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mercoledì 27 marzo 2013

Sincero sollievo


Cominciamo con una notizia rassicurante: non dobbiamo preoccuparci per i parlamentari, non rieletti o non ricandidati, che non hanno trovato anche in questa legislatura un seggio alla Camera o al Senato. Il Sole 24 Ore ci offre qualche dettaglio riguardo alle loro prospettive:
Buona stampa. Trovo anche rassicurante che il povero Fini continui per altri 10 (DIECI) anni a beneficiare di buona parte dei privilegi di cui godono (chissà quanto meritatamente?) gli ex Presidenti dei due rami del Parlamento Italiano. Spero proprio che, in preda a qualche assurdo impeto francescano, lui e Casini, ma anche Bertinotti o Pera, non si sognino di seguire l’esempio di Grasso e della Boldrini. Non vorrei mai che decidessero spontaneamente di rinunciare in tutto o in parte a vantaggi che SI sono assegnati. Lo troverei, come dire?, deprimente… tutta una vita dedicata al servizio del paese, senza nessun tornaconto personale, e poi, nel momento della dolorosa separazione dal compito pubblico svolto con tanto impegno (un paio di giorni la settimana per pochi mesi l’anno), rinunciare alla giusta ricompensa, appena un po’ superiore a quella che spetta a qualsiasi comune cittadino. Andiamo, basta con questi luoghi comuni dell’antipolitica!
E’ un gran sollievo che almeno Schifani sia stato rieletto e possa spostare in là il momento del ritorno alla vita normale, quella in cui non potrà più esprimere pienamente le doti di uomo straordinariamente attento al bene della collettività, così sopra le parti da non aver mai espresso nessuna opinione men che equilibrata e sobria per tutta la durata del mandato di Presidente del Senato. Un’imparzialità e un distacco dagli interessi di bottega (quelli del partito, ossia quelli del padrone del partito, ossia il tizio decrepito) che gli è valsa la nomina a capogruppo del Pdl al Senato.
A proposito degli interessi del tizio decrepito, ecco, da La Repubblica, un breve pezzo che illustra l’andamento dei conti di Mediaset nel 2012 e nei primi mesi del 2013: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/03/26/news/mediaset_primo_rosso_dalla_quotazione_perdita_da_287_milioni_e_nessun_dividendo-55410119/.
Cronaca. Strano destino quello del tizio decrepito: a dar retta alle maldicenze, quasi vent’anni fa, avrebbe iniziato la sua avventura politica per salvare le proprie aziende in difficoltà e sé stesso da possibili problemi con la giustizia. E adesso, quando ormai è plausibile che la sua parabola di politico possa continuare ancora per pochi anni, si ritrova al punto di partenza, anzi, con qualche problema in più, almeno sul piano giudiziario.
Oddio, le cose potrebbero cambiare ancora: bisogna dargli atto di saper recuperare magistralmente (anche se con il prezioso contributo degli avversari, sempre pronti a fare di tutto pur di aiutarlo), potrebbe riuscire anche nel colpo più grosso di tutti, farsi mandare al Quirinale… Ve lo vedete, il tizio decrepito Presidente della Repubblica e, quindi, anche del Consiglio Superiore della Magistratura? Sarebbe senz’altro divertente, magari non utile al paese, ma certamente divertente.
Lasciamo perdere… Andiamo dalle parti del M5S: quanto a disponibilità al dialogo e a capacità di porsi in discussione, lo stile di Grillo, purtroppo, ha fanatici seguaci tra i suoi sostenitori, come dimostra quanto accaduto a Fiorello (http://www.corriere.it/politica/13_marzo_27/fiorello-crimi-cinque-stelle-non-scherzi-cruccu_6c87660a-96bc-11e2-b7d6-c608a71e3eb8.shtml).
Lui, lo psiconano+barba-Mediaset, intanto non demorde: convinto A TORTO (come il tizio decrepito e lo smacchiatore di giaguari) di rappresentare la maggioranza degli italiani, intende imporre la propria visione a tutti, calpestando i più elementari principi della democrazia e della politica. E nella sua irrefrenabile logorrea riesce a raggiungere vette di impressionante assurdità. Definire “puttanieri” alcuni noti politici italiani è del tutto sbagliato… o meglio, è sbagliato in quasi tutti i casi… Scherzo, ma in realtà non c’è proprio nessuna ragione per scherzare. Mentre lo psiconano+barba-Mediaset farnetica e il tizio decrepito pretende di dettare condizioni dal basso del suo quasi dimezzato peso politico e lo smacchiatore di giaguari consulta anche il portiere del palazzo di Viale della Pace 27, mentre tutto questo accade, i nostri problemi, quelli della grandissima maggioranza degli italiani, non solo non vengono risolti, ma si aggravano.
Ci meritiamo un po’ di musica. Anzi, più di un brano.
Cominciamo con un pezzo storico: la più celebre cover di With a Little Help from My Friends, quella di Joe Cocker al festival di Woodstock nel 1969. Otto minuti indimenticabili.


Cambiando completamente genere, vi proporrei di ascoltare un brano eseguito da Dexter Gordon, grande sassofonista cui ho accennato mesi fa come protagonista del film Round Midnight. Vi suggerisco di ascoltarlo in un classico, Body and Soul, registrato dal vivo a Montreux nel 1970.


E finiamo con un altro cambio radicale di genere. Un nuovo ascolto di Philip Glass, si tratta del brano Labyrinth, godetevi anche le immagini del video, non solo la musica.

martedì 12 febbraio 2013

Ricordate e fate ricordare!


