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martedì 24 marzo 2015

Unita? Mica tanto...


Delle piccole cose (leggesi meschinerie) della politica italiana ne ho avuto abbastanza e ne avrete avuto abbastanza anche voi tre. Ieri mi sono preso e vi ho dato un giorno di riposo. Oggi scrivo nuovamente, ma, lo prometto, non ci sarà spazio per i nostri mediocri politicanti. O, al massimo, faranno capolino qua e là, da comprimari.
Prevarranno i temi dell’economia e della finanza.

venerdì 3 ottobre 2014

Se tre Buongiorno non fanno un buon giorno


Il primo pezzo che vi propongo oggi è tratto dal Financial Times (di ieri) e riguarda l’industria automobilistica. Più precisamente l’eventualità che le auto possano essere dotate di una sorta di pilota automatico: http://www.ft.com/intl/cms/s/0/d52b5210-4a35-11e4-bc07-00144feab7de.html#axzz3EyfBPP12.
Cronaca. Ben venga il progresso tecnologico, ma c’è da rabbrividire al pensiero che si debbano sviluppare sistemi capaci di sostituirsi al pilota per ridurre i pericoli causati dall’uso del telefonino mentre si è al volante. Lo dico senza giri di parole: solo un deficiente può mandare messaggi o leggere social network o dedicarsi ad altre stupidaggini del genere finché guida un’auto. E nelle stupidaggini del genere è incluso il conversare al telefono senza auricolare o senza un vero sistema di viva voce, ossia un sistema installato sull’auto e controllabile tenendo le mani sul volante. Quindi è una stupidaggine anche parlare usando il viva voce del cellulare. Anzi, è la stupidaggine più assurda perché solo un deficiente totale può pensare che non sia pericoloso (e che non si violi il codice della strada) semplicemente perché si tiene il telefonino staccato dall’orecchio e sospeso a metà strada tra la tempia e la bocca… E ce ne sono di deficienti del genere. Troppi.
Procediamo. Da Londra, ieri Renzi ha colto al volo l’occasione per marcare la distanza dalla Germania e per mettersi parzialmente al fianco della Francia:
Cronaca.
Allora, sempre senza far giri di parole e senza ricorrere a linguaggi sofisticati: Angela Merkel la sta tirando decisamente troppo per le lunghe e sta anche andando ben oltre il limite della buona educazione. La Germania è grande, ma non è l’Europa. L’Europa ha pagato il conto della riunificazione tedesca e sarebbe il caso che non se ne dimenticassero dalle parti di Berlino, ma anche altrove. C’è un’ostinazione del tutto incomprensibile nell’atteggiamento tedesco e dei (pochi) Paesi che sostengono il rigore senza se e senza ma. E c’è un’invadenza preoccupante nelle istituzioni europee che rischia, prima o poi, di scatenare una generale ripulsa verso la Germania. Basti quest’ articolo di Adriana Cerretelli dal Sole 24 Ore di oggi: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-02/berlino-vince-anche-ue-063640.shtml?uuid=ABLazDzB.
Buona stampa. Un pezzo prezioso per rinfrescare la nostra memoria, ma sarebbe bene che lo leggessero anche in Germania…
Detto questo, a proposito di Renzi, ammetto che vorrei un Presidente del Consiglio più prudente e più attento a quel che accade intorno a noi e meno preoccupato del numero di follower (scusate) raggiunto su Twitter (scusate ancora). Perché su un punto la Signora Merkel ha ragione: noi dobbiamo fare un bel po’ di compiti a casa. Li dobbiamo fare, però, non perché ce lo dice lei (o non solo perché ce lo dice lei), ma perché senza quel cambiamento radicale che Renzi propone (ma del quale si vedono solo timidissimi accenni) il nostro Paese scivolerà inesorabilmente nell’abisso.
E la prova di quanto sia debole la posizione italiana e di come i mercati siano pronti a colpire, nel caso in cui le riforme non vengano fatte o siano insufficienti, l’hanno fornita ieri le borse. E’ bastato che Draghi, il quale ha le mani legate piuttosto strette, non annunciasse le iniezioni di liquidità che alcuni vorrebbero perché arrivasse un crollo delle quotazioni, in particolare quelle italiane. Non ci possiamo permettere il lusso di twittare bene e razzolare male.
Non amo almanaccare sui provvedimenti ancora in discussione, quindi non parlo del DEF in elaborazione. Se, però, alcune delle misure di cui si parla, saranno effettivamente approvate, allora si avrà la conferma di come Renzi sia ben lontano dal realizzare ciò che promette. Come un qualsiasi tizio decrepito.
Buona stampa. Per come sono scritti, non certo per la qualità dei comportamenti sui quali Gramellini, da maestro, si sforza di farci riflettere sorridendo, sia pure a stento.
Musica ho promesso e musica sia.
Un tuffo nel passato con un gruppo di cui abbiamo già parlato, quello di Clifford Brown e Max Roach. Il pezzo s’intitola Joy Spring, e chiaramente la scelta non è ispirata dalla lettura dei giornali, al contrario!


