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domenica 3 maggio 2015

Tra vandali violenti e semplici vandali. Il triste destino delle città italiane


Evviva, Luciano Fontana è diventato Condirettore Responsabile. Si tratta di un travaglio davvero lunghissimo. Viene da fare un confronto… La consorte del futuro Re di Inghilterra partorisce una bimba e dopo nemmeno dieci ore lascia l’ospedale, il futuro direttore del Corriere della Sera è nominato il 30 Aprile, ma rimane condirettore al 3 Maggio. Misteri della stampa italiana. E anche del vigore delle madri inglesi. Chapeau a Sua Altezza la Duchessa di Cambridge. E anche alla figlia.
Torniamo a occuparci di Nepal, con un articolo di The Guardian: http://www.theguardian.com/world/2015/may/02/nepal-earthquake-swarathok-victims-help-themselves.
Buona stampa. Lo ammetto: ogni volta che leggo un articolo dei grandi quotidiani anglosassoni mi sembra di aprire la finestra e respirare aria pura. 

venerdì 6 giugno 2014

Cos'altro deve succedere?


L’articolo di fondo del Corriere di mercoledì era firmato da Sergio Rizzo, il Mastino truce, che ha pensato bene di ripercorrere (negli ovvi limiti di spazio) per tutti noi la vicenda di Alitalia dal 2008: http://www.corriere.it/economia/14_giugno_04/ali-indebitate-memorie-corte-e7df472e-eba6-11e3-85b9-deaea8396e18.shtml.
Buona stampa.
Anche a chi ne serbava un ricordo nitido (ed io mi considero nel mazzo) la ricostruzione di Rizzo era più che sufficiente a mandar di storto la giornata. Politici, sindacalisti e sedicenti imprenditori e manager italiani hanno dato il peggio di loro, e non è cosa da poco, nella gestione di Alitalia.
Stavo ancora cercando di digerire quel boccone indigesto quando sui siti dei quotidiani hanno iniziato a filtrare le notizie sul fiume di danaro pubblico che, secondo i magistrati veneziani, anziché servire a realizzare il MOSE, ha trovato altri impieghi non propriamente connessi all’opera.
Ovviamente sono tutti innocenti sino a sentenze passate in giudicato, ci mancherebbe! Eppure… eppure, per quanto disistima si possa nutrire per la magistratura italiana, sembra difficile pensare che abbiano costruito un ennesimo teorema.
Leggete, dovunque, scegliete voi i quotidiani, ma leggete. Neppure negli angoli più putrefatti della laguna veneziana si annusa il lezzo che viene fuori da questa storia.
E leggete anche i commenti dei politici, sia quelli coinvolti sia quelli che non c’entrano. Roba da far accapponare la pelle.
Due per tutti.
In primis, Giancarlo Galan, quello che, per servirsi del barbiere a buon mercato di Montecitorio, si faceva prestare la tessera di riconoscimento da Giustina Destro (e, ovviamente, i poco pagati commessi della Camera dei Deputati non si accorgevano che non si trattava della stessa persona), non ha trovato di meglio da fare che tentare di sminuire il valore delle testimonianze su di lui. Bastava che presentasse le contabili dei bonifici effettuati per pagare i lavori di ristrutturazione della sua villa di Cinto Euganeo… Sempre che non siano stati effettuati a sua insaputa.
Il secondo è niente di meno che il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il quale si è preoccupato di sottolineare la differenza di trattamento carcerario tra il Presidente del Consiglio Regionale della Campania, membro del suo partito e arrestato prima delle elezioni europee (ma tu guarda questi magistrati, proprio maleducati!), e alcuni politici coinvolti nella vicenda del MOSE.
E già, il problema è proprio questo. Il fatto che non tutti quelli beccati con le dita nella marmellata finiscono al fresco…
Forse Alfano farebbe meglio a leggersi questo articolo di Gian Antonio Stella dal Corriere di ieri: http://www.corriere.it/cronache/14_giugno_05/trentuno-anni-costi-quadriplicati-quando-diremo-basta-mazzette-ca7293c2-ec6d-11e3-9d13-7cdece27bf31.shtml.
Buona stampa.
Buona notte e buona fortuna.

