Visualizzazione post con etichetta Salvati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salvati. Mostra tutti i post

domenica 30 novembre 2014

Se parlassero alle nostre teste...


La Stampa è un ottimo quotidiano, senz’altro in grado di tenere (un po’) alto l’onore del giornalismo italiano a confronto di quello di altri paesi. Ieri, tuttavia, ha pubblicato un articolo (segnalazione di uno di voi tre, cui va il mio grazie) che è un monumento al pressapochismo: http://www.lastampa.it/2014/11/29/economia/crea-pi-fiducia-tra-la-gente-gli-stati-riportano-a-casa-loro-3MejLw9tXpiKe287lTIEnN/pagina.html.
Mala stampa. Che si trovino a Londra, New York, Mosca o Johannesburg, purché custodite in condizioni di sicurezza analoghe (e generalmente lo sono e sono buone e, in ogni caso, le banche centrali dei maggiori paesi scelgono oculatamente dove tenere i propri lingotti), le riserve auree detenute dalle banche centrali di qualsiasi paese svolgono la propria funzione in maniera ottimale. Non è che se le spostano di qua o di là aumentano il loro valore o garantiscono meglio la solidità dell’economia nazionale. Se poi le spostano per preoccupazioni “dettate dalla diffidenza verso i caveau internazionali dopo alcune denunce su lingotti d’oro «taroccati» con barre di tungsteno”, mi chiedo di che cosa stiamo parlando. Luca Fornovo sostiene forse che la Federal Reserve di New York (custode di grosse partite di oro appartenenti a banche centrali, a governi e a enti di tutto il mondo: http://www.newyorkfed.org/aboutthefed/goldvault.html) o un'altra istituzione simile si sia messo in tasca qualche lingotto d’oro puro sostituendolo con una patacca?
Andiamo… Ci sono tante cose serie di occuparsi e ci perdiamo in simili sciocchezze? Un articolo costruito sul nulla e, mi pare, conoscendo poco la materia. Dopo di che possiamo anche lamentarci dell’ignoranza degli italiani riguardo a economia e finanza…
C’è chi, comunque, fa anche peggio del giornalista de La Stampa. Il tizio decrepito ha pensato bene di unirsi al coro di Grillo, Salvini, Fassina e soci per dare, lui pure e a suo modo, qualche forma di benservito all’euro. Naturalmente, siccome Berlusconi è di quelli che si guardano bene dall’esagerare, ha prospettato l’idea che l’Italia emetta una nuova moneta, ma conservi anche l’euro (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-29/berlusconi-affianchiamo-all-euro-seconda-moneta-e-avverte-pronti-voto-anche-il-consultellum--134825.shtml). 
Cronaca. Quel che si legge di questa proposta è insufficiente a capire bene di che si tratti, ma che abbia anche un minimo fondamento logico, mi pare si possa escludere a priori. Quanto alla parità euro-dollaro, ha un’idea di quanto sia difficile e costosa da realizzare? E si rende conto di quali effetti avrebbe su un’economia come la nostra, che certo ha senz’altro bisogno di esportare, ma che importa materie prime pagate in dollari? Siamo di fronte all’ennesima farneticazione di mediocri politicanti che non sanno far altro che cercare facile consenso negli italiani, e purtroppo sembrano tanti, ai quali piace non guardare in faccia la realtà e pensare che i problemi della nostra economia siano causati esclusivamente da fattori esterni, come se l’aver vissuto per decenni, grazie a questi politici incapaci, sopra le nostre possibilità non sia la vera ragione dei mali di cui soffriamo.
Il tizio decrepito non è il solo a rappresentare i problemi e a prospettare le soluzioni senza alcun rispetto per lo stato delle cose.
Sempre ieri il Corriere della Sera ha deciso, dopo averci inflitto l’intervista a Rosy Bindi, di andare a porre le domande che voleva lui anche a Massimo D’Alema. Il quale non ha, ovviamente, perso l’occasione per cercare di rifilarci la sua visione della nostra storia recente, soprattutto per quel che riguarda le presunte privatizzazioni e liberalizzazioni a suo dire realizzate dai governi di centrosinistra.
E, come con la Bindi, anche con D’Alema, il giornalista del Corriere si è ben guardato dal fare obiezioni e, men che meno, dal contraddirlo (http://www.corriere.it/politica/14_novembre_29/d-alema-renzi-lasci-terza-via-bisogna-riscoprire-stato-dac59766-77b8-11e4-8006-31d326664f16.shtml).
Mala stampa.
Un buon giornalista non avrebbe dovuto lasciare senza replica queste parole: “Fu la sinistra al governo che, sulla base di quella visione, ridusse drasticamente la presenza statale nell’economia, avviò le grandi privatizzazioni, lanciò le liberalizzazioni poi continuate nel lavoro di Bersani, riformò le pensioni.” Di che cosa parla lo Stalinuccio di Gallipoli? Della Telecom lasciata in balia di scalatori ansiosi soltanto di trarre vantaggi immediati a scapito della capacità dell’azienda di realizzare le infrastrutture necessarie per il Paese? O delle Ferrovie dello Stato che, di fatto, controllano ancora la rete e, quindi, possono porre un freno alle aziende intenzionate a far loro concorrenza? O allude ai tassisti, che sono passati indenni attraverso il “lavoro di Bersani” esattamente come tante altre categorie privilegiate?
E quando sostiene che il vecchio centrosinistra ha ridotto il peso dello Stato, forse lo Stalinuccio di Gallipoli si scorda che proprio all’epoca del Governo presieduto da Amato le Regioni hanno avuto (con la legge di riforma costituzionale elaborata proprio dalla commissione bicamerale presieduta da D’Alema: http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana#La_riforma_costituzionale_del_2001_confermata_dal_referendum_del_7_ottobre_2001) il via libera per diventare quei carrozzoni costosi e mal gestiti che sono.
In realtà, gli italiani hanno bisogno di tutto meno che di una maggiore presenza dello Stato e degli altri enti pubblici. A D’Alema, invece, come al tizio decrepito e a tutti i politici fa comodo che lo Stato, le Regioni e tutto il caravanserraglio restino come sono, così da mantenere intatto un sistema di potere essenziale per i loro interessi di bottega.
Oggi, a D’Alema, risponde Michele Salvati (che è di gran lunga più bravo di me) con un bel pezzo pubblicato dal Corriere della Sera, ma non disponibile on line. Non è un problema, eccovi il testo acquisito con lo scanner.


Buona stampa. E meno male che al Corriere, oltre a intervistatori piuttosto distratti (si fa per dire), danno spazio a persone capaci di riflettere e di parlare chiaro come Salvati. Persone che, diversamente dai nostri politici, si rivolgono alle nostre teste e non alle nostre viscere.
Un po' di musica. Un brano di Dexter Gordon, che è uno dei miei (tanti) jazzisti preferiti. Il brano s'intitola Everybody's Somebody's Fool. La formazione che lo accompagna è eccellente: Bob Cranshaw al basso, Barry Harris al piano, Bobby Hutcherson al vibrafono e  Billy Higgins alla batteria.


martedì 1 gennaio 2013

Dubbi e auguri


Non so ancora esprimere un’opinione netta sul progetto politico di Mario Monti. I miei tre lettori sanno che sono suo estimatore, ma sanno anche che ciò non m’impedisce di considerare gli errori compiuti come Presidente del Consiglio e i limiti del Governo da lui presieduto. A oggi, francamente, mi sembrano prevalere i motivi per giudicare negativamente la sua iniziativa politica, un giudizio che risente più della compagnia con cui si è messo in viaggio che degli obiettivi.
D’altra parte, l’accanimento con il quale Monti è oggetto di attacchi da ogni dove, da Bersani al tizio decrepito, da Grillo a Maroni, mi sembra dimostrare che tutti lo temono e temono il percorso che vorrebbe far fare all’Italia nel caso in cui ottenesse un riconoscimento significativo alle prossime elezioni.
Un contributo per capire cosa ci dovremmo aspettare come effetto positivo della/e Lista/e Monti lo trovo in due articoli, uno di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, l’altro di Michele Salvati, pubblicati ieri sul Corriere della Sera: http://www.corriere.it/editoriali/12_dicembre_31/patrimoniale-nelle-urne_c5ad12cc-531c-11e2-9db6-5f0af8902a56.shtml e http://www.corriere.it/opinioni/12_dicembre_31/salvati-ragioni-crisi-bipolarismo_53c331fa-532b-11e2-9db6-5f0af8902a56.shtml.
Buona stampa.
Veniamo alla musica e sfrutto una ricorrenza per farvi ascoltare la voce di una brava cantante americana (non fatevi ingannare dal nome, è nata negli Stati Uniti, per la precisione in Georgia), di cui vi ho già parlato: Madeleine Peyroux. Oggi è il suo compleanno, la festeggiamo dando spazio a due sue interpretazioni.
Cominciamo con Summer Wind, un brano che deve gran parte della sua popolarità al fatto che fu cantato da Frank Sinatra (http://en.wikipedia.org/wiki/Summer_Wind). La versione della Peyroux è tratta dall’album Half the Perfect World del 2006.


Passiamo a una canzone eseguita dal vivo più di recente, si tratta di un brano scritto dalla stessa cantante, la quale ne sottolinea la natura autobiografica, sostenendo che “c’è tutta la sua vita”. Don’t Wait Too Long, registrata nel 2009 a Los Angeles.


Buon compleanno a Madeleine Peyroux e Buon 2013 ai miei tre lettori.

venerdì 9 novembre 2012

Non si può evitare di parlarne...


L’articolo di Galli della Loggia sui “notabili” che vi avevo segnalato sabato scorso (http://ilmiosecchiellodacqua.blogspot.it/2012/11/ci-sono-anche-loro-per-fortuna.html) ha spinto anche Michele Salvati a intervenire sull’argomento qualche giorno dopo (http://archiviostorico.corriere.it/2012/novembre/05/Notabili_Tecnici_nel_Vuoto_Italiano_co_0_20121105_871444a0-2710-11e2-be9b-ed064b2d7b6c.shtml) e Galli della Loggia a tornare oggi sulla questione per chiarire meglio il suo pensiero e replicare ad alcune osservazioni di Salvati: http://www.corriere.it/opinioni/12_novembre_09/galli-della-loggia-tecnici-notabili-vuoto-politico_94d5f040-2a47-11e2-9b66-000110c153a4.shtml.
Buona stampa. Come sempre quando persone della loro caratura ci aiutano a riflettere su aspetti rilevanti della nostra vita pubblica. Leggete, sono pezzi interessanti e stimolanti.
Passando alle previsioni per il futuro, Vito Lops sul Sole 24 Ore di oggi (http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-11-09/bolla-mondiale-debito-sono-112627.shtml?uuid=AbSIcR1G) riprende un rapporto di Standard and Poor’s (sì, una delle “famigerate” agenzie di valutazione del credito) che fa prevedere un’esplosione del debito pubblico in gran parte delle nazioni. Previsioni che fanno rabbrividire. Per fortuna, nel 2060 avrei 102 anni. Francamente spero di essermene già andato da un po’…
Buona stampa.
Sempre dal 24 Ore, il commento di Stefano Folli alle ultime vicende del Pdl: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-11-09/psicodramma-politica-scena-083341.shtml?uuid=AbHBZO1G.
Buona stampa. Condivido quasi tutto, non la conclusione: prima che il rispetto per se stesso e per la propria storia, Berlusconi dovrebbe preoccuparsi del rispetto per l’Italia e per gli Italiani. Finora, nei quasi diciannove anni trascorsi in politica, non lo ha fatto e il prezzo che paghiamo è tutt’altro che modesto. Un ravvedimento tardivo, ancorché improbabile, aiuterebbe gli storici a temperare un giudizio che difficilmente sarà prudente e un po' benevolo come quello di Folli.

lunedì 30 luglio 2012

Equità, indispensabile ovunque


Il primo articolo che vi segnalo è apparso ieri su La Lettura, l’inserto domenicale del Corriere della Sera. L’autore è Michele Salvati, che analizza la mancanza di leadership di cui soffre l’Europa, argomento del quale ho parlato anche troppo; oggi lascio che a farlo sia Salvati, che è molto più preparato e bravo di me: http://lettura.corriere.it/debates/l%E2%80%99identikit-del-leader/.
Buona stampa.
Il Mastino truce, Sergio Rizzo, non sembra intenzionato, almeno per ora, ad andare in vacanza e così mi tocca (in realtà lo faccio con piacere) segnalarvi un suo articolo anche oggi. L’argomento è troppo ghiotto (sebbene indigesto, come quasi tutti quelli di cui si occupa): l’andamento dei conti della RAI (http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_30/rai-cause-lavoro-giudice_aa9a3370-da04-11e1-aea0-c8fd44fac0da.shtml).
Buona stampa.
Questo articolo mi da motivo di tornare su un tema di cui ho già parlato, ma mi sembra indispensabile riprenderlo.
Io ho detto e ripeto che, finché esiste, il canone RAI va pagato, però se non si mettono in mente di cambiare certe regole, di cui ho già scritto in passato, e se non si decidono a fare la voce grossa là dove l’evasione risulta maggiore, credo che mi faranno passare la voglia di pagarlo.
In realtà, il problema è più grave e riguarda molte altre norme, non soltanto di natura fiscale. Non è tollerabile che, in certe zone, un'elevatissima percentuale di abitanti ignori alcune leggi e lo faccia senza che nessuno tenti neppure di modificare la situazione. Ritorniamo all’ultimo articolo di Stella che vi ho suggerito di leggere, quello sull’abusivismo edilizio. Ma vi pare possibile che Enel e Telecom non facciano una piega ed effettuino gli allacciamenti in case abusive? Probabilmente, anzi di sicuro, le cose sono cambiate in seguito alla privatizzazione di entrambe le società, ma oltre vent’anni orsono, quando presi in affitto un appartamento, sia Enel che Sip (allora si chiamava ancora così) vollero copia del contratto di locazione per aprire la procedura di allacciamento. Forse si eccedeva allora nella direzione del rigore, ma certo oggi si eccede in quella del lassismo.
E a ogni buon conto, nell’epoca dei computer, possibile che non si riesca a incrociare i dati e far emergere le situazioni illegali? Sono certo che si possono confrontare gli archivi dei Catasti con quelli dell'Enel, ci vorrà un esperto informatico di buon livello, niente di più. Possibile che nessuno, dalle parti del Governo e del Parlamento, si renda conto di quanta acqua si porta al mulino (piuttosto sgangherato) della Lega tollerando un così elevato spread nell'applicazione della legge nelle diverse regioni italiane? Evidentemente esiste la volontà politica di non intervenire adeguatamente in questa materia.
Sarebbe il caso che persone serie e stimabili come sono il Professor Monti e la Dottoressa Tarantola e il Dottor Befera e i tanti altri coinvolti si ricordassero che l'equità non è un concetto da intendersi solo in senso quantitativo. Non devono soltanto pagare di più i più ricchi, ma devono anche pagare tutti ovunque! E' arrivato il momento di affrontare seriamente la questione dell'equità geografica nell'applicazione della normativa fiscale e non solo (pensate all'assicurazione RCAuto).
Non posso negarlo: vorrei tanto che il Mastino truce andasse a spulciare i numeri delle raccomandate da Lamezia dirette al Nord, al Centro, al Sud e alle Isole. Sarebbe interessante verificare se, a fronte di un’evasione del canone RAI superiore al 40% in Sicilia e in Campania, le raccomandate spedite da Equitalia, per recuperare le somme evase, in quelle regioni sono più o meno numerose di quelle spedite, che so?, nel Veneto piuttosto che in Liguria.
Farò di più, suggerirò a Rizzo di occuparsi dell'argomento. E vi dirò come va a finire.

giovedì 22 marzo 2012

Come vorrei essere ottimista... proprio non ci riesco


Anche se non è nella mia natura, mi capita qualche volta di sentire il desiderio di lasciarmi andare all’ottimismo. Negli ultimi mesi, in Italia mi era parso di scorgere qualche ragione in più per assecondare questo desiderio, poi, però, le mie velleità vengono frustrate.
Vengono frustrate dal comportamento di politici e sindacalisti di fronte alla volontà del Governo di intervenire sul mercato del lavoro.
Fra tutti, visto che il PD mi sembra il partito che peggio affronta la questione, mi pare ottimo l’editoriale di Michele Salvati sul Corriere di oggi (http://www.corriere.it/editoriali/12_marzo_22/agitazione-delle-anime-salvati_132a58a0-73e6-11e1-970a-fabda8494773.shtml).
Buona stampa.
Poi, per procedere in bellezza (si fa assolutamente per dire), a spegnere il mio ottimismo ci pensa un signore (parola grossissima nel caso in questione) che ha occupato la poltrona di Ministro della Giustizia e  percepisce svariate migliaia di euro al mese dallo Stato e non sa fare altro che farsi fotografare e riprendere con una ceffa (che altro termine potrei usare?) che indossa una nera maglietta con una scritta ignobile, ripugnante. Beccato, il figuro non ha trovato di meglio che far diffondere fumose e ridicole scuse al suo addetto stampa (?) e poi fare lo stesso personalmente.
Almeno avesse il coraggio delle sue azioni… Neppure quello. C’è un bel video che dimostra chiaramente quanto fosse consapevole di quella maglietta e, quindi, che ha cercato di spacciare ai cittadini una bella storiella, convinto che gli italiani si meritino di essere presi per i fondelli. E bravo! Non dico neppure il nome, lo sapete tutti e tutti pensate quello che penso io di un individuo di questa fatta.
Buona stampa.
Chiuderei con quello che capita dalle parti di Bari. Non sia mai che mi lascio sfuggire un argomento che dimostra la qualità della nostra classe politica a tutti i livelli. E sul tema vi suggerisco la lettura di Antonio Polito dal Corriere della Sera di ieri (http://www.corriere.it/politica/12_marzo_21/i-tanti-pesci-in-barile-del-caso-emiliano-antonio-polito_382ad118-7321-11e1-85e3-e872b0baf870.shtml).
Buona stampa.
Probabilmente tornerò sul tema della Magistratura, che considero abbia grandissime colpe per i problemi del nostro sistema giudiziario. Per adesso mi limito a dire che ai Giudici e ai Pubblici Ministeri dovrebbe essere consentito di intraprendere la carriera politica soltanto dopo dieci anni dalle dimissioni dalla Magistratura. Ce ne sono troppi che, dopo essersi dimenati freneticamente per conquistare le prime pagine dei giornali e assai meno per dimostrare di aver svolto a dovere le proprie funzioni, si spogliano della toga, magari anche platealmente, per conquistare un seggio alle Camere o una poltrona di Sindaco o altro. Si preoccupino di fare bene il loro mestiere, non di prepararsi rampe di lancio verso la politica.
Mi ripeto, con gente come questa non si va da nessuna parte.

mercoledì 7 dicembre 2011

Qualcuno che la pensa come me


E’ sempre piuttosto gratificante vedere le proprie opinioni confermate da persone  più preparate e più importanti di noi. A me è accaduto due volte nelle ultime ore. Michele Salvati sul Corriere di ieri (http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/06/compiti_casa_della_politica_Ricominci_co_9_111206043.shtml) riprendeva il tema del mio vecchio post “E dopo?”, nel quale esprimevo preoccupazione per quello che potrà accadere nel momento in cui il Governo Monti completerà la sua opera e saranno nuovamente i professionisti delle politica a prendere in mano le redini del Paese.
Buona stampa.
Oggi, sul Sole 24 Ore, Luigi Zingales, tra le altre cose, ha suggerito al Presidente del Consiglio di rimuovere l’esenzione dall’imposizione fiscale per gli immobili commerciali di proprietà della Chiesa cattolica (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-12-07/dopo-rigore-svolta-culturale-083048.shtml?uuid=Aa3vy7RE), tema che ho toccato già due volte.
Buona stampa.
Venendo a un argomento del tutto diverso, sul Wall Street Journal di oggi, edizione on line europea, si parla delle condizioni più che preoccupanti della sicurezza dei voli in Russia. Se avete in animo di andare da quelle parti, meglio dare un’occhiata: piuttosto impressionante (http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204449804577068483346152726.html?mod=WSJEurope_hpp_LEFTTopStories).
Buona stampa.
Tra le informazioni di Yahoo! Italia, oggi potete trovare un articolo dedicato alla durata della vita (http://it.lifestyle.yahoo.com/blog/yahoo-lifestyle/4-segni-curiosi-di-una-lunga-vita-093952372.html?nc). Non mi pare una gran che bella abitudine quella di trattare in maniera tanto superficiale temi riguardanti la salute.
Mala stampa.
Da ultimo, per la serie “Da non perdere”, oggi il Bobtail è tornato a mordere ferocemente, anche se lo fa, per così dire, usando in parte i denti di alcuni colleghi della televisione La7 (http://www.corriere.it/cronache/11_dicembre_07/deputato-talpa-suk-onorevoli-stella_6f6ac1b2-20b8-11e1-80f3-2318928b83f9.shtmll). Ogni considerazione è superflua.
Buona stampa.

sabato 19 novembre 2011

E dopo?