Per finire Brad Mehldau e Joshua Redman, dal vivo, interpretano magistralmente uno standard che, prima o poi, vi proporrò in varie versioni: The Nearness of You (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Nearness_of_You). Preparatevi a un ascolto lungo e appassionante, stiamo parlando di due esponenti eccellenti delle nuove generazioni del Jazz.


venerdì 13 settembre 2013

Legalità


Iniziamo con alcuni articoli di oggi.
Il primo, dal Sole 24 Ore, è di Adriana Cerretelli e costituisce un utile promemoria ai politici italiani, affinché si ricordino che sta finendo l’estate (elettorale) tedesca e noi, nel tornare a scuola, arriveremo con i quaderni quasi vuoti, con tutto quel che ne potrebbe derivare: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-13/tempesta-dietro-angolo-063937.shtml?uuid=AbRH8EWI.
Buona stampa. Che, come al solito, farà la fine delle parole di Giovanni Battista.
Veniamo all’editoriale del Corriere, di Antonio Politico, in cui si tessono le lodi, si fa per dire, dell’amministrazione comunale di Napoli, guidata da De Magistris, quello che parlava tanto di legalità… Ecco il link: http://www.corriere.it/editoriali/13_settembre_13/come-premiare-l-illegalita_3fac5412-1c34-11e3-8df2-24a872f62c06.shtml.
Buona stampa. Anche questo pezzo, temo, rimarrà inascoltato, come qualsiasi richiamo alla difesa della legalità. Ormai politica e pubblica amministrazione hanno, perdonate l’espressione, calato le braghe. Chiunque lo può verificare girando per le nostre strade ogni giorno: non esistono controlli adeguati, si può compiere qualsiasi infrazione, dalla più trascurabile alla più grave, con la certezza di farla quasi certamente franca. E non trascuriamo quanto contribuisca ad alimentare la propensione all’illegalità diffusa l’atteggiamento di totale spregio della legge da parte di innumerevoli membri della classe politica, anche tra quelli considerati “più rispettabili” (virgolette obbligatorie, il comparativo, infatti, non significa gran che).
Cronaca. Di quella che, come mi tocca dire spesso, fa prudere le mani. Solo due annotazioni, giusto per proteggere le mie e le vostre cellule epatiche. Prima: la riconferma di Mussari alla presidenza dell’ABI avvenne quando già il dissesto del Monte dei Paschi era ben noto (e in un paese normale di riconferma non si sarebbe neppure parlato) e Amato non poteva non saperlo. Seconda considerazione, che è piuttosto una domanda: cosa ci scommettiamo che Amato diventerà, prima o poi, Presidente della Corte Costituzionale (e anche questo, in un paese normale, difficilmente accadrebbe)?
E, adesso, facciamo un salto indietro di qualche giorno. Sul tema della legalità e dell’importanza che riveste il suo rispetto da parte di chi guida una nazione, Claudio Magris aveva scritto un articolo apparso il 9 settembre sul Corriere. Un pezzo che merita assolutamente di essere letto e stampato e conservato per trasmetterlo ai posteri (se uno ha già dei posteri o progetta di averne): http://www.corriere.it/opinioni/13_settembre_09/magris-storia-cannone-parla-anche-noi_697bdb16-192b-11e3-965e-2853ac612ccd.shtml.
Buona stampa. Era sottointeso…
E, mi ripeto anche in questo, per cercare di farvi sorridere, ricorro alla pungente simpatia di Gramellini e del suo Buongiorno di mercoledì: http://www.lastampa.it/2013/09/11/cultura/opinioni/buongiorno/super-partes-7ZqXBd7zZe3Vlp5C0aPdHP/pagina.html.
Buona stampa. E anche questo non vi sorprende.
Buona notte e buona fortuna.

