliminassero i legami che possono consentire il contagio a livello di sistema. E su questo stato di cose s’innesta uno straordinario moltiplicatore di rischio: la liquidità che viene immessa dalle banche centrali (da quelle di Usa, Regno Unito e Giappone in primo luogo, ma anche dalla BCE). Un’enorme massa di denaro che gli istituti di emissione forniscono al sistema bancario internazionale con l’intento di favorire o accelerare la ripresa dell’economia, e che viene, al contrario, indirizzata a investimenti in strumenti che garantiscano i rendimenti più elevati, per natura associati a rischi elevati.
Con il che si verifica il paradosso che paesi come la Grecia, dalla quale l’altro ieri gli investitori fuggivano accettando pesanti perdite pur di chiudere ogni partita, oggi sono diventati i più appetibili. Quegli stessi operatori che hanno contribuito a mettere in ginocchio l’economia greca speculando contro di essa appena un anno fa, oggi corrono a comperare titoli di stato e azioni ellenici.
La speculazione è un male necessario, un elemento ineliminabile delle economie di mercato, capace spesso di attenuarne alcuni difetti. Il problema è che, negli ultimi decenni, ha assunto dimensioni assolutamente esagerate e che ha saputo irretire la politica in maniera da evitare qualsiasi forma di regolamentazione. Le bolle speculative si susseguono, non contrastate, anzi favorite dai governi e dalle banche centrali. I banchieri e i gestori delle istituzioni finanziarie ne approfittano, intascano stipendi fuori misura e scaricano sulla collettività il prezzo dei loro errori. E, già, perché alla fine il conto lo paghiamo sempre noi.
Torniamo in Italia, con un articolo di Sergio Fabbrini dedicato alle riforme istituzionali (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-05-19/governabilita-mosse-142050.shtml?uuid=Abt7ZFxH&fromSearch).
Buona stampa. Dubito che trovi ascolto da parte di chi dovrebbe, invece, essere tutto orecchi…
E veniamo a un tema diverso, forse più leggero o forse no. Anzi, sicuramente no.
Venerdì il Sole 24 Ore aveva offerto un’interessante ricostruzione del lavoro svolto dalla Procura di Milano in relazione al cosiddetto processo Ruby, nel quale è imputato il tizio decrepito. Dico interessante perché, pur essendo tutto in gran parte noto, l’articolo di Cesare Balbo è un utile ripasso (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-17/processo-ruby-spese-berlusconi-071212.shtml?uuid=AbnMAewH).
Cronaca. Senza voto, ma preziosa. Che in anni come quelli attuali possa esistere qualcuno che, per quanto ricco, decide di mettere in piedi un sistema del genere per organizzare feste, francamente, lascia piuttosto… piuttosto infastiditi. E questo vale anche se, come sostengono l’interessato e il suo collegio di difesa, non si trattava dei baccanali descritti da qualcuno, ma di cene eleganti. E mi sembra che il fastidio possa soltanto essere aggravato dal fatto che il protagonista di queste vicende occupava allora una delle più alte cariche della nostra povera Repubblica.
Io continuo a pensare che quanto più importante è la posizione di un individuo, tanto maggiore deve essere il suo senso di responsabilità e la sua preoccupazione di fornire in ogni circostanza un buon esempio. Direi che il tizio decrepito, sotto questo profilo, non ha mai brillato. E i nostri geniali giornalisti non trovano di meglio da fare che andare a sentire cosa pensa, riguardo al “processo Ruby”, la figlia maggiore del tizio decrepito. Posso sbagliare, ma credo che difficilmente i giornalisti tedeschi o americani si sarebbero preoccupati di chiederle la sua opinione. Ad ogni modo, la figlia difende il padre, anche se io, al posto suo, mi preoccuperei per la dimensione di certi flussi di denaro. Ne avrà anche tanti, ma insomma…
Più seriamente, vorrei suggerire sia al tizio decrepito che alla sua figliola la lettura di questo articolo di Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-19/papa-prete-giovane-cani-081109.shtml?uuid=Ab36CCxH&fromSearch.
Buona stampa. Anche chi, come me, è sostanzialmente estraneo alle vicende religiose, non può che nutrire ammirazione e fiducia per il modo in cui opera il Papa. 
Voglio riprendere alcune delle parole di Monsignor Bruno Forte: Le scelte di sobrietà nello stile di vita ne sono un altro. In un mondo segnato da una profonda crisi etica, prima ancora che economico-finanziaria, mentre si riscopre l'urgenza della sobrietà nelle scelte personali e della solidarietà in quelle relazionali, il messaggio che arriva dal Papa venuto dalla fine del mondo risulta più che mai attuale e necessario.
Prima di chiudere, faccio un po’ di pubblicità: questa sera Report si occupa delle fondazioni politiche (e del loro finanziamento), argomento a me assai caro, come forse ricorderete. Ecco, dal sito del Corriere, un’anticipazione sul contenuto della puntata:
Come potrei, dopo avervi annoiato così a lungo, chiudere senza offrirvi un ascolto musicale? Scelgo un musicista americano che ho citato solo indirettamente parlando di Joni Mitchell. Si tratta di Pat Metheny, un chitarrista molto popolare che si è mosso con successo in territori in cui si fondono generi diversi.
Vi propongo un’esecuzione dal vivo di uno dei suoi brani più famosi Are You Going With Me?


