Visualizzazione post con etichetta Louis Armstrong. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Louis Armstrong. Mostra tutti i post

sabato 11 aprile 2015

Sarebbe l'ennesimo oltraggio


Partiamo da lontano. Ieri il Corriere della Sera e giovedì The Guardian hanno dato una notizia che non mi piace per niente. Scelgo il quotidiano inglese per ragioni di primogenitura e anche per qualità dell’articolo, che mi sembra superiore: http://www.theguardian.com/world/2015/apr/09/china-may-build-rail-tunnel-under-mount-everest-state-media-reports.
Buona stampa. L’idea, come ho scritto anche su Facebook, non mi sembra gran che.
Credo che l’Everest, in particolare, e tutto l’Himalaya in generale stiano già subendo un assalto anche troppo violento da parte dell’uomo. Penso, per esempio, al fatto che oggi anch’io potrei arrivare in cima a un “ottomila”, portato in spalla da qualche sherpa ben pagato (dal suo punto vista) e lascerei, come qualche migliaio di altri ridicoli turisti delle vette, la mia abbondante dose di rifiuti nei campi base (ecco un articolo tra i tanti, preso da Il Messaggero: http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/everest_rifiuti_inquinamento/notizie/1216161.shtml).

martedì 14 ottobre 2014

Non sentivano certo il bisogno di lui


Nella sua abissale insensatezza, lo psiconano+barba-Mediaset ha ritenuto di andare a ispezionare i Genovesi che stanno faticosamente rimuovendo tonnellate di fango e detriti dalla loro città.
Potrà negarlo fino alla morte, ma la sua apparizione a Genova non ha nulla a che fare con la solidarietà o la volontà di individuare azioni da proporre per dare un po’ di sollievo alla città e ai suoi valorosi cittadini. Si tratta dell’ennesimo squallido show di un mediocre comico inspiegabilmente assurto a ruolo di leader (apparente) di un movimento tragicamente inconcludente, dominato da servilismo persino peggiore di quello che abbiamo imparato a conoscere nei partiti del tizio decrepito. Sono trascorsi non so quanti mesi da quando ho scritto che Grillo non era una risorsa per il Paese. Sono stato facile profeta. Ovviamente grazie al formidabile contributo di Ca((zz)sal)eggio e del suo patetico pupo.
Tutta la mia simpatia ai Genovesi che l’hanno contestato come meritava. Per la cronaca della giornata vi rimando, tra tanti, a La Stampa: http://www.lastampa.it/2014/10/14/italia/cronache/nord-flagellato-ora-il-maltempo-si-sposta-al-sud-genova-respira-si-indaga-per-disastro-colposo-VimwxvrYSsiXFTp91NHcsK/pagina.html.
Vorrei poter dire: passiamo alle cose serie, ma, purtroppo, che Ca((zz)sal)eggio e Grillo abbiano un ruolo importante nella vita pubblica italiana è un fatto drammatico, quindi maledettamente serio.
Passiamo, quindi, ad altro. A una vicenda piuttosto sconcertante e anche preoccupante, ossia quella del caos (come altro chiamarlo?) al vertice di una delle maggiori aziende italiane, considerata a ragione per anni un esempio straordinario del genio imprenditoriale che riesce a esprimersi nel nostro Paese. Avrete già capito che si tratta di Luxottica. I giornali dedicano da giorni ampio spazio a quel che accade nel colosso della produzione e distribuzione di occhiali, fin dall’estromissione di Guerra dalla carica di Amministratore Delegato. Personalmente, proprio per l’ammirazione e per la stima che Leonardo Del Vecchio ha saputo meritarsi, mi dispiace che stia prendendo decisioni discutibili, capaci di sconcertare il mercato e, soprattutto, gli investitori esteri, i quali hanno iniziato a vendere senza esitazioni il titolo dell’azienda di Agordo, voltando le spalle proprio all’uomo che, forse più di ogni altro, ha rappresentato, anche (o soprattutto) fuori dai nostri confini, un formidabile esempio del talento imprenditoriale italiano.
Mi è piaciuta l’analisi del caso effettuata da Alessandro Plateroti sul Sole 24 Ore di oggi: breve, ma interessante anche perché svolge un paragone tra Luxottica e FCA. La potete leggere qui: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-14/credibilita-e-supermanager-063653.shtml?uuid=ABOeEw2B.
Buona stampa. Ciò che temo, e la cosa sarebbe veramente gravissima, è che questa situazione possa far percorrere a Luxottica la strada compiuta da altre eccellenti aziende italiane, finite in mani straniere. Non si tratta di nazionalismo o di campanilismo. Si tratta semplicemente di avvilimento nel vedere che noi sappiamo buttarci via meglio di chiunque altro...
Torniamo per un attimo a Genova prima di ascoltare qualcosa. Un articolo che non ha bisogno di commento e riguarda alcuni premi concessi a dirigenti pubblici. Non vi dico nulla di più, leggetelo: http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_14/genova-dirigenti-disastro-corsa-altri-bonus-63285f34-5361-11e4-a6fc-251c9a76aa3c.shtml.
Buona stampa. Se non si metterà realmente mano a modifiche radicali del rapporto di lavoro nella Pubblica Amministrazione, ci ritroveremo a leggere ancora innumerevoli volte altri articoli che fanno male al fegato, ma anche ad altri organi…
Musica sia. La prima The Nearness of You che ascoltiamo oggi è eseguita da Ella Fitzgerald con Louis Armstrong. Quasi un obbligo dare spazio alla versione di questi due straordinari interpreti del jazz.


Con un bel salto, sia nel tempo sia nello stile, passiamo alla versione, piuttosto lunga, ma assai bella di Paul Bley al piano, con Ron McClure al basso e Billy Hart alla batteria.


E per oggi mi fermo qui, non voglio sparare troppo in fretta tutti i miei colpi.

venerdì 3 maggio 2013

Sentiremo digrignare i denti


Questo paese è afflitto da una conflittualità politica devastante (non credo di esagerare, al contrario), le cui origini non sarò certo io a indicare. Ognuno di noi quattro ha la propria opinione e, visto l’esordio di questo post, l’ultima cosa che intendo fare è discutere l’argomento. Quello che, al contrario, sono convinto di poter dire è che mi sconcerta profondamente la presenza di alcuni personaggi nel Governo presieduto da Enrico Letta.
Per essere più chiaro e, giusto per fare un paio di nomi e basta, mi chiedo come potrà lavorare in maniera positiva un gruppo del quale fanno parte Biancofiore e Fassina. E come potrà lavorare in maniera positiva se, dentro e fuori dal Governo, c’è gente che continua a preoccuparsi di comunicare ai propri potenziali elettorali esattamente come se fossimo in prossimità del voto (e probabilmente lo siamo).
E sbagliano i giornali a inseguire le dichiarazioni di ministri, viceministri, sottosegretari e politici di qualsiasi livello. Abbiamo bisogno di tutto, fuorché di mezzi che amplificano le affermazioni, spesso inutilmente aggressive e palesemente mistificatorie, pronunciate al solo scopo di ottenere attenzione e di conquistare un breve attimo di illusoria importanza, il cui prezzo è il progressivo imbarbarimento del clima politico al quale siamo costretti ad assistere da anni.
Mi auguro, anche se non lo credo, che Letta, protetto da Napolitano, possa controllare la situazione e arrivare ad approvare quel pacchetto minimo di riforme di cui il paese ha disperato bisogno.
Vedremo…
Cambiando radicalmente argomento, vi segnalo, e questo non è frutto di una scelta di schieramento, ma solo della convinzione che si tratti di un articolo che consente di conoscere meglio un fenomeno importante, un pezzo del Corriere della Sera dedicato all’eutanasia: http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_03/eutanasia-raccolta-firme-radicali-video-piera_3609dbb2-b3e5-11e2-a510-97735eec3d7c.shtml.
Buona stampa. Non mi comporto da tifoso quando si tratta di sport, figuriamoci se mi sognerei di farlo in questo campo, nel quale ognuno ha il dovere di maturare un’opinione liberamente, possibilmente senza influenze esterne di qualsiasi genere. E’ un argomento di libertà individuale. E basta. Nell’articolo ci sono dati che meritano di essere conosciuti e che possono far riflettere e per questo ne ho suggerito la lettura: perché ognuno li valuti per proprio conto, liberamente.
Il 30 Aprile era la giornata dedicata dall’Unesco alla musica jazz. Non ho avuto modo di celebrarla martedì, ma possiamo farlo anche oggi. E lo facciamo con una piccola selezione di grandi trombettisti, giusto per darci un tema che leghi alcuni pezzi.
Partiamo da lontano, con un brano di Louis Armstrong della fine degli Anni 20: When You’re Smiling.


Il passo successivo lo facciamo con Miles Davis, di cui ascoltiamo Jeru, un pezzo composto da Gerry Mulligan e tratto dall’album Birth of the Cool la cui registrazione, se ricordo bene, avvenne a cavallo tra gli Anni 40 e i 50.


Il brano successivo è la splendida I’ll Remember April eseguita nel 1956 dal gruppo di Clifford Brown “Brownie” e Max Roach, nel quale militavano Sonny Rollins, Richie Powell e George Morrow, degni sostegni per Roach e Brown, uno dei tanti jazzisti dalla vita breve (http://en.wikipedia.org/wiki/Clifford_Brown).


Alla fine degli Anni 50 risale la collaborazione tra Bill Evans e Chet Baker, due personaggi complicati, con tratti di carattere ed esperienze di vita simili, ma anche assai diversi, il cui incontro ha prodotti alcuni eccellenti risultati, come questa Alone Together, disponibile in una raccolta intitolata The Complete Legendary Sessions.