mercoledì 5 dicembre 2012

Resistenza al cambiamento


Anche oggi l’editoriale del Corriere della Sera è dedicato alla burocrazia statale del nostro paese. Lo firmano gli economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi (quest’ultimo chiamato dal Governo Monti a studiare il sistema dei contributi alle imprese e le modifiche per migliorarlo, compito che ha esaurito da tempo, ma gli effetti concreti, in gran parte, sono ancora là da venire).
E’ un pezzo preciso e chiaro, da bravi professori quali entrambi sono. Giusto leggerlo:
Buona stampa. Ritroverete nel testo alcune cose di cui avevo già parlato in passato. E, mi pare, un po’ d’incertezza riguardo alla reale capacità di modificare questo sistema paralizzante. Incertezza che condivido pienamente.
Farei, adesso, un passo indietro e vi proporrei l’articolo di Adriana Cerretelli dal 24 Ore di ieri: non diversamente dal solito, critica l’agire dei politici europei e, in particolare, di quelli tedeschi, il cui rigore, come già sappiamo, sta comportando certamente effetti positivi, ma anche molti negativi.
Mi pare di cogliere, tuttavia, una nota meno pessimista, quasi che i timidi segnali di disponibilità che arrivano da Berlino, ma non solo da lì, possano interpretarsi come un tenue e lento mutamento di opinione da parte dei custodi del rigore.
Mi auguro che Cerretelli abbia ragione. E sono propenso a credere che in effetti le cose stiano pian piano cambiando (molto pian piano), se non altro perché i tedeschi cominciano a pagare anche loro un (minimo) prezzo alla recessione che hanno, di fatto, imposto ai paese meno virtuosi, Italia inclusa.
Buona stampa.

mercoledì 25 luglio 2012

In attesa di San Mario Salvatore


Credo che le giacche di Mario Draghi stiano cominciando a sfilacciarsi in più punti tante sono le mani che, da mesi, le agguantano e le tirano al fine di indurre il Presidente della Bce ad agire (o non agire) per far fronte alla crisi dell’euro.
Lo fanno i politici di varie nazioni (non soltanto europee) e lo fanno giornalisti e commentatori dei principali organi di stampa (non soltanto europei).
Ne trovate una prova sul Sole 24 Ore di oggi. Cominciamo da un  articolo del corrispondente da Francoforte, Alessandro Merli: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-24/maggioranza-agire-220835.shtml?uuid=AbDIaPDG.
Buona stampa.
E proseguiamo con un editoriale di Adriana Cerretelli, come sempre pungente e, perché no?, anche un po’ aspra: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-25/lultima-ridotta-francoforte-063533.shtml?uuid=Ab45LRDG.
Buona stampa.
Non sono sicuro che Draghi, quando assunse l’incarico nel novembre dello scorso anno, prevedesse di trovarsi oggi a fronteggiare una situazione nella quale tutti si volgono al lui (e all’istituzione da lui guidata) sperando che sappia trovare il bandolo di una matassa che, aggrovigliata da banche e altri investitori disposti a tutto pur di rendere più cospicuo l’importo all’ultima riga del conto economico, i politici si sono ben guardati dallo sbrogliare, cincischiando intorno a essa così da complicare il lavoro della Bce.
Non sono certamente più ottimista di ieri sera, al contrario. Mi sto soltanto adeguando nuovamente alle parole di Magris e al mio “compito istituzionale”, mettendo un po’ da parte le mie opinioni e lasciando parlare gli altri.
Anche dal Corriere potete trarre ottimi elementi di riflessione sulla crisi che sta attraversando l’Europa. Ernesto Galli della Loggia, che è uno storico, fa il suo mestiere nell’editoriale di oggi: http://www.corriere.it/editoriali/12_luglio_25/galli-della-loggia-un-antica-diversita_7d5634fe-d617-11e1-bdd2-f78a37bd7a67.shtml.
Buona stampa.
Unica annotazione critica: nel raccontare quante e quanto antiche siano le differenze tra le nazioni europee (sia quelle della Ue, sia quelle che non ne fanno parte), non avrei trascurato di ricordare come, negli ultimi anni, i politici di questi paesi abbiano progressivamente rinunciato a operare così da attenuare gli effetti di queste differenze.
Oddio, si capisce che lo sa bene (e lo ha scritto ancora qualche mese fa), ma io penso che certi concetti vadano ripetuti. Non per chi viene criticato (hanno tutti la pelle più spessa di quella degli squali), ma per tenere desta la nostra attenzione e, magari, per indurre a riflettere anche qualcuno di noi che continua a farsi affascinare dalle chiacchiere e non valuta quel che si produce nei palazzi del potere, siano essi capolavori del Barocco romano o opera degli architetti contemporanei (sì, quelli indicati con quella parola composta orrenda che mi guarderò bene dall'impiegare).
Ritornando al discorso iniziale: ammesso e non concesso che la Bce decida di intervenire così come suggeriscono in tanti, siamo sicuri che quando verrà il dopo, non ci ritroveremo con un'eredità difficile da gestire esattamente come la situazione attuale? Negli ultimi anni le ricette si sono sprecate, ma di piatti decenti in tavola non ne sono arrivati.
Buon giorno e buona fortuna.

