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domenica 5 aprile 2015

Good luck, Joni


Per iniziare, oggi vi propongo la lettura di un articolo non più fresco di giornata: è apparso su Il Sole 24 Ore mercoledì scorso. L’autore, Marco Moussanet, analizza le conseguenze che Lufthansa, proprietaria di Germanwings, potrebbe subire per il disastro aereo dell’Airbus caduto sul Massiccio dei Tre Vescovadi. Al di là delle dimensioni dei risarcimenti che vengono prospettati (capaci di suscitare preoccupazione anche in un’azienda solida quanto la compagnia tedesca), mi ha colpito la ricostruzione di quanto accaduto ad alcuni vettori interessati da tragedie analoghe. Potete leggere il pezzo qui: http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-04-01/lufthansa-rischia-risarcimenti-senza-limiti-080643.shtml?uuid=ABdVUiID&fromSearch.
Buona stampa. Non credo pensino lo stesso i dirigenti della compagnia tedesca, impegnati a fare gli scongiuri.

lunedì 19 novembre 2012

Appena al di là del mare


Sono abbonato da molti anni al servizio Breaking News della CNN, grazie al quale ricevo e-mail contenenti notizie che la rete americana giudica particolarmente rilevanti. Questo vuol dire che, in moltissimi casi, si tratta di eventi importanti per gli Stati Uniti e scarsamente significativi per gli altri cittadini del mondo. A parte il fatto che mi permette di conoscere i risultati di NBA e Major League, i fatti “grossi” arrivano, e anche in fretta. Insomma, è un canale che mi va bene conservare.
Oggi ho ricevuto un testo che mi ha colpito e sul quale ho cercato ulteriori informazioni. C’è poco in rete, salvo (e ci mancherebbe!) un articolo, abbastanza breve, sul sito della CNN: http://politicalticker.blogs.cnn.com/2012/11/19/cnn-poll-57-of-americans-say-israeli-attacks-in-gaza-are-justified/?iref=storysearch.
Buona stampa. Difficile pensare che con un simile consenso tra i cittadini del principale alleato, il Primo Ministro israeliano si farà problemi a continuare o incrementare l’uso della forza per chiudere i conti con Hamas. Ammesso che a Netanyahu interessi qualcosa delle opinioni degli americani piuttosto che dei russi, dei cinesi piuttosto che dei turchi. Di quelle di noi europei, ovviamente, si cura ancor meno e ha ben ragione per farlo, visto che l’Europa è, sul piano della politica internazionale, un nanetto del tutto privo di autorevolezza e di rilevanza.
Per il Primo Ministro di Israele conta soltanto la sicurezza di Israele, intesa alla sua maniera, naturalmente. Così come, dall’altra parte, conta soltanto la distruzione di Israele. In realtà, forse, anzi, di certo, i due concetti sono diversi, ma io non ho certo la stazza per navigare in questo mare.
Non credo che si potrà mai arrivare a una composizione. Vuoi per la fermezza con cui le due parti in campo fanno prosperare l’odio reciproco. Vuoi per l’opportunismo con cui molti paesi cercano di trarre vantaggio dal conflitto. Vuoi per la presenza, da una parte come dall’altra, di una componente di fanatismo religioso e di integralismo che esaspera, anziché attenuare, le spinte a questa inesauribile e inesorabile ostilità.
Io penso alle vittime innocenti, così tante, da tanti anni e da tutte e due le parti. E non riesco a essere ottimista.
Terence Blanchard è un trombettista e compositore nato a New Orleans (http://en.wikipedia.org/wiki/Terence_Blanchard). Nel 2007 ha pubblicato un album che a me piace moltissimo, intitolato A Tale of God's Will (A Requiem for Katrina). Come dice il titolo, si tratta di musiche ispirate alla tragedia dell’uragano che devastò gran parte degli stati meridionali degli U.S.A., in particolare la Louisiana. Niente di allegro, però neppure niente angosciante. Non musica facile facile, ma questo è quello che piace a me (insieme a tanto altro!)… Il brano si intotola Levees.


mercoledì 12 settembre 2012

In casa e a due passi da casa


Nell’editoriale di oggi sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia rivela un tono pungente e sarcastico che mi ha un po’ sorpreso e che mi ha parecchio divertito: http://www.corriere.it/editoriali/12_settembre_12/un-partito-allo-specchio-galli-della-loggia_8c411cc4-fc9e-11e1-8750-e7d636bddd26.shtml.
Buona stampa. Non ho da aggiungere che una domanda: siamo sicuri che sia una classe dirigente di valore quella di un partito in cui nessuno parla per timore di cadere in disgrazia presso il padrone?
Ognuno risponda come vuole, sempre che ci sia più di una risposta…
Uscendo dai confini italiani, e guardando a un tema tutt’altro che rassicurante, vi segnalo un articolo del Financial Times nel quale si da conto della divergenza (uso un eufemismo) tra Obama e Netanyahu riguardo al pericolo costituito dal programma nucleare iraniano:
Buona stampa. Mi sembra una notizia degna di attenzione perché potrebbe preludere a un’azione israeliana contro l’Iran non concordata con gli Stati Uniti. Nei mesi scorsi erano apparse ricostruzioni molto precise del modo in cui Israele intenderebbe annientare qualsiasi capacità iraniana di creare armi nucleari. La storia ci ha insegnato che i governi israeliani, anche quelli più attenti alle opinioni americane, antepongono sempre la sicurezza del proprio paese a qualsiasi altra considerazione. Ho il sospetto che l’azione di Israele contro l’Iran ci sarà e che ci sarà piuttosto presto. Potrebbe addirittura anticipare il voto presidenziale degli USA. Quanto alle conseguenze, meglio non pensarci. Dico un'ovvietà: il Medio Oriente mi sembra assai meno stabile di quindici anni fa. E le frange estremiste islamiche si vanno irrobustendo anche in paesi nei quali, per molto tempo, si erano affermati regimi laici. Non credo di dovermi dilungare su questi aspetti, capite senz'altro meglio di me.