domenica 18 novembre 2012

Anche di questi due non abbiamo bisogno. Lei, invece...


Oggi riparliamo (molto rapidamente, lo prometto) di Rutelli, giusto perché è uno dei politici che, con una votazione segreta in Commissione Giustizia (sic) del Senato, ha reintrodotto il carcere per i giornalisti. Lascio alla parole di Aldo Grasso, dal Corriere della Sera di oggi, il compito di mettere una pietra sopra di lui: http://www.corriere.it/politica/12_novembre_18/rutelli-risentimento-reato-diffamazione_efaea6ae-3151-11e2-b54b-5890948d86c8.shtml.
Buona stampa. Rutelli mi sembra intenzionato a confrontarsi con Formigoni sul terreno dell’antipatia, dell’arroganza e della nocività per gli italiani. E’ in politica da sempre: si togliesse dai piedi! Nessuno sentirà la sua mancanza.
E per restare nel campo dei campioni della classe politica italiana, vi propongo, in ritardo, il Gramellini di ieri, semplicemente perfetto:
Buona stampa. Nemmeno una parola in più: c’è tutto, compresa la critica a Monti che, sul punto del controllo della spesa, onestamente, ha poco da vantarsi.
Lasciamo perdere… tempo di musica. Uno dei miei tre lettori, che ha capito che basta lusingarmi per ottenere un immediato riconoscimento, ha apprezzato gli ascolti di Joni Mitchell che vi ho proposto in passato.
Nel giugno del 1979, con l’uscita di Mingus, splendido album dedicato al grande (in tutti sensi) bassista jazz, si può considerare compiuto il percorso che aveva portato Joni Mitchell a fondere nella propria musica esperienze di varia matrice, ottenendo, a mio modesto parere, risultati eccellenti.
Sempre nel 1979, proprio per celebrare l’uscita del nuovo album, Joni Mitchell andò in tournee negli Stati Uniti. Anche la formazione che l’accompagnava allora era espressione della ricerca di sonorità diverse da quelle proprie del primo periodo d’attività della cantante canadese.
Con lei sul palco, infatti, c’erano: Michael Brecker ai sassofoni (un altro musicista di cui piangiamo una morte prematura), Jaco Pastorius al basso (anche lui morto molto giovane), Pat Metheny alla chitarra, Lyle Mays alle tastiere (successivamente colonna del Pat Metheny Group), Don Alias alla batteria. Tutti nomi di grande importanza nella storia recente del jazz e non solo.
Il gruppo che fungeva da supporto, The Persuasions, era un notevole complesso vocale.
Nell’agosto del 1979 io ebbi la fortuna di sedere sulle tribune del centrale di Forest Hills, lo stadio, non più usato per il tennis, che ospitò la tappa newyorkese della tournee. E posso soltanto dire che la ricordo ancora come una delle esperienze musicali più belle che ho vissuto. Da quella tournee fu tratto un album memorabile, intitolato come il primo brano che vi faccio ascoltare: Shadows and Light, nel quale è accompagnata da The Persuasions. E’ un brano che mi sembra avere una solennità straordinaria e che ha un testo di rara intensità, che potete trovare sul sito di Joni, che merita una lunga visita, perché è ricco d’informazioni, strutturato molto bene e celebra anche il grande talento pittorico e grafico della cantante (http://jonimitchell.com/music/song.cfm?id=14).



