Il Presidente degli Stati Uniti è, come si usa dire, l’uomo
più potente del mondo. Questa affermazione, senz’altro fondata se riferita alle
dimensioni della forza che, come capo militare della nazione, egli è in grado
di impiegare, appare meno convincente se valutata in relazione alla capacità di
imporre la propria visione politica attraverso provvedimenti di legge. Anche il
Presidente degli Stati Uniti, infatti, si misura con Senato e Camera dei
Rappresentanti, le cui maggioranze non sono necessariamente omogenee né
espressione del partito di estrazione del Presidente, il cui lavoro, quindi,
può risultare molto difficile e favorire in lui la propensione ad accettare
compromessi e a rinunciare ai propri obiettivi, non di rado quelli di maggior
rilievo.
Quello che succede in Italia e nel mondo, come ne parla la stampa e quel che ne penso io. Con attenzione per politica, economia e finanza.
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giovedì 16 luglio 2015
lunedì 12 novembre 2012
Cri cri fan gli avvocati
Dopo, prometto, vi proporrò qualche brano musicale, ma per
ora, perdonatemi, devo parlare di politica italiana.
Nella mia personale classifica della disistima, come i miei
tre lettori sanno bene, Beppe Grillo occupa un posto al vertice. Poco importa
in che posizione, quel che conta è la sua indiscussa capacità di battersi per
il primato.
Con Beppe Grillo l’Italia pagherà, ancora una volta, un
prezzo enorme all’arrogante presunzione di qualcuno che vede nella politica un
modo per raggiungere dei vantaggi personali.
Detto altrimenti: se verrà, che il successo di Grillo comporti maggiore
democrazia e un futuro radioso per l’Italia, beh, io ne dubito molto. Dopo la
signora emiliana, oggi bersaglio delle folgori dello Psiconano+barba-mediaset
sono dirette a un consigliere regionale del Piemonte. Il torto o la ragione
poco importano, importa il tