Visualizzazione post con etichetta Marine Le Pen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marine Le Pen. Mostra tutti i post

domenica 5 febbraio 2017

Fatti alternativi o balle autentiche?

Ha ragione Sergio Rizzo che, nell’editoriale del Corriere di ieri, sottolineava come il Movimento 5 Stelle si stia rivelando privo di una classe dirigente adeguata. Questo il collegamento all’articolo: http://www.corriere.it/opinioni/17_febbraio_04/serve-classe-dirigente-capace-oltre-che-onesta-5d16d19e-ea3f-11e6-a07b-65e8492406d6.shtml#.
Buona stampa. Con l’eccezione dello psiconano+barba-Mediaset, dei suoi soci e dei suoi cari, a nessun essere dotato di normale intelligenza sfugge quanto sia sconcertante l’immagine del movimento che emerge dalle vicende romane. Anche a non dar peso alla questione (tutt’altro che trascurabile, in verità) della polizza di cui si parla in questi giorni, a me pare cruciale osservare il modo in cui Virginia Raggi ha selezionato i propri collaboratori, buona parte dei quali ha lasciato la barca, volontariamente o involontariamente.

sabato 28 marzo 2015

Non si smentiscono mai


Ho già detto quel che avevo da dire sul disastro del Massiccio dei Tre Vescovadi; spero che anche gli organi di stampa si mettano un po’ quieti e lascino in pace i morti e i vivi, alcuni dei quali porteranno per sempre dentro di loro un tormento devastante.
Veniamo alle questioni politiche italiane, alle quali, avendole trascurate, dedicherò l’intero post, anche se un po’ mi sento in colpa perché vi parlo dei soliti tizi impresentabili... Portate pazienza.
So già, mentre inizio a scrivere, che urterò la suscettibilità di uno dei miei tre lettori, cui pare credibile che la Lega e il suo Segretario offrano al Paese una prospettiva. Personalmente non vedo, nel desolato panorama italiano, nessuno che possa portare la ventata di aria fresca di cui, come dicevo qualche giorno fa, abbiamo disperatamente bisogno.
In Italia i partiti di minoranza, ma anche quelli di governo, fanno molto male il loro mestiere. Un partito di minoranza, in una democrazia che funziona, non si limita a sbraitare che il governo non lavora bene, ma propone alternative credibili, provvedimenti che aspirano a essere migliori di quelli predisposti dai ministri in carica, dimostra quotidianamente di avere un programma per il futuro e di poterlo realizzare e di non preoccuparsi soltanto di vincere le prossime elezioni.
Da noi questo non accade, da noi tutti gli oppositori, dallo Psiconano+barba-Mediaset a Il Felpo 1 Matteo Salvini, dal premio Nobel mancato a Il Felpo 2 Maurizio Landini, strillano e basta, il più delle volte in maniera scomposta e volgare.
Su Grillo, il quale deve soffrire parecchio perché quasi nessuno, neppure tra i suoi, più si occupa di lui, stendiamo un velo pietoso. Personalmente, salvo essere costretto, eviterò di parlarne dopo la vergognosa uscita con cui (purtroppo) ha riconquistato per qualche istante il palcoscenico, come spiega Libero:
Cronaca. Grillo è semplicemente disgustoso. Un ridicolo e inutile pupazzo in mano a un visionario patetico. Lui e Ca((zz)sal)eggio hanno, come tanti negli ultimi anni, semplicemente messo in piedi un’impostura politica che, purtroppo, ha fatto illudere molti italiani.
Quanto a Il Felpo 2 Landini, pur di criticare, presenta una realtà di suo gradimento, ma inventata, come documenta questo video del Corriere della Sera:
Penoso, non si può dire altro di uno che continua ad arrampicarsi sugli specchi per sostenere una visione politica ed economica più che obsoleta e per andare a raschiare il barile di quelli che, come lui, non hanno ancora capito che siamo entrati da quindici anni nel 21° Secolo.
E torniamo a Il Felpo 1, Salvini, il quale sta dibattendo da settimane con il tizio decrepito per definire le candidature alle prossime elezioni regionali. Uno degli argomenti forti è che, in Veneto, Zaia va ricandidato perché ha fatto bene. Ora, visto che ci vivo, non sono tanto convinto di questo e, in ogni caso, ricorderei al Felpo 1 che il suo bravo presidente, con il contributo naturalmente della maggioranza e dell’opposizione, non è ancora riuscito a far approvare il bilancio per il 2015 (che andava approvato entro il 31.12.2014, ovviamente) e, se non lo farà entro pochi giorni, la Regione Veneto non sarà, tra l’altro, in grado di pagare gli stipendi.
Come se non bastasse, l’allegra brigata che abita i palazzi del potere regionale, di tutte le provenienze politiche, ha pensato bene di rivedere radicalmente l’organizzazione della sanità con un emendamento alla Finanziaria, come illustra questo articolo di Alessandro Zuin dal Corriere Veneto: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2015/26-marzo-2015/usl-mercato-elettorale-2301165583994.shtml.
Buona stampa. Se questo è amministrare bene… Intendiamoci, non è che la Signora Moretti dia l’idea di saper migliorare le cose, ma l’attuale maggioranza regionale offre la garanzia di far poco o nulla, come accaduto nella legislatura che si sta concludendo. E, tra l’altro, anche a dimenticare il caso di Tosi, appare tutt'altro che unita e armoniosa, come, d'altronde, dimostra il rapporto tra il tizio decrepito e il Felpo 1.
Certo, ci sta che Salvini spinga per la rielezione di Zaia, fa parte del suo ruolo (meno, forse, dei suoi doveri, ma le cose non sempre coincidono). E, infatti, non è tanto questo che mi spinge ad avere di lui un'opinione che, già cattiva, si deteriora giorno dopo giorno.
Anche Salvini ha ritenuto di esprimere un giudizio sul Presidente del Consiglio che, francamente, lascia sconcertati. Vado a prendere la notizia sul sito de La Repubblica: http://video.repubblica.it/dossier/scandalo-lega/salvini-cambierei-renzi-con-putin/195398/194410.
Capisco che, quando si parla in pubblico, la tentazione di strappare l’applauso si faccia sentire. E, tuttavia, osservo che Il Felpo 1 va oltre il lecito nelle sue affermazioni. Nessun leader dell’opposizione di una nazione autenticamente democratica si sognerebbe di sostenere simili opinioni. In parole più chiare: nessun leader dell’opposizione di una nazione autenticamente democratica distorcerebbe la realtà per far apparire il Capo del Governo peggiore di un signore che ha il curriculum di Putin. Non lo farebbe Miliband nei confronti Cameron, non lo farebbe Sarkozy nei confronti di Hollande. Probabilmente lo farebbe Marine Le Pen, sia nei confronti di Hollande che nei confronti di Sarkozy (eventualmente tornato all’Eliseo), ma, per l’appunto, parliamo di Marine Le Pen, il cui partito, tra l’altro, si è fatto finanziare dalla Russia come un qualsiasi PCI si faceva finanziare dall’Unione Sovietica.
E via verso il fronte. Dopo molte parole, anche molta musica. Cominciamo da John Coltrane e da uno dei suoi album più belli, SoulTrane (http://it.wikipedia.org/wiki/Soultrane), dal quale ho scelto Theme for Ernie.


Proseguiamo con un altro grandissimo sassofonista, Sonny Rollins, di cui ascoltiamo Tennessee Waltz. Scelta eccellente: me lo dico da solo.


Per finire lasciamo il jazz e passiamo alla straordinaria chitarra di Eric Clapton (meglio: alle sue straordinarie dita). Ho scelto uno dei suoi album più belli, Slowhand (http://www.ericclapton.com/album/slowhand), e, tra una decina di ottimi pezzi, un formidabile brano strumentale: Peaches and diesel.


domenica 8 febbraio 2015

Gente tutta d'un pezzo


Ho già detto cosa penso dell’andirivieni dei parlamentari da un partito all’altro. Venerdì, sul Sole 24 Ore c’era un articolo di Manuela Perrone che offriva una contabilità del fenomeno, una lettura svelta e intrigante: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-06/il-parlamento-trasformista-due-anni-quasi-200-cambi-casacca-170333.shtml?uuid=ABV4kaqC.
Buona stampa. Tenersi aggiornati non sarà facile: il via vai continuerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e, forse, i movimenti più convulsi non li abbiamo visti.
Il fenomeno non mi piace e mi sembra confermare la cattiva qualità dei nostri parlamentari, molti dei quali si mostrano animati solo da un formidabile opportunismo. Non sono, però, d’accordo con Matteo Salvini, il quale proclama la guerra ai transfughi (http://www.ilsudconsalvini.org/matteo-salvini-skytg24-vietiamo-per-legge-il-trasformismo-io-sto-con-putin/) addirittura prospettando una legge che preveda le dimissioni per chi volesse passare da un partito all’altro. In realtà, faccio fatica a essere d’accordo con Salvini su tutto, salvo in fatto di donne…
Il problema non si risolve introducendo leggi che vietino il cambiamento di partito. Anche a voler ignorare che l’assenza di vincolo di mandato è una garanzia per l’indipendenza del parlamentare, il cambio di casacca in qualche caso ci può stare perché pure i partiti non sono immutabili, al contrario, e qualche parlamentare si può trovare a dover sostenere posizioni che non condivide. E lasciamo perdere la gestione del M5S da parte del famoso duo psiconano+barba-Mediaset e Ca((zz)sal)eggio, che sono piuttosto bravi a cambiare idea (forse perché, a ben vedere, di idee non ne hanno) e a imporre la propria volontà ai deputati e senatori, con una tolleranza del dissenso che fa pensare alla Santa Inquisizione o a Michail Andreevič Suslov.
Il problema sta nella selezione dei parlamentari: se i partiti la svolgessero con criteri diversi, forse ci sarebbero deputati e senatori davvero impegnati nel proprio compito e non nel soddisfare i propri interessi.
E poi son curioso di vedere Salvini cosa farà se, come si mormora, Barbara Saltamartini chiederà asilo alla Lega? Voglio proprio vedere se la manda via…
Ho scritto anche troppo, sull’argomento c’è un bel pezzo sul Corriere della Sera di oggi, firmato da Giovanni Belardelli. Non è disponibile on line, quindi l’ho acquisito con lo scanner.


Buona stampa. Passiamo oltre, ma non tanto.
Veniamo ai costi della politica. Sul Corriere di oggi, Sergio Rizzo racconta quale grama sorte sia stata riservata ad alcuni “trombati” del PD. Ecco il link: http://www.corriere.it/politica/15_febbraio_08/enti-fondazioni-authority-collocamento-non-rieletti-pd-parlamentari-f9433bf4-af61-11e4-bc0d-ad35c6a1f8f9.shtml.
Buona stampa. Letto questo pezzo mi chiedo se c’è ancora qualcuno che non capisce perché Cottarelli ha dovuto lasciare il proprio incarico di Commissario alla revisione della spesa (io, che sono uno zoticone, la chiamo sempre così e non spending review). Nessuno, nel PD, ma anche in tutti gli altri partiti, ha realmente intenzione di chiudere i tanti rubinetti in cui fluisce denaro pubblico. Ci sono “trombati” ovunque e la stessa logica del partito di maggioranza la ritroviamo negli altri. Il tizio decrepito, bisogna riconoscerne la scaltrezza, ha fatto anche di più, ha fatto eleggere qua e là persone il cui costo preferiva dividere con noi… Farceli pagare prima ancora che fossero “trombati”, che lungimiranza!
Veniamo all’Ucraina, che è argomento assai più serio delle meschinità della nostra classe politica. La situazione è sempre molto preoccupante, sebbene continui qualche forma di trattativa tra Europa, Usa e Russia. Caratterialmente non sono incline all’ottimismo e, in questo caso, lo sono anche meno del solito. Checché ne pensino Marine Le Pen, Matteo Salvini e il tizio decrepito, Valdimir Putin è un interlocutore tutt’altro che affidabile. Uno che ha servito per anni nel KGB resta una persona alla quale è estranea ogni forma di moderazione, capace di passare sopra qualsiasi cosa pur di raggiungere i propri obiettivi. Putin è culturalmente portato ad affrontare le vertenze internazionali con la logica del conflitto, non con quella della composizione. E, da mediocre politico che ha costruito un sistema di potere a dir poco torbido e che si è ficcato in un vicolo cieco, non c’è da stupirsi che faccia appello al nazionalismo e sfrutti la politica estera per gettare fumo negli occhi dei suoi concittadini.
Considero altamente improbabile che Putin voglia e possa fare passi indietro rispetto alla strada intrapresa con l’annessione della Crimea.
Buona notte e buona fortuna.

giovedì 4 dicembre 2014

Questione morale?


Mentre inizio a scrivere non posso fare a meno di domandarmi, per l’ennesima volta, se faccio bene a farlo. La storia della commistione tra politica, criminalità e malaffare a Roma ha già un paio di giorni e mi sono trattenuto dal parlarne sino a ora. Non riesco a non dire nulla, ma temo che, nell’esprimere la mia opinione, difficilmente rispetterò le mie regole e, soprattutto, eviterò di dire qualcosa di cui potrei magari pentirmi.
Siamo ancora in fase d’indagine, non c’è stato nessun processo, nessuna condanna, nessuna sentenza passata in giudicato, quindi, come detta la Costituzione, sono tutti innocenti sino a che, nell’ultimo livello di giudizio, saranno stati considerati colpevoli. Però… Cosa ne pensa Gramellini? Il suo Buongiorno di ieri lo leggete qui: http://www.lastampa.it/2014/12/03/cultura/opinioni/buongiorno/luomo-nero-95aAqRYVTQbtnkY2dgmTdP/pagina.html.
Buona stampa. E già… fino a l’altro ieri dove stava? Questo signore non era ospite della patrie galere che, però, sono sovraffollate? E da chi, di grazia?
Poi possiamo leggere l’editoriale di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera di oggi (http://www.corriere.it/editoriali/14_dicembre_04/complicita-sradicare-partiti-a34e55de-7b7d-11e4-b47e-625f49797245.shtml#), che mette l’accento sulla distrazione della politica.
Buona stampa.
Oppure possiamo leggere quello di Guido Gentili su Il Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-12-04/nel-mondo-mezzo-ne-stato-ne-mercato-080130.shtml?uuid=ABga1vLC), nel quale si esorta a sfoltire radicalmente la foresta delle aziende partecipate dagli Enti Locali.
Buona stampa. L’argomento, voi tre lo sapete, mi è caro e ne ho già parlato.
Eppure, stavolta, anche questi buoni editoriali non possono bastare. Sono scritti bene e dicono cose condivisibili, ma non possono bastare.
Tutta la vicenda romana, a mio avviso, riporta a temi che mi sembrano trascurati nei quotidiani (non ho letto tutti i commenti, quindi posso sbagliare, me ne scuso).
Il primo punto è che il sistema politico italiano, anche grazie a meccanismi elettorali sbagliati, ma soprattutto perché è importante conquistare “il potere”, si caratterizza ormai come una continua lotta per vincere le prossime elezioni. Questo comporta che non esistono veri disegni politici (parlo d’idee, di progetti, di soluzioni dei problemi che ci affliggono), ma solo chiacchiere o proclami volti a conquistare la maggioranza pro tempore e, con quella, posizioni di governo, locale o nazionale poco importa. E per vincere, non si guarda per il sottile quando si scelgono i candidati, perché non conta la capacità di proposta, ma solo il potenziale di voti. E questo spiega come, solo in Italia, ci siano decine e decine di politici che transitano da un partito all’altro portandosi appresso il proprio sostegno elettorale, ovviamente per sfruttarlo.
E qui veniamo al secondo punto. La politica, con le retribuzioni smisurate che i politici stessi si sono attribuite, è diventato il terreno ideale in cui s’insediano quelli che aspirano a prosperità e privilegi preclusi alla quasi totalità dei cittadini. E chi sceglie la politica per accrescere il proprio benessere (potrei dire diversamente, ma voglio ancora essere prudente), di certo non si fa troppi scrupoli, non si preoccupa di quel che fanno i burocrati, nella misura in cui trova con loro un modus operandi che soddisfa entrambi, e intrattiene facilmente rapporti con chi guarda al pubblico denaro con la medesima attenzione (penso di essermi spiegato adeguatamente).
La “questione morale”, di cui molto parlò Berlinguer (arrivando buon ultimo dopo GENTILUOMINI che si chiamavano La Malfa, Malagodi, Valiani e altri), è stata dimenticata da tutti, grazie anche all’avvento di una seconda repubblica (le maiuscole usiamole dove hanno valore) nella quale gli interessi privati e personali hanno prevalso su tutto. Concetti come moralità e legalità sbiadiscono inevitabilmente in chiunque abbia poco saldi principi se gli esempi sono pessimi e se i mezzi di comunicazione privilegiano modelli di vita in cui moralità e legalità sono assenti.
Prendiamo il caso di Poletti, che è certamente uomo probo e serio, ma, al dunque, rivela una sostanziale disattenzione verso il problema. Leggiamo la sua difesa rispetto alla frequentazione con Buzzi: http://www.corriere.it/politica/14_dicembre_04/mafia-poletti-sto-male-quando-vedo-mio-nome-coinvolto-3fcdaa68-7bc9-11e4-b47e-625f49797245.shtml.
Cronaca. Riprendo alcune frasi.
 «L’ho visto qualche volta – ha detto «perché era un dirigente di una cooperativa sociale che si occupava dell’inserimento delle persone disabili nel posto di lavoro. Ma non avrei mai immaginato», ha concluso, «che da un contesto come questo potessero uscire le cose che vediamo in questi giorni».
«Come presidente di Legacoop», ha detto Giuliano Poletti, «partecipo a migliaia di assemblee di bilancio e ho partecipato anche a quella della cooperativa sociale di Buzzi. Mi sento tradito dopo aver corso per tutta l’Italia per 40 anni per aiutare le cooperative sociali. La reputazione è una delle cose più difficili da costruire ed è la più facile da perdere. È intollerabile sentirsela mettere in discussione per dei comportamenti inimmaginabili».
Ecco, io credo che il Presidente di Legacoop dovrebbe partecipare a qualche centinaia di assemblee in meno e dedicare qualche ora in più alla valutazione di quelle che meritano effettivamente la sua presenza. Ciò di cui Poletti non si rende conto neppure adesso è che, in una posizione come quella che aveva prima di diventare Ministro, si dovrebbe scegliere chi frequentare, anche casualmente, e non andare ovunque proprio perché “La reputazione è una delle cose più difficili da costruire ed è la più facile da perdere”.
Terzo punto: il contante. L’ho già scritto, mi ripeto. Il fatto che in Italia, grazie a una legislazione lacunosa e sostanzialmente inefficace, il denaro contante sia ancora libero di circolare con grande facilità (magari anche dopo più o meno brevi viaggi all’estero) costituisce il brodo di coltura della corruzione. E, purtroppo, nella corruzione siamo ancora molto davanti agli altri paesi cosiddetti più avanzati (http://www.transparency.org/cpi2014).
Quarto punto: la Ditta. E’ stato lo Smacchiatore di giaguari a scegliere gran parte delle persone che il PD ha candidato alle elezioni fino al 2013. Forse è arrivato il momento che lui e gli altri membri della Ditta la smettano di spacciarsi per i difensori della morale pubblica e inizino a fare un serio esame di coscienza. Sono sicuro che Berlinguer, a questo punto, si rigiri nella tomba quando vede gente come Bersani o D’Alema proporsi come paladini della “questione morale”.
Che poi Renzi abbia realmente voglia di dare il buon esempio, mi pare difficile crederlo dopo aver letto questo pezzo da Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/04/mafia-capitale-renzi-promette-daspo-corrotti-pd-salva-azzollini-papania/1250499/.
Cronaca. Non vedo una linea coerente tra il commissariamento del PD di Roma e la scelta di non lasciare che i giudici svolgano il loro compito in casi come quello di Azzolini e Papania. Erano in ottima e numerosa compagnia i parlamentari del PD, visto che anche FI, Lega e Ncd si sono espressi allo stesso modo. Niente di sorprendente, intendiamoci. La qualità è la stessa, ossia bassa assai.
Niente male Salvini… Che vada d’amore e d’accordo con la Le Pen, per quanto spiacevole, ci può anche stare. Ci sta già meno che chieda (come ha fatto il Front National francese, finanziato da banche russe) soldi a Putin, che, mia modesta opinione personale, costituisce una mina vagante nella politica internazionale. Andare in edicola a comperare i quotidiani e vedere il segretario della Lega mezzo nudo in copertina di uno dei settimanali pettegoli che tanto successo (sic) hanno in Italia, mi ha procurato sgomento e disgusto. Pronti a tutto pur di portare a casa qualche voto...
Come volevasi dimostrare.
Buona notte e buona fortuna.