Alcuni giorni fa, sul mio profilo Facebook, avevo condiviso queste parole dell’economista americano John Kenneth Galbraith: “La sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere l’astrologia un po’ più rispettabile” (“The only function of economic forecasting is to make astrology look respectable”).
Quello che succede in Italia e nel mondo, come ne parla la stampa e quel che ne penso io. Con attenzione per politica, economia e finanza.
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mercoledì 30 ottobre 2019
sabato 28 settembre 2019
Di chi è la mia morte?
Non posso negare di provare un pur tenue piacere nel vedere che, finalmente, Donald Trump potrebbe essere chiamato a rispondere della propria condotta come Presidente degli Stati Uniti, carica per la quale, voi tre ne siete informati, lo considero da tempo del tutto inadeguato. E nella quale sta creando condizioni di instabilità e di tensione internazionali non prive di rischi, anche bellici.
domenica 5 febbraio 2017
Fatti alternativi o balle autentiche?
Ha ragione Sergio Rizzo che, nell’editoriale del Corriere di ieri, sottolineava come il Movimento 5 Stelle si stia rivelando privo di una classe dirigente adeguata. Questo il collegamento all’articolo: http://www.corriere.it/opinioni/17_febbraio_04/serve-classe-dirigente-capace-oltre-che-onesta-5d16d19e-ea3f-11e6-a07b-65e8492406d6.shtml#.
Buona stampa. Con l’eccezione dello psiconano+barba-Mediaset, dei suoi soci e dei suoi cari, a nessun essere dotato di normale intelligenza sfugge quanto sia sconcertante l’immagine del movimento che emerge dalle vicende romane. Anche a non dar peso alla questione (tutt’altro che trascurabile, in verità) della polizza di cui si parla in questi giorni, a me pare cruciale osservare il modo in cui Virginia Raggi ha selezionato i propri collaboratori, buona parte dei quali ha lasciato la barca, volontariamente o involontariamente.
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lunedì 17 ottobre 2016
Le tasse non sono bellissime, ma...
Gli editoriali di Angelo Panebianco, in generale, mi sembrano piuttosto convincenti. Quello di oggi (http://www.corriere.it/opinioni/16_ottobre_17/illusione-salvare-confini-03798f2c-93ce-11e6-b6f7-636834b27d39.shtml#), però, mi convince poco. Non esprimo un giudizio, perché in sé l’articolo è ben scritto e sostiene tesi condivisibili, cui, tuttavia, pare mancare la componente del realismo (che, per onestà, anche Panebianco ammette in parte). Pensare di ridisegnare i confini di un bel pezzo di Medio Oriente e di Nord Africa in base ad accordi tra grandi potenze e potenze regionali, francamente, mi sembra azzardato.
domenica 19 giugno 2016
Cane che non abbaia e che non morde
Inizio ancora occupandomi delle vicende delle banche venete in profonda crisi, in particolare di Veneto Banca.
Ieri i quotidiani riportavano una notizia assai grave, dalle implicazioni difficili da valutare interamente. Una notizia che dimostra come, purtroppo, nel nostro paese si trattino vicende complesse, come quelle relative alla solidità del sistema bancario, con deplorevole leggerezza.
Ecco la notizia presa da Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-06-18/veneto-banca-calo-liquidita-081326.shtml?uuid=ADIdbYe&fromSearch.
Cronaca. A tre giorni lavorativi dalla chiusura (22 giugno) dell’operazione di aumento di capitale di Veneto Banca, questo risulta sottoscritto solo per lo 0,3% dell’importo complessivo di 1 miliardo.
Come sottolinea anche l’articolo di Luca Davi sul 24 Ore, a tutt’oggi non si è vista traccia delle massicce sottoscrizioni preannunciate dal presidente presidente dell’associazione Per Veneto Banca, Bruno Zago, che, per chi non lo ricordasse, aveva parlato di persone pronte a sottoscrivere oltre 500 milioni, fors’anche 600, così da acquisire la maggioranza della banca (il cui valore oggi è sostanzialmente nullo).
Spero non stiano aspettando l’ultimo giorno nella speranza di ottenere uno sconto o per ritardare il saldo degli importi sottoscritti. Non ci sono sconti in operazioni come queste e le scadenze sono eguali per tutti, in particolare quella del versamento del controvalore delle azioni sottoscritte, salvo che per eventuali salvatori (come sarà, con ogni probabilità, il Fondo Atlante).
Secondo cronache odierne, Zago ha sostenuto che i giornalisti lo avrebbero frainteso. Forse sarebbe stato opportuno, e più corretto, che lo avesse detto un po’ prima, anziché lasciare trascorrere giorni e giorni prima di sgomberare il campo da quello che, oggi, asserisce essere un equivoco…
Questa, purtroppo, è una vicenda che riporta ancora in primo piano sia l’immaturità e l’impreparazione del nostro paese in materia finanziaria e bancaria a livello individuale sia, e ovviamente è assai più grave, la poca severità e la scarsa tempestività dell’azione a livello istituzionale.
