sabato 31 marzo 2012

Possibile che nessuno capisca quanto siamo stufi di loro


Un Gramellini ogni tanto non fa certo male, anzi. Nel Buongiorno di ieri si è occupato delle rigorosissime misure adottate per contenere i costi di Montecitorio, ossia tagliando, in qualche caso, i privilegi riservati a coloro che hanno occupato lo scranno di Presidente. Buon che ne abbia scritto lui: mi evita di parlarne e di rinnovare la rabbia scatenata da questa ennesima presa in giro (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41).
Buona stampa.
Uno di parola quel Fini…
Buona stampa.
Trovo sconcertante che ci sia gente capace di pensare cose simili. Scoprire che hanno anche la faccia di bronzo di dirle, mi fa inorridire. Pensare che resterà parlamentare sino alla scadenza, percependo senza far nulla la cospicua indennità, mi fa uscire dai gangheri. Che il tizio di parola di cui sopra possa prendere qualche misura, francamente, mi sembra improbabile. Mi piacerebbe, però, che si muovesse qualcosa dalle parti del Quirinale e di Palazzo Chigi. Se l’autonomia del Parlamento produce questi risultati, meglio metterlo sotto stretta custodia.

venerdì 30 marzo 2012

Pallone nel pallone

Quasi tre mesi fa (http://ilmiosecchiellodacqua.blogspot.it/2011/12/di-palo-in-frasca.html) avevo parlato del calcio italiano e ne avevo sottolineato le pessime condizioni, in particolare per il susseguirsi di scandali legati alle scommesse, ma anche per altri motivi. Oggi, sul sito de LaVoce, c'è un bell'intervento di Fausto Panunzi che conferma le mie valutazioni. Come perdere la possibiità di crogiolarmi nella soddisfazione di aver visto giusto? Il link è questo: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002975.html.
Buona stampa.

Mi dispiace, ma il gioco è questo


Non credo di aver letto Il Riformista più di cinque o sei volte in vita mia, quindi non sono in alcun modo autorizzato a valutarne la qualità. Ovviamente mi dispiace che cessi le pubblicazioni, come sempre mi dispiace quando un’avventura imprenditoriale non ha esito positivo, tuttavia non abbandono la mia convinzione che, in un sistema economico concorrenziale, ai frutti di un possibile successo debbano contrapporsi le conseguenze di un eventuale insuccesso. E che la presenza di forme di sostegno esterno (come i contributi pubblici per l’editoria di cui Il Riformista ha ampiamente goduto e di cui vi ho parlato nelle prime settimane di vita del blog) finisca per favorire gli insuccessi più che i successi, poiché altera la capacità di prendere decisioni efficaci per la vita dell’impresa. Nello specifico, poi, ritengo sia sbagliato che venga concesso un sostegno pubblico ai quotidiani politici, e non soltanto perché questo tipo di sostegno costituisce uno dei tanti rivoli in cui i partiti drenano risorse collettive a proprio vantaggio. Mi pongo (e vi pongo) una semplice domanda: quale beneficio pubblico offre l’esistenza di questo tipo di giornali? Siamo sicuri che ce ne sia uno? Le idee dei diversi partiti, in Italia, vengono già ampiamente diffuse dalla RAI e dalle altre reti televisive, oltre che dalla stampa cosiddetta indipendente che, nei fatti, offre alla politica uno spazio assai maggiore di quello che viene riservato in altri paesi.
No, mi dispiace che Il Riformista cessi le pubblicazioni, ma resto favorevole alla selezione della specie, senza interventi che alterino il processo competitivo.
Se volete saperne di più sulla vicenda, ecco il pezzo che ha dedicato La Stampa: http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/448343/.
Stampa senza voto: pura cronaca, nessuna valutazione; mi limito a osservare che questo articolo conferma quanto sostenuto riguardo allo spazio riservato alla politica anche dai quotidiani indipendenti.
Passiamo ai temi economici: il peggioramento del divario tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi, che oggi sembra essersi attenuato, ma è stato molto forte nella giornata di ieri, deriva da varie ragioni, sia interne che internazionali. Le difficoltà incontrate dal Governo nel far accettare la propria impostazione ai partiti in materia di lavoro e di corruzione rientrano tra le prime e la perdurante incertezza rispetto alle dimensioni e alle modalità di azione dei due cosiddetti Fondi Salvastati europei rientrano tra le seconde.
Molto illuminante a riguardo è Carlo Bastasin su Il Sole 24 Ore di oggi (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-03-29/lezione-crisi-stata-capita-223731.shtml?uuid=AbIIG8FF).
Buona stampa.
Sempre in tema di economia, ma guardando alle implicazioni della globalizzazione due pezzi che parlano delle condizioni di lavoro nei paesi in via di sviluppo.
Il primo, dal Corriere della Sera, dovrebbe far riflettere sull’acquisto dei jeans artificialmente scoloriti (http://www.corriere.it/ambiente/12_marzo_29/sabbiatura-jeans-dannosa-per-i-lavoratori_1a4869b8-799c-11e1-a69d-1adb0cf51649.shtml), mentre il secondo, dal Financial Times, spiega come Apple stia cercando di stimolare uno dei principali fornitori cinesi a migliorare la situazione dei propri lavoratori (http://www.ft.com/intl/cms/s/0/ff2a84c4-79df-11e1-9900-00144feab49a.html#axzz1qXdL2JkW).
Buona stampa.
E' vero, posso non sentirmi colpevole per i jeans, visto che non ne compro da decenni, però ho in tasca un IPhone... una maggiore consapevolezza, come consumatori, dovremmo averla tutti.
E' finalmente disponibile sul sito del Corriere l'intervista realizzata da Monica Guerzoni di cui ho parlato più volte (http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/28/Posizioni_lontane_dal_sono_preoccupato_co_9_120328003.shtml): l'intervistato è Cicchitto e promette che il PDL non proporrà misure in qualche modo destinate a influire sui processi di Berlusconi. Suggerisco che salviate il testo nel vostro hard drive e andiate a rileggerlo se mai verrà promulgata la normativa contro la corruzione. Io evito di scommettere, ma penso che...
 