Sapete già che il bleso della Valtellina gode di poche simpatie tra i redattori del sito LaVoce.info. Non c’è, quindi, di che stupirsi nel leggere il pezzo piacevolmente velenoso scritto da Carlo Scarpa e pubblicato oggi: http://www.lavoce.info/robintax-consumatori-energia-regolamentazione/.
Buona stampa. Non ci sarebbe nulla da aggiungere, ma, purtroppo, Tremonti continua considerarsi una risorsa indispensabile per il paese e pretenderebbe di diventare Presidente del Consiglio nel caso in cui la coalizione Pdl-Lega vincesse le elezioni (ammesso che il tizio decrepito lo permetta, e ne dubito assai). Di andare a passeggiare tra le montagne, quelle lombarde o quelle bellunesi scelga lui liberamente, e di togliersi per sempre dai piedi proprio non se ne parla?
Oddio, forse è pretendere troppo da un Ministro dell’Economia (incarico che comprendeva, allora come oggi, anche la competenza sulle Finanze) il quale non trovava sconveniente pagare in contanti e, apparentemente, senza ricevuta o altra documentazione la sua quota di affitto al proprio braccio destro Marco Milanese… Ve ne siete dimenticati? Non dovreste. Un po’ troppi italiani hanno la memoria corta o, quanto meno, preferiscono non tenerla allenata. Comunque, sull’affitto di Tremonti, ecco un paio di link: http://www.corriere.it/cronache/11_luglio_30/sarzanini_complotto_b4fc60c0-ba7c-11e0-9ed5-57850404ec1a.shtml e http://www.ilgiornale.it/news/milanese-persecuzione-nei-miei-confronti-ministro-tremonti.html. E’ rimasto lì allora, assurdo pensare che si ritiri a vita privata proprio adesso… Peccato, però… All’Italia farebbe un gran bene. Anche al bleso della Valtellina abbiamo già dato anche troppo.
Tornando al problema della memoria poco esercitata, vado a ripescare un pezzo de La Stampa di sabato: http://www.lastampa.it/2013/02/09/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/le-promesse-irrealizzabili-dei-leader-cYMaNa1OOMaRZIkEbvvWcO/pagina.html.
Buona stampa. Fate come ho fatto io: una volta letto l’articolo, salvatene una copia sul vostro disco fisso e, fra qualche mese, andate a vedere che fine hanno fatto quelle promesse. E anche le altre. E scrivete ai quotidiani che leggete. Pretendete che controllino realmente l’agire dei politici e che ne mettano in evidenza le menzogne e le contraddizioni. Abbiamo bisogno di giornali e di giornalisti di qualità, di giornali e di giornalisti che, se possibile, sappiano finalmente fare il loro compito come accade in altri paesi. Siamo troppo arrendevoli e smemorati. Non ce lo possiamo più permettere. Dobbiamo liberarci di chi ci prende in giro e continua a vivere a nostre spese e, probabilmente, ridendo di noi.
Giusto per cavarmi un macigno dalla scarpa, guardate il manifesto scelto da Fli per la propria campagna elettorale: http://sitogianfrancofini.files.wordpress.com/2013/01/fini_70x100_lr-3.jpg?w=700&h=.
A noi amare l’Italia certamente costa. E ci costa molto anche perché Fini ha fatto ben poco di quello che aveva promesso. Il Presidente della Camera e quello del Senato Schifani hanno in buona parte mancato ai loro impegni solenni di avviare una consistente riduzione delle spese del Parlamento. Non dimenticate.

lunedì 14 gennaio 2013

Di certi possiamo benissimo fare a meno


La ragione per cui me ne sono rimasto silenzioso per un paio di giorni è che, nelle vicende italiane, trovo sempre più motivi per arrabbiarmi e anche per radicalizzare il mio pessimismo.
Cominciamo dall’economia e da un po’ lontano. Sul Sole 24 Ore di giovedì, Roberto Perotti analizzava, senza offrire grandi speranze, i meccanismi che ostacolano la riduzione della spesa pubblica italiana: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-10/perche-fanno-tagli-spesa-063551.shtml?uuid=Ab7xdqIH&fromSearch.
Buona stampa.
E’ un articolo che, tra l’altro, aiuta a capire due cose: chiunque vinca le elezioni avrà un compito imponente per incidere sulla spesa pubblica e, aspetto più importante, le promesse di riduzione delle tasse, così come vengono articolate, costituiscono una minaccia molto seria per la tenuta dei conti pubblici nei prossimi anni. Io non credo che esista in nessuno schieramento politico la volontà di cambiare radicalmente il modo di operare dello Stato e degli Enti locali, condizione senza la quale la spesa resterà sostanzialmente immodificabile. E ritengo che ancor più ostili a una riforma in questo campo siano i sindacati. Quanto poi alla burocrazia pubblica…
E qui veniamo a un articolo di oggi: l’editoriale del Corriere della Sera, firmato da Ernesto Galli della Loggia, il quale indica nell’ipotetico rinnovamento della classe politica (apparentemente ricercato da tutti i partiti “storici”) un motivo di preoccupazione, giacché verrebbero a mancare individui che hanno l’esperienza e la conoscenza necessarie per far funzionare adeguatamente il Parlamento e il Governo. Questo il link: http://www.corriere.it/editoriali/13_gennaio_14/equivoci-antipolitica_c3595e66-5e13-11e2-8040-f298aabecc61.shtml.
Stampa così e così. L’impianto dell’articolo mi sembra condivisibile, ma non mi convince l’approccio un po’ drastico, che induce quasi a pensare che Galli della Loggia preferisca continuare a vedere all’opera certi personaggi di cui, francamente, avremmo dovuto liberarci da molto tempo.
Parliamo, ad esempio, dei Presidenti di Camera e Senato: nella logica di Galli della Loggia credo siano da considerare persone esperte dei meccanismi parlamentari e statali e, quindi, risorse da mantenere in servizio anche per la prossima legislatura.
Per me, Fini e Schifani dimostrano, al contrario, quanto la classe politica affermatasi negli ultimi quindi anni sia priva delle qualità necessarie per svolgere adeguatamente i propri compiti. Il mancato funzionamento del Parlamento, che tutti lamentano, avrà pure dei responsabili. Sono il primo a riconoscere quanto peso, a riguardo, abbiano avuto le tattiche dilatorie dei partiti, pronti a far arenare qualsiasi provvedimento sgradito. Mi pare, tuttavia, che i Presidenti di Camera e Senato, di fronte a questo stato di cose, si siano limitati a qualche timida e frettolosa protesta e non abbiano fatto alcunché per cambiare la situazione. Le dimissioni sarebbero state un gesto assai più significativo dei pavidi richiami per l’eccessivo ricorso ai decreti da parte dei Governi.
E non parliamo della sfilza d’impegni non mantenuti sui costi del Parlamento. Detto fuori dai denti, Fini e Schifani non dovrebbero essere ricandidati. E mi spiace molto che il Professor Monti non abbia saputo farsi valere nel suo schieramento.
Lasciando questi due casi particolari, se andiamo a guardare come si vanno formando le liste e a leggere i nomi di alcuni candidati, allora è anche più difficile dare ragione a Galli della Loggia.
Perché non pensiate che faccio affermazioni aprioristiche, ecco un paio di articoli sul tema (che si aggiungono a quello segnalato venerdì). E li prendo da quotidiani assai distanti: il primo è un pezzo di Sallusti, da Il Giornale di ieri (http://www.ilgiornale.it/news/interni/bersani-ora-ha-paura-scappa-berlusconi-e-confronto-tvdalla-874325.html), il secondo è di Ottavio Lucarelli da Repubblica, sempre di ieri (http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/01/13/news/cosentino_cesaro_milanese_il_pdl_candida_gli_inquisiti-50415571/).
Immagino che anche Galli della Loggia sia dell’avviso che si potrebbero scegliere persone migliori con criteri meno discutibili.

