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sabato 4 aprile 2015

Chi di traditore ferisce...


Ah, gli amori che finiscono male… Ho spesso ironizzato su Sandro Bondi e sulla sua devozione esagerata per il tizio decrepito. Ora, però, non posso non provare un breve, molto breve, moto di umana solidarietà per lui, alla luce del trattamento che gli viene riservato per aver deciso di pensare (un pochino) con la propria testa e di non asservirsi ai lacchè che hanno preso il suo posto nel cuore di Berlusconi negli ultimi tempi, gente accanto alla quale Bondi assume la statura di un politico di rango (il che, con tutta evidenza, non è e non può essere). Ho detto breve, perché poi vado a leggere un articolo di Maurizio Belpietro su Libero nel quale si analizza bene il comportamento di Bondi e si riportano i dati del suo assenteismo da Palazzo Madama, già evidenziati da altri quotidiani nei mesi scorsi: http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11775230/Belpietro---Bondi-molla-Forza.html.
Stampa così così. Perché Belpietro fa lavorare la memoria in maniera incompleta, rinunciando a ripercorrere un po’ più estesamente la storia dei tanti parlamentari che hanno cambiato casacca, forse per non andare a ripescare i casi di De Gregorio, Razzi, Scilipoti, ecc.

venerdì 28 novembre 2014

Marginalità autoritaria


Buona stampa. La crisi del M5S descritta in poche, precise parole.
In realtà, mi pare che l’ironia prevalga nei commenti di tutte le testate. E forse non è poi così strano, visto come ha trattato e tratta ancora i giornalisti lo psiconano+barba-Mediaset.
Avevo detto in tempi non sospetti che Grillo non era una risorsa per il Paese, sono stato facile profeta. La sua parabola professionale e umana garantiva velleitarismo e volgarità, non certo capacità di indicare percorsi credibili per risolvere i problemi italiani. Alla prova dei fatti, si è rivelato persino peggiore del previsto, grazie sicuramente alla presenza sopra di lui del puparo Ca((zz)sal)eggio, fonte inesauribile di teorie deliranti e ideologo di una democrazia diretta via rete che proprio le vicende del M5S dimostrano essere più che infondata. E vissuta contraddittoriamente anche da un'altra figura di punta del movimento, ossia Paolo Becchi, di cui potete ascoltare le opinioni in un’intervista al Direttore di Libero, Maurizio Belpietro: http://tv.liberoquotidiano.it/video/11727002/Paolo-Becchi-a-Maurizio-Belpietro-.html.
Buona stampa. Belpietro, quando vuole, ci sa fare. E Becchi dimostra di essere in grado di fornire al M5S ancora un contributo prezioso di contraddizioni e visioni non meno fumose di quelle di Ca((zz)sal)eggio.
Anche Francesco Merlo, nella sezione video de La Repubblica, non si fa sfuggire l’opportunità di dileggiare Grillo come merita: http://video.repubblica.it/rubriche/ora-basta/rnews-merlo-un-esorcista-per-grillo/184910/183770?ref=HREA-1.
Buona stampa.
Buona stampa.
Difficile resistere alla tentazione di scherzare su quanto sta accadendo nel M5S, ma non si deve dimenticare che il movimento, per quanto ridimensionato e, forse, destinato a sfaldarsi, ha ancora numeri importanti in Parlamento e non ha perso il suo fascino agli occhi di una parte non esigua di elettori. Gente che, evidentemente, non riesce a vedere le contraddizioni e i rischi della (pseudo) proposta politica di Grillo e del suo puparo. E gente alla quale piace pensare che qualche migliaio di voti espressi attraverso internet (tra l’altro in maniera non proprio trasparente sul piano tecnico) rappresenti la nuova forma della democrazia, in forza della quale imporre le proprie idee a decine di milioni di italiani.
Sarebbe bene che leggessero questo commento di Marco Imarisio, pubblicato dal Corriere della Sera di oggi, da cui ho tratto le parole per il titolo di questo post: http://www.corriere.it/politica/14_novembre_28/m5s-l-utopia-frantumi-d36f807a-76ce-11e4-90d4-0eff89180b47.shtml.
Buona stampa. Appunto… marginalità autoritaria.

lunedì 28 maggio 2012

Il mio omonimo tira dritto. Spero per poco ancora


Avevo promesso di tornare a parlare di Formigoni, visto che ogni giorno ci offre nuove informazioni su quel bel tomo del Presidente della Regione Lombardia. Prima degli aggiornamenti, che oggi arrivano dal Corriere della Sera, vi propongo il commento pubblicato ieri dal quotidiano milanese, quando ancora non si sapeva che il bel tomo aveva pagato 1,1 milioni di euro per l’acquisto in società di una villa in Costa Smeralda.
L’articolo di ieri è questo, firmato da Giangiacomo Schiavi, Vicedirettore del giornale:
Buona stampa.
Quello di oggi, invece, è di cronaca ed è firmato da Ferrarella e Guastella che, ormai da tempo, seguono le vicende che ruotano attorno a Daccò e alla sanità lombarda: http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_28/Un-milione-all-amico-che-compra-in-Sardegna-una-villa-da-Dacco-ferrarella-guastella_ad35e128-a882-11e1-9745-9bc890f97404.shtml.
Buona stampa.
Per alleggerire un po’, passiamo a La Stampa, per la precisione a uno dei blog del quotidiano torinese, quello di Jacopo Jacoboni, un pezzo breve, dal tono piacevolmente scherzoso, sebbene il tema sia tutt’altro che divertente (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=14&ID_articolo=787).
Buona stampa.
Invece, tornando a Milano, sembra che al Giornale abbiano idee diverse su quello che succede e merita attenzione nel nostro paese. In particolare il Direttore Sallusti se la prende con parecchie persone, anche tra quelle che frequentano i suoi stessi ambienti e condividono, almeno così sembrerebbe, le sue stesse opinioni politiche. Mi permetto un paio di osservazioni. Prima: Il Giornale, per quel che ho potuto vedere, è il solo quotidiano a non riprendere nell’edizione on line la vicenda della villa in Sardegna. Seconda: mi pare che l’articolo confermi lo stato, come dire, confusionale del PDL, il partito cui credo appartenga il proprietario de Il Giornale. Il link dell’editoriale di Sallusti è questo: http://www.ilgiornale.it/interni/i_fischi_e_giornali/28-05-2012/articolo-id=589963-page=0-comments=1.
Mala stampa.
A riprova che la questione della villa in Sardegna non è propriamente una faccenda trascurabile, segnalo l’articolo di Libero che se ne occupa: http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1025421/Formigoni-ha-comprato-la-villa-di-Dacco--.html.
Buona stampa. Non che io apprezzi particolarmente Belpietro e il suo modo di fare giornalismo, ma rispetto a Sallusti…
Non so, mi sembra sempre più difficile condividere l'opinione di chi considera Formigoni intelligente. Si sta cacciando in un vicolo cieco dal quale difficilmente uscirà salvando la faccia. Forse perché, come osserva anche Schiavi, della faccia ormai gli importa assai poco. Come deve essere difficile resistere alle lusinghe del potere... Immagino ci vogliano grandi risorse intellettuali e morali.

sabato 31 dicembre 2011

Esercizi di stile


Un po' mi vergogno a servirmi del titolo di un'opera di Quenau per questo post. La distanza tra il grande scrittore francese e il sottoscritto è siderale, ma anche tre dei signori di cui parlo stanno a milioni di anni luce...
Non sorprendentemente, l’articolo del WSJ di cui ho parlato ieri, oltre a essere preferito a quello del FT, ha suscitato reazioni di vario genere sui nostri quotidiani, alcuni dei quali non si sono fatti sfuggire la possibilità di servirsene come pretesto per rilanciare polemiche il cui senso e la cui utilità, onestamente, mi sfuggono. Voi, però, già lo sapete che sono un po’ ottuso… non avevo neppure capito che il pezzo del WSJ aveva più implicazioni di carattere domestico…
Scherzi a parte, forse certi commentatori non hanno letto tutto l’articolo in questione, nel quale la telefonata, peraltro già nota, era un elemento importante, ma non il solo, nella ricostruzione di un passaggio difficile (e ancora non concluso) della vita della moneta unica e dell’Eurozona.
Allora, cominciamo con il Giornale, che ci offre la possibilità di leggere interamente l’editoriale del direttore Sallusti (http://www.ilgiornale.it/interni/le_stata_la_culona/31-12-2011/articolo-id=564900-page=0-comments=1) e poi passiamo a Libero, che invece richiede l’abbonamento per consentire la lettura del fondo di Belpietro, ma già il titolo spiega bene come la pensano da quelle parti (http://www.liberoquotidiano.it/).
Anche il Fatto Quotidiano fa un uso abbastanza strumentale della vicenda attraverso un editoriale del direttore Padellaro. In questo momento il pezzo non è disponibile on line, come quello di Belpietro.
Mala stampa.
Ne potrete tuttavia ascoltare alcuni brani non appena Rai Radio3 renderà disponibile in podcast la puntata di questa mattina di Prima Pagina (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-afd05d44-390e-41e4-a239-c7f04cd934d7.html?p=0). Il conduttore di turno, Massimo Teodori, non ha nascosto la sua opinione riguardo a questi articoli.
Buona stampa.

mercoledì 16 novembre 2011

Interessi privati


Oggi sul sito di Libero è apparso un articolo che mi sembra meritare una riflessione (il link: http://www.libero-news.it/news/869894/L-interesse-privato-del-premier-Soldi-pubblici-alla-Bocconi.html). L’espressione “interesse privato” farebbe pensare che il nuovo Presidente del Consiglio abbia tratto un vantaggio personale dal comportamento descritto nell’articolo, leggendo il quale si capisce, invece, che Monti, in qualità di Rettore della Bocconi, ha svolto attività di lobbying al fine di ottenere finanziamenti pubblici per alcune università private italiane, tra le quali quella di cui era in quel periodo alla guida. Quanto vi sia di “privato” in questo, onestamente, non capisco. Andiamo sul sito della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali, (http://www.fieg.it/index.asp?home=0), associazione di categoria alla quale appartiene anche la società editrice di Libero, e troviamo una ricca collezione di comunicati stampa in cui gli organi della FIEG difendono i contributi pubblici alle aziende del settore. Anche il Presidente e il Direttore di FIEG perseguono “interessi privati”? Se lo sono, sono anche gli “interessi privati” di Libero. In realtà, stanno semplicemente facendo il loro lavoro di “lobbisti”. Nel 1991, anno cui si riferiscono i fatti descritti nell’articolo di Libero, il Professor Monti era Rettore della Bocconi, non aveva incarichi pubblici, nel sollecitare i finanziamenti alle università private e nel seguire, magari anche in modo pressante, il processo di promulgazione degli stessi non faceva altro che svolgere uno dei suoi compiti istituzionali, senza aver altro tornaconto “privato” che quello di garantire il futuro delle università private, tra le quali, certamente, c’era quella nella quale lui lavorava insieme a centinaia di altri docenti e nella quale studiavano migliaia di giovani determinati a ottenere una formazione adeguata a soddisfare le loro ambizioni lavorative. 
Difficile capire le ragioni che hanno indotto Belpietro a pubblicare l’articolo di Fosca Bincher di cui ho parlato. Non vorrei che stesse cercando di mettere il cappello del centrodestra sul Governo Monti, marcando una presunta continuità tra il nuovo Presidente del Consiglio e il suo predecessore, che, come si può scoprire leggendo gli articoli dei giornali stranieri dei giorni scorsi, di “interessi privati” ne ha coltivati più di uno, soprattutto quando era in carica, ossia quando avrebbe dovuto preoccuparsi degli “interessi pubblici”. Non mi pare una grande idea, direttore Belpietro.
Mala stampa.