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mercoledì 13 febbraio 2013

Antelope Cobbler vi dice qualcosa?


Anche oggi partiamo da un argomento e finiamo chissà dove…
L’avvio lo prendiamo da Finmeccanica. E chiarisco subito che non sono tanto ingenuo da pensare che si possano vendere certi prodotti senza pagare tangenti. In qualche modo fa parte del mio DNA, perché mi è capitato di essere italiano e, quindi, di vivere in un paese che non brilla certo nelle classifiche internazionali riguardo alla corruzione. O, se vogliamo, brilla in negativo, se per voi, come per me, la corruzione non è esattamente un fatto positivo.
Questo per dire che sono sufficientemente realista da comprendere come, in molti casi, per portare a casa commesse che garantiscono posti di lavoro italiani, sia necessario ricorrere all’oliatore.
Le mie perplessità, di fronte a questa vicenda, riguardano in primo luogo il comportamento dello Stato nelle sue diverse entità interessate. Come spiegano i tanti commenti apparsi sulla stampa. Ne scelgo tre, molto diversi tra loro, ma ne potete trovare altri: cominciamo con Guido Gentili dal Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-02-13/ritardi-politica-081323.shtml?uuid=Ab5jJvTH), per passare a Daniele Manca sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_13/il-tempo-perso-su-finemccanica_afdfc1a6-75a4-11e2-a850-942bec559402.shtml) e, infine, a Nicola Porro su Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/interni/e-se-aziende-inquisite-avessero-ragione-885368.html).
Buona stampa. Non nella stessa misura, ma mi piacciono tutti e tre. Siamo di fronte a questioni d’importanza che non esito a definire vitale e ogni riflessione, anche se in qualche modo influenzata da una visione di parte, aiuta a mettere a fuoco dettagli rilevanti.
Anche se per ragioni e in modi assai diversi, tre delle principali aziende di questo paese sono diventate oggetto d’indagini anche aggressive da parte della Magistratura. Per chi si fosse distratto, parliamo di Eni, Banca Monte Paschi e, appunto, Finmeccanica. Il tempo e i vari gradi di giudizio chiariranno, si spera, queste vicende. E chiariranno anche, si spera sempre, quella dell’Ilva di Taranto. Il punto è che, e qui Porro ha ragione, in Italia esiste un pregiudizio nei confronti dell’attività d’impresa. Un pregiudizio che compromette la possibilità del nostro paese di confrontarsi con la concorrenza internazionale, fattasi ovviamente più difficile per effetto della globalizzazione. Qui si ferma la mia condivisione delle idee di Porro, nel senso che vedo il pregiudizio, ma non vorrei che, giustificato da questo, se ne affermasse un altro, ossia quello che ogni agire sia legittimato solo perché porta fatturato alle nostre aziende.
Si tratta di una questione complessa, sulla quale ho molti dubbi e quasi nessuna certezza. Quel che mi pare certo è che il quadro emerso dalle indagini su Banca Monte Paschi e su Finmeccanica induca a temere l’esistenza di una vasta schiera di dirigenti i quali traggono profitto dalle zone d’ombra createsi nella gestione delle aziende stesse. Per Finmeccanica potete leggere il pezzo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_13/dalla-lega-alla-magistratura-la-ragnatela-del-presidente_68aedc90-75a4-11e2-a850-942bec559402.shtml) e quello di Guido Ruotolo su La Stampa (http://www.lastampa.it/2013/02/13/economia/quelle-tangenti-erano-una-prassi-abituale-5WWn8NFTtxpSFuB1i7O4hN/pagina.html).
Buona stampa. Per quel che riguarda Monte Paschi, fate una ricerca da soli sulla “Banda del 5%”.
Per farla breve: se il mercato globale, soprattutto in certi settori, impone determinate “regole”, dobbiamo accettarle, per quanto sgradevoli. Quello che non possiamo accettare è che il terreno fangoso non sia accuratamente recintato e che esistano aree limacciose nelle quali s’immergono opportunisti di vario genere.
Aggiungo, e qui ho gioco facile, che la politica, come sottolinea Gentili, dovrebbe starsene ben lontana dalle vicende delle aziende pubbliche e non solo, però mi pongo e vi pongo qualche domanda (pur tenendo conto che, comunque, come dimostrano le vicende di Eads, la società che controlla Airbus, la politica in certi casi il naso ce lo mette anche altrove). E’ tollerabile il quadro d’interferenza politica che emerge nella scelta dei massimi dirigenti di società come Finmeccanica e Monte Paschi? Siamo sicuri che i manager di aziende così importanti debbano dedicare tanto tempo ai loro rapporti con i politici, probabilmente trascurando i loro compiti? E’ giusto che il Presidente di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore, abbia con Orsi una conversazione come quella riportata dalla Sarzanini?
Come sempre, io le risposte me le sono già date, adesso tocca a voi.
Una ciliegina sulla torta. Come potrei trascurare le nuove accuse a Roberto Formigoni per le vicende della sanità in Lombardia? Aspettiamo la Corte di Cassazione per i giudizi di colpevolezza, ma non priviamoci del piacere di sorridere (sempre a denti stretti) per le argomentazioni dell’ormai del tutto nero ex Presidente lombardo: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_febbraio_12/formigoni-maugeri-inchiesta-lombardia-2113968136196.shtml.
Cronaca. Nessun giudizio, ma un commento: la smisurata considerazione di sé mi sembra spingere Formigoni a vieppiù ridicole arrampicate sugli specchi.
Se poi, prima di arrivare in fondo, avete voglia di andare a leggere come ha affrontato la questione della corruzione internazionale un paese come gli Stati Uniti, un buon link è questo:
http://en.wikipedia.org/wiki/Foreign_Corrupt_Practices_Act (FCPA). Tra l’altro, come ricorderanno i meno giovani tra noi quattro, la normativa americana nacque in seguito a una vicenda che ha avuto importanti conseguenze anche nella storia italiana. Vendere oggetti volanti è sempre stato complicato… Ammettiamolo pure: il FCPA assomiglia abbastanza a una foglia di fico, però loro ce l’hanno e un po’ di ordine lo ha portato.
Chiudiamo con il commento di Gramellini all’ultima, men che squallida, recita del tizio decrepito: http://www.lastampa.it/2013/02/13/cultura/opinioni/buongiorno/innocente-siparietto-Jsp7FoPqZq81X5dUNLcX9O/pagina.html.
Buona stampa.
Buona notte. E buona fortuna.

sabato 29 settembre 2012

Impagabile Valterino...


Oggi avevo intenzionate di tornare a parlare di finanza. Ce ne sarebbero di motivi per farlo, primo tra tutti il rinnovamento che interesserà i meccanismi di formazione dei tassi genericamente indicati come Libor. Invece, e me ne scuso, non c’è niente da fare: la politica italiana preme e pretende che vi dia conto di alcuni temi scottanti (nel senso che, almeno a me, queste cose bruciano).
Cominciamo con una vecchia conoscenza, quel nobile esempio d’integro giornalista che si chiama Valter “Valterino” Lavitola. In realtà, Valterino era ben più di un semplice giornalista, era niente meno che il direttore de “L’Avanti”, uno dei maggiori beneficiari di contributi pubblici diretti a testate editoriali. Evidentemente, però, tenere alto il livello della stampa italiana non gli bastava, così si dedicava a diverse attività economiche e anche ad altre, che certamente avevano effetti economici, ma non si possono sicuramente assimilare alle attività imprenditoriali. Insomma, Valterino si può facilmente definire faccendiere, vocabolo proprio esclusivamente della nostra lingua perché, guarda caso, in Italia, da tempo immemorabile, esistono le condizioni favorevoli allo sviluppo della specie.
Basta così. Inutile che parli io quando lo fanno meglio gli altri: andate sul sito de La Stampa e divertitevi con Gramellimi (http://www.lastampa.it/2012/09/29/cultura/opinioni/buongiorno/sostiene-lavitola-vOK2bScYDEn8gn4pnj3BzM/index.html) e poi, se volete dettagli più tecnici, approfondite con questo articolo di Guido Ruotolo (http://www.lastampa.it/2012/09/29/italia/politica/caro-silvio-sei-in-debito-con-me-P2cphb24YQ7vAEK5vRHVrM/index.html).
Buona stampa. In particolare Gramellini che, non esagero, ha momenti semplicemente geniali. Non che sia difficile impallinare con l’ironia Lavitola: leggete la lettera a Berlusconi per credere, è lunga, ma dovete arrivare sino in fondo (http://www1.lastampa.it/_web/tmplframe/default.asp?indirizzo=http://www1.lastampa.it/_web/download/pdf/lettera-lavitola2.pdf).
Ritornando alla questione dei privilegi dei politici, oggi sul Corriere della Sera c’è un articolo di Sergio Rizzo che descrive come finirà la questione dei vitalizi per consiglieri e assessori della Regione Lazio. Roba da far venire i capelli diritti. Purtroppo, o forse per fortuna, non è ancora possibile leggerlo on line, così, se non avete comperato il quotidiano milanese, potete evitare di rovinarvi la giornata. Io, però, vi aggiornerò e v’indicherò l’eventuale link appena possibile…
Ripeto quanto detto l’altro giorno: dobbiamo affrontare l’argomento dei privilegi che i politici si sono concessi con le leggi d’iniziativa popolare e con i referendum. Loro non cambieranno mai una virgola di disposizioni che garantiscono un futuro di benessere smisurato e del tutto immeritato. Tra i miei tre lettori credo ci sia qualcuno che mastica un po’ di diritto, allora forza, proviamo a metterci al lavoro. E ricordate: l’effetto dell’azione popolare deve essere RETROATTIVO. I diritti acquisiti, che, forse giustamente, sono stati intaccati per i comuni cittadini, DEVONO ASSOLUTAMENTE essere intaccati anche per i trattamenti pensionistici dei politici, siano o siano stati essi membri del Parlamento o degli organi elettivi di Enti Locali.