mercoledì 17 luglio 2013

Parole cancellate dal vocabolario


L’affare kazako temo si rivelerà ben peggiore di come lo hanno dipinto il Ministro Alfano e il Capo della Polizia Alessandro Pansa. E, oltre a rafforzare all’estero la cattiva opinione che già hanno di noi, induce a porsi domande molto preoccupate riguardo al funzionamento di quella che un tempo si chiamava anche Pubblica Sicurezza.
Buona stampa. Un bell’articolo che lascia un sapore molto amaro in bocca e che riporta al palato quello delle altre storie italiane (decisamente troppe) rimaste senza colpevoli e senza spiegazioni.
L’altra vicenda ancora attuale è quella delle ingiurie di Calderoli al Ministro Kyenge. L’autodifesa del vicepresidente del Senato farebbe ridere se non fosse che, purtroppo, conferma, anch'essa e ancora una volta, l’incapacità di gran parte dei politici italiani di assumersi le proprie responsabilità e di mostrare rispetto per le istituzioni anche dopo aver compiuto atti gravemente lesivi della dignità delle stesse e della dignità del Paese. Per una cronaca della men che inconcludente autodifesa di Calderoli, potete leggere questo pezzo dal Corriere della Sera: http://www.corriere.it/politica/13_luglio_16/maroni-kyenge-torino-letta_734c3dde-edfc-11e2-98d0-98ca66d4264e.shtml.
Per una riflessione sulla medesima vicenda, ecco l’ottimo editoriale di Beppe Severgnini, sempre dal Corriere di ieri: http://www.corriere.it/editoriali/13_luglio_16/oltre-limite-decenza_fced56d2-edd8-11e2-98d0-98ca66d4264e.shtml.
Buona stampa.
Venendo all’attualità più recente, non posso non dire due parole sugli ultimi avvenimenti che riguardano il caso Fondiaria-Sai e il comportamento dei Ligresti. La stampa ha offerto nei mesi scorsi ampi resoconti sulla gestione più che disinvolta della compagnia di assicurazioni da parte dell’Ingegnere e dei suoi figlioli, se non assecondati, certamente non contrastati dai principali dirigenti della società, tant’è che alcuni di loro hanno subito nelle ultime ore la sorte dei Ligresti (http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/07/17/news/fonsai_arrestati_la_famiglia_ligresti_e_gli_ex_manager_del_gruppo-63141210/?ref=HREC1-7).
Cronaca.
Mi auguro che questa indagine della magistratura di Torino tragga il massimo beneficio dall’efficienza della Procura del capoluogo piemontese, considerato uno dei migliori del Paese, e sia quindi rapida. E mi auguro che i giudici coinvolti, diversamente dai loro colleghi di tante altre città italiane, lavorino serenamente, lontani dalle telecamere e dai giornalisti, scavando in profondità in una storia che mette in luce tanti elementi negativi del capitalismo di relazione italiano, fatto di “amici” e di “salotti buoni”, di piaceri, di teste girate dall’altra parte, di connivenze più o meno gratuite.
Non dimentichiamo che Fondiaria-Sai era quotata in borsa, quindi soggetta al controllo della Consob, e, come tutte le compagnie di assicurazione, sottoposta alla sorveglianza dell’ISVAP, eppure i Ligresti hanno potuto, così dicono i magistrati, distrarre una parte ingente del patrimonio sociale. E l’hanno fatto non per poche settimane, ma per anni.
Ovviamente le parole cancellate dal vocabolario avete capito benissimo quali sono.
Buona notte e buona fortuna.

domenica 12 maggio 2013

Non possiamo bercele sempre tutte


Vi ho già parlato tempo fa di Jena (Riccardo Barenghi), che scrive su La Stampa battute lapidarie e assai incisive. Mi sembra che meritino di essere lette sia quella di ieri sia quella di oggi, poiché sintetizzano bene un quadro politico niente affatto chiaro.
Buona stampa.
La battuta su Alfano, ovviamente, si riferisce al fatto che il Ministro degli Interni e Vicepresidente del Consiglio ha ritenuto di partecipare a una manifestazione di partito, svoltasi a Brescia, in gran parte motivata dai problemi giudiziari del tizio decrepito. Probabilmente Alfano, visto il ruolo istituzionale, avrebbe potuto evitare di presenziare, ma, ormai, non c’è da stupirsi di nulla in quest’atmosfera di competizione perenne e senza tregua, oltre che sostanzialmente assurda.
E, infatti, da noi assai più che altrove, i politici (come osservava Magris nell’articolo citato qualche giorno fa) si preoccupano più di strillare che di fare. L’obiettivo è strappare qualche minuto di attenzione in un telegiornale o qualche riga in un quotidiano. E pur di ottenere il risultato non hanno ritegno a forzare la realtà o a riscrivere la storia.  Più corretto dire che non hanno nessuna vergogna. Lo possono fare perché hanno la sicurezza di non pagare alcun prezzo per questo, grazie a una stampa in larga parte asservita o, comunque, poco interessata a mettere in risalto le contraddizioni e le menzogne.
Chi, per esempio, avrà ascoltato queste parole di Gaia Tortora, pacate e sensate, oltre che del tutto giustificate? E quanti avranno capito che il tizio decrepito ha, una volta di più, fatto uso strumentale di vicende che poco o nulla hanno a che fare con le sue (http://video.repubblica.it/politica/gaia-tortora-mio-padre-era-un-altra-storia/128104/126605?ref=HRER3-1)?
Buona stampa.
E quanti, indipendentemente dalla qualità del programma, si domanderanno se è davvero così corretto che la principale rete televisiva di proprietà di una società quotata in borsa (anche se controllata dalla famiglia del tizio decrepito) decida di mandare in onda in prima serata una trasmissione interamente dedicata a una delle più scottanti indagini riguardanti proprio il tizio decrepito (http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_12/processo-ruby-speciale-canale5_7d5373aa-babd-11e2-a655-79b4b9553427.shtml)?
Temo pochi, pochissimi. E questa, sebbene a qualcuno potrà sembrare tale, non è una considerazione di parte. E’ solo una manifestazione di profondo sconforto di fronte alla perdita di senso critico da parte di tanti italiani. Perdita di senso critico che, tra l'altro, ha consentito allo psiconano+barba-Mediaset di ottenere un successo elettorale del tutto privo di valore, visto che, finora, non ha saputo metterlo a frutto in alcun modo. Non certamente a frutto per il paese, ma solo per i suoi disegni (anzi, per quelli del suo puparo).
Chiudiamo con un po’ di musica. Premetto che la scelta odierna non è tanto determinata da una qualità particolarmente elevata, quanto dal desiderio di citare un piccolo e divertente momento all’interno di un film di Howard Hawks, Ball of Fire (Colpo di fulmine), nel quale Barbara Stanwick interpreta una cantante e Gary Cooper un professore. La Stanwick è accompagnata dall’orchestra di Gene Krupa, un batterista jazz allora assai popolare, anche se, come si direbbe oggi, un po’ “commerciale” (http://en.wikipedia.org/wiki/Gene_Krupa).
La curiosità sta nel fatto che, al termine di una canzone, la Stanwick invita Gene Krupa a un’esibizione fuori dal comune. Il titolo inglese spiega di cosa si tratta, ma dovete guardare il video sino alla fine per godervi questo gioiello.


lunedì 29 aprile 2013

La saggezza di una ragazzina


L’applauso è un gesto importante, un’espressione spontanea e impulsiva di approvazione che nasce in circostanze ben precise: è, in origine, un modo per manifestare apprezzamento per un cantante o un attore (http://www.treccani.it/vocabolario/applauso/).
Nel nostro Parlamento l’applauso, insieme ad altre dimostrazioni di consenso e di dissenso più o meno sguaiate, ha assunto un significato sicuramente distorto.
Per questo mi piace il messaggio (su carta e scritto a penna!) trasmesso oggi alla Camera da Emma Bonino ad Angelino Alfano e ripreso dal teleobiettivo di un abile fotografo: http://www.corriere.it/politica/foto/04-2013/bonino/messaggio/fiducia-messaggio-bonino-non-ci-si-appalude_ee045ef6-b0d7-11e2-b358-bbf7f1303dce.shtml.
Emma Bonino si merita il nostro applauso, un applauso vero, non formale o strumentale. E non soltanto per il suo bigliettino… Lei ci ha aiutato e ci aiuta a essere migliori. 

domenica 11 novembre 2012

La domanda di riserva (2)?


Se mi chiedeste che cosa farei se fossi al posto di Angelino Alfano, vi pregherei di farmi la domanda di riserva. Lui sta lì e i problemi se li è cercati. Io sto qui, del futuro del Pdl m’importa men che nulla e, ve lo posso sottoscrivere davanti a un notaio, forse vedo in un anno (parlo di soldi) quel che lui vede in due o tre mesi.
E tuttavia… tuttavia mi riesce difficile restare indifferente a quel che leggo in questa breve cronaca, dal Corriere della Sera, relativa alla partecipazione di Alfano al programma di Lucia Annunziata su Rai3: http://www.corriere.it/politica/12_novembre_11/alfano-fini-chiuso-centrodestra_27bb0aea-2c09-11e2-a3f0-bca5bc7cc62d.shtml.
Cronaca, per l’appunto, quindi nessun giudizio, ma un certo sollievo per aver potuto trovare conferma della straordinaria determinazione con cui Alfano ha tagliato in cordone ombelicale (e anche altri) con il padrone del partito di cui è segretario. Se i messaggi più importanti che emergono dalle sue parole sono che Fini ha chiuso con il centrodestra, che non ci sarà un secondo governo guidato da Mario Monti e che il Pdl può cambiare nome e simbolo, chissà perché?, a me vien da pensare che comanda sempre il padrone.
E a questo punto mescolo le cose siciliane, andando alla trasmissione di Radio3 che ho ascoltato, sempre oggi, in tarda mattinata (http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-fa13fa37-1286-427b-a49d-015c7c38ee06.html). Era dedicata a Mimmo Cuticchio, forse il maggiore puparo vivente (http://it.wikipedia.org/wiki/Mimmo_Cuticchio) e artista affascinante. Insomma, mi pare che ci sia un pupo siciliano che fa solo, e piuttosto inutilmente, finta di aver reciso i fili… 

sabato 22 settembre 2012

Ridere? Forse, ma a denti tanto stretti da far male


Mi sembra interessante, per vedere come procede la vicenda della Regione Lazio, considerare la valutazione che ne dà il principale organo di stampa, seppure ufficioso, del Pdl, ossia il partito maggiormente coinvolto nella storia dei fondi usati per scopi non propriamente istituzionali…
Oggi c’è un articolo di Adalberto Signore che, pur sforzandosi di dipingere un quadro meno fosco di quello che dipingono gli altri quotidiani, finisce inevitabilmente per rivelare in base a quali valutazioni il vero leader del partito, che non è Alfano, assuma decisioni in questo momento. Il pezzo lo trovate a questo indirizzo: http://www.ilgiornale.it/news/interni/cav-teme-leffetto-domino-altre-inchieste-lazio-839586.html.
Stampa così e così. Soprattutto perché, nelle mie convinzioni un po’ datate, la stampa deve preoccuparsi di informare il lettore, non di proteggere l’orticello elettorale di qualcuno, poco importa che sia il Pdl, il Pd o qualsiasi altro partito, o, peggio ancora, di servire da strumento nella battaglia politica che, spesso, in Italia si gioca in maniera non proprio corretta.
Uscendo dalla cronaca e volendo ricordare come e perché alle Regioni si sono attribuiti certi poteri e certe capacità di spesa, potete leggere l’editoriale del Corriere della Sera, firmato di Michele Ainis (http://www.corriere.it/editoriali/12_settembre_22/pachidermi-delle-regioni-ainis_7b6a31c0-047c-11e2-ab71-c3ed46be5e0b.shtml).
Buona stampa. Dalla lettura della quale, purtroppo, emerge con chiarezza quanto sarà difficile, in assenza di un processo vero di rinnovamento dell’attuale classe politica (e Ainis, giustamente, ci ricorda che sarà ben difficile) poter cambiare il sistema nato dalla riforma della Costituzione del 2001.
Naturalmente, se pensate che io sia pessimista, avete senz’altro ragione. Noi abbiamo la migliore classe politica del mondo, la più attiva, quella che si dedica con la più devota dedizione al proprio alto compito. A riprova di questo, ecco il Buongiorno di Massimo Gramellini di ieri (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1256).
Buona stampa.
E vi spedisco a leggere anche quello dell’altro ieri perché ne vale la pena e non è che l’argomento sia fuori tema, anzi:
Ri-Buona stampa.
Gramellini è indubbiamente bravo e sa pungere con ironia e acume, ma per ridere, anche se dovremmo piangere, basta leggere le trascrizioni di alcune frasi pronunciate da persone coinvolte nello scandalo laziale. Le trovate su Libero:
Buona stampa.

giovedì 6 settembre 2012

Ritornando a fatti di casa


Anche se vorrei evitarlo, mi tocca tornare a parlare d’Italia. Lo faccio malvolentieri perché continuano a mancare segnali positivi da parte della classe politica (anzi, si moltiplicano quelli negativi) e, francamente, questo m’induce al pessimismo.
Non sono solo a vedere molto scuro nel futuro di noi italiani. Angelo Panebianco, sul Corriere della Sera di oggi, spiega con la consueta lucidità quali sono i rischi nascosti nel progetto di leggere elettorale sul quale, a quanto pare, vanno convergendo i principali partiti politici. Un progetto che, anziché riconsegnare ai cittadini la scelta di chi dovrà governare, riaffiderà la decisione alle segreterie dei partiti, prevedibilmente più che mai interessate a sacrificare ai propri interessi di potere il benessere collettivo.
Buona stampa. A cominciare dal titolo.
Non dubito che siano superflue, ma, nel caso in cui voleste prove del modo in cui perdono tempo i leader dei principali partiti, eccone due, tratte anch’esse dal Corriere di oggi.
Cominciamo dal Pd, in cui la candidatura di Renzi alle primarie sta evidentemente creando parecchie preoccupazioni tra i marchingegni (umani) arrugginiti che governano il maggiore partito della sinistra, convinti di vincere le prossime elezioni e di meritarsi di tornare a occupare le stanze del potere dalle quali si scacciarono da soli, evento che la dice lunga sul loro acume.
Lo Stalinuccio di Gallipoli, l’immarcescibile e azzimato D’Alema, è riuscito ad attirare su di sé gli strali di Pierluigi Battista, il quale, di solito, è così paciosamente inoffensivo, attentissimo a scrivere pezzi che non gli procurino l’accusa di essere incisivo. L’articolo odierno di Battista lo potete leggere qui: http://www.corriere.it/politica/12_settembre_05/terra-bruciata-attorno-renzi-battista_4ad20ecc-f728-11e1-8ddf-edf80f6347cb.shtml.
Buona stampa. In realtà, sono i leader del Pd a essere pessimi e Battista si limita a prenderne atto, ma, come dicevano i professori di una volta, diamogli una sufficienza d’incoraggiamento.
Quanto ad Angelino Alfano, siccome non può fare il segretario del Pdl che, come si sa, ha già un padrone, continua a presentare la sua idea di ridurre il debito pubblico attraverso le vendite di beni appartenenti allo Stato. Lo fa con una lettera pubblicata dal Corriere, sempre oggi, che riprende alcuni temi affrontati dal fondo di Francesco Giavazzi pubblicato ieri (http://www.corriere.it/editoriali/12_settembre_04/giavazzi-ogni-promessa-non-sia-debito_2378ace4-f64e-11e1-ac56-9abd64408884.shtml).
Buona stampa. L’editoriale di Giavazzi.
La lettera di Alfano, invece, non potete leggerla sul sito del Corriere perché al momento non è disponibile. Chissà, forse hanno deciso di fargli un favore e si sono astenuti dal pubblicarla anche on line, sai mai che la leggessero in troppi…
Invece di vagheggiare su ipotetici fondi nei quali mettere dentro un po’ di case, un po’ di caserme, un po’ di aziende del gas e della nettezza urbana, un po’ di azioni di Snam o di Eni o di Terna, Angelino Alfano farebbe meglio a firmare un impegno a mantenere in vita tutte le misure adottate dal Governo Monti. Impegno che andrebbe sottoscritto, ovviamente, anche dagli altri segretari di partito.
Difficile che accada. Per diverse ragioni. Ne indico solo un paio, perché non vi serve certo il mio aiuto. Da una parte, quella del Pd, perché si teme che, prendendo seri impegni, la ventilata vittoria si riveli un’illusione. Dall’altra perché, pur di tornare al governo, il Pdl farà qualsiasi cosa per rimettersi insieme ai cocci della Lega. E si sa quale sia il rigore in materia economica del Carroccio, specie se il rigore si dovesse tradurre in poltrone sottratte al potere di designazione dei partiti, a tutti i livelli.
Buona notte e buona fortuna. Cos'altro posso dire?

venerdì 13 luglio 2012

Programmi e sondaggi

E' vero, come osserva più che correttamente Galli della Loggia, che non c'è nessun italiano legittimato a proclamarsi innocente per le condizioni in cui versa il nostro paese. Che i politici, però, siano persino peggio di quel che ci meritiamo, anche questo mi sembra un'affermazione corretta. Pur senza dirlo espressamente, mi pare che il giudizio emerga anche da quest'articolo di Carlo Bastasin sul Sole 24 Ore di oggi: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-13/sconfiggere-disillusione-063548.shtml?uuid=AblBL56F.
Buona stampa.
Quanto al ritorno in pista di Berlusconi, La Repubblica pubblica dei sondaggi (http://www.repubblica.it/politica/2012/07/13/news/sondaggio_politico_luglio-38982396/?ref=HRER3-1) che gli darebbero torto e, ben più grave, una cocente delusione, giacché parrebbe valere quanto Alfano, notoriamente privo del quid. Non c'è da stupirsi, comunque, che sia il quotidiano diretto da Ezio Mauro a smentire le speranze di Berlusconi...
Stampa così e così.
Da quelle parti calcano troppo la mano. Mi sembrano degni dell'avversario, e non è un complimento.

sabato 26 maggio 2012

Di qua ometti, di là una Signora


Ho trascurato la conferenza stampa congiunta di Berlusconi e Alfano. Sorvoliamo sul lapsus del giovane segretario, ironizzare su di lui sarebbe peggio che sparare sulla Croce Rossa. Non posso, però, evitare di pensare che la proposta di modifica costituzionale annunciata in pompa magna sembri piuttosto strumentale, non propriamente convinta.
E non sono il solo a pensarlo. Ugo De Servio se n’è occupato ieri su La Stampa (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10146).
Stefano Folli ha dedicato alla questione addirittura un editoriale in video (http://video.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Video/Notizie/Italia/2012/punto-folli-25-maggio/folli-25-maggio.php).
Buona stampa. Per tutti e due.
Sia chiaro, non è che dall’altra parte non si facciano giochetti della medesima squallida natura. Abbiamo, purtroppo, questa pessima classe politica e difficilmente potremo liberarcene fino a quando le regole del gioco le determineranno loro. Spero di essere smentito, ma saremo chiamati a votare ancora con la vecchia legge elettorale e ci ritroveremo il Parlamento pieno di cialtroni, pregiudicati, ignoranti, opportunisti e lacchè. Eletti dal voto di meno della metà degli aventi diritto. Con buona pace delle vittorie senza se e senza ma e della fiducia del 70% degli italiani e delle altre panzane simili che ci rifilano… Gli italiani, in realtà, non ne possono più né degli uni né degli altri e non vedono l’ora di poter finalmente farsi rappresentare da persone degne di occupare incarichi pubblici in un paese civile.
E ciò che più mi preoccupa è che, dopo le prossime elezioni politiche, si formi un Governo pronto a rimuovere anche quei pochi provvedimenti positivi che Mario Monti e i suoi ministri sono riusciti a far approvare dall’attuale maggioranza.
A riguardo vi suggerisco di leggere un’intervista a Christine Lagarde pubblicata ieri dal Guardian (http://www.guardian.co.uk/world/2012/may/25/christine-lagarde-imf-euro). Molto interessante, perché ne vien fuori una persona di notevole spessore. La cito in questo post, però, perché, forse a causa del mio pessimismo, faccio fatica a non pensare che certe considerazioni sulla Grecia siano anche un discorso a nuora perché suocera intenda.
Buona stampa. Verrebbe da dire eccellente.
Non riesco a spiegarmi perché non si riesca a leggere qualcosa di simile nei nostri giornali.
Ci sarebbero aggiornamenti nella vicenda dei cosiddetti viaggi di gruppo di Formigoni, ma non voglio rovinarmi e, soprattutto, rovinarvi il pomeriggio, forse ci penseremo domani...

martedì 13 marzo 2012

Con questi che giustizia si potrà avere?


Carlo Federico Grosso è un avvocato e professore di diritto torinese (vi segnalo un paio di siti dove trovare maggiori informazioni su di lui: http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-federico-grosso/ e
Nonostante il suo curriculum importante, temo che al grande pubblico sia noto soprattutto per aver assunto temporaneamente la difesa di Anna Maria Franzoni, sostituito quasi subito da altro famoso legale, Carlo Taormina, il cui stile, per chi li ha sentiti parlare, è, per così dire, un po’ meno composto.
Sto divagando. Ieri, sulla Stampa, Grosso ha affrontato la questione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9876). Mi sembra un articolo molto chiaro, lucido, equilibrato, che consente di valutare la questione anche a chi, come me, non ha una cultura giuridica.
Buona stampa.
L’argomento, come certamente saprete, è tornato di attualità per la sentenza della Corte di Cassazione sul processo a Marcello dell’Utri. Sul tema i giornali hanno riportato i commenti di avvocati, magistrati e politici, tutti immediatamente pronti ad affrontare la questione in maniera piuttosto parziale, quindi assai diversa rispetto a Grosso. Osservo, ancora una volta con fastidio, come le questioni della giustizia siano oggetto sempre e comunque di confronti ideologici, di liti da ballatoio tra giustizialisti e garantisti interessati non tanto a migliorare il nostro sistema giudiziario quanto a ottenere qualche minuto di attenzione da parte dei media o a proteggere il compagno di partito beccato con le dita nella marmellata o a polemizzare in ogni modo con gli avversari.
Non vedo come si possa sperare in una migliore applicazione della legge finché chi dovrebbe procedere alla riforma del sistema giudiziario pensa a tutto fuorché al vantaggio per la collettività. E questo vale per ogni parte coinvolta, visto che avvocati e magistrati costituiscono due corporazioni refrattarie al cambiamento e dominate dall’opportunismo, i partner ideali per una classe politica interessata quasi soltanto a proteggere se stessa.
Checché ne dica Alfano, io penso che il Governo Monti dovrebbe davvero mettere mano alla riforma della giustizia e dovrebbe farlo tenendo a mente che il sistema giudiziario deve funzionare bene a vantaggio di tutti gli italiani, non solo di qualcuno e dei suoi cari.