mercoledì 9 gennaio 2013

Vergognarsi? Quei due certamente no


Cronaca, nessun giudizio, salvo apprezzare molto, anzi moltissimo le parole del Presidente Napolitano e del Ministro Severino. Mortificazione e avvilimento sono certamente i sentimenti che prova chi, come loro (per quanto hanno detto e fatto) e i comuni cittadini italiani, non ha responsabilità riguardo al trattamento incivile cui sono sottoposti i carcerati nel nostro paese.
Altri, che sono sicuramente ben lungi dal sentirsi mortificati e avviliti, dovrebbero vergognarsi, ma ciò è manifestamente impossibile. Parlo dei membri del Parlamento italiano che, tra le tante, anche di questa questione hanno preferito non occuparsi, presi evidentemente da altro. E più ancora dei deputati e dei senatori, la più profonda e irrimediabile vergogna dovrebbero provarla coloro che della Camera e del Senato sono le massime autorità. Già, dimenticavo, le massime autorità della Camera e del Senato sono Fini e Schifani. Da loro non c’è da aspettarsi niente, figuriamoci la vergogna per l’inefficienza degli organi che hanno guidato per quasi quattro anni. Fini e Schifani sono quelli che avevano promesso solennemente di ridurre in modo drastico i costi del Parlamento entro il 31 gennaio. Del 2012, non del 2013… Avete visto qualcosa?
Lasciamo perdere, anche se su Fini forse torneremo, magari passando da Montecarlo.
Restando sulla condanna della Corte di Strasburgo, mi pare che, come accade quasi sempre, meriti di essere letto cosa ne scrive Stefano Folli sul 24 Ore di oggi: (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-09/questione-carceri-irrompe-campagna-074315.shtml?uuid=Ab6ZlXIH).
Buona stampa.
Nella stessa pagina dell’edizione stampata del 24 Ore, Roberto D’Alimonte analizza i possibili risultati del voto al Senato: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-09/duello-regioni-chiave-tutti-141930.shtml?uuid=AbliQfIH&fromSearch.
Buona stampa. D’Alimonte è preciso e chiaro in una materia che, per natura, è fumosa e incerta. Forse perché i numeri li studia e non li da…
Delle prossime elezioni, purtroppo per voi e per me, si parlerà ancora. Spero di riuscire a farlo con un’idea che vi piacerà.
Passiamo alla musica e mi sembra doveroso, dopo aver molto privilegiato il jazz e il rock, dare spazio alla musica classica. Ascoltiamo il Concerto per oboe di Vincenzo Bellini che, se non sbaglio, ha avuto maggior successo nelle esecuzioni con la tromba al posto dello strumento previsto originariamente. In questo caso il solista è il trombettista francese Maurice Andrè, del quale tra poche settimane cadrà il primo anniversario della morte (http://it.wikipedia.org/wiki/Maurice_Andr%C3%A9).



mercoledì 28 novembre 2012

A chi non siamo grati


Mi dispiace per voi, ma non posso fare a meno di tornare sul tema, credo a noi tutti nient’affatto gradito, del funzionamento del nostro sistema politico.
La notizia del giorno la prendo dal Sole 24 Ore, precisamente da un articolo di Marco Mobili: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-28/delega-fiscale-binario-morto-063742.shtml?uuid=Abv0s36G&fromSearch.
Buona stampa. Anche se si tratta di cronaca.
Il commento, che già dal titolo dice tutto e che prendo sempre dall’edizione odierna del 24 Ore, è firmato da Fabrizio Forquet: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-28/schiaffo-paese-063603.shtml?uuid=AbLMs36G.
Buona stampa. Soprattutto per come evidenzia il contrasto tra l’operato del Governo, che io ho spesso criticato (a ragione, scusate la modestia) per il poco coraggio e la poca incisività, e la totale mancanza di senso di responsabilità del Parlamento, che rivela giorno dopo giorno la pessima qualità dei suoi componenti. E anche dei suoi presidenti, perché se Schifani e Fini avessero la caratura degli uomini di Stato (e, ovviamente, non l’hanno) si sarebbero dimessi da tempo piuttosto che restare a presiedere un pugno di personaggi, in gran parte inqualificabili, che, anche in un momento drammatico come quello che vive l’Italia, antepongono i loro (o degli amici) meschini interessi a quelli degli italiani e, indifferenti a quanto denaro ricevono dai loro concittadini, non solo lavorano poco o nulla, ma quando si presentano in aula affossano i risultati prodotti in un anno dal Governo, pochi, ma certamente maggiori di quelli prodotti dal Parlamento in oltre tre anni di legislatura prima che a Palazzo Chigi arrivasse Monti. E potrei anche dire in tutte le ultime quattro legislature...
Che poi tutto questo avvenga, prevalentemente, per assecondare il protagonismo velleitario e patologico di un tizio piuttosto decrepito, il cui aspetto farebbe apparire affascinante anche il ritratto di Dorian Gray, beh, francamente, non lo si può tollerare.
Abbiamo già dato anche troppo alla smisurata e grottesca e immotivata autostima di Berlusconi e, soprattutto, agli orizzonti piuttosto ristretti, e poco orientati al bene comune, del suo agire politico.
Il paese è inchiodato da quasi vent’anni perché lui ha deciso di dedicarsi alla politica principalmente per far fronte a questioni che, con la vita degli italiani, avevano poco, anzi nulla a che fare. La colpa, però non è soltanto sua.
A Berlusconi e ai suoi oppositori possiamo sicuramente addebitare il fatto che non si sono realizzate le riforme che avrebbero permesso al paese di affrontare con maggiore serenità la crisi economica e finanziaria iniziata nel 2007.
Quando sento Bersani sostenere che lui è in grado di “rinnovare”, onestamente, posso soltanto scrollare incredulo la testa. Bersani, come gran parte di quelli che lo sostengono all’interno del suo partito, è uno dei politici che dovrebbero stare sul banco degli imputati di un ipotetico processo intentato dagli italiani a coloro che li hanno, si fa per dire, amministrati negli ultimi vent’anni.
Adesso che ci penso… non sarebbe male modificare il progetto di Rutelli e Viespoli di cui ho parlato (il peggio possibile come meritava) qualche giorno fa… Anziché una piccola assemblea costituente, un severo tribunale speciale per i danni causati dalla classe politica al paese… sognare si può, almeno nel proprio blog.
Passando alle cose belle, un brano musicale. Da un po’ di tempo trascuro la cosiddetta “Musica Classica” e, siccome oggi ricorre l’anniversario della prima esecuzione pubblica del 3° Concerto per pianoforte di Sergej Rachmaninov (non è cultura sedimentata, l’ho appreso ascoltando Radio3 della Rai oggi: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-040c7474-91ca-4de4-b086-5e321557dcc6.html), sfrutto l’occasione.
Ecco l’esecuzione del 1° movimento del 3° Concerto registrata, nel 1939, da Rachmaninov stesso.


