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giovedì 16 luglio 2015

A cosa aspira uno statista


Il Presidente degli Stati Uniti è, come si usa dire, l’uomo più potente del mondo. Questa affermazione, senz’altro fondata se riferita alle dimensioni della forza che, come capo militare della nazione, egli è in grado di impiegare, appare meno convincente se valutata in relazione alla capacità di imporre la propria visione politica attraverso provvedimenti di legge. Anche il Presidente degli Stati Uniti, infatti, si misura con Senato e Camera dei Rappresentanti, le cui maggioranze non sono necessariamente omogenee né espressione del partito di estrazione del Presidente, il cui lavoro, quindi, può risultare molto difficile e favorire in lui la propensione ad accettare compromessi e a rinunciare ai propri obiettivi, non di rado quelli di maggior rilievo.

martedì 28 aprile 2015

Trasparenza? Mai abbastanza


A proposito della candidatura di Hillary Clinton alla Casa Bianca, cui ho accennato parlando di Toni Morrison, ecco un articolo di The Washington Post che spiega come, dopo aver un po’ tergiversato, la Bill, Hillary and Chelsea Clinton Foundation abbia deciso di dissolvere parte della nebbia che grava sulle proprie fonti di finanziamento: http://www.washingtonpost.com/politics/clinton-foundation-acknowledges-mistakes-emphasizes-transparency/2015/04/26/8832621a-ec32-11e4-8abc-d6aa3bad79dd_story.html?hpid=z1.
Buona stampa. Quanto mi piacerebbe che qualcosa del genere accadesse anche dalle nostre parti, ma si tratta di un’illusione. Gli articoli nei quali si chiedeva chiarezza sulle risorse delle loro fondazioni hanno lasciato del tutto indifferenti i politici italiani, la cui propensione alla trasparenza è notoriamente poco sviluppata. Sul Corriere di ieri, senz'altro in tema, le considerazioni di Massimo Teodori in un articolo che ho acquisito con lo scanner.


Buona stampa.