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mercoledì 27 febbraio 2013

Non se ne viene fuori con le promesse


Lo scoramento di lunedì sera non mi ha abbandonato. Fatico ancora a credere che la maggioranza degli italiani si sia fatta abbindolare da due parolai, per quanto abili, ossia Grillo e il tizio decrepito. Naturalmente rispetto la decisione di chi ha votato M5S e Pdl, ci mancherebbe!
Eppure avrei preferito una più alta percentuale di astensione che avrebbe da un lato testimoniato comunque l’insofferenza e la rabbia (più che legittime) verso la classe politica e dall’altro avrebbe dimostrato la capacità di sottrarsi alle lusinghe di un uomo che, in diciannove anni, ha mantenuto quasi esclusivamente le promesse fatte a se stesso e ha realizzato quasi esclusivamente misure che avevano poco a che fare con gli interessi degli italiani.
Due parolai che, guarda caso, hanno scarsa simpatia per il confronto con interlocutori non ammaestrati, che si sottraggono al dibattito pubblico, che concepiscono la comunicazione come un processo che si svolge soltanto in una direzione, ossia da loro a chi li ascolta. Non è questo il genere di leader che mi piace.
Concentrandoci sul tizio decrepito, vorrei sapere quanti di quelli che l’hanno votato sanno chi entrerà in parlamento con la casacca del Pdl. Mi piacerebbe sapere quanti, per esempio, sono felici di vedere che il già celeste, ora nero come la pece per le varie indagini di cui è oggetto, avrà un seggio al Senato, un privilegio che in nessun paese al mondo sarebbe concesso a qualcuno nell’attuale situazione giudiziaria di Formigoni. Alla Camera entrerà Daniela Santanchè, colei che ha, come Giannino, mentito sui propri titoli di studio. Giannino, giustamente, è stato sbeffeggiato duramente dal tizio decrepito, che ne ha anche chiesto le dimissioni da non si sa cosa. La Santalacchè, invece, se la porta a Montecitorio, si vede che non può proprio farne a meno. E mi fermo qui, anche se ci sono numerosi parlamentari del Pdl che meriterebbero considerazione… E anche negli altri partiti.
Certo, resta la soddisfazione di vedere che Fini non ha trovato neppure uno sgabello. Non facciamoci illusioni, però: sarò sospettoso e pessimista, ma temo che subiremo (e sosterremo economicamente) ancora a lungo l’onere della sua nascita in territorio italiano. E, quel che è peggio, temo che lui non avrà il pudore di starsene fuori dai piedi. Tornerà ad agitare il suo ditino come un professore e a dispensare la sua presunta saggezza, anziché andare a vivere a casa di suo cognato e a farsi mantenere da lui (con quanto risparmiato con qualche buon colpo nel mercato immobiliare può farlo).
Lasciamo stare, perché pensare alla mediocrità della classe politica italiana degli ultimi vent’anni fa molto male a voi tre, ma anche a me.
Vediamo, invece, due articoli che mi sembrano meritare attenzione. Entrambi tratti dal Corriere di oggi. Il primo è l’editoriale di Galli della Loggia, di cui condivido ampiamente la prima parte, ma non riesco a seguirlo nel pur timido segno di ottimismo riguardo alla possibilità che Grillo possa cambiare davvero la qualità della politica italiana. Proprio Galli della Loggia ha più volte rilevato, così come Panebianco e altri su altri giornali, che è la qualità della classe dirigente italiana a essere del tutto inadeguata. E che esistono tutta una serie di interessi che legano politica, burocrazia pubblica, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, imprese a capitale pubblico e privato, interessi che frenano qualsiasi tentativo di rinnovare l’Italia. Non vedo come Grillo, con il suo modo di procedere, possa riuscire a cambiare davvero questo stato di cose. La realtà, purtroppo, è diversa da come ci piacerebbe che fosse o ci fa comodo rappresentarla. E l'esperienza di Parma, che mi pare positiva, è esemplare di quanto la pratica spesso si ponga assai lontano dalla teoria.
Torniamo al pezzo di oggi di Galli della Loggia, ora dovete leggerlo voi e farvi le vostre opinioni, non perdere tempo con le mie: http://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_27/Atlante-populista-italiano-della-loggia_39c34d86-80bb-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml.
Buona stampa.
L’altro articolo è di Lucrezia Reichlin economista italiana (figlia di importanti esponenti della sinistra) con una brillante carriera internazionale: http://www.corriere.it/opinioni/13_febbraio_27/reichlin-giusto-chiedere-ascolto-europa_2a83224e-80b4-11e2-b0f8-b0cda815bb62.shtml.
Buona stampa. Reichlin ci ricorda che la durezza con cui l’Europa ci ha imposto e c’impone una politica di bilancio rigorosa trae origine dalla nostra incapacità di accreditarci come interlocutori affidabili dei principali partner europei. E come tale incapacità nasca proprio da quel groviglio d’interessi che ha influenzato e tuttora influenza negativamente il governo del nostro paese. Tanti interessi che sono espressione di altrettanti egoismi, quei sentimenti che (chiudo tornando allo scoramento di cui parlavo all’inizio) sono all’origine del voto di larga parte degli italiani. In modo e in misura assai diversi, e questo significa che ho di loro un’opinione molto diversa, Grillo e il tizio decrepito hanno conquistato tanti voti andando a sollecitare proprio quegli egoismi. E tanti italiani, direi troppi, non hanno resistito a quelle sirene. La classe politica cambierà solo se cambieremo prima noi.
Buona notte e buona fortuna. Ci sta, eccome se ci sta.

martedì 19 febbraio 2013

Quanta gente con problemi di memoria...


Pur non avendone mai parlato, nutrivo interesse per il progetto politico di Oscar Giannino, tradottosi nel partito Fare per Fermare il declino. Lo vedevo (e qualcuno tra i miei tre lettori lo sa) come un movimento che, senza derivare nel populismo e nel paradossale annientamento nel leader di quello di Grillo, proponeva un rinnovamento significativo del nostro paese e si era tenuto lontano dagli schieramenti politici tradizionali (incluso quello che fa riferimento al Presidente del Consiglio Monti, nel quale, malauguratamente, abbondano i residuati rugginosi della Prima e della Seconda Repubblica).
Tra ieri e oggi, si è scoperto che Giannino avrebbe “taroccato” il proprio curriculum, inserendo titoli che non avrebbe conseguito, in particolare un Master ottenuto presso The University of Chicago Booth School of Business, nella quale, tra l’altro, insegna Luigi Zingales, che è stato uno degli animatori di Fare per Fermare il declino e che, proprio per questo, ha rivelato la vicenda del curriculum menzognero e ha preso le distanze da Giannino (ma, a quanto pare, non dal movimento).
La vicenda riempie le pagine dei quotidiani, sia su carta sia on line. Vi segnalo solo un paio di link. Il primo è al Corriere della Sera, che presenta i due curriculum di Giannino, quello presente sul sito dell’Istituto Bruno Leoni fino a qualche giorno fa e quello che è visibile oggi (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/Speciali/2013/elezioni/pop_curriculum.shtml). Il secondo è a La Stampa, che sintetizza la vicenda e dà conto dell’intenzione di Giannino di farsi da parte: http://www.lastampa.it/2013/02/19/italia/politica/giannino-pronto-al-passo-indietro-41BonB45PYsIaMOeo7HbKP/pagina.html.
Cronaca. Io avrei un paio di cose da aggiungere.
La prima riguarda Fare per fermare il declino. Oscar Giannino, infatti, è il capolista in molte circoscrizioni elettorali del paese (http://www.fermareildeclino.it/sites/default/files/users/fabio.lazzari/camera.pdf). Qualsiasi cosa decida di fare la Direzione del partito, difficilmente si potrà “cancellare” Giannino dalla competizione, visto che le liste sono state presentate da tempo. Al massimo, il giornalista potrà pubblicamente assumersi l’impegno, nel caso in cui fosse eletto in una o più circoscrizioni, a rinunciare al mandato parlamentare. E sarebbe una toppa decente a una vicenda della quale, sinceramente, credo il paese avrebbe fatto volentieri a meno.
Per una volta, spero mi perdonerete, manco all’impegno di non ricorrere al turpiloquio, ma qui c’è soltanto una parola che spiega la situazione: sputtanamento. Giannino ha dato un contributo fondamentale allo sputtanamento del paese, inserendosi alla grande nella scia dei tanti che, da anni, lavorano per far apparire l’Italia assai peggiore di quanto non sia. Certo, il povero Giannino ha colpe molto inferiori a quelle di altri. Pensiamo soltanto al tizio decrepito…
A proposito del tizio decrepito, ieri, quando si è saputo del post di Zingales, ha pensato bene di chiedere le dimissioni di Giannino. Riporto un brano di un articolo del Sole 24 Ore firmato da Lina Palmerini (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-19/giannino-mente-master-chicago-064116.shtml?uuid=AbZn0jVH&fromSearch):
“…Silvio Berlusconi, per esempio, prima ha provato con l'umorismo – «Giannino doveva essere in coalizione con noi ma quando l'abbiamo fatta era a Chicago a prendere un master» – poi ha chiesto le sue dimissioni «come accadrebbe in un paese come la Germania dove un ministro ha lasciato per una tesi copiata».
Cronaca. Alla quale, diversamente dal solito, aggiungo un voto: così e così. La motivazione la trovate più avanti.
Con le parole che ho riportato, il tizio decrepito supera anche se stesso nella faccia tosta e nell’assurdo (lui e Formigoni devono partecipare a qualche forma di competizione segreta…). A parte il fatto che non capisco da cosa Giannino dovrebbe dimettersi, visto che non ha incarichi pubblici, ricordo che nell’ultimo governo presieduto dal tizio decrepito sedeva un sottosegretario che aveva fatto esattamente come Giannino, ossia aveva manomesso il proprio curriculum e accampato titoli non conseguiti. Parliamo di Daniela Santanchè (http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/24/Ecco_corso_della_Santanche_alla_co_9_110324017.shtml e
http://www.corriere.it/politica/11_marzo_22/santanche-bocconi-oggi_3ea66fe2-54a1-11e0-a5ef-46c31ce287ee.shtml). Costei rimase in carica e il tizio decrepito, che ieri si è ricordato il caso Zu Guttemberg, allora non vide il nesso…
Niente di cui stupirsi, intendiamoci, in molte persone anziane si riscontrano problemi di memoria, non necessariamente strumentali. Mi pare di aver già parlato del diradarsi dei neuroni e del loro interfacciarsi in maniera imperfetta… Credo sia questa la ragione per cui il tizio decrepito, oltre a dimenticare il caso della sua sottosegretaria Santalacchè… ooops, Santanchè, ha dimenticato anche che la Germania è il nostro nemico acerrimo, da cui nulla viene di buono, men che meno esempi in tema di correttezza istituzionale o moralità.
Della vicenda della Santalacchè (mi piace) avrebbe dovuto ricordarsi anche la Palmerini e scriverne. Per questo le ho dato un voto non positivo.
Quanto a Giannino, ora dia un esempio maiuscolo e svanisca, per sempre e da ovunque, con i suoi completini (lui e Formigoni devono partecipare a qualche forma di competizione segreta...).


sabato 16 febbraio 2013

Furbette inglesi e furbetti nostrani


Se mai uno dei miei tre lettori mi accusasse di una generica esterofilia, potrei anche provare a difendermi, ma se mi accusasse di anglofilia, allora sarei in difficoltà: non posso negare di nutrire ammirazione per il Regno Unito, paese nel quale, magari a torto, sono portato a vedere qualità che mi piacerebbe vedere anche in Italia.
Ovviamente anche in Gran Bretagna ci sono cose che funzionano male o che non funzionano, tuttavia mi sembra che laggiù lo Stato sappia ancora operare rispettando gran parte del contratto con i suoi cittadini. Perché tutto questo pistolotto? Perché su The Guardian di ieri ho trovato questa notiziola: http://www.guardian.co.uk/politics/2013/feb/15/nadine-dorries-investigated-expenses.
Cronaca. Uno potrebbe dire che si tratta proprio di una notizia da nulla. Io, però, non sono d’accordo. Possiamo davvero pensare di confrontarci alla pari con una nazione nella quale esiste un’autorità che controlla le spese dei parlamentari e sanziona quelli che violano le regole? Dopo tutto quello che siamo venuti a sapere negli ultimi due anni? No, almeno su questo terreno, il Regno Unito ci lascia al palo! Quanto al fatto che un parlamentare in carica decida di partecipare a un reality show, beh, che posso dire? Non si può certo definirlo un comportamento encomiabile, ma forse c’è di peggio…
Buona stampa. Stanno meglio gli inglesi che si ritrovano quella Nadine Dorries o stiamo meglio noi che ci ritroviamo il già celeste ora più che annerito Formigoni? Io non ho dubbi. Anche perché, magari sbaglio, ma la Signora Dorries farà fatica a tornare a Westminster, mentre all’ex Presidente della Lombardia si riapriranno le porte del Parlamento.
Veniamo ad altro argomento. Nel mio pezzo di questa mattina (notte) avevo citato l’arresto di Alessandro Proto insieme con quelli di Rizzoli e Cellino come ulteriore prova della diffusione del malaffare. A chi non sapesse chi è Proto, mi sembra utile suggerire la lettura di questo pezzo dal 24 Ore di oggi, a firma del bravo Claudio Gatti: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-02-16/proto-caronte-traghettava-bufale-170936.shtml?uuid=Abqxz5UH&fromSearch.
Buona stampa. Cose simili, sia chiaro, succedono in tutti i paesi, però da noi la frequenza con cui si presentano personaggi come Proto (o Ricucci o Coppola o altri, la lista potrebbe essere di una lunghezza estenuante) è senz’altro maggiore e poi c’è sempre questo mescolarsi dei furbetti di turno con la politica. Mi pare un argomento su cui dovremmo riflettere. E non parlo soltanto di noi quattro, anzi…
Per oggi fine. Prometto di tornare con molta musica.

Reggerà la Torre di Pisa?


Impossibile resistere e rinunciare al piacere di cominciare questo post con il Buongiorno di Gramellini di ieri, dedicato al già Presidente della Lombardia e, purtroppo, mio omonimo Roberto Formigoni: http://www.lastampa.it/2013/02/15/cultura/opinioni/buongiorno/la-ricetta-formigona-CK9ZMkAasyxYNweLpY4t5J/pagina.html.
Buona stampa. Quanto al già celeste, ora nero come la pece, vado a proporvi alcune parole di un suo stretto collaboratore, uno dei fortunati partecipanti  alle cene non pagate (in realtà, qualcuno pagava, ma non certo Formigoni). Non pagate come, secondo quanto emergerebbe dalle indagini, le vacanze e altro…
Torniamo alla citazione di cui dicevo, si tratta di considerazioni espresse da Mauro “Willy” Villa e riportate nell’articolo di Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella pubblicato ieri dal Corriere: «Non è stata una bella situazione in conferenza stampa... Quella di Gesù se la poteva risparmiare, anche perché sta dando del Giuda a quell'altro (cioè a Pierangelo Daccò , ndr). Gli dicevano che il presidente della Germania si è dimesso per molto meno e lui si arrampicava sugli specchi, a un certo punto stava dicendo di quelle cagate... "Sono limpido come l'acqua di fonte", eehh, non fare il figo!».
Buona stampa. Di fronte al comportamento di certe persone io resto allibito. Mi spiego: ognuno di noi, tendenzialmente, è portato a giustificare i propri errori e a sminuire le proprie colpe, fa parte della natura umana. Questa propensione, tuttavia, trova un limite quando la logica e le circostanze impediscono di dare spiegazioni credibili o di attenuare la gravità degli atti compiuti. Formigoni, come correttamente osserva il suo braccio destro (e come, se mi perdonate l’ennesima prova d’immodestia, osservavo anch’io molti mesi fa), realmente si è arrampicato sugli specchi e ha cercato di prendere in giro la gente, tra l’altro usando nei confronti della stampa modi e toni decisamente inadatti non solo all’incarico ricoperto, ma anche alle sue asserite convinzioni, religiose e non solo. Sappiamo che, dei reati per i quali la Magistratura lo sta indagando, Formigoni è ancora innocente e resterà tale sino a un’eventuale condanna definitiva. Su questo non ci piove. Come non ci piove sul fatto che, se non fosse italiano, ma, per esempio, tedesco o inglese, Formigoni non potrebbe comunque più aspirare a una carica pubblica e non si sarebbe mai azzardato a trattare la stampa e la pubblica opinione come ha fatto. Qui, invece, finiremo per ritrovarcelo in Parlamento…
Abbiamo già parlato nei giorni scorsi delle vicende di Eni, Monte Paschi e Finmeccanica. Abbiamo appena accennato all’accelerazione impressa dalla Procura di Milano alle indagini sulla sanità lombarda. Ieri i quotidiani ci hanno informato dell’arresto di personaggi più o meno noti (Angelo Rizzoli, Alessandro Proto e Massimo Cellino) accusati di reati diversi, ma, a prima vista e semplificando abbastanza, tutti riconducibili alla disinvoltura nel perseguire la ricchezza facile.
In queste ultime settimane, dunque, si è andato confermando il radicamento profondo e diffuso del malaffare nella nostra società e si è andata ulteriormente deteriorando l’immagine del nostro paese all’estero. Quanti, tra quelli che ci chiedono di affidargli le nostre sorti con il voto, se ne rendono realmente conto e si preoccupano di elaborare progetti efficaci per cambiare questo pessimo stato di cose?
Di questo si occupa l’editoriale del Corriere di oggi, firmato da Antonio Polito: http://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_15/il-marcio-e-il-caos-polito_b8e3a646-7743-11e2-a4c3-479aedd6327d.shtml.
Buona stampa. E un quadro che lascia ben poche speranze. Un quadro che The Economist conferma con un’immagine più che eloquente


Buona stampa.

mercoledì 13 febbraio 2013

Antelope Cobbler vi dice qualcosa?


Anche oggi partiamo da un argomento e finiamo chissà dove…
L’avvio lo prendiamo da Finmeccanica. E chiarisco subito che non sono tanto ingenuo da pensare che si possano vendere certi prodotti senza pagare tangenti. In qualche modo fa parte del mio DNA, perché mi è capitato di essere italiano e, quindi, di vivere in un paese che non brilla certo nelle classifiche internazionali riguardo alla corruzione. O, se vogliamo, brilla in negativo, se per voi, come per me, la corruzione non è esattamente un fatto positivo.
Questo per dire che sono sufficientemente realista da comprendere come, in molti casi, per portare a casa commesse che garantiscono posti di lavoro italiani, sia necessario ricorrere all’oliatore.
Le mie perplessità, di fronte a questa vicenda, riguardano in primo luogo il comportamento dello Stato nelle sue diverse entità interessate. Come spiegano i tanti commenti apparsi sulla stampa. Ne scelgo tre, molto diversi tra loro, ma ne potete trovare altri: cominciamo con Guido Gentili dal Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-02-13/ritardi-politica-081323.shtml?uuid=Ab5jJvTH), per passare a Daniele Manca sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_13/il-tempo-perso-su-finemccanica_afdfc1a6-75a4-11e2-a850-942bec559402.shtml) e, infine, a Nicola Porro su Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/interni/e-se-aziende-inquisite-avessero-ragione-885368.html).
Buona stampa. Non nella stessa misura, ma mi piacciono tutti e tre. Siamo di fronte a questioni d’importanza che non esito a definire vitale e ogni riflessione, anche se in qualche modo influenzata da una visione di parte, aiuta a mettere a fuoco dettagli rilevanti.
Anche se per ragioni e in modi assai diversi, tre delle principali aziende di questo paese sono diventate oggetto d’indagini anche aggressive da parte della Magistratura. Per chi si fosse distratto, parliamo di Eni, Banca Monte Paschi e, appunto, Finmeccanica. Il tempo e i vari gradi di giudizio chiariranno, si spera, queste vicende. E chiariranno anche, si spera sempre, quella dell’Ilva di Taranto. Il punto è che, e qui Porro ha ragione, in Italia esiste un pregiudizio nei confronti dell’attività d’impresa. Un pregiudizio che compromette la possibilità del nostro paese di confrontarsi con la concorrenza internazionale, fattasi ovviamente più difficile per effetto della globalizzazione. Qui si ferma la mia condivisione delle idee di Porro, nel senso che vedo il pregiudizio, ma non vorrei che, giustificato da questo, se ne affermasse un altro, ossia quello che ogni agire sia legittimato solo perché porta fatturato alle nostre aziende.
Si tratta di una questione complessa, sulla quale ho molti dubbi e quasi nessuna certezza. Quel che mi pare certo è che il quadro emerso dalle indagini su Banca Monte Paschi e su Finmeccanica induca a temere l’esistenza di una vasta schiera di dirigenti i quali traggono profitto dalle zone d’ombra createsi nella gestione delle aziende stesse. Per Finmeccanica potete leggere il pezzo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_13/dalla-lega-alla-magistratura-la-ragnatela-del-presidente_68aedc90-75a4-11e2-a850-942bec559402.shtml) e quello di Guido Ruotolo su La Stampa (http://www.lastampa.it/2013/02/13/economia/quelle-tangenti-erano-una-prassi-abituale-5WWn8NFTtxpSFuB1i7O4hN/pagina.html).
Buona stampa. Per quel che riguarda Monte Paschi, fate una ricerca da soli sulla “Banda del 5%”.
Per farla breve: se il mercato globale, soprattutto in certi settori, impone determinate “regole”, dobbiamo accettarle, per quanto sgradevoli. Quello che non possiamo accettare è che il terreno fangoso non sia accuratamente recintato e che esistano aree limacciose nelle quali s’immergono opportunisti di vario genere.
Aggiungo, e qui ho gioco facile, che la politica, come sottolinea Gentili, dovrebbe starsene ben lontana dalle vicende delle aziende pubbliche e non solo, però mi pongo e vi pongo qualche domanda (pur tenendo conto che, comunque, come dimostrano le vicende di Eads, la società che controlla Airbus, la politica in certi casi il naso ce lo mette anche altrove). E’ tollerabile il quadro d’interferenza politica che emerge nella scelta dei massimi dirigenti di società come Finmeccanica e Monte Paschi? Siamo sicuri che i manager di aziende così importanti debbano dedicare tanto tempo ai loro rapporti con i politici, probabilmente trascurando i loro compiti? E’ giusto che il Presidente di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore, abbia con Orsi una conversazione come quella riportata dalla Sarzanini?
Come sempre, io le risposte me le sono già date, adesso tocca a voi.
Una ciliegina sulla torta. Come potrei trascurare le nuove accuse a Roberto Formigoni per le vicende della sanità in Lombardia? Aspettiamo la Corte di Cassazione per i giudizi di colpevolezza, ma non priviamoci del piacere di sorridere (sempre a denti stretti) per le argomentazioni dell’ormai del tutto nero ex Presidente lombardo: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_febbraio_12/formigoni-maugeri-inchiesta-lombardia-2113968136196.shtml.
Cronaca. Nessun giudizio, ma un commento: la smisurata considerazione di sé mi sembra spingere Formigoni a vieppiù ridicole arrampicate sugli specchi.
Se poi, prima di arrivare in fondo, avete voglia di andare a leggere come ha affrontato la questione della corruzione internazionale un paese come gli Stati Uniti, un buon link è questo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Foreign_Corrupt_Practices_Act (FCPA). Tra l’altro, come ricorderanno i meno giovani tra noi quattro, la normativa americana nacque in seguito a una vicenda che ha avuto importanti conseguenze anche nella storia italiana. Vendere oggetti volanti è sempre stato complicato… Ammettiamolo pure: il FCPA assomiglia abbastanza a una foglia di fico, però loro ce l’hanno e un po’ di ordine lo ha portato.
Chiudiamo con il commento di Gramellini all’ultima, men che squallida, recita del tizio decrepito: http://www.lastampa.it/2013/02/13/cultura/opinioni/buongiorno/innocente-siparietto-Jsp7FoPqZq81X5dUNLcX9O/pagina.html.
Buona stampa.
Buona notte. E buona fortuna.

sabato 17 novembre 2012

Abbiamo bisogno di tutt'altra gente


Oggi prendiamo le mosse dal rispetto per la stampa che, ancora una volta, ha rivelato l’ormai prossimo ex-Presidente della Lombardia, Formigoni, il quale ha pensato bene, oltre a prendersela con i giornalisti che facevano il loro mestiere, anche di maltrattare i suoi collaboratori. Niente male per uno che pensa di essere in rapporto diretto (sovraordinato?) con Dio.
Cronaca, niente voto.
Spero che il già celeste, divenuto nel tempo molto grigio topo, oggi sia rosso di vergogna. Non bastasse quello che sapevamo su di lui, ha voluto aggiungere anche questa bella prodezza… Ho l’impressione che la spaventosa pienezza di sé di Formigoni lo abbia spinto a perdere di vista qualsiasi equilibrio e qualsiasi decenza. Come ho già detto, il potere può avere effetti devastanti su chi non è preparato a resistere alle sue lusinghe. E’ del tutto evidente che Formigoni non era preparato e, questo, temo dimostri che ha raggiunto una posizione per la quale era inadeguato. Vedremo se, come mi auguro, ce ne siamo liberati per sempre o ci toccherà trovarlo in qualche altro importante incarico pubblico.
Continuiamo con un altro bel personaggio del triste presente italiano: Beppe Grillo. A quanto pare condivide la passione per Malindi con Briatore e Berlusconi. La notizia, svelata dal programma televisivo di Formigli su La7, viene ripresa da Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/malindi-856862.html) e da Libero (http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1124327/Due-Grilli-e-una-capanna-la-moglie-di-Beppe-beccata-a-Malindi-imbarazzatissima.html).
Buona stampa. Per Formigli, soprattutto.
Chiunque può trascorrere le vacanze dove vuole e, per fortuna, i cittadini italiani possono acquistare liberamente casa in qualsiasi altra nazione, tuttavia per un tizio che si spaccia come moralizzatore e attento alla sobrietà e all’equità, certe cose, via, sarebbe meglio non farle. Grillo costituisce una delle espressioni peggiori del deterioramento politico degli ultimi vent’anni. Nella melma maleodorante che ha permesso a figuri come Lusi e Fiorito di diventare personaggi importanti, Grillo sguazza con assoluta disinvoltura, con lo stesso disprezzo per i giornalisti e con la stessa insofferenza per il dissenso di coloro che, apparentemente, sono i bersagli della sua critica. Beppe Grillo è una gravissima minaccia. Se nel suo movimento ci sono persone rispettabili, capaci e serie (e sono convinto che ci siano, e molte), devono far presto a liberarsi di lui. Non ne hanno bisogno loro e, men che meno, ne hanno bisogno gli italiani. Abbiamo già dato anche troppo con i quasi vent’anni di Berlusconi. Ci serve gente seria e realmente priva di legami con il passato.
E arriviamo al tema conclusivo. Oggi sia l’editoriale del Corriere della Sera, firmato da Angelo Panebianco, sia Il Punto di Stefano Folli sul Sole 24 Ore si occupano della nascita di un nuovo raggruppamento politico di ispirazione cattolico liberale e determinato a occupare il centro dello schieramento. Ecco i collegamenti: http://www.corriere.it/editoriali/12_novembre_17/panebianco-le-ambizioni-dei-moderati_db6e59ca-307d-11e2-baec-20f01743e162.shtml e http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-17/scommessa-lista-monti-081256.shtml?uuid=AbUa2i3G.
Buona stampa. Per entrambi, come di consueto lucidi e chiari. Fanno bene il loro mestiere che è spiegare un evento politico, io, invece, ne faccio un altro, sempre che ci riesca: squarcio il sipario.
Non riesco davvero a immaginare come questo nuovo raggruppamento possa contribuire al futuro del paese. Ricordate gli articoli di Galli della Loggia sui “notabili”? Se li avete dimenticati, tornate a leggerli. Pensate a due personaggi chiave di quest’operazione: uno è Luca di Montezemolo e l’altro è Raffaele Bonanni. Con che faccia possano Montezemolo e Bonanni proporsi come seri artefici del cambiamento, qualcuno me lo deve spiegare. Sono stati parte del gioco per anni. Montezemolo sia come imprenditore (in Fiat e non solo) sia come Presidente di Confindustria. Bonanni come capo di un sindacato, la CISL, che, tra l’altro, ha largamente beneficiato, in termini economici, di misure come quelle relative ai CAAF o al finanziamento pubblico dell’editoria. E i sindacati, come molte associazioni di categoria, non dimentichiamolo, hanno bilanci tenuti altrettanto ben nascosti di quelli dei partiti.
No. Montezemolo e Bonanni non mi convincono affatto. Oltre a essere parte della classe dirigente del paese da troppo tempo per non avere responsabilità, anche solo indirette, nella crisi drammatica che viviamo, si portano certamente dietro un bel bagaglio di conflitti di interesse. Non gravi come quelli di Berlusconi, siamo d’accordo, ma certamente ingombranti.

martedì 16 ottobre 2012

Che colla!


Io sono sordo, ma mi pare che Formigoni ci senta meno di me. Oppure, più probabilmente, come spesso accade a chi occupa troppo a lungo posizioni di potere senza essere preparato a farlo fino in fondo, ha ormai perso la capacità di comprendere quel che accade attorno a lui.
Un po’ come D’Alema, che si dice intenzionato a lasciare la politica, ma anche pronto, quale altruismo, a prendersi cura di noi ancora a lungo se sarà il partito a chiedergli di farlo.
Boom.
In realtà, nell’un caso come nell’altro, il problema è che, a causa del loro ego, non riescono neppure a considerare seriamente l’ipotesi di non aver più nulla da dare o da dire (ammesso che abbiano mai avuto qualcosa da dare o da dire).
Certamente hanno avuto qualcosa da avere, ma questo è un altro discorso.
Non si tratta di una sindrome rara. In Italia sono molti coloro i quali pensano, forse perché stimolati a farlo dalla corte che si sono costruiti attorno, di essere ancora utili, anche se non lo sono mai stati.
Per nostra fortuna, e loro sfortuna, i tempi sono cambiati e gli italiani sono piuttosto stanchi dei loro giochetti e delle loro chiacchiere.
C’è un meraviglioso video sul sito del Corriere della Sera. Riguarda un altro di questi mammut, se possibile persino più ridicolo: Micchichéde Pitagorico (copyright Massimo Gramellini, già citato ed elegiato: http://www.lastampa.it/2012/09/20/cultura/opinioni/buongiorno/miccichede-pitagorico-jTO3fxkCH2T2v8qbhamwYN/pagina.html). Non è riuscito a portare in piazza nessuno, salvo i contestatori con uno striscione perfetto. Godetevi questi minuti di sublime sprezzo del ridicolo: http://video.corriere.it/micciche-comizio-/84f22ba6-16d5-11e2-be27-71fc27f55c26.
Buona stampa. Sebbene non in senso stretto.
Toccherà anche a Topo Grigio, potrei scommetterci.
Sulla qualità del dibattito che accompagna l’avvicinarsi delle elezioni regionali in Lombardia, ecco un bel quadretto dall’edizione locale del Corriere della Sera: http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/12_ottobre_16/formigoni-consiglio-regionale-voto-anticipare-legge-elettorale-listino-striscione-2112274358132.shtml.
Cronaca, però intrigante.
E queste, invece, sono le ultime novità sull’amministrazione di cui Formigoni va così fiero da pensare che i Lombardi ne vogliano ancora sapere di lui:

domenica 14 ottobre 2012

E' qui la festa? Sì


E così, dopo Bossi, Maroni ha pensionato anche Formigoni. In realtà, a quanto pare, il Segretario della Lega avrebbe preferito tenerlo al Pirellone ancora per un po’, ma non tutti nel partito la pensavano come lui, anzi.
Se volete approfondire il tema, molti quotidiani vi offrono la cronaca delle proteste della base che, alla fine, hanno spinto Maroni a rimangiarsi l’accordo siglato con lo stesso Formigoni e Alfano. Quest’ultimo, per la verità, ha fatto altrettanto. Quindi è possibile ipotizzare che, in realtà, sia Maroni che Alfano ne avessero ormai abbastanza di Formigoni, ma, essendo di buon cuore, è mancato loro il coraggio per dirglielo… Lasciamo perdere. L’importante è che, finalmente, quel tronfio monumento all’egocentrismo e all’autoreferenzialità sia costretto a togliersi di torno. Lui con tutto il suo grottesco guardaroba da narcisetto attempato.
Più interessante, sempre riguardo alla fine del (troppo) lungo periodo trascorso da Formigoni alla guida della Lombardia, leggere due valutazioni su questa esperienza (necessariamente parziali visto che, per la Storia, dovremo aspettare) pubblicate dal Corriere di oggi: Antonio Polito dal punto di vista politico e Luigi Ferrarella dal punto di vista giuridico, con un’interessante lettura che interpreta le vicende lombarde alla luce dei buchi che si stanno scavando nella legge anticorruzione. Purtroppo l’articolo di Polito non è ancora disponibile, ma spero lo sarà in seguito; potete leggere quello di Ferrarella qui: http://www.corriere.it/politica/12_ottobre_14/20121014NAZ34_NAZ01_20_09162886-15c0-11e2-9913-5894dabaa4c4.shtml.
Buona stampa. Per entrambi, fidatevi di me.
Vorrei anche potervi dare il link alla striscia di Stefano Disegni sul MisFatto, l’inserto satirico del Fatto Quotidiano odierno, ma anche questa non è ancora disponibile on line. Se lo sarà nei prossimi giorni, ve la segnalerò senz’altro perché riprende un tema che io ho affrontato ieri e, come sapete, quando si tratta di gratificare la mia vanità non mi tiro certo indietro.
Prima di chiudere con un po’ di musica, Gramellini su Tremonti, qualche giorno fa: http://www.lastampa.it/2012/10/06/cultura/opinioni/buongiorno/giulio-senza-cesare-leB4nWNoJrDXnxTzMRM0bK/pagina.html.
Buona stampa. Gramellini è una garanzia. Difficile che sbagli un Buongiorno. Aggiungerò, tuttavia, per non sembrare sempre generoso di complimenti, che ironizzare su Tremonti non è poi così difficile: le munizioni per sparargli contro le porta lui.
E passiamo alla musica. Sono così profondamente addolorato dalla fine della carriera di “Governatore” della Lombardia di Formigoni che, dopo attenta riflessione, ho scelto un brano di Lionel Richie, voce dei Commodores, eccellente gruppo della Motown negli anni 70 e 80. Il pezzo scelto, però, è da un album di Richie solista. Il brano s’intitola All Night Long. E non servono certo i fazzoletti, ma uno spazio per scatenarsi. Evviva! Il mio omonimo peggiore se ne sta andando.




sabato 13 ottobre 2012

Un prezioso tramonto


Che cosa non farei per un po’ di spazio nei giornali e in televisione?
Non me lo chiedo io, ovviamente. Alludo ad altri.
Ovunque si parla di questa storia avvenuta in provincia di Padova, assai sgradevole, del bambino portato via da scuola dalla Polizia, poi arriva Alessandra Mussolini che vuole incontrarlo. Naturalmente lo fa con la discrezione e l’eleganza che le sono proprie. E, ciononostante e purtroppo, la notizia viene data. Quanto varrà in termini di voti? Confido nell’intelligenza degli elettori che vedranno il palese e volgare opportunismo della potenziale ri-eleggenda. A nessuno viene in mente di grigliare per una decina di minuti i politici che fanno uso manifestamente strumentale di vicende di cronaca? Ok, ho esagerato. Grigliamoli per cinque minuti.
Se volete leggere altro su questo (il che vuol dire che non vi fidate di me!), fate un po’ di fatica. Io alla Mussolini ho già dato anche troppo spazio. Cercate voi.
Parliamo di argomenti seri, o quasi. Il Topo Grigio, che evidentemente funziona solo se opportunamente alimentato di elettricità, sta per afflosciarsi: la Lega ha deciso di staccare la spina. Ridiamoci su e speriamo ci sia presto un Presidente della Lombardia che, oltre al rispetto per i cittadini e il concetto più ampio di legalità (essenziale e, a questo punto, prevalente su ogni altra cosa), abbia anche un po’ di dignità cromatica. Credo che Formigoni non sarà rimpianto.
Su tutto ciò (ossia la patetica pochezza della classe politica anche “importante”), e non possiamo che essergliene profondamente grati, si erge la figura di un signore, anzi di un SIGNORE, ultraottantenne che, ostinatamente, si preoccupa della dignità nazionale e del futuro del Paese.
Il richiamo di Napolitano al Parlamento è ben spiegato da Massimo Franco nell’editoriale del Corriere della Sera di oggi: http://www.corriere.it/editoriali/12_ottobre_13/franco-errori-da-non-ripetere_eed208d2-14f7-11e2-adc6-ff8054e34060.shtml.
Buona stampa.
Ci sono ombre anche nelle ore più calde nel cuore dell’estate. Giorgio Napolitano ha vissuto la sua estate da uomo di partito, negli anni più bui dei regimi comunisti al potere nell’Europa dell’est, e sono certo che capiate di cosa parlo. Nel suo tramonto autunnale non vedo ombre, ma limpida luce. Grazie, Signor Presidente.

giovedì 11 ottobre 2012

Circondato dai migliori


Quando si dice un uomo di carattere… Il Celeste Formigoni (ormai colore grigio topo scuro) non intende abbandonare la poltrona di Presidente della Regione Lombardia, asserendo che si tratta della sola ad avere i conti in ordine e, evidentemente, attribuendosene il merito. Forse la Regione Lombardia avrà anche i conti in ordine (sulla cosa non sono poi tutti così d’accordo), ma potrebbero sicuramente essere migliori, vista la quantità di scandali che, uno dopo l’altro, stanno coinvolgendo numerose figure di notevole rilievo istituzionale: tra assessori e consiglieri, tra poco, gli inquisiti potrebbero avere la maggioranza…
La vicenda dei voti comprati tramite la ndrangheta è soltanto l’ultima, anche se la più grave, poiché mette in luce, tra l’altro, i meccanismi d’infiltrazione nei lavori dell’Expo. Non mi pare che ci sia NESSUN bisogno di offrire alla malavita organizzata ulteriori spazi per arricchire, ne sa trovare anche troppi in proprio.
Indifferente anche a questo, Formigoni annuncia azioni di rilievo, ma sostiene di essere esente da errori, scordando che, almeno sulla carta, dovrebbe essere stato lui a scegliere gli assessori e, quindi, avendone scelti parecchi che si sono fatti beccare con le ascelle nella marmellata, dovrebbe togliersi dai piedi. A meno che quelle persone non siano state messe in certe posizioni da altri, nel qual caso, il patetico Celeste evidentemente si dimostrerebbe una brutta copia del Governatore di Mel Brooks che vi ho fatto vedere qualche settimana fa... Ricordate?
Meglio rinfrescarvi la memoria e farvi sorridere un po'.


Tornando alle intenzioni di Formigoni, non ci resta che aspettare. Per adesso il Grigio Topo (o Topo Grigio?) promette chissà che, come scrive il Sole 24 Ore:
Buona stampa. Anche perché l’articolo è collegato a un dossier interessante sulle gesta del più mediocre dei Roberti. Difficile ricordare tutte le magagne della Regione che avrà forse i conti in ordine, ma ha certamente il Presidente in disordine (non soltanto nel modo di vestire).

giovedì 20 settembre 2012

Governatori? Ma mi faccia il piacere!


E’ molto probabile che anch’io, parlando della Polverini o di Formigoni, abbia usato la parola “governatore”. Non ho voglia di andare a controllare, ammetto di averlo fatto e passiamo oltre. Ormai quella parola è entrata nel linguaggio comune, quindi anche nel mio, anche se ho sempre pensato, sin da quando si è deciso di impiegarla per identificare i presidenti delle giunte regionali, che fosse una dimostrazione del nostro provincialismo. Bene, alla luce di quel che va succedendo nel Lazio (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-20/renata-resisti-berlusconi-blocca-131524.shtml) e di quello che va succedendo in Lombardia, anzi, meglio, di quel che si aggiunge a ciò che sapevamo dalla Lombardia (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_settembre_20/ravizza-gerevini-formigoni-cancello-maugeri-2111893179823.shtml), ho pensato di offrirvi due link.
Uno serio: il commento odierno del Mastino truce sul Corriere della Sera (http://roma.corriere.it/roma/notizie/politica/12_settembre_20/rizzo-polverini-sceneggiate-2111892972637.shtml).
Buona stampa.
Uno, invece, decisamente meno serio, è un breve estratto da un film di Mel Brooks. Breve, ma direi calzante.


Meglio Le Petomane o i nostri?
Poi, per risollevare il morale e, con tutto l’affetto per Mel Brooks, per risalire di qualche scalino dalla sua comicità non sempre, come dire?, composta, un po’ di musica. Ci sto prendendo gusto alle versioni di due musicisti. Magari mi monterò la testa e andrò oltre, ma per questo post mi fermo ancora a due. Il brano s’intitola The water is wide e il testo risale, in parte, addirittura al 1600 (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Water_Is_Wide_%28song%29).
Prima versione, cantata, di James Taylor. Direi che non servono presentazioni, comunque potete leggere di lui su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/James_Taylor).


La seconda, strumentale, di un sassofonista jazz che ho imparato ad amare profondamente negli ultimi anni e di cui vi ho già fatto ascoltare un pezzo qualche mese fa, Charles Lloyd (http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Lloyd_%28musicista%29) qui con un gruppo di strumentisti fantastici da un album che si intitola come il brano.


Meglio ascoltare grandi musicisti che pensare ai nostri "governatori".

giovedì 2 agosto 2012

Nel frattempo, in quel di Milano...


Come anticipato questa mattina, parliamo un po’ del già Celeste. E del suo già avvocato. Salvatore Stivala, difensore di fiducia sino a martedì, ha rinunciato all’incarico. La notizia era stata già data dal Corriere in cartaceo questa mattina, con un articolo di Luigi Ferrarella (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_agosto_2/ferrarella-formigoni-le-cene-di-dacco-2111275119290.shtml).
Cronaca. Niente voto.
Nessuno più di un indagato è libero di decidere da chi farsi difendere e in che modo, dunque niente da osservare sulla scelta di Formigoni. Ha il diritto di percorrere qualsiasi strada per dimostrare la propria innocenza e se il codice di procedura penale, che io non conosco, gli consente di rinviare l’incontro con la Procura di Milano, il già Celeste fa benissimo a non presentarsi adesso.
Devo ammettere, tuttavia, di essere un po’ sorpreso: solo pochi giorni orsono, infatti, Formigoni sosteneva di essere ben lieto di incontrare i magistrati. Non mi affido alla memoria, anche se funziona ancora discretamente. Vi faccio vedere un video in cui il già Celeste lo dice espressamente.
Che poi il video sia tratto dal canale tv del Fatto Quotidiano, non importa. Sono senz’altro un po’ faziosi, ma non penso che si spingano sino ad alterare le registrazioni delle conferenze stampa.
Buona visione.


E, sempre per rispettare gli impegni, torniamo anche alla vicenda dei Ligresti, che si è fatta piuttosto torbida con il foglio firmato dall’Amministratore Delegato di Mediobanca Nagel. Ho letto parecchio sulla questione, che oggi ha molto spazio sulla stampa nazionale, ma non riesco a vederci chiaro. Quel che è fuori di dubbio, come ho già scritto in passato, è che a Ligresti, grazie alla lunga frequentazione dei cosiddetti salotti buoni, non mancano gli argomenti per esercitare qualche pressione su altri occupanti dei medesimi cosiddetti salotti buoni.
Francamente resto un po’ basito nello scoprire che l’Amministratore Delegato della principale banca d’affari italiana, l’uomo che guida la società che, nel bene e nel male, costituisce ancora un fulcro essenziale della finanza, dell’industria e della stampa del paese, insomma, mi par proprio strano che Nagel abbia pensato bene di firmare un pezzo di carta nel quale i Ligresti indicavano le cosucce con cui volevano essere ricompensati per togliere il disturbo.
Io, che sono un povero scemo, quella firma mi sarei ben guardato dal farla. Anche solo per presa conoscenza…
Non voglio appesantire il post. La fine della storia è ancora da scrivere. Intanto, se volete conoscerla meglio, vi suggerisco il Sole 24 Ore, che dedica molte pagine alla vicenda. Vi do un link dal quale poi vi potrete spostare agli altri articoli: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-08-01/nagel-ligresti-181910.shtml?uuid=Ab4J1tHG&fromSearch.
Buona stampa.

sabato 28 luglio 2012

Faccio ancora ammenda


Oggi cerco nuovamente di correggermi, così come ho fatto ieri dedicando spazio al povero Sallusti, che avevo a lungo ingiustamente dimenticato. Davvero continuo a domandarmi come ho potuto far trascorrere settimane senza occuparmi di lui: i suoi editoriali sono capolavori, esempi perfetti di come si tenti di piegare fatti e situazioni per rendere credibile il proprio punto di vista. Impagabile, anche se qualche danno lo fa, pochi vista la tiratura…
Veniamo alle correzioni di oggi. Gian Antonio Stella, quel Bobtail sornione, dedica un articolo al fenomeno dell’abusivismo edilizio, le cui dimensioni sono a dir poco spaventose, tanto da arrivare a situazioni paradossali come quella descritta nel pezzo (http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_28/si-vendono-appartamenti-abusivi_d76205b8-d874-11e1-8473-092e303a3cd5.shtml).
Buona stampa.
Ora mi può anche andare giù (non proprio, ma faccio finta) che Berlusconi non si preoccupi di chiedere a Caldoro come mai non abbia fatto nulla in due anni che è alla guida della Campania: in fondo di condoni, come ricorda Stella, Berlusconi ne ha promossi 2 nei dieci anni trascorsi alla Presidenza del Consiglio. Intendo dire che viene il sospetto che a Berlusconi gli abusi edilizi piacciano e che quindi non se ne preoccupi…
Mi piace senz’altro meno che Bersani non senta il bisogno di fare la stessa domanda a Bassolino, che ha guidato per ben più di due anni la Campania. Aggiungerei: purtroppo.
Il punto è che, in Italia, quando si tratta di mettere insieme voti, come dice il Bobtail, nessuno va per il sottile. Il problema è come possiamo fare per spazzare via questa classe politica. Non saranno certo di Pietro e Grillo e Ri-Berlusconi a cambiare le cose. Specie se non si modifica il sistema elettorale. E guarda caso, su questo, non si arriva mai al dunque.
Ammetto di aver trascurato anche Sergio Rizzo, l’altro Mastino, del quale oggi c’è un ottimo articolo sul Corriere, ma il pezzo non è disponibile on line. Vi terrò aggiornati.
Siccome nel suo pezzo Rizzo cita Formigoni e, come sapete, io ho una particolare simpatia per il già Celeste, vado a ripescare Jena da La Stampa di giovedì: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=44&ID_articolo=1839&ID_sezione=59.
Buona stampa. Non avrei saputo dir meglio…
Ecco, in un solo post ho cercato di compensare le mie recenti dimenticanze. Non si fa fatica con i Mastini e con Jena. Ce ne vorrebbero di più come loro. E ci teniamo pure Sallusti, giusto per tirarci su quando abbiamo una brutta giornata.

mercoledì 25 luglio 2012

Non ditemi che sono noioso...


Sono sicuro che lo saprete già, ma non posso privarmi del piacere di contribuire, nel mio piccolissimo, a diffondere la notizia: quel tale che si sbrodolava addosso felice di essere chiamato Celeste, ormai fattosi di un grigio decisamente scuro, dovrà trascorrere qualche ora ospite della Procura della Repubblica di Milano, che lo indaga formalmente dal 14 giugno scorso. Ecco il comunicato della Procura così come riprodotto dal Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-25/avviso-garanzia-formigoni-accusato-102426.shtml?grafici.
Non aggiungo altro, se non che potrete trovare sui siti di tutti i quotidiani italiani approfondimenti adeguati. Io, per ora, evito di fare commenti. Ho già fornito più volte prova che ammiro senza riserve Formigoni (si fa molto per dire, molto ovviamente). Che la giustizia faccia il suo corso.
Peccato che, nel nostro malandato paese, magistratura e avvocatura abbiano fatto l’impossibile per rendere il sistema vergognosamente lento. Leggetevi un po’ la storia del Governatore dell’Illinois Blagojevich. Questo è il link alla pagina della versione americana di Wikipedia: http://en.wikipedia.org/wiki/Rod_Blagojevich. Per vostro comodo, riporto la parte relativa al processo subito dal medesimo Governatore. Nel volgere di poco più di due anni Blagojevich è stato condannato e sta scontando la pena. Speriamo che, per i tempi del giudizio, il Tribunale di Milano prenda lezione dal Tribunale Federale che ha spedito Blagojevich in carcere. Scommetto qualsiasi somma che, prima di arrivare al verdetto definitivo su Formigoni, passeranno ben più del doppio dei due anni e sette mesi impiegati nell’Illinois.

Federal trial

Blagojevich was indicted by a federal grand jury in April 2009.[83] Most of the charges related to attempts to sell the Senate seat vacated by then-President-elect Barack Obama.[84] On August 17, 2010, he was convicted on one of the 24 federal charges, a charge of lying to the FBI, and the jury was hung on 23 other counts.[82] The defense did not call a single witness, claiming that prosecutors did not prove their case. Because the jury could not agree on the remaining charges, a mistrial was ordered for those counts. Within fifteen minutes after the mistrial was declared, the prosecution team announced that they would definitely pursue a retrial on the twenty-three mistrial counts. A post-verdict court date was set for August 23, 2010.
Federal prosecutors reduced the number of counts for Blagojevich's retrial,[85] and on June 27, 2011, he was found guilty of 17 of the 20 charges, not guilty on one, and no verdict was rendered by the jury on two counts.[86] He was found guilty on all charges pertaining to the senate seat, as well as extortion relating to state funds being directed towards a children's hospital and race track. However, he was acquitted on a charge pertaining to the tollway extortion and avoided a guilty verdict (by split decision) on attempting to extort Rahm Emanuel.[87][88] On Wednesday, December 7, 2011, Blagojevich was sentenced to 14 years in federal prison.[89] He reported to prison on March 15, 2012 at Federal Correctional Institution, Englewood in Littleton, Colorado.[90] There is no parole in the Federal Prison System, however under federal rules, Blagojevich will serve at least 85%, or 12 years of his sentence after which time he may be eligible for early release (in 2024) based on good behavior.
Un testo interessante, non c'è che dire. Istruttivo sotto molti punti di vista. Il sistema giudiziario americano non sarà certamente perfetto (anzi, non lo è senz'altro considerando l'elevato numero di errori giudiziari anche in casi cui è seguita la pena di morte), però mi sembra più produttivo del nostro.
Passando ad altro argomento, non dubito di far cosa gradita nel fornire la possibilità di aggiornarvi sul caso dei maestri del bon ton finanziario e non solo: Salvatore Ligresti e i suoi tre deliziosi pargoletti. Anche di loro ho già detto altrove quanto poco li apprezzi, quindi mi limito a indicarvi il link al pezzo che oggi il Sole 24 Ore ha dedicato alle ultime novità del caso (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-07-25/giallo-lettera-ligrestimediobanca-064306.shtml?uuid=AbWRQRDG&fromSearch).
Buona stampa.