Il secondo è Hejira, probabilmente uno dei miei prediletti tra i tantissimi capolavori di Joni Mitchell. Purtroppo non è la versione dal vivo della tournee (che non sono riuscito a trovare su YouTube), ma quella dall’album intitolato come il pezzo. Manca il sassofono di Michael Brecker, ma in compenso c’è il basso di Pastorius. Struggente. Le parole le potete trovare qui: http://jonimitchell.com/music/song.cfm?id=234.


lunedì 22 ottobre 2012

Brain storming


Credo siamo d’accordo sul fatto che nei maggiori partiti italiani, ma anche in quelli meno grandi, regni una rimarchevole confusione. Questo, se non gettasse pesanti ombre sul futuro dell’Italia, potrebbe anche far sorridere per le assurdità prodotte giornalmente dai dissidi interni tra esponenti anche di notevole importanza (è tutto relativo, ovviamente, e non serve far nomi, ma, come si dice: in terra caecorum monoculus rex. Questo abbiamo e questo, almeno sino alle prossime elezioni, ci dobbiamo tenere).
Ammetto, sono di parte, ma mi pare che il disordine sia più accentuato e più grave nel centrodestra, nel quale volano stracci da quel dì (quello del famoso ”che fai, mi cacci?” detto dal parente degli immobiliaristi monegaschi).
Ammetto, inoltre, di essere ancor più di parte nel sostenere che tale stato di cose è dovuto soprattutto al modo di agire di Berlusconi, da sempre preoccupato da vicende che, con l’interesse nazionale e collettivo, avevano e hanno poco a che fare. Non mi addentro su questo tema: è una mia personale opinione. Osservo, e su questo credo che difficilmente posso essere contraddetto, che per Berlusconi l’apparenza conta più di qualsiasi altra cosa. Lo dice, sia pure nel suo modo piuttosto obliquo e in un articolo particolarmente contorto, persino Giuliano Ferrara su Il Giornale (di famiglia): http://www.ilgiornale.it/news/interni/quei-saggi-anziani-pronti-farsi-parte-848847.html.
Stampa così e così. Se si vuol forzare la realtà per farla aderire alle proprie convinzioni, inevitabilmente, si finisce incartati anche quando si è intelligenti e colti (molto intelligenti e molto colti) come Ferrara.
Che anche dalla parte del Pd debbano arieggiare le stanze non si discute e, purtroppo, con il passare dei giorni a sinistra vengono fuori le contraddizioni di un partito che non ha saputo liberarsi di troppi fantasmi del passato e di troppi signori che hanno di sé un’opinione assai alta. Troppo alta.
Torniamo al Pdl il cui futuro sembra non affidato alle mani di Alfano quanto piuttosto al team di cervelli che Berlusconi ha chiamato attorno a sé per decidere come muoversi. Un team che, a quanto pare, è composto prevalentemente di donne, tutte note per i loro eccellenti curriculum di studio (anche se non sempre attendibili) e le cattedre conquistate nei migliori atenei del mondo.
Il Corriere della Sera dedica un occhio di riguardo al difficile processo di rinnovamento in atto nel centrodestra e a questo susseguirsi di brain storming al più alto livello intellettuale e culturale planetario. A farlo è, in particolare, Fabrizio Roncone, il quale, in rapida successione, ha raccolto il meglio del pensiero di due delle consigliere più ascoltate di Berlusconi. Merita che leggiate entrambe le interviste: ve le propongo in ordine cronologico e anticipo che sono a Mariarosaria Rossi e Micaela Biancofiore. Ecco il link: http://www.corriere.it/politica/12_ottobre_21/per-il-cavaliere-pdl-non-finito-bunga-bunga-diciamo-squit-squit-roncone_3a3d717c-1b4b-11e2-9e30-c7f8ca4c8ace.shtml e
Buona stampa. Roncone, quando non ha di fronte la Santanchè, si ricorda chi è. Le due intervistate, invece, forse dovrebbero parlarsi, di tanto in tanto… Un’osservazione personale sulla Biancofiore. Mi è capitato di vederla qualche giorno fa a Otto e mezzo: aveva appoggiato sul tavolo un tablet. E mi sono chiesto a che accidente (avrei voluto scrivere ben altro!) le servisse: la sola risposta che sono riuscito a darmi è che, nella nostra epoca tecnologica, i pupari non si servono dei fili, ma di internet…
Torniamo a bomba: chiunque vinca nel centrosinistra avrà vita facile se Berlusconi si affida a consigliere di simile caratura. Il che, però, non vorrà dire che gli italiani voteranno per Renzi o Bersani o, quasi peggio che peggio, per Vendola… Questi signori non possono illudersi di convincere a votarli la maggioranza imponente di elettori intenzionati, in vario modo, ad astenersi.
Meglio che mi fermi qui, prima di arrivare a parlare di un’ipotesi che mi rifiuto di considerare. E consoliamoci con il miglior farmaco per lo spirito.
Joni Mitchell fa parte del nocciolo duro. Insieme a pochi altri è una passione destinata a seguirmi per sempre. Si tratta di un’artista eccezionale, che ha percorso con immensa curiosità e straordinario amore la musica degli ultimi, fatico a scriverlo, cinquant’anni.
Stasera sono in vena di esagerare e di ripetere il giochino delle molteplici versioni. Il brano è River, tratto dall’album Blue, quello in cui comincia il graduale avvicinamento alla musica jazz, un processo che, a mio modesto parere, ha permesso a Joni Mitchell di esprimere interamente il suo valore.
Ve ne propongo tre versioni.
Cominciamo con l’originale di Joni.