Con la fiducia delle Camere il Governo Monti ha acquisito la pienezza dei poteri. Possiamo rallegrarci, ma restano ancora molti motivi d’inquietudine.
L’analisi di Michele Salvati sul Corriere della Sera è molto lucida (http://www.corriere.it/editoriali/11_novembre_19/salvati_scomode_verita_0bf18ece-1279-11e1-b297-12e8887ffed4.shtml) e mette in evidenza i principali problemi interni e internazionali con cui dovrà misurarsi il Presidente del Consiglio.
Buona stampa.
Vedo, però, un ampio territorio, rimasto quasi inesplorato da Salvati, da dove, spero di sbagliare, arriveranno i maggiori pericoli per il futuro meno immediato. Cosa succederà quando, mi auguro nella primavera del 2013, si concluderà la fase avviatasi nei giorni scorsi?
Senza giri di parole: il mio timore è che, in assenza di correttivi anche radicali, la classe politica (di entrambi gli schieramenti) sarà la stessa che ci ha portato al baratro e che permarranno alcune delle condizioni di cui si è nutrito il malcostume che ha giocato un ruolo niente affatto trascurabile nel degrado finanziario del nostro paese.
Mentre scrivo, il principale gruppo industriale controllato dal Tesoro, Finmeccanica, si trova al centro di un’azione giudiziaria che riporta in evidenza gravi interferenze politiche e scelte manageriali inquinate da relazioni improprie con l’ambiente degli affaristi e dei faccendieri che da anni prospera all’ombra della politica nazionale e locale. Una vicenda non diversa, anche se più ridotta per dimensioni e per caratura delle imprese coinvolte, viene a galla grazie alle indagini originate dalle condizioni fallimentari del gruppo nato attorno all’Ospedale San Raffaele di Milano.
Sono due casi, ma altri se ne potrebbero citare. L’Italia ha da anni un malanno grave, ma il malaffare non sembra soffrire affatto, anzi: una parte cospicua del debito pubblico, anche di recente, è stata originata dalla corruzione. E gli stagni limacciosi ai confini tra affari e politica sono ancora tutti lì in attesa di una bonifica che, necessariamente, non verrà mai fatta se non si rigenera la classe dirigente, in particolare quella politica.
Due misure, tra le tante che andrebbero prese, a me paiono particolarmente efficaci per realizzare questa bonifica: ridurre allo stretto indispensabile il numero delle imprese e dei beni detenuti da enti pubblici (a livello centrale e locale) e introdurre forme di tracciabilità dei pagamenti più rigorose di quelle in vigore attualmente.
Sul secondo punto, ottimo il recente pezzo di Milena Gabanelli sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/inchieste/reportime/economia/11_novembre_12/fine-del-sommerso_099fe7d6-0d3f-11e1-a42a-1562b6741916.shtml).
Buona stampa.
Le privatizzazioni sono indubbiamente assai più complicate da realizzare, richiedono tempi lunghi e strumenti finanziari complessi; per questo trovo insoddisfacente “il dubbio” odierno di Piero Ostellino, sempre sul Corriere (il link non c’è, mi dispiace). Visto che, pochi giorni fa, aveva invitato i giornalisti a non prendere per i fondelli i lettori, avrebbe dovuto seguire il suo stesso suggerimento e non affermare che la cessione di beni quali spiagge e altri immobili costituisce un realistico strumento per ridurre il debito pubblico italiano in tempi e in dimensioni tali da rendere meno assillante la necessità di rifinanziarlo per 200 miliardi da qui alla fine di Aprile del 2012.
Mala stampa.
Avrebbe fatto meglio a leggersi un articolo di qualche settimana fa di Sergio Rizzo (http://www.corriere.it/politica/11_ottobre_01/patrimonio-statale-venduto-parole-rizzo_49c61190-ebf8-11e0-827e-79dc6d433e6d.shtml).
Buona stampa.