venerdì 22 giugno 2012

Abbiamo già dato


Oggi apriamo con un editoriale del Direttore de La Stampa, Mario Calabresi (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10253).
Buona stampa.
Alcune parti, inevitabilmente, hanno già perso di freschezza, visto che il vertice a quattro di Roma si è concluso da pochi minuti. Ci sono, tuttavia, alcuni passaggi la cui attualità non è affatto intaccata e che toccano, a mio modesto avviso, quel nodo cruciale irrisolto che sono le qualità e il modo di agire della nostra classe politica. Sono due passaggi che riporto integralmente e che ci porteranno al successivo argomento.
“Il Professore è convinto che le possibilità per farcela esistano e rivendica per l’Italia il rispetto degli impegni e la capacità di fare da ponte tra Francia e Germania.
Sono passati pochi mesi da quel vertice autunnale di Cannes in cui Silvio Berlusconi si trovò nell’angolo e il nostro Paese sotto accusa, ma oggi sembra passato un secolo tanto che è stato Monti ad invitare a Roma Merkel e Hollande per rafforzare il percorso verso il summit di Bruxelles. E il nostro ruolo non è più quello dell’«appestato» quanto quello di un Paese «ascoltato» che può aiutare a trovare una mediazione tra le ricette differenti di Francia e Germania.
“Ma è anche la nostra classe politica a preoccuparlo, tanto che Monti denuncia il rischio della disaffezione nella sua maggioranza: «Un rischio che vedo persino nel nostro Parlamento, che tradizionalmente è sempre stato europeista e non lo è più».”
E siamo di nuovo qui, alla classe politica italiana, la quale continua a scherzare con il fuoco, incurante dei rischi cui espone coloro i quali, a parole, contano tanto, nei fatti vengono sempre del tutto trascurati: i cittadini.
Mi evito la fatica di farlo io e lascio che sia Angelo Panebianco, con l’articolo di fondo del Corriere di ieri, a spiegare quali sono i pericoli cui andremmo incontro se prevalesse la corrente di pensiero che si oppone all’euro e all’Europa:
Buona stampa.
Savona e Martino, effettivamente, sono persone serie e la loro opinione favorevole al ritorno a una moneta nazionale, anche se non la condivido affatto, penso nasca da riflessioni attente e non abbia secondi fini.
Diverso è il caso di Berlusconi, il quale ha già più volte sostenuto di pensare a un’uscita dell’Italia dall’Eurozona (che, ho già spiegato, si può realizzare soltanto uscendo dall’Unione Europea). O di Grillo, il quale, oltre a sommare le mele con le pere, cerca di accarezzare il medesimo pelo che accarezzano Berlusconi e Bossi.
L’euro non è “Il problema”. Lo spiega con chiarezza un articolo di Adriana Cerretelli sul 24 Ore odierno (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-06-22/salvare-euro-costa-meno-103031.shtml?uuid=AblzbNwF).
Buona stampa.
“Il problema” è che da oltre quattro anni i governanti europei non hanno saputo o voluto fare nulla di ciò che avrebbe evitato il progressivo aggravamento della crisi finanziaria.
In ambito italiano, “Il problema” sono Berlusconi, Bossi e Grillo e tanti altri. Persone che non hanno a cuore effettivamente il futuro dell’Italia e dell’Europa. No, costoro si preoccupano soltanto delle schede elettorali sulle quali saranno, spero da pochissimi, fatte croci sopra i loro nomi o i loro simboli. E ardono dal desiderio di riportarci quanto prima ai seggi. Esattamente quello di cui non abbiamo bisogno ora.
Certo, il Governo Monti li aiuta con scelte scarsamente convincenti e gravi incertezze nel perseguire gli obiettivi essenziali per il paese, ma forse sarebbe il caso che molti, anziché fantasticare sul perpetuarsi del loro ruolo in politica, decidessero finalmente di prendersi cura dei nipotini. O di marcare strettamente i figli affinché producano nipotini cui loro possano dedicarsi. Abbiamo gettato via anni e anni in conseguenza delle patetiche chiacchiere di quei signori che si ripropongono ancora oggi nel presunto ruolo di storici leader. Abbiamo già dato. Anche troppo.