Un altro grande trombettista, Freddie Hubbard, insieme a un’altra mitica formazione, The Jazz Messengers guidati da Art Blakey, nel 1984 celebrava dal vivo il ricordo del grande Brownie.


E ci fermiamo qui. Almeno per questa sera.

martedì 16 aprile 2013

Uno scelto così, da pochi intimi...


La mia stima per Milena Gabanelli l’ho espressa in passato più volte. Al giudizio positivo sulla giornalista e sulla “leader” del gruppo che realizza Report posso oggi aggiungere una confidenza di carattere strettamente personale: considero Milena Gabanelli anche una donna affascinante sotto tutti i punti di vista che contano.
Questo per dire che mi considero un suo estimatore a pieno titolo. Ciò, però, non basta a farmi ritenere ragionevole l’ipotesi di candidarla alla Presidenza della Repubblica (sempre che lei sia d’accordo, ma questo non si sa).
A parte il fatto che, da tempo, penso sia inopportuno candidare per qualsiasi incarico qualcuno senza aver prima verificato che l’interessato intenda candidarsi, trovo sconcertante (per non dire di peggio) il meccanismo ideato dallo psiconano+barba-Mediaset e, soprattutto, dal suo puparo e dalle loro chiome più ordinate delle rare idee sottostanti. Dico questo indipendentemente dalla qualità delle persone coinvolte.
I due geni della comunicazione e della politica hanno pensato bene di scegliere la persona che il M5S vorrebbe occupasse per sette anni la più alta carica della Repubblica Italiana (alla quale la Costituzione attribuisce fondamentali compiti di garanzia e di tutela degli interessi collettivi e del buon funzionamento dello stato) attraverso il voto, espresso via internet, di poco più di 48.000 italiani, qualcosa come lo 0,08% della popolazione (di tutta la popolazione, non dei cittadini aventi diritto al voto: in quel caso ci avvicineremmo pericolosamente all’1%!).
Se questo è democrazia, io sono il fratello più giovane e più bello di George Clooney…
Il puparo e il pupo farebbero meglio a riprendere in mano qualche vecchio manuale di educazione civica (cose antidiluviane, ma loro c’erano). Ho scritto riprendere, mi scuso dell’errore: devono PRENDERE in mano qualche vecchio manuale di educazione civica, perché prima d’ora non l’hanno mai fatto e ignorano i principi elementari della democrazia e la Costituzione delle Repubblica Italiana.
Mi fermo qui, perché parlare di pupo e puparo mi fa salire la pressione quasi quanto parlare di Viavà e del tizio decrepito.
Andiamo ai quotidiani, in particolare al Corriere della Sera di ieri. Con un giorno di ritardo rispetto alla versione cartacea, è disponibile on line un’intervista a Salvatore Rossi, uno dei “saggi” chiamati da Napolitano a dare qualche idea a deputati e senatori e leader di partito. Lui dice molto meglio di me (infatti lui è un membro del Direttorio di Banca d’Italia (http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/direttorio/salvatore-rossi), io no) cose che ripeto da mesi sulla burocrazia italiana. E se lo dice lui, che è un pezzo grosso della medesima burocrazia… Ecco il collegamento: http://archiviostorico.corriere.it/2013/aprile/15/burocrazia_freno_prima_riforma_fare_co_0_20130415_440b4fbe-a58c-11e2-856a-0110562013c4.shtml.
Buona stampa. Essere ottimisti? Uhm… quelli sono come la sorgagna (http://www.actaplantarum.org/floraitaliae/viewtopic.php?t=9030), una delle peggiori erbe infestanti delle nostre campagne.
Passando alla musica, visto che ho iniziato con una sorta di dichiarazione d’amore per Milena Gabanelli, vado a farvi ascoltare un brano che ha avuto un ruolo fondamentale nel farmi avvicinare al jazz circa quarant’anni fa. Un mio zio acquisito (persona d’intelligenza e di cultura di gran lunga superiori alla media) era un appassionato e straordinario cultore di jazz e, su richiesta di mio padre, scelse tre album con i quali provare a farmi conoscere la musica che amava. Fu così che, da quello che allora (primi anni 70 del secolo sorso) era il maggior importatore di dischi in Italia, giunsero nella mia stanzetta un 33 giri di Louis Armstrong, uno di Gato Barbieri e uno del gruppo che vi faccio ascoltare questa sera: Weather Report. L’album s’intitola Sweetnighter e il brano è il primo: Boogie Woogie Waltz. Il mio gusto, nel tempo, mi ha portato a prediligere altro all’interno della smisurata famiglia espressiva di questa multiforme e splendida musica. Ma Weather Report e Boogie Woogie Waltz sono stati semi preziosissimi e hanno un posto speciale (grazie a Elio e a Toni) nel mio amore per il jazz.