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domenica 7 febbraio 2016

Chi paga il conto?

Il governo avrebbe dovuto approvare venerdì le disposizioni relative alla cosiddetta bad bank destinata a favorire la cessione, da parte delle banche italiane, del loro pesante fardello di crediti deteriorati. La discussione del provvedimento è stata, però, rinviata. 

martedì 14 luglio 2015

Ben poco di nuovo sul fronte orientale


Ieri, con tutti gli indici in crescita, i mercati sembravano interpretare positivamente la conclusione della lunga trattativa tra la Grecia e i creditori. Oggi, con un calo moderato, sembrano più riflessivi rispetto all’effettivo esito della vicenda greca.

mercoledì 11 febbraio 2015

Un nuovo Don Chisciotte


L’alba si è colorata di rosso non solo nel cielo, ma anche sull’asfalto e sulla terra ucraini. Non imprevedibilmente: il lancio di razzi di ieri ha dato luogo a una ritorsione, seguita, apparentemente, da una contro ritorsione. Forse va bene così: normale spargimento di sangue da far pesare al tavolo del negoziato previsto a Minsk.
Un aggiornamento da Il Sole 24 Ore, firmato da Alberto Negri, esperto di politica internazionale: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-11/ucraina-strage-continua-45-morti-un-giorno-notte-vertice-minsk-103641.shtml?uuid=ABTidtsC.
Cronaca. Oltre a questo pezzo scritto per l’edizione on line, Negri ha firmato un commento pubblicato sul cartaceo odierno che vi suggerisco di leggere: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-02-11/putin-piu-pericoloso-milosevic-075011.shtml?uuid=ABUZqqsC.
Buona stampa.
Sempre in tema, anche il Corriere della Sera offre un commento che mi pare meriti di essere letto. E’ scritto da Bernard-Henry Lévy, il filosofo francese, s’intitola La minaccia di Putin chiama l’Europa a nuove responsabilità e non è disponibile on line. Lavora, perciò, lo scanner.


Buona stampa. Negli ultimi anni, in molti suoi articoli, Lévy ha sostenuto la necessità che l'Europa appoggiasse tutte le rivolte popolari, soprattutto quelle nei paesi arabi. Quest’orientamento ha probabilmente influenzato la decisione francese di intervenire in Libia, di fatto costringendo altri Paesi occidentali a fare altrettanto, col bel risultato che sappiamo: non un punto a favore del filosofo, anzi. Io, però, riesco a liberarmi dai pregiudizi e l’analisi di Bernard-Henry Lévy sulla situazione ucraina e, soprattutto, su Putin mi trova d’accordo.
Auguriamoci che il Presidente russo sappia cogliere, come suggerisce Obama, l’opportunità che gli viene offerta dall’incontro di Minsk.
Veniamo alle faccende di casa e lo facciamo con la vignetta di Giannelli dal Corriere di oggi, che mi sembra cogliere bene l’essenza del rapporto tra Salvini e Berlusconi. Anche qui abbiamo bisogno dello scanner.


Come detto, con Salvini non sono d’accordo su nulla, salvo in fatto di donne (almeno per quel che riguarda la sua presunta attuale fiamma). E la sua battaglia per l’uscita dell’Italia dall’Euro è una farneticazione sulla quale esistono fior di commenti da parte di persone molto più competenti di me, mi limito a segnalarvi un esauriente pezzo (già segnalato a suo tempo) di Angelo Baglioni da LaVoce.info: http://www.lavoce.info/archives/18592/uscire-euro-no-grazie-europa-crisi/.
Buona stampa.
Il problema di Salvini, purtroppo, è che non si cura molto della relazione tra ciò che propone e ciò che si può effettivamente fare. Ieri sera mi è capitato di ascoltare un breve pezzo della trasmissione de La7 Di martedì proprio mentre parlava il Segretario della Lega. A parte il fatto che, ancor più di certi lacchè del tizio decrepito, Salvini non lascia mai parlare chi la pensa diversamente da lui, riesce anche a enunciare proposte del tutto irrealistiche, buttate là giusto per conquistare l’approvazione di qualche sprovveduto incapace di comprendere con quale materia sono assemblate.
Tra le altre, ieri, per esempio, ha sostenuto che le truppe della Nato, anziché andare a fare la guerra alla Russia come, secondo lui, starebbero facendo, dovrebbero andare a combattere l’Isis e tutti gli altri movimenti islamici attivi tra l’Africa e l’Asia. Ecco il video da YouTube:


Quanto vi sia di ragionevolezza e di fattibilità in questa idea, mi sembra non sia neppure il caso di dire.