mercoledì 25 aprile 2012

Avevo dimenticato i Mastini


Torniamo a parlare di euro e di Europa con un articolo di Adriana Cerretelli su Il Sole 24 Ore, che prende le mosse dal voto delle presidenziali francesi. Che la Merkel non le piaccia, lo sappiamo da tempo, il problema è se la Merkel legge Cerretelli. Personalmente mi farebbe piacere che qualcuno, dalle parti della Cancelleria di Berlino, fosse un po’ più incline a capire quanti e quali sono gli effetti collaterali del rigore senza riserve imposto ai paesi dell’Unione. Diversamente da Adriana Cerretelli, non sono per niente sicuro che Angela Merkel si scosterà dalla linea seguita sin qui neppure per le elezioni tedesche del prossimo anno, al contrario. Se qualcosa riuscirà a scalfire la testardaggine della Cancelliera saranno i numeri della crescita nel suo paese, che, prima o poi, finirà per risentire del rallentamento non solo delle economie deboli europee, trascinate in recessione proprio dalla linea del rigore, ma anche di quelle di altri paesi (Cina inclusa), che sin qui hanno assorbito generosamente prodotti made in Germany. Ad ogni modo, l’importante è che Angela Merkel comprenda. L’articolo di Cerretelli, comunque, merita di essere letto: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-04-25/leliseo-mani-legate-090434.shtml?uuid=Abpd9HTF.
Buona stampa.
Questa mattina, nella fretta di andare a fare un po’ di sport, ho trascurato di segnalarvi un bel pezzo dei Mastini, che, me ne rendo conto, ho trascurato un po’ negli ultimi tempi. L’articolo parla di molte cose, sempre in tema di spesa pubblica, ma mi piace in particolare osservare quanto sia ferrea la richiesta di riportare i bilanci delle principali istituzioni pubbliche sotto il controllo della Ragioneria dello Stato e della Corte dei Conti. Mi piace perché conferma quanto avevo affermato qualche giorno fa e, non è una novità, mi piace vedermi dare ragione da gente come i Mastini. Un ultima osservazione prima del link: guarda caso, il Presidente del Consiglio che ha voluto l’autonomia contabile di Palazzo Chigi è stato Massimo D’Alema… E così si aggiunge alla lunga lista un altro debito di riconoscenza verso di lui. Che statista!
Buona stampa.

giovedì 1 marzo 2012

Dove vanno le Porsche?