Scrivevo ieri su Facebook, commentando le parole della giornalista economica veneta Eleonora Vallin (https://www.facebook.com/eleonoravalliln/posts/1708430049408378), che sarebbe ora che cadessero un po’ di teste e che dal Veneto a Roma le responsabilità nel dissesto di Popolare di Vicenza e di Veneto Banca sono tante, troppe.
A riguardo vi suggerisco la lettura di Banche: possiamo ancora fidarci?, libro scritto in modo chiaro e semplice da Federico Rampini, giornalista de La Repubblica (Mondadori 2016). Non è un manuale scientifico, ma tratta gli argomenti con profondità. Il settimo capitolo si intitola Il curioso incidente del cane che non abbaiò (titolo suggerito da un racconto di Conan Doyle) e analizza le responsabilità della Banca d’Italia nelle crisi bancarie esplose negli ultimi anni. Rampini ripercorre in estrema sintesi la storia della nostra banca centrale nel dopoguerra, sottolineandone l’autorevolezza nei primi decenni, cui ha fatto seguito un certo rilassamento.
Una citazione mi sembra particolarmente incisiva: “Il peso di tutta questa storia passata ha creato attorno alla Banca d’Italia un’aureola di santità repubblicana, più che comprensibile. E’ pericoloso, però, se il rispetto per i meriti acquisiti si trasforma in immunità dalle critiche. Lo si è visto di recente, quando i risparmiatori hanno avuto tante ragioni per chiedersi perché il cane non abbia abbaiato”.
Stiamo pagando un prezzo altissimo per il modo inadeguato con cui la situazione del sistema bancario italiano è stata affrontata dai governi e dalle autorità di vigilanza, anche nei rapporti con le istituzioni e con gli altri stati europei. E possiamo solo sperare di aver già visto il peggio.
Passo ad altro, ma rapidamente. Vi segnalo le due pagine che il Corriere della Sera dedica oggi a una (pseudo) intervista a Donald Trump di Alan Friedman: http://www.corriere.it/esteri/16_giugno_19/trump-pronto-invitare-putin-b14d45f6-358e-11e6-8ef0-3c2327086418.shtml.
Mala stampa. Friedman mi sembra aver trascorso troppo tempo in Italia, tanto da dimenticare come fa il suo lavoro un giornalista anglosassone…
Contro i nemici della cultura e della musica, due brevi ascolti di Max Richter, compositore inglese contemporaneo (https://en.wikipedia.org/wiki/Max_Richter).
Il primo, se finalmente il clima si metterà al bello, è adatto alla stagione e si intitola The Tree, The Beach, The Sea.
Il secondo pezzo è Horizon Variations.
domenica 29 maggio 2016
Cosa frena la produttività italiana
Due giorni fa The Boston Globe ha dedicato un interessante articolo a un’esperienza imprenditoriale di Donald Trump che, come altre, rivela elementi caratteriali e professionali a mio parere non adatti a chi aspira a reggere le sorti della maggiore potenza planetaria. Ecco il collegamento: http://www.bostonglobe.com/news/politics/2016/05/27/donald-trump-airline-went-from-opulence-air-crash-landing/zEf1Er2Hok2dPTVVmZT6NP/story.html?s_campaign=email_BG_TodaysHeadline&s_campaign=.
Buona stampa. Propensione all’azzardo, attenzione smodata per se stesso e per il soddisfacimento di un ego (forse?) un po’ troppo sviluppato, capacità di sfruttare le debolezze del sistema bancario in maniera molto disinvolta, indifferenza verso la competenza dei collaboratori. Dall’articolo di Matt Viser emergono anche altre caratteristiche non proprio encomiabili, ma mi fermo qui, ce n’è abbastanza. Chissà quanti americani lo avranno letto? Temo non quanti servirebbero per fugare il timore che Trump possa arrivare a occupare lo Studio Ovale. Un rischio che si fa sempre più concreto.
domenica 15 maggio 2016
Gente che saprebbe distruggere e non costruire
Mancano poche settimane alle Convention nel corso delle quali, negli Stati Uniti, i Democratici e i Repubblicani confermeranno i propri candidati alla Casa Bianca.
martedì 8 marzo 2016
E se poi ci stupisse? Meglio non correre rischi!
Si fatica a trovare un organo d’informazione internazionale che esprima un parere positivo sulla possibilità che Donald Trump sia il candidato dei Repubblicani alla presidenza degli USA. Per quel poco che conta, neppure a me piace l’idea che quel personaggio arrivi anche solo a qualche centinaio di metri dal 1600 di Pennsylvania Avenue.
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domenica 6 settembre 2015
Ich bin ein Münchner
La scelta del titolo oggi non è stata immediata. Ero incerto tra “Smentite e conferme” e quello che vedete: poche parole in tedesco (lingua che ignoro pressoché totalmente) con le quali, ieri, avevo accompagnato su Facebook la condivisione di questo video della BBC: http://www.bbc.com/news/world-europe-34162844.
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sabato 5 settembre 2015
Ignoranza e pregiudizi camminano insieme
Si dice, riprendendo e modificando le parole del profeta Isaia, che Dio acceca chi vuole perdere. Ecco il passaggio:
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!». Egli disse: «Va' e riferisci a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, osservate pure, ma senza conoscere. Rendi insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d'orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da esser guarito». (Isaia 6,8-10)
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