Segue poi quella tratta dal disco che Herbie Hancock le ha dedicato (e che s’intitola come la canzone: River: the Joni Letters) cantata da Corinne Bailey Rae e con il sax di Wayne Shorter.


Per finire quella di Madeleine Peyroux e k.d. lang.


Penso che mi sarete più grati per questa splendida musica che per le righe, forse troppe, che precedono… 

mercoledì 1 agosto 2012

Una scheggia qua, una fenditura là 2


Sempre sul tema e quasi in tempo reale:
Alla fine salterà fuori che è colpa di John Smith e di Linda Brown, che ovviamente saranno stati licenziati e avranno restituito i bonus. Il Chairman e il CEO, ossia quelli che comandano, saranno ancora al loro posto e avranno in cassa i loro bonus.
Shine on Vegas and Wall Street. Place your bet.
E’ un verso di Shine di Joni Mitchell, che vi avevo consigliato di ascoltare domenica.
I mercati finanziari sono indispensabili, ma è indispensabile anche che qualcuno faccia finalmente un po' d'ordine.

domenica 29 luglio 2012

Un po' per farvi arrabbiare, un po' per distrarvi


Scommettiamo che ci vuol poco per guastarvi questa calda domenica di fine luglio? O, per dir meglio, per guastarla a quei pochi che vorranno perdere tempo con i miei suggerimenti.
Cominciamo dalle più recenti statistiche sulle presenze dei deputati nel corso delle votazioni di Montecitorio.
Ho trovato la notizia sul Corriere della Sera e, per curiosità, sono andato a cercarla anche sui siti degli altri principali giornali italiani, senza riuscire a trovarla (ammetto di aver fatto una ricerca veloce, perciò potrei sbagliare e mi auguro che venga da voi qualche smentita).
Vi indico, quindi, l’articolo del quotidiano milanese, firmato da Valentina Santarpia: http://www.corriere.it/politica/12_luglio_29/deputati-assenze-uno-su-cinque_4b20b864-d93d-11e1-baf7-133d6e5f95b5.shtml.
Buona stampa.
Sarò prevenuto, ma che non ne parlino il Giornale e Libero, tanto per non indicare qualche testata indifferente alla notizia, mi sembra che si possa spiegare visti i nomi dei primi nella classifica degli assenteisti. Anche se, bisogna riconoscerlo, il povero Ghedini ha parecchio da fare con quel cliente birichino che si ritrova.
Sempre dal Corriere e sempre per guastarvi la giornata l’editoriale di oggi, firmato da Sergio Rizzo: http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_29/gli-smemorati-del-bel-paese-sergio-rizzo_f27c52be-d945-11e1-baf7-133d6e5f95b5.shtml.
Buona stampa.
Riprende parte degli argomenti del pezzo di ieri, di cui vi avevo parlato senza potervi indicare il link (tra l’altro non è ancora disponibile). Penso che, ammesso siate passati indenni attraverso la lettura dell’articolo di Santarpia (ma non lo credo), quello di Rizzo riuscirà a farvi arrabbiare.
Davvero hanno facce di bronzo…
Ci avviamo verso la conclusione. Dopo avervi irritato, spero di indurvi al sorriso. Vi indico il collegamento alla vignetta odierna di Giannelli, che non farà piacere al nostro Presidente del Consiglio, ma, purtroppo, è tutt’altro che infondata (http://www.corriere.it/foto_del_giorno/giannelli/12_luglio_29/giannelli_e14bdd8a-d944-11e1-baf7-133d6e5f95b5.shtml).
Buona stampa.
E, come spesso accade la domenica, vi propongo un ascolto musicale. Shine è un brano di Joni Mitchell (da molti anni una delle mie artiste preferite), nel quale troverete riferimenti alla politica americana, ai mali del nostro tempo e alla inciviltà (o se preferite all’indifferenza alle regole della civile convivenza) con cui, ovunque nel mondo, ci si deve misurare ogni giorno. Però noi possiamo continuare a far brillare la luce. Questo è il link al testo in lingua inglese, però credo ci sia in rete anche la traduzione italiana: http://www.azlyrics.com/lyrics/jonimitchell/shine.html.