martedì 18 settembre 2012

Teatrini e teatranti


A quanto pare, e ne sono particolarmente lieto, altri pensano, come me, che Renata Polverini ieri abbia messo in scena uno spettacolo piuttosto poco convincente. Se poi, a pensarla come me, è niente po’ po’ di meno che il Mastino truce, ossia Sergio Rizzo, allora sono ancor più lieto.
Il suo commento sul Corriere della Sera di oggi sottolinea che la Polverini ha impiegato un bel po’ di tempo prima di restare fulminata sulla via della trasparenza e che, fino al tardivo evento (forse) illuminante, non si è proprio mantenuta estranea ai giochetti di palazzo, attribuendo ad alcuni stretti collaboratori incarichi all’interno della struttura della Regione Lazio.
Ci sono altre cose nell’articolo, quindi vi suggerisco di leggerlo e metto fine al mio riassunto, più che mai superfluo. Ecco il link: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_settembre_18/regione-lazio-nessuno-paga-conto-rizzo-2111864137041.shtml.
Buona stampa. Non diversamente dal solito.
Voglio solo sottolineare il tono esasperato e attonito che emerge a tratti dalle parole di Rizzo, come se davvero anche lui non riuscisse a spiegarsi (e non ne potesse più di) questa intollerabile impunità dei malfattori che impestano le pubbliche amministrazioni italiane, a ogni livello, e l’assenza di qualsiasi segnale di vero ravvedimento da parte degli uomini al vertice del sistema politico.
Non cambierà nulla finché avremo messe in scena prive di conseguenze come quella di Renata Polverini di ieri o quelle di Fini e Schifano che, alla fine del 2011, promettevano di far terminare lo scempio di risorse pubbliche operato dal Parlamento e il flusso indecoroso di fondi ai partiti effettuato in ogni maniera, dalla più subdola alla più sfacciata.
Chiacchiere. Aria fritta. Parole vuote.
Non faranno mai nulla perché senza i soldi (I NOSTRI SOLDI) il baraccone del loro potere non sta in piedi, come dimostra l’espressione angosciata di coloro che temono di non tornare alla Camera o al Senato. Quegli stessi signori che, al Senato, stanno demolendo, mattone dopo mattone, la legge contro la corruzione elaborata dal Ministro Severino, già molto ammorbidita per volere dei partiti.
Ascoltate l’edizione di questa mattina di Tutta la città ne parla su Radio3. Ne vale davvero la pena. Potete scaricarla a questo indirizzo: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-a1e3b801-994a-41e8-8098-72f0c3bca667-podcast.html.
Buona stampa.
E, giusto per non dimenticare certe cose, vi inviterei a pensare chi era solito parlare del "teatrino della politica" cui lui era estraneo e intendeva porre fine.
Ve ne ricordate? E' ancora lì, sul palcoscenico, a fare la manfrina insieme a tutti gli altri.

lunedì 23 luglio 2012

Ribeccarci quello? No, grazie!


Non imprevedibile: la settimana si apre con uno scossone ai mercati, ancora pronti a sfruttare l’ampio spazio concesso alla speculazione dall’inedia e dall’inettitudine dei governanti europei. Oltre che dalle chiacchiere in libertà di ministri spagnoli, tedeschi, italiani e d’ogni dove.
Per quel che ci riguarda più da vicino, grazie all’attenzione ai propri problemi e alla distrazione rispetto a quelli del paese da parte dei politici, non siamo certamente in grado di offrire agli operatori finanziari ragioni per investire su di noi e non contro di noi, come continuano a fare (i dati del differenziale d’interesse sui titoli pubblici e l’andamento della borsa la dicono lunga sulla fiducia che ci siamo guadagnati nelle ultime settimane).
Non c’è nulla che Monti possa fare se la politica continua a offrire una modestissima immagine e a rafforzare la convinzione che, dopo le elezioni politiche e allontanati i cosiddetti tecnici, riprenderà l’andazzo di sempre, quel bel modo di amministrare che è all’origine delle nostre condizioni pessime, determinate soprattutto dalle dimensioni del debito pubblico. A tale riguardo, vi suggerisco di leggere l’editoriale di Panebianco sul Corriere di oggi (http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_23/troppi-topi-nel-formaggio-panebianco_e6b0498e-d483-11e1-9251-6da620bfc4cf.shtml).
Buona stampa.
Devo ammettere che non è facile dire se la scadente immagine di noi che stiamo rapidamente ricostruendo è dovuta maggiormente all’azione di questo o quel pezzo dello schieramento politico.
Appare, comunque, difficile negare che il ventilato ritorno di Berlusconi venga giudicato molto negativamente all’estero. Dopo l’Economist, anche il Financial Times ha deciso di occuparsi della questione (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/664317a6-d409-11e1-942c-00144feabdc0.html#axzz21QoqldoR).
Buona stampa. Come di consueto.
Pur consapevole che finirò per irritare più di qualcuno e di perdere un paio dei miei tre lettori, dirò che nulla sarebbe più nocivo della candidatura di Berlusconi alla Presidenza del Consiglio. Ho già scritto che ha avuto moltissimi anni a disposizione per effettuare il cambiamento che aveva promesso e che non c’è nessuna ragione per accreditargli la capacità di realizzare in futuro quello che non ha saputo realizzare nei quasi diciannove anni in cui ha rivestito un ruolo centrale nella politica italiana, dei quali quasi dieci in qualità di Presidente del Consiglio.
Il problema è che manca chi, nella sua parte politica, ha abbastanza coraggio e indipendenza dal suggerirgli di dedicarsi ai nipotini. Oltre alle parole di Martino riportate dal Financial Times (e Martino è sicuramente uno degli uomini migliori del centro-destra), leggetevi un po’ cosa riescono a dire Galan, la Gelmini e Rotondi in questa cronaca tratta dal Corriere di oggi: http://www.corriere.it/politica/12_luglio_23/berlusconi-ritorno-campo-candidatura_16d09c94-d485-11e1-9251-6da620bfc4cf.shtml.
C’è poco da stare allegri, direi. E noi, purtroppo, non possiamo prendercela con loro come fanno i tifosi del Milan con Galliani. A noi è preclusa un’azione legale per farci rimborsare l’abbonamento. Noi corriamo il rischio di sorbirci un’altra volta la rappresentazione offerta dalla modesta squadra che può formare una persona che, oltre a preoccuparsi dei fatti suoi e non dei nostri, si circonda di scimmiette che non sentono e non vedono, ma parlano, però soltanto per dare ragione al capo.
Il bravo Galan, per chi lo avesse dimenticato, è quel tale che, Ministro, ma non deputato, si faceva prestare la tessera dalla sua amica Giustina Destro, deputata, per poter usufruire del barbiere di Montecitorio (Che classe!!!), quando le tariffe erano ancora quelle scandalosamente basse parte del “pacchetto” di benefici che i nostri parlamentari avevano pensato bene di attribuirsi. E che, in gran parte, sono ancora lì, ovviamente appena scalfiti dalle promesse di Schifani e Fini.
Buon giorno e buona fortuna.

mercoledì 11 luglio 2012

Chissà perché non si fidano di noi?


Ugo Magri è notista politico de La Stampa: mi sembra che sappia fondere insieme, con quel tocco di umorismo assente nei due colleghi, il modo di lavorare di Verderami e Franco, le due firme politiche di maggior peso del Corriere della Sera.
Oggi si occupa anche lui, sia pure in maniera ellittica, del presunto ritorno in campo di Berlusconi e dei timori che agitano i partiti italiani di fronte alla possibilità che l’Europa ci chieda impegni scritti a non allontanarci dalla linea tracciata dal Governo Monti (http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/461959/).
Buona stampa.
Difficile dare torto a chi, in Europa, pretende che il nostro paese si vincoli a perseguire (magari anche con più decisione) il risanamento economico e le riforme intraprese dai “Tecnici”. Noi, del valore della parola dei nostri politici, se sappiamo qualcosa, vero?
A proposito, la dieta per i partiti che fine avrà fatto? Schifani e Fini e i loro solenni proclami sono rimasti la solita aria fritta, o sbaglio? Io, di quella gente, non mi fido neppure se firmano. Fanno bene, negli altri paesi europei, a guardarci con diffidenza, specie se tornano in campo certi funamboli delle promesse destinate ad abbindolare gli elettori e a restare tali. O se arriva quel nuovo che, purtroppo, non sembra affatto un miglioramento, al contrario.

mercoledì 20 giugno 2012

Per quel che vale un suo impegno...


La nostra vacanza dai politici, purtroppo, non poteva durare. Ecco, quasi in presa diretta, la prova di quale sia lo stato di decomposizione morale dei membri del Parlamento. In ritrovata sintonia, Lega e Pdl hanno deciso che sia preferibile occuparsi del cosiddetto Senato Federale, che per la verità non fa neppure parte del disegno di legge di riforma costituzionale, anziché approvare l’articolo uno del medesimo disegno di legge, quello che riduce il numero dei parlamentari.
E il Presidente del Senato, Schifani, ha anche il coraggio di dire che non dobbiamo preoccuparci, perché lui si è impegnato a far sì che si approvi il taglio, parte del ridimensionamento dei costi della politica che Schifani, con Fini, aveva promesso molti mesi fa di far realizzare in tempi rapidissimi. Un impegno che, se ricordo bene, avrebbe dovuto essere mantenuto entro il 31 Gennaio. La parola di Schifani: una garanzia…
Naturalmente, quando si tratta di informare gli italiani, Il Giornale dell’ottimo Sallusti tiene una posizione diversa dagli altri quotidiani: non pubblica la notizia. Per Il Giornale la mossa di Pdl e Lega non merita attenzione, sai mai che i lettori scoprano che anche i due vecchi alleati fanno parte della casta…
Sallusti, evidentemente, non ha tempo per dare le notizie scomode, ma ne trova per scrivere i suoi editoriali, testi meditati, convincenti, equilibrati, come questo: http://www.ilgiornale.it/interni/votare_non_e_reato/17-06-2012/articolo-id=592953-page=0-comments=1.
Vorrei poter allargare le votazioni con una quarta categoria, però violerei una delle regole che mi sono imposto il giorno in cui ho deciso di aprire il blog.
Mala stampa. Però avrei voluto scrivere ben altro…
Parliamo di cose serie, e di quotidiani un po’ meno, come dire?, distratti…
Sul Sole 24 Ore di oggi ci sono alcuni articoli dedicati alla dimensione degli investimenti in derivati delle principali banche europee. Meritano di essere letti, sono scorrevoli e semplici e aiutano a comprendere molto bene quali rischi comporta questa situazione e quali e quanto pesanti siano gli effetti sulle economie dei diversi paesi.
Buona stampa. Che sarebbe bene qualcuno facesse leggere a Sallusti: sai mai che servisse a fargli vedere le cose come stanno e non come vorrebbe che stessero.
Proseguiamo con la cronaca delle ultime vicende dei Ligresti. Conoscendo il nostro paese, non mi abbandono all’ottimismo, tuttavia si può immaginare che, finalmente, si faccia un po’ di chiarezza sulla gestione a dir poco disinvolta di uno dei principali gruppi assicurativi italiani. Ancora dal Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-06-20/board-fonsai-chiude-ligresti-064049.shtml?uuid=AbpXXCvF&fromSearch.
Buona stampa. E la storia non finisce certo qui...
E finiamo con il fondatore di Wikileaks, il quale, per sfuggire alla richiesta di estradizione della Svezia, dove deve scontare una condanna per violenza sessuale, e degli Usa, per la pubblicazione di documenti riservati, ha deciso di rifugiarsi nell’ambasciata ecuadoregna a Londra: http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/459155/.
Sbaglierò, ma a me sembra cha Assange sia assai meno limpido di quel che vuole apparire.

lunedì 9 aprile 2012

Un po' in trasferta e un po' in casa


Con l’espressione inglese trade finance s’individuano tutte le operazioni bancarie collegate al movimento delle merci a livello internazionale (per saperne di più: http://en.wikipedia.org/wiki/Trade_finance).
Il Financial Times di oggi segnala che alcune delle principali banche mondiali stanno cercando di trovare meccanismi che consentano di trasferire i propri rischi in questo campo agli investitori così da liberare risorse di capitale per altre operazioni (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/45a5d23e-7bdc-11e1-9100-00144feab49a.html#axzz1rXxPSA28).
Buona stampa.
Gli strumenti di cui si parla nell’articolo, i CDO, godono di pessima fama, ma possono, in realtà, dimostrarsi preziosi. Per fare un esempio banale e trito, anche la corrente elettrica può uccidere, ma illumina le nostre case e fa funzionare i nostri elettrodomestici.
Nel caso specifico illustrato dal Financial Times, mi pare che quello che le grandi banche stanno cercando di fare sia sostanzialmente apprezzabile, nel senso che il trasferimento ad altri di parte dei propri rischi consentirebbe di liberare risorse di capitale da destinare a nuovi finanziamenti, un evento positivo in una situazione di malfunzionamento dei mercati del credito. Come accade spesso, il pericolo non è nello strumento, ma nell’uso che se ne fa. Anche collocando sui mercati CDO collegati ai mutui immobiliari, in linea di principio, le banche ottenevano di liberare risorse per sostenere altri clienti. I problemi sono nati quando, anziché utilizzare mutui di qualità normale, si sono garantite le obbligazioni con i cosiddetti subprime, ovvero mutui concessi in violazione di tutti i principi della corretta gestione bancaria.
Tutto questo pistolotto che vi ho rifilato che scopo ha? Buona domanda. Oltre ad appagare il mio generoso intento divulgativo (o, se preferite, l’ansia di sfoggiare la mia supposta conoscenza del tema), quanto precede serve a parlare, in realtà, di altro. Vorrei, infatti, attirare la vostra attenzione sul fatto che le banche, magari anche con intenti positivi, non hanno smesso di cercare di sottrarsi alle pur blande normative introdotte dalle autorità di controllo per portare un po’ più di rigore nel sistema bancario. Quel rigore che dovrebbe impedire che si ripresentino condizioni come quelle che hanno svolto il ruolo di detonatore di questa lunghissima crisi economica (le cui dimensioni e la cui durata, però, sono state largamente influenzate da altri fattori).
Anche alla luce di quanto riportato dal Financial Times, temo che si debba fare ancora moltissima strada prima di poter considerare raggiunto lo scopo. E le difficoltà saranno tanto maggiori quanto più i singoli stati vorranno proteggere i loro orticelli, siano essi la posizione di predominio delle proprie banche o la creazione di posti lavoro legati alla presenza di mercati finanziari nei propri territori o altro.
Io ho seri dubbi che, ad esempio, il governo americano possa accettare norme imposte da organismi come il Financial Stability Board che possano ridimensionare il ruolo e la libertà d’azione di colossi quali Goldman Sachs o J.P. Morgan. Allo stesso modo, il governo inglese si sta battendo con determinazione per impedire misure che, in vario modo, potrebbero ridurre la dimensione e la quantità delle transizioni finanziarie concentrate su Londra.
E, ovviamente, si torna alla politica. In particolare, alla capacità della politica di difendere l’interesse collettivo di fronte alla pressione delle lobby che tutelano gli interessi di pochi.
Chiuderei tornando in Italia. La notizia di oggi è che Renzo Bossi sarebbe intenzionato a dimettersi dal Consiglio Regionale lombardo. Se è realmente così, va riconosciuto che il Trota è meglio di tanti altri. Non che ci voglia molto, ma tant’è…
Ricordate l’ottimo Lusi. Lui, che ha dichiarato di aver rubato e ha persino tentato di patteggiare, lui no. Lui, quel figuro ignobile, è ancora lì. E rimane lì anche Rosi Mauro, sebbene anche lei, tutto sommato, non dia proprio lustro alla poltrona che occupa. E anche Calearo, ha annunciato le dimissioni, ma ancora non le abbiamo viste.
Per fortuna abbiamo Schifani e Fini: sono sicuro che nel volgere di poche ore metteranno a punto le norme che, oltre a ridurre i costi delle due Camere, impediranno che vengano eletti o restino in carica personaggi privi dei requisiti morali per essere Senatori e Deputati.
Quei due tizi sono tosti. Non si perdono in chiacchiere e non buttano il tempo scrivendo lettere ai quotidiani, loro no, loro stanno cambiando a spron battuto e radicalmente il Parlamento.
No, non voglio chiudere così arabbiato. Torniamo all’economia e alla finanza. Niente di cui stare allegri, intendiamoci, ma ieri Il Sole 24 Ore ha dedicato molto spazio all’analisi della situazione dell’euro e mi pare giusto suggerirvi, visto che ci sono ancora alcune ore di vacanza, di leggere un po’. Ecco i link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-08/hedge-fund-ribassisti-europa-081147.shtml?uuid=AbNJYrKF e http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-08/risalgono-volumi-vendite-scoperto-081214.shtml?uuid=Abj4arKF.
Buona stampa.

venerdì 6 aprile 2012

Pensa se avesse avuto una dozzina di figli...


E’ vero, si tratta d’intercettazioni, che non possono certo essere considerate prove definitive, tuttavia non mi piace granché quel che emerge giorno dopo giorno dall’inchiesta sulla gestione dei fondi della Lega. Una sintesi interessante, tra le moltissime, la potete trovare sul Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-06/sistema-affari-alimentato-cassa-083229.shtml).
Buona stampa.
Tutti innocenti sino a sentenza definitiva, ci mancherebbe, ma niente ci impedisce di pensare che il nostro sistema politico non ha possibilità di sopravvivenza senza una serie di misure SERIE volte a scardinare il meccanismo abnorme costruito nel tempo attraverso la connivenza di tutti i partiti, sia quelli rappresentati in Parlamento sia quelli rimasti fuori, ma determinati a sopravvivere forse soprattutto per accaparrarsi la loro fetta di torta, per quanto piccola.
Giusto per capire quali sono le intenzioni reali, leggete il mastino truce di ieri (http://archiviostorico.corriere.it/2012/aprile/05/Flop_annunciato_dati_incomparabili_subito_co_8_120405016.shtml).
Buona stampa.
Se questa è la volontà di cambiare, siamo di fronte a ben altro che “il cambiare tutto perché nulla cambi” del Principe di Salina. Non c’è nessuno, dentro e fuori quello che una volta si chiamava “arco costituzionale”, veramente intenzionato a rinunciare agli sterminati rivoli di denaro che fluiscono dallo Stato ai partiti e alle loro emanazioni, si tratti di giornali, fondazioni e quant’altro.
Sul Corriere di oggi sono pubblicate due lettere, spedite da quei tali di parola di cui abbiamo parlato tante volte (Fini e Schifani), in risposta all’articolo di fondo di De Bortoli di ieri, di cui non avevo parlato perché, pur condividendone il contenuto (è impossibile non condividere il buon senso educato di De Bortoli), mi sembrava l’ennesima “garbata protesta”. Non è il suo editoriale, comunque, che vorrei voi leggeste. Dovete leggere questi testi alti, scritti da uomini avvezzi a non prendere impegni a vanvera, addirittura rocciosi nel realizzare quanto promesso, veri statisti che tutto il mondo ci invidia, mica parolai da quattro soldi: prima Fini (http://www.corriere.it/politica/12_aprile_06/fini-la-lettera_1512131c-7fba-11e1-8090-7ef417050996.shtml) e poi Schifani (http://www.corriere.it/politica/12_aprile_06/schifani-la-lettera_fac4cc0c-7fb9-11e1-8090-7ef417050996.shtml).
In ordine casuale, sono patetici entrambi, due lettere che io mi vergognerei a firmare.
Chiudo con una comunicazione, per così dire, di servizio: ho problemi di connessione, quindi ancora per qualche giorno i post saranno meno frequenti del solito. Sono sicuro che la cosa non vi dispiace.

giovedì 29 marzo 2012

Lo hanno cacciato. Anzi, no

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Ho sbagliato. Il povero Emilio Fede, a quanto pare, è stato licenziato. O meglio, Mediaset ritiene di aver risolto il rapporto di lavoro con lui, ma lui nega. Potete trovare il resoconto sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_28/fede-mediaset-tg_2004b05c-7909-11e1-9401-15564ff52752.shtml) e su Libero (http://www.liberoquotidiano.it/news/969228/Fede-Cacciato-dal-Cav-addio-a-Tg4-e-Mediaset-Lui-fa-spallucce-Che-bella-che-%C3%A8-la-primavera.html).
Buona stampa.
Devo dire che non condivido affatto l’atteggiamento comprensivo (addirittura compassionevole) di Gad Lerner. A me pare, dalle ricostruzioni, che, quantomeno, Fede abbia di gran lunga sopravvalutato il suo peso all’interno dell’azienda. Non vorrei infilarmi nel ginepraio della dietrologia e dei complotti, come invece fa il protagonista di questa storia piuttosto ambigua. Osservo, però, che Mediaset è una società quotata in Borsa, il che imporrebbe la certezza su questa vicenda. Non capisco come sia possibile che l’azienda sostenga una cosa e Fede il contrario. Inoltre, se le ricostruzioni sono corrette, appare evidente che c’è stato un uso improprio di beni aziendali in ogni caso: che a bordo ci fosse realmente Emilio Fede o un impostore, a quanto pare un’auto di proprietà di Mediaset è stata usata per recarsi a Lugano o per versare un’ingente somma di denaro contante o per realizzare un torbido intrigo.
Magari il mio naso funziona male, ma l’odore che emana da questa storia mi piace sempre meno.
E per concludere in bellezza su questo, voglio sperare che non si avveri quanto sostenuto da Fede e riportato da diversi giornali, ossia che si apriranno per lui le porte del Parlamento.
Mi pare non ci sia nessun bisogno di un deputato o di un senatore ultraottantenne del genere. Sono più che convinto che abbia già dato tutto quel che poteva dare (e anche preso tutto quello che poteva prendere). Non riesco proprio a vedere perché mai dovremmo pagare un lauto stipendio a un signore che, anche a trascurare le vicende ancora da definire sul piano processuale, non mi pare si possa considerare, come si diceva una volta, un buon esempio.
Avrà bene dei nipotini di cui occuparsi e, con la ricca pensione maturata come giornalista in RAI prima e in Mediaset poi, non credo sia necessario fargli avere anche il lauto stipendio di parlamentare.
A proposito di stipendi dei parlamentari… Vi ricordate le promesse di Schifani e Fini? Avete visto risultati concreti voi? Sono passati quasi due mesi da quando si sarebbero dovuti vedere i cambiamenti promessi da entrambi. Anche qui, l’aria è piuttosto maleodorante.
Finiamo con l’intervista di cui parlavo ieri. Ancora non è apparsa sul sito del Corriere. Se entro domenica non verrà pubblicata, la digitalizzerò con lo scanner. E’ troppo importante, perché contiene altre promesse da parte di un altro politico di primo piano e voglio proprio vedere se, quando finalmente le norme anticorruzione saranno approvate, le affermazioni di questo tale si riveleranno veritiere o meno. Io ne dubito, ma stiamo a vedere.
Mi sa che mi tocca citare ancora Edward R. Morrow: Buona notte e buona fortuna.

lunedì 13 febbraio 2012

Due parole che iniziano con la lettera A


Fedele all’insegnamento di Schifani e Fini, non mantengo gli impegni e scrivo anche oggi, ma sarò fulmineo. Due articoli, su due argomenti toccati anche troppo, ma credo sia indispensabile che ve li segnali e che voi li leggiate.
Non li commento neppure, sarebbe superfluo, una fatica del tutto inutile, meglio andare a fare una passeggiata con Doc in questa fredda e bellissima giornata di sole. E questo nessun politico, spero, può impedirmi di farlo e di goderlo.
Dal Mattino di Padova, sul numero dei parlamentari locali che hanno reso pubblica la loro dichiarazione dei redditi: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/02/13/news/redditi-on-line-solo-4-parlamentari-su-15-1.3176564. Che parola mi viene in mente? Avvilente.
Buona stampa.
Dal Corriere della Sera, ma attraverso Dagospia (grazie a Marco della segnalazione, sul sito del quotidiano non è ancora pubblicato), un articolo sulle vendite di armi alla Grecia da parte di Germania e Francia: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/mettete-i-soldi-nei-vostri-cannoni-lignobile-ricatto-dei-merkozy-alla-grecia-comprate-le-35450.htm#Scene_1. Che parola mi viene in mente? Agghiacciante.
Buona stampa.

martedì 7 febbraio 2012

Hanno capito tutto


Mia madre dice che Doc capisce tutto. Si sbaglia, ma Doc capisce più di tanti umani, soprattutto se Schifani.
Buona stampa.
Cerco di sintetizzare il mio punto di vista.
Un reo confesso di appropriazione indebita (Lusi, dimissionato tesoriere della Margherita, partito che non esiste più, però noi manteniamo) è ancora senatore della Repubblica e cosa fa il Presidente del Senato? Non è che cerca di spiegargli che, per il decoro dell’istituzione, magari, sarebbe opportuno che si dimettesse… No, non sia mai che ci perdiamo in queste sciocchezze. Preme la questione delle “guarentigie parlamentari”. L’ottimo Schifani (si fa sempre per dire), dunque, con il solenne sostegno della Giunta per le immunità, si preoccupa di impedire alla Guardia di Finanza di accedere allo sportello bancario ospitato a Palazzo Madama per procedere nelle indagini riguardo a questo reato (l’appropriazione indebita, da parte di Lusi, di 13 milioni di euro di soldi pubblici versati al partito di cui era tesoriere). Non di accedere all’ufficio di un senatore, ma a uno sportello bancario ospitato nella sede del Senato per acquisire informazioni sui conti correnti del partito (sempre quello che non esiste più, ma ha conti correnti).
Se Doc si candida, lo votate? Prometto che gli faccio distribuire in beneficienza un quinto del vitalizio. Che dite? Non esistono più i vitalizi per i parlamentari? Poveri illusi… Il 31 gennaio è passato, come le chiacchiere di Schifani e Fini.
Acc… dimenticavo: l’immunità parlamentare, se ben ricordo (e detto molto rapidamente, quindi senza presunzione di correttezza assoluta), non era intesa a proteggere senatori e deputati colpevoli di reati, ma a garantire loro la sicurezza di poter esprimere le loro opinioni politiche senza timori di ritorsioni.