giovedì 29 marzo 2012

Lo hanno cacciato. Anzi, no

-->
Ho sbagliato. Il povero Emilio Fede, a quanto pare, è stato licenziato. O meglio, Mediaset ritiene di aver risolto il rapporto di lavoro con lui, ma lui nega. Potete trovare il resoconto sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_28/fede-mediaset-tg_2004b05c-7909-11e1-9401-15564ff52752.shtml) e su Libero (http://www.liberoquotidiano.it/news/969228/Fede-Cacciato-dal-Cav-addio-a-Tg4-e-Mediaset-Lui-fa-spallucce-Che-bella-che-%C3%A8-la-primavera.html).
Buona stampa.
Devo dire che non condivido affatto l’atteggiamento comprensivo (addirittura compassionevole) di Gad Lerner. A me pare, dalle ricostruzioni, che, quantomeno, Fede abbia di gran lunga sopravvalutato il suo peso all’interno dell’azienda. Non vorrei infilarmi nel ginepraio della dietrologia e dei complotti, come invece fa il protagonista di questa storia piuttosto ambigua. Osservo, però, che Mediaset è una società quotata in Borsa, il che imporrebbe la certezza su questa vicenda. Non capisco come sia possibile che l’azienda sostenga una cosa e Fede il contrario. Inoltre, se le ricostruzioni sono corrette, appare evidente che c’è stato un uso improprio di beni aziendali in ogni caso: che a bordo ci fosse realmente Emilio Fede o un impostore, a quanto pare un’auto di proprietà di Mediaset è stata usata per recarsi a Lugano o per versare un’ingente somma di denaro contante o per realizzare un torbido intrigo.
Magari il mio naso funziona male, ma l’odore che emana da questa storia mi piace sempre meno.
E per concludere in bellezza su questo, voglio sperare che non si avveri quanto sostenuto da Fede e riportato da diversi giornali, ossia che si apriranno per lui le porte del Parlamento.
Mi pare non ci sia nessun bisogno di un deputato o di un senatore ultraottantenne del genere. Sono più che convinto che abbia già dato tutto quel che poteva dare (e anche preso tutto quello che poteva prendere). Non riesco proprio a vedere perché mai dovremmo pagare un lauto stipendio a un signore che, anche a trascurare le vicende ancora da definire sul piano processuale, non mi pare si possa considerare, come si diceva una volta, un buon esempio.
Avrà bene dei nipotini di cui occuparsi e, con la ricca pensione maturata come giornalista in RAI prima e in Mediaset poi, non credo sia necessario fargli avere anche il lauto stipendio di parlamentare.
A proposito di stipendi dei parlamentari… Vi ricordate le promesse di Schifani e Fini? Avete visto risultati concreti voi? Sono passati quasi due mesi da quando si sarebbero dovuti vedere i cambiamenti promessi da entrambi. Anche qui, l’aria è piuttosto maleodorante.
Finiamo con l’intervista di cui parlavo ieri. Ancora non è apparsa sul sito del Corriere. Se entro domenica non verrà pubblicata, la digitalizzerò con lo scanner. E’ troppo importante, perché contiene altre promesse da parte di un altro politico di primo piano e voglio proprio vedere se, quando finalmente le norme anticorruzione saranno approvate, le affermazioni di questo tale si riveleranno veritiere o meno. Io ne dubito, ma stiamo a vedere.
Mi sa che mi tocca citare ancora Edward R. Morrow: Buona notte e buona fortuna.

mercoledì 28 marzo 2012

A forza di aggiustatine, che legge verrà fuori?


Cominciamo dalle ultime notizie dal fronte di Fondiaria-Sai: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-03-28/stretta-procura-fonsai-064506.shtml?uuid=AbUr08EF. Nessun commento, non è necessario direi.
Buona stampa.
Passando ad altro, non mi sento per niente fiero di me vedendo che, a quanto pare, non mi sbagliavo. C’è di che preoccuparsi per il comportamento dei partiti che sostengono il Governo Monti (anche degli altri, per la verità, ma meglio non mettere troppa carne al fuoco).
In particolare mi sembra gravissimo quanto sta accadendo attorno alle misure contro la corruzione, delle quali mi pare che abbiamo assolutamente bisogno.
Solo oggi, per esempio, ci vengono offerte cronache interessanti dalla Margherita (il partito che esiste soltanto per spillare quattrini a noi) e dalla Calabria: http://www.corriere.it/politica/12_marzo_28/vertici-margherita-sarzanini_d3080c50-7894-11e1-9401-15564ff52752.shtml e http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/448157/).
Buona stampa.
Notizie come queste, lo sapete meglio di me, siamo costretti a leggerle tutti i giorni, quindi la legge sulla corruzione deve essere approvata quanto prima e deve essere severissima. E i partiti dovrebbero smetterla di tirare la giacca del Presidente del Consiglio perché induca il Ministro Severino a cedere alle loro indicazioni, soprattutto quelle che vorrebbero ammorbidire il provvedimento, cancellando qualcosa qui e qualcosa lì, in modo da risolvere i problemi giudiziari di Tizio o di Caio. Che poi la giacca di Monti venga tirata anche via telefono e in momenti a dir poco inopportuni… beh, questo dimostra soltanto che dalle parti di Montecitorio ci sono personaggi che non vogliono proprio cambiare le loro peggiori abitudini e che continuano a considerare lo Stato al loro servizio e al servizio dei loro interessi e non viceversa.
Tornerò sull'argomento molto presto, aspetto soltanto che sul sito del Corriere venga pubblicata un'intervista apparsa oggi sull'edizione stampata. Non vi anticipo nulla. Dovrete tornare a leggermi...
Restando sul quotidiano milanese di oggi, l’articolo di fondo è dedicato alla riflessione sul tema delle resistenze al provvedimento anticorruzione, è breve, ma completo, di quelli che si leggono d'un fiato e piacciono, anche se lasciano l'amaro in bocca (http://www.corriere.it/editoriali/12_marzo_28/anche-questa-emergenza-bianconi_e55807b0-7895-11e1-9401-15564ff52752.shtml).
Buona stampa.

martedì 27 marzo 2012

Che stia tornando la nebbia?

Torno ad argomenti seri dopo aver sperperato alcuni post con somme mediocrità italiche, dalla ceffa al figuro e al direttore bollito.
In realtà, non credo di aver sperperato. Tutti e tre si meritavano di essere considerati, anche se non penso che le mie opinioni avranno alcun effetto su di loro. Ce li dovremo tenere, e con loro innumerevoli altri di cui potremmo facilmente fare a meno. Fine, passiamo a temi più importanti.
Dopo le prime confortanti settimane, il quadro politico mi sembra tornato preoccupante e la disponibilità di Monti a farsi da parte in assenza di appoggio convinto al suo programma di riforme (che non è poi così incisivo) fa temere per il nostro futuro.
Se i partiti pensano di poter tornare alle loro mene da quattro soldi (in realtà sono molto più di quattro, ma sorvoliamo), è molto probabile che i risultati positivi prodotti dalle prime decisioni del Governo Monti vengano rapidamente annullati.
Senza tediarvi con le mie considerazioni, visto che il Sole 24 Ore di oggi ospita un ottimo articolo di Pierpaolo Benigno, me la cavo con il link al pezzo e me ne vado a dormire (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-27/necessita-tagli-spesa-063655.shtml?uuid=Abme7eEF). Anche se il titolo fa riferimento al controllo della spesa pubblica, il testo considera altri aspetti e illumina molto bene alcuni dei temi essenziali non soltanto delle misure ulteriori che il Governo deve assumere, ma anche del comportamento che dovrebbero tenere le forze politiche.
Buona stampa.
E, con Edward R. Murrow, vi dico: Buona notte e buona fortuna.

Vittima di un complotto?


Il maneggio del denaro è materia molto delicata, soprattutto se si tratta di contante, di molto contante. A quanto pare, anche in Svizzera sono diventati prudenti in materia e hanno preferito rinunciare a un pur consistente deposito da parte di Emilio Fede.
Francamente mi par difficile credere che La Stampa e il Corriere della Sera abbiano pensato di scatenare una campagna per “danneggiare” il direttore del TG4. Intendiamoci, non è impossibile, ma non lo ritengo affatto probabile. Mi sfugge, infatti, la ragione per cui due tra i maggiori quotidiani italiani potrebbero aver deciso di pubblicare contemporaneamente la notizia (a dire di Fede falsa). Forse che De Bortoli e Calabresi temono di perdere lettori a  favore del TG4? Non credo. Forse che De Bortoli e Calabresi aspirano a prendere, insieme, il posto di Fede? Anche questo non lo credo. Forse che De Bortoli e Calabresi intendono assumere Fede come editorialista (per entrambi i quotidiani) una volta che fosse stato rimosso dalla direzione del TG4? Una volta ancora, non credo. E, da lettore di Corriere e Stampa, mi auguro vivamente di non vedere mai un pezzo firmato da Fede su due quotidiani che, con inevitabili difetti, mi sembrano comunque degni di essere letti.
Non voglio esprimermi sulla vicenda. Per due motivi. Il primo sono le minacce che Fede sparge a destra e manca, sai mai che legga il blog e decida di far causa anche a me… Il secondo è che, effettivamente, la materia è ancora un po’ nebbiosa e mi sembra, quindi, più ragionevole aspettare conferme.
Ad ogni buon conto, che sia andato o meno con la valigetta a Lugano, Emilio Fede, anche in questa vicenda, dimostra di essere afflitto da un male assai diffuso in Italia: la tendenza a sopravvalutare la propria importanza e il proprio ruolo, oltre alla propensione a parlare di torbidi complotti di presunti misteriosi nemici. Il tutto condito dal consueto ricorso a minacce di azioni legali e a messaggi ambigui.
Indipendentemente dalle valigette e dalle tante altre storie in cui è stato invischiato e di cui ancora dobbiamo vedere la conclusione, mi pare che ormai Fede sia sostanzialmente bollito. Il direttore di un TG che vanta pochi affezionati ascoltatori e che si caratterizza più come un house organ che come un vero organo d’informazione, indipendente e autorevole.
Penso che Fede non abbia niente da temere. Resterà lì sino alla morte, sua o della cerchia selezionata di fedeli cui interessa il suo telegiornale.