Anche oggi, come ieri, il tempo è poco, ma due segnalazioni s’impongono, sia pure frettolose.
Sul Corriere di ieri un articolo di Maurizio Donelli davvero intrigante sull’andamento del mercato delle auto di lusso di seconda mano in Italia: http://archiviostorico.corriere.it/2012/febbraio/29/Quelli_che_rinunciano_alle_superauto_co_9_120229014.shtml. Che parecchie persone, per evitare controlli fiscali, si privino del loro prezioso giocattolo mi sembra alimentare i peggiori sospetti sull’evasione.
Buona stampa.
Sul Sole 24 Ore di oggi, la fantastica Adriana Cerretelli rimette ancora una volta a posto le cose per farci capire le distorsioni che ci stanno facendo sperperare il grande potenziale dell’Unione Europea e dell’Unione Monetaria (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-01/virtu-bilancio-vizio-mercato-063529.shtml?uuid=Aaz5d7zE).
Buona stampa.
Spero di trovare almeno domani un po’ di tempo: ho qualcosa da dire sulla stampa in generale, ma l’argomento merita spazio e riflessione. Anticipo, però, che anche i migliori quotidiani italiani, purtroppo, mi sembrano sempre più insoddisfacenti.

domenica 12 febbraio 2012

Ad Atene

Prometto che poi, per un paio di giorni, non scrivo più… Pensando al momento drammatico che stanno vivendo, mi sembra giusto tornare a parlare dei greci. Anzi, di far parlare qualcuno più bravo di me.
Per primo Marco Onado sul Fatto Quotidiano di oggi. Un articolo interessante che, senza aggiungere nulla di nuovo, riepiloga con precisione i vari meccanismi attraverso i quali la "finanza" ha influenzato (contribuendo a renderla più grave) la crisi ellenica (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/12/le-sofferenze-dei-greci-in-nome-delle-banche/190758/).
Un problema, quello dell’eccessiva libertà di azione di cui ancora godono le banche e gli altri grandi investitori, che può soltanto essere esasperato dall’enorme liquidità che è stata immessa e verrà ancora immessa nel sistema dalle Banche Centrali. Ne parla con grande chiarezza Morya Longo sul Sole 24 Ore di oggi, questo il link: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-12/investitori-tornano-rischiare-soldi-081057.shtml?uuid=AasCZcqE&fromSearch.
Sempre per capire meglio gli aspetti tecnici della vicenda greca, vediamo le problematiche del mondo del lavoro, spiegate da Manos Matsaganis su LaVoce.info
Sul 24 Ore potrete anche scoprire come sia in realtà difficile persino definire l’esatta entità delle risorse necessarie per impedire il fallimento della Grecia: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-12/sale-costo-salvataggio-greco-081108.shtml?uuid=Aa6IZcqE.
In tutti gli articoli, in un modo o nell’altro, oltre a leggersi tra le righe che la malattia non è confinata nella terra di Socrate, traspare anche la responsabilità della classe politica, che, in Grecia come altrove, è sembrata e sembra ancora preoccupata di garantirsi voti alle successive elezioni, non di risolvere i problemi. La volontà di compiacere gli elettori, purtroppo, è un pessimo suggeritore. Prima questa ovvietà sarà compresa e prima si potrà sperare di vedere azioni più efficaci per allontanare non tanto lo spettro del cosiddetto default greco quanto piuttosto quello della dissoluzione dell’Europa che abbiamo cercato di costruire nell’ultima parte del XX° secolo. Nel nostro piccolo, sebbene possa sembrare incredibile, noi italiani stiamo cercando di migliorare rispetto al recente passato e, a quanto pare, con qualche risultato positivo.
E di Europa, partendo dallo sconcertante appoggio della Merkel al candidato Sarkozy, torna a parlare Adriana Cerretelli, sempre brillante e tagliente, sul Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-12/sostegno-merkel-traballante-alleato-081118.shtml?uuid=Aac0ZcqE).
Buona stampa. Tutta.
Chiudiamo restando ad Atene, ma spostandoci in ambito musicale. Nel giugno 2010, ai piedi dell’Acropoli, è stato registrato uno splendido concerto che ha visto affiancati, come protagonisti, il sassofonista americano Charles Lloyd e la cantante greca Maria Farantouri, sostenuti da un gruppo di eccellenti comprimari. Dal concerto la ECM ha tratto un doppio CD (http://www.ecmrecords.com/Catalogue/ECM/2200/2205_06.php?lvredir=712&cat=%2FArtists%2FLloyd+Charles%23%23Charles+Lloyd&catid=0&doctype=Catalogue&order=releasedate&rubchooser=901&mainrubchooser=9).
Il video della ECM è disponibile anche su Youtube.