martedì 31 gennaio 2012

La montagna non ha partorito neppure un topolino


La questione Unipol-Fonsai, come sapevamo già domenica, sembra aver trovato effettivamente una soluzione meno scandalosa di quella inizialmente prospettata. Siccome, però, il diavolo sta nei dettagli, aspettiamo di conoscere i dettagli, come suggeriscono, in un breve e illuminante commento, Onado e Resti sul sito LaVoce (http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1002830.html). Mi piacciono in particolare le osservazioni sul modo di operare della Consob, che sembra adeguarsi alla nostra pavida e avida finanza da salotto sedicente buono.
Buona stampa.
Sempre dal sito LaVoce, segnalo un rapido saggio su quelli che il Viceministro Martone non ha trovato di meglio da fare che definire “sfigati” (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002828.html). E trascrivo la presentazione che non troverete nell’articolo, giusto perché abbiate il quadro completo.
Il problema degli italiani che si laureano troppo tardi esiste, come mostrano i dati che pubblichiamo. Ma è fuori luogo che un viceministro li definisca "sfigati". Soprattutto considerando che non tutti possono giovarsi dei miracoli come Michel Martone, diventato professore ordinario ad appena 29 anni in un concorso in cui aveva una sola pubblicazione, il presidente era il suo mentore e datore di lavoro, tutti i candidati, molto più qualificati di lui, si sono ritirati facendogli posto e i giudizi sul suo lavoro erano tutt'altro che lusinghieri…
Devo aggiungere altro?
Buona stampa.
Veniamo a oggi, che è il 31 gennaio. Sembra proprio che i Deputati si stiano procurando un futuro di miseria… Non è proprio così, in realtà. Anche qui, come sopra, ricordiamo dove sta il diavolo: forse questo taglio di 1.300 euro, in effetti, non sarebbe proprio un taglio. Ricorderei anche che nella storia recente del Parlamento italiano sono numerosi i casi in cui provvedimenti annunciati sono rapidamente svaniti nel nulla o peggio, al momento dell’approvazione, sono stati rovesciati, producendo conseguenze esattamente contrarie a quelle originarie. Se non bastasse il timore che, ancora una volta, ci prendano in giro, c’è da tenere presente che il Senato, nonostante le promesse di Schifani, non ha ancora fatto neppure il passettino compiuto dalla Camera. Ovviamente, per un commento più esteso, ci rivolgiamo a un vero esperto, il mastino truce (http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_31/passo-timido-tagli-veri-rizzo_402c89f0-4bdb-11e1-8f5b-8c8dfe2e8330.shtml).
Buona stampa.
Comunque, Fini ha mantenuto in maniera molto parziale la promessa, Schifani neanche quello. Anche se, a onor del vero, sono giustificati: nelle ultime ore sono stati impegnati dal passaggio a miglior vita di Scalfaro. Commenta di qua, commenta di là, vai al funerale… insomma, poveretti, hanno avuto altro da fare. Orsù, diamogli un altro paio di giorni! O no?



mercoledì 11 gennaio 2012

Io ho memoria


Promemoria per il Presidente del Senato e per il Presidente della Camera: mancano 20 (venti) giorni al 31 gennaio, data entro la quale, in base alle loro promesse, dovrebbero arrivare decisioni in merito ai costi delle istituzioni da loro guidate e alle retribuzioni di senatori e deputati. Attendiamo. Non fiduciosi, ma attendiamo.
Passiamo ad altro. Ieri Vittorio Feltri sul Giornale (http://www.ilgiornale.it/interni/perche_stiamo_farmacie_taxi_ed_edicole/10-01-2012/articolo-id=566257-page=0-comments=1) e oggi Antonio Polito sul Corriere (http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_11/polito-pagliuzza-trave_237254e2-3c1e-11e1-9394-8a7170c83e07.shtml) si sono occupati del tema delle liberalizzazioni e della concorrenza.
Mi piacerebbe lasciarvi nel dubbio riguardo a quale, dei due articoli, mi piace di più, ammesso che tutti e due mi piacciano. Non posso, però, nascondere il mio pensiero, soprattutto perché Feltri, com’è suo costume, tende a forzare la realtà ai suoi argomenti e fa parte dei miei “doveri istituzionali” metterlo in evidenza. Per rapidità, un solo esempio: sostiene che le misure in materia di farmaci faranno sì che Tavor e pillola del giorno dopo si troveranno negli scaffali dei supermercati con mozzarelle e biscotti. Questo non accadrà, perché non si tratta di farmaci che si possano vendere liberamente, ossia senza ricetta. Dunque c’è una rappresentazione non corretta della possibili conseguenze di misure che, tra l’altro, non hanno ancora il crisma dell’ufficialità e sono ancora allo studio. Un altro dettaglio nel pezzo di Feltri mi ha colpito: che proprio lui parli della macchina del fango a proposito della stampa, onestamente, mi pare un po’ azzardato. Vero che non è un ragazzino, ma credo che del “caso Boffo” dovrebbe ricordarsi.
Mala stampa.
Polito, al contrario, mi sembra svolgere un’analisi attenta, basata più su dati concreti che su convinzioni aprioristiche. E’ il mio parere, ovviamente…
Buona stampa.

giovedì 5 gennaio 2012

In attesa del 31 gennaio


Ho deciso che, da oggi fino alla fine del mese, non scriverò una riga sui costi della politica e, in particolare, sulla revisione della retribuzione complessiva di Deputati e Senatori. Mi limiterò a indicare con evidenza quanti giorni mancano al 31 gennaio, data entro la quale il Presidente della Camera Fini e il Presidente del Senato Schifani si sono impegnati a prendere misure incisive sulla questione.
Naturalmente, il fatto che non scriva io, non significa trascurare la questione, al contrario: indicherò tutti gli articoli degni attenzione.
Oggi, ad esempio, c'è parecchio da leggere, avendo tempo...
Inizio segnalando un pezzo a firma di Carlo Galli apparso ieri su Repubblica, utile perché rimette un po’ d’ordine nel modo in cui si deve riflettere sull’argomento (http://www.repubblica.it/rubriche/la-parola/2012/01/04/news/costi_della_politica-27605149/index.html?ref=search).
Un articolo, sempre di ieri, pubblicato dal Corriere, raccontava le vacanze di alcuni politici di alto rango (http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_04/e-alle-maldive-si-ritrovano-in-vacanza-schifani-casini-e-rutelli-paolo-foschini_6d815402-36ab-11e1-9e16-04ae59d99677.shtml) e ha provocato immediate reazioni irritate, di cui ci informa, tra gli altri, La Stampa (http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/436956/).
Sul Giornale di Sicilia, con piglio degno di Rizzo e Stella, Giacinto Pipitone ha lavorato di calcolatrice sui costi dell’Assemblea Regionale Siciliana (http://www.gds.it/gds/sezioni/politica/dettaglio/articolo/gdsid/183364/). La qualità del suo lavoro è tale da aver indotto il Bobtail a riprenderne larga parte (http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_05/indennita-indifendibili-deputati-sicilia-stella_daf3e914-3764-11e1-8a56-e1065941ff6d.shtml).
Buona stampa. Tutta.
Un aggiornamento sull’Ungheria. Le vicende politiche si mescolano con quelle economiche e le preoccupazioni per il futuro del paese si moltiplicano. Ne dà conto il Wall Street Journal con una serie di articoli. Ve ne indico soltanto uno (http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203471004577140340585824660.html?mod=WSJEUROPE_hpp_LEFTTopWhatNews).
Buona stampa.