domenica 12 ottobre 2014

Dove si nasconde il pericolo


I danni della pioggia a Genova sono nulla in confronto a quelli prodotti dalla vergognosa inettitudine dello Stato, a tutti i livelli e in tutti i suoi apparati. Fedele alla regola di affidarmi a chi sa fare le cose meglio di me, vi suggerisco Gramellini nel Buongiorno su La Stampa di ieri (http://www.lastampa.it/2014/10/11/cultura/opinioni/buongiorno/questa-specie-di-stato-dXc287ftVcfdsopiAglx4K/pagina.html) e Gian Antonio Stella nell’editoriale del Corriere, sempre di ieri, (http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_11/pasticcio-lavori-torrente-fermi-4-anni-chi-paga-l-incuria-b070574e-510c-11e4-8503-0b64997709c2.shtml),
Buona stampa. Stella è tornato sull’argomento anche oggi, ma l’articolo, interessante, non è disponibile on line. Comprate un Corriere ogni tanto, vale ancora il prezzo e contribuirete a tenere in vita un organismo che potrebbe estinguersi.
Non lo dico io, lo dice il puparo dello psiconano+barba-Mediaset, che ha previsto per la fine del prossimo decennio la scomparsa dei quotidiani.
Il geniale Ca((zz)sal)eggio, che, in piena sintonia con il suo compagno di cene a base di tartufo (http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11705964/M5S--malore-per-Beppe-Grillo.html), ha dato al Circo Massimo la misura della sua intelligenza e della sua educazione, oltre che del suo rispetto per gli altri, per le loro idee e per il loro lavoro.
Degli sproloqui di questa micidiale accoppiata danno conto tutti i quotidiani. Io vi rimando a soli due pezzi, se ne volete sapere di più cercate voi.
Il primo è Il Giornale, con un commento di Stefano Filippi che spinge lo sguardo oltre l’evento del M5S: http://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-piazze-rimaste-vuote-che-i-governi-non-temono-pi-1059019.html.
Buona stampa.
Il secondo, tratto da La Repubblica, è più un pezzo di cronaca che un commento, quindi non ha valutazione: http://www.repubblica.it/politica/2014/10/11/news/grillo_a_circo_massimo_stasera_lanciamo_referendum_su_euro_cori_e_insulti_contro_giornalisti-97861159/?ref=HRER1-1.
Quando s’insiste, come Grillo e Casaleggio, nell’indicare l’uscita dall’euro come un toccasana per il paese, si va al di là di ogni limite nell’opportunismo politico. E nel farneticare in materia di cui non sanno un bel nulla. Tra l’altro nessuno, forse nemmeno alla BCE, è in grado di spiegare come un paese possa “uscire” dall’euro. Non è la prima volta che ne parlo, non voglio dilungarmi, vi rimando a un pezzo esauriente di Angelo Baglioni dal sito LaVoce.info: http://www.lavoce.info/uscire-euro-no-grazie-europa-crisi/.
Buona stampa. Vi suggerisco di leggere anche il seguito: http://www.lavoce.info/uscire-dalleuro-unoccasione-ripresa-nuova-recessione/.
Ah, quanto avremmo bisogno di una classe politica che somigliasse anche vagamente a quella descritta da Claudio Magris nel pezzo che vi ho suggerito ieri! E’ difficile non rimpiangere persone come quelle che ressero le sorti italiane dal dopoguerra agli anni 70, molto difficile…
A ben vedere, il rimpianto riguarda anche la qualità dei politici di altri paesi, in particolare quelli ai quali siamo legati da affinità culturali e alleanze storiche. Come non provare senso di smarrimento e di sconforto nel vedere, ancora una volta, l’Occidente assistere senza muovere un dito al massacro di intere popolazioni. Come non sentirsi dolorosamente feriti dal modo in cui lasciamo che l’ISIS prosegua nella conquista di territori e nel genocidio di chi non si sottomette al suo potere. Kobane sta per cadere sotto gli occhi indifferenti di quasi tutti. E sarà soltanto un altro passo verso un cambiamento degli equilibri mondiali che Europa, Stati Uniti e loro alleati tradizionali non riescono a controllare, come ben spiega Angelo Panebianco nell’editoriale di oggi del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_12/kobane-sotto-assedio-l-occidente-8e50c4dc-51d9-11e4-b208-19bd12be98c1.shtml#.
Buona stampa.
Passiamo alla musica. Qualche giorno fa, quando vi ho proposto la versione di Brad Mehldau e Joshua Redman, avevo promesso un ascolto multiplo di The Nearness of You (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Nearness_of_You). E mantengo la promessa.
Avrei voluto cominciare, direi necessariamente, dall’esecuzione orchestrale dell’autore della musica, Hoagy Carmichael, pianista che, oltre a comporre numerose colonne sonore, ha avuto anche ruoli cinematografici (http://www.imdb.com/name/nm0005994/?ref_=nv_sr_1). Purtroppo, per uno di quei misteri del web che non so risolvere, YouTube mi consente di vederlo, ma non di includerlo in questo post. Mah...
Allora cambiamo brano. Tra i film in cui Carmichael ha lavorato c'è To Have and Have Not (Acque del Sud), accanto a Humphrey Bogart e Lauren Bacall, e proprio insieme a lei Carmichael esegue How Little We Know. Ve li faccio ascoltare in omaggio a entrambi. In particolare a Lauren Bacall, in questo film semplicemente stupenda.


E veniamo alla prima versione, per oggi, di The Nearness of You, quella di un trombettista italiano molto interessante, Fabrizio Bosso (http://www.fabriziobosso.eu/).


Facciamo poi un bel salto e passiamo a una versione decisamente diversa, quella dei Rolling Stones, dal vivo a Parigi nel 2003. La voce non è quella di Mick Jagger, bensì quella di Keith Richards.


Ultima versione, per oggi, è quella cantata dalla voce di Norah Jones, che si accompagna al piano dal vivo alla Royal Festival Hall di Londra nel 2012.