mercoledì 18 gennaio 2012

A chi le venderà le BMW e le Mercedes?


Mi rendo conto che finirò per apparire anche più noioso di quanto realmente sono, ma non posso fare a meno di tornare a parlare della Signora Merkel e del costo che sta facendo pagare a buona parte dell’Europa con la sua intollerante politica di severità a senso unico. Sul Sole 24 Ore di oggi l’argomento è affidato a due esperti di Germania ed Europa: Adriana Cerretelli (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-17/peso-mancate-risposte-angela-232819.shtml?uuid=AaJUXNfE&fromSearch) e Carlo Bastasin (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-18/miope-difesa-berlino-064613.shtml?uuid=Aab9ROfE&fromSearch).
Questo per quel che riguarda il quadro di riferimento politico e storico. Sono sicuro che basti.
Buona stampa.
Spostando l’attenzione su aspetti più tecnici in ambito finanziario, sempre dal Sole 24 Ore, vi segnalo due pezzi di Claudio Gatti, un ottimo giornalista investigativo, che ci parla del debito greco (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-17/avvoltoi-finanza-carneficina-greca-215453.shtml?uuid=AaB0XLfE&fromSearch e http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-01-17/lipotesi-bancarotta-tabu-222846.shtml?uuid=AaGCrMfE&fromSearch).
No, non ho perduto le mie modeste facoltà mentali, anche questo ha a che fare con Angela Merkel. A consentire ai gentiluomini descritti da Gatti di mettere le mani, direttamente e indirettamente, su una quota considerevole del debito greco e di porre in atto la propria spietata strategia ha contribuito parecchio il tempo che si è perso (e ancora si perde) nel discutere se e come aiutare la Grecia a far fronte al proprio passivo. E la Signora Angela è sicuramente responsabile della lentezza con cui, forse, si procede verso una soluzione.
Buona stampa.
Per dimostrare che, nell’usare la parola carneficina, Gatti non esagera, vi propongo due letture in inglese e una in italiano. Cominciamo (sarò snob?) con una testimonianza che sono andato a trovare niente meno che a Taiwan (http://www.taipeitimes.com/News/editorials/archives/2012/01/01/2003522107/1, ma in realtà è un pezzo ripreso dal Guardian: http://www.guardian.co.uk/world/2011/dec/28/greek-economic-crisis-children-victims) e continuiamo con la BBC (http://www.bbc.co.uk/news/magazine-16472310). In italiano, non recentissimo, un pezzo che mi aveva colpito sul Fatto Quotidiano (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/29/grecia-gli-effetti-sanitari-della-crisi-finanziaria/167230/).
Buona stampa.
Forse la lettura di questi articoli gioverebbe anche alla Signora Merkel. E farebbe meglio a dar retta a chi, persino in Germania, si sforza di farle capire come, con il suo ottuso oltranzismo, finirà per tagliare le gambe alla crescita non solo in Europa, ma anche nel resto del mondo.

giovedì 1 dicembre 2011

Corruzione e debiti sovrani


Oggi un post veloce. Transparency International, un’organizzazione che si batte contro la corruzione con sede a Berlino (http://www.transparency.org/), ha pubblicato il proprio rapporto annuale sull’indice di corruzione percepita, un’analisi che viene svolta dal 1995.
Se avete dimestichezza con l’inglese e un po’ di tempo per leggerlo, sono sicuro che lo troverete un documento piuttosto interessante (http://cpi.transparency.org/cpi2011/). Purtroppo l’Italia non sembra brillare, anzi: nell’ambito dei paesi dell’Europa occidentale soltanto la Grecia fa peggio.
Una breve sintesi dello studio è disponibile sul sito del Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-01/corruzione-aggrava-crisi-europa-085800.shtml?uuid=Aave8DQE).
Sempre il Sole 24 Ore ospita un articolo molto interessante di Adriana Cerretelli sulle possibili conseguenze del disfacimento dell’Eurozona (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-11-30/conto-salato-divorzio-230527.shtml). Davvero è meglio sperare che i politici europei riescano a non sprecare i pochi giorni che restano da qui al loro prossimo vertice (8 e 9 Dicembre), quando dovranno chiarire, verrebbe da dire finalmente, come intendono affrontare la crisi dei debiti sovrani.
Buona stampa.

mercoledì 23 novembre 2011

Pastori e greggi


Politici convinti che governare sia lanciare proclami. Chiudevo così il post di lunedì.
Non è un male soltanto italiano, ma se c’è un proverbio che mi è sempre sembrato poco convincente è “mal comune mezzo gaudio”: in qualche misura pare favorire una mentalità rinunciataria e, aspetto direi molto italiano, esprimere la tendenza a preferire che qualcosa ci vada un po’ storto purché non vada bene neppure al vicino.
Quando poi si considera quanto siano forti le relazioni tra stati e quanto queste relazioni possano contribuire a trasmettere da una nazione all’altra gli effetti di decisioni politiche ed economiche, direi che il proverbio merita di essere messo definitivamente da parte. E che dobbiamo preoccuparci per come la politica sta abdicando al suo compito un po’ ovunque e come questa rinuncia moltiplichi i pericoli di una situazione di crisi senza precedenti come quella che stiamo vivendo.
Vediamo un paio di esempi, i più recenti: il Belgio, che rimane senza governo da oltre 500 giorni (su Repubblica di lunedì http://www.repubblica.it/esteri/2011/11/21/news/belgio_di_rupo_rinuncia_il_paese_ancora_senza_governo-25371269/ e ieri sul Corriere http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/22/agonia_infinita_del_Belgio_Rupo_co_9_111122010.shtml), e gli Stati Uniti, dove da mesi non si riesce a individuare quali misure adottare per rimettere ordine nel bilancio federale (La Stampa lunedì http://www3.lastampa.it/economia/sezioni/articolo/lstp/430979/ e il Corriere ieri http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/22/Naufraga_supercomitato_sul_deficit_America_co_8_111122017.shtml).
Buona stampa.
L’elemento comune alle due vicende lo vedo nel fatto che i politici non riescono a produrre il risultato auspicabile (formazione di un governo e sistemazione dei conti nazionali) per il timore che la decisione possa ledere qualche interesse della loro base elettorale e, quindi, tradursi, alle prime elezioni, in una sconfitta. Che è poi esattamente la ragione che sta impedendo di affrontare in maniera decisa il problema dei debiti sovrani nell’ambito dell’Unione Europea (su questo specifico punto, in particolare riguardo a Sarkozy, ottima Cerretelli sul Sole 24 Ore di ieri http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-22/guai-monti-italia-fanno-063552.shtml?uuid=AaFXyVNE&fromSearch) e che, per mesi prima che si risolvesse a passare la mano, ha trattenuto il Governo Berlusconi dall’assumere alcune delle misure drastiche indicate dalla BCE per fronteggiare le ragioni interne delle nostre difficoltà finanziarie.
Buona stampa.
Se andiamo sulla Treccani on line (http://www.treccani.it/enciclopedia/leadership/) troviamo la seguente definizione della parola inglese leadership: Funzione e attività di guida, sia con riferimento a individui od organi collegiali in quanto dirigano un gruppo o un'impresa sia, in senso politico-sociale, con riferimento a un partito o a uno Stato. Nell'ambito dei processi di socializzazione secondaria, designa il potere d'influenza riconosciuto al membro di un gruppo, capace di condizionare le decisioni degli appartenenti.
Siamo sicuri che non prendere decisioni perché preoccupati delle conseguenze elettorali delle medesime dimostri capacità di leadership? Funzione e attività di guida… I pastori, purtroppo, ormai vanno dietro al gregge.