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lunedì 22 febbraio 2016

Si vis pacem para bellum?

Non sono più così sicuro che il motto latino sia tuttora valido. Non bastassero le tante zone del mondo in cui si combattono guerre di varia intensità, anche in Asia crescono tensioni che potrebbero generare un conflitto. E si tratta di un'area in cui si sta assistendo a una notevole corsa agli armamenti, oltre che al moltiplicarsi dei motivi di contesa.

domenica 12 ottobre 2014

Dove si nasconde il pericolo


I danni della pioggia a Genova sono nulla in confronto a quelli prodotti dalla vergognosa inettitudine dello Stato, a tutti i livelli e in tutti i suoi apparati. Fedele alla regola di affidarmi a chi sa fare le cose meglio di me, vi suggerisco Gramellini nel Buongiorno su La Stampa di ieri (http://www.lastampa.it/2014/10/11/cultura/opinioni/buongiorno/questa-specie-di-stato-dXc287ftVcfdsopiAglx4K/pagina.html) e Gian Antonio Stella nell’editoriale del Corriere, sempre di ieri, (http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_11/pasticcio-lavori-torrente-fermi-4-anni-chi-paga-l-incuria-b070574e-510c-11e4-8503-0b64997709c2.shtml),
Buona stampa. Stella è tornato sull’argomento anche oggi, ma l’articolo, interessante, non è disponibile on line. Comprate un Corriere ogni tanto, vale ancora il prezzo e contribuirete a tenere in vita un organismo che potrebbe estinguersi.
Non lo dico io, lo dice il puparo dello psiconano+barba-Mediaset, che ha previsto per la fine del prossimo decennio la scomparsa dei quotidiani.
Il geniale Ca((zz)sal)eggio, che, in piena sintonia con il suo compagno di cene a base di tartufo (http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/11705964/M5S--malore-per-Beppe-Grillo.html), ha dato al Circo Massimo la misura della sua intelligenza e della sua educazione, oltre che del suo rispetto per gli altri, per le loro idee e per il loro lavoro.
Degli sproloqui di questa micidiale accoppiata danno conto tutti i quotidiani. Io vi rimando a soli due pezzi, se ne volete sapere di più cercate voi.
Il primo è Il Giornale, con un commento di Stefano Filippi che spinge lo sguardo oltre l’evento del M5S: http://www.ilgiornale.it/news/politica/quelle-piazze-rimaste-vuote-che-i-governi-non-temono-pi-1059019.html.
Buona stampa.
Il secondo, tratto da La Repubblica, è più un pezzo di cronaca che un commento, quindi non ha valutazione: http://www.repubblica.it/politica/2014/10/11/news/grillo_a_circo_massimo_stasera_lanciamo_referendum_su_euro_cori_e_insulti_contro_giornalisti-97861159/?ref=HRER1-1.
Quando s’insiste, come Grillo e Casaleggio, nell’indicare l’uscita dall’euro come un toccasana per il paese, si va al di là di ogni limite nell’opportunismo politico. E nel farneticare in materia di cui non sanno un bel nulla. Tra l’altro nessuno, forse nemmeno alla BCE, è in grado di spiegare come un paese possa “uscire” dall’euro. Non è la prima volta che ne parlo, non voglio dilungarmi, vi rimando a un pezzo esauriente di Angelo Baglioni dal sito LaVoce.info: http://www.lavoce.info/uscire-euro-no-grazie-europa-crisi/.
Buona stampa. Vi suggerisco di leggere anche il seguito: http://www.lavoce.info/uscire-dalleuro-unoccasione-ripresa-nuova-recessione/.
Ah, quanto avremmo bisogno di una classe politica che somigliasse anche vagamente a quella descritta da Claudio Magris nel pezzo che vi ho suggerito ieri! E’ difficile non rimpiangere persone come quelle che ressero le sorti italiane dal dopoguerra agli anni 70, molto difficile…
A ben vedere, il rimpianto riguarda anche la qualità dei politici di altri paesi, in particolare quelli ai quali siamo legati da affinità culturali e alleanze storiche. Come non provare senso di smarrimento e di sconforto nel vedere, ancora una volta, l’Occidente assistere senza muovere un dito al massacro di intere popolazioni. Come non sentirsi dolorosamente feriti dal modo in cui lasciamo che l’ISIS prosegua nella conquista di territori e nel genocidio di chi non si sottomette al suo potere. Kobane sta per cadere sotto gli occhi indifferenti di quasi tutti. E sarà soltanto un altro passo verso un cambiamento degli equilibri mondiali che Europa, Stati Uniti e loro alleati tradizionali non riescono a controllare, come ben spiega Angelo Panebianco nell’editoriale di oggi del Corriere della Sera: http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_12/kobane-sotto-assedio-l-occidente-8e50c4dc-51d9-11e4-b208-19bd12be98c1.shtml#.
Buona stampa.
Passiamo alla musica. Qualche giorno fa, quando vi ho proposto la versione di Brad Mehldau e Joshua Redman, avevo promesso un ascolto multiplo di The Nearness of You (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Nearness_of_You). E mantengo la promessa.
Avrei voluto cominciare, direi necessariamente, dall’esecuzione orchestrale dell’autore della musica, Hoagy Carmichael, pianista che, oltre a comporre numerose colonne sonore, ha avuto anche ruoli cinematografici (http://www.imdb.com/name/nm0005994/?ref_=nv_sr_1). Purtroppo, per uno di quei misteri del web che non so risolvere, YouTube mi consente di vederlo, ma non di includerlo in questo post. Mah...
Allora cambiamo brano. Tra i film in cui Carmichael ha lavorato c'è To Have and Have Not (Acque del Sud), accanto a Humphrey Bogart e Lauren Bacall, e proprio insieme a lei Carmichael esegue How Little We Know. Ve li faccio ascoltare in omaggio a entrambi. In particolare a Lauren Bacall, in questo film semplicemente stupenda.


E veniamo alla prima versione, per oggi, di The Nearness of You, quella di un trombettista italiano molto interessante, Fabrizio Bosso (http://www.fabriziobosso.eu/).


Facciamo poi un bel salto e passiamo a una versione decisamente diversa, quella dei Rolling Stones, dal vivo a Parigi nel 2003. La voce non è quella di Mick Jagger, bensì quella di Keith Richards.


Ultima versione, per oggi, è quella cantata dalla voce di Norah Jones, che si accompagna al piano dal vivo alla Royal Festival Hall di Londra nel 2012.

venerdì 8 febbraio 2013

Sparare alla luna


Mi ripeto: esiste una distanza incolmabile tra i problemi degli italiani e la capacità di questa classe dirigente di risolverli. I toni e i temi della campagna elettorale stanno lì a dimostrare come manchi completamente la percezione di quanto grave sia la crisi del paese e di quante e quanto complesse siano le misure da porre in essere per provare a dare un futuro decente all’Italia.
Un punto per cominciare: la competitività, della quale si occupa l’editoriale del Corriere di oggi firmato da Antonio Polito: http://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_08/no-pasti-gratuiti_3ce6e652-71b7-11e2-8d40-790077d2d105.shtml.
Buona stampa. Anche se, con le chiacchiere assurde di cui è piena questa campagna elettorale, si potrebbe anche usare un’arma più tagliente del fioretto… E si potrebbe anche obiettare che, oltre alla nostra capacità di confrontarci con la concorrenza internazionale, ci sono altri aspetti, forse più gravi, che inducono al pessimismo.
E qui, i miei tre lettori perdoneranno la mancanza di modestia, vorrei suggerire la lettura del fondo di Sergio Rizzo, sempre dal Corriere della Sera, pubblicato ieri: http://www.corriere.it/editoriali/13_febbraio_07/distruzioni-valore_c7ad72ce-70ef-11e2-9be5-7db8936d7164.shtml.
Buona stampa. Soprattutto perché, sia pure con toni e argomenti diversi, il Mastino truce mi da ragione e percorre il medesimo cammino che avevo percorso io il giorno precedente. In altre parole, anche Rizzo mette in evidenza quanto sia grave il degrado morale che affligge l’Italia.
Argomento sul quale oggi torna, ancora sul Corriere della Sera, il Mastino mite, Gian Antonio Stella, il quale ci racconta quanto sia sensibile al problema della trasparenza la nostra classe politica, in particolare quella di un certo orientamento: http://www.corriere.it/opinioni/13_febbraio_08/stella-trasparenza-patto-non-piace-candidati_fb265bd2-71cd-11e2-8d40-790077d2d105.shtml.
Buona stampa. E così ho pagato un piccolo debito ai Mastini, dei quali non mi ero occupato in maniera corposa per qualche tempo. Fanno sempre un ottimo lavoro, anche se i destinatari delle loro critiche sembrano, come si dice, farsene un bel baffo…
Per restare alla politica, trovo sorprendente e anche divertente (perché di solito mi sembrano prestare attenzione a temi più frivoli) che i redattori di Yahoo!, nell’edizione italiana del portale, abbiano oggi dedicato un pezzo all’attendibilità delle promesse del tizio decrepito. Ecco il link: http://it.notizie.yahoo.com/foto/le-promesse-non-mantenute-di-berlusconi-slideshow/tre-i-photo--1503810679.html.
Buona stampa. Anche se, parliamoci chiaro, con il tizio decrepito a parlare di promesse mancate si fa poca fatica.
Prima di passare alla musica, ecco un pezzo che suggella direi in maniera impeccabile quanto precede. Luigi Guiso, sul sito LaVoce.info, analizza una delle ultime sfavillanti opinioni espresse dal bleso della Valtellina: http://www.lavoce.info/scoperta-shock-berlusconi-imu-tasse-sono-incostituzionali/.
Buona stampa. In effetti a Tremonti accade di non essere abbastanza cauto nel fare certe affermazioni. E' più brillante di Brunetta, su questo mi sono già sbilanciato, ma ciò non vuol dire che... La sua specialità, comunque, è sostenere, qualche mese o qualche anno dopo che si è verificato un evento o un fenomeno, che lui lo aveva previsto. Se esce dal campo delle previsioni fatte a tempo scaduto, finisce per incartarsi e per sparare sciocchezze degne del tizio decrepito.
E veniamo alla musica. Vi propongo una canzone di Norah Jones, una delle voci più interessanti apparse negli ultimi anni, il cui titolo spiega tutto: Shoot the Moon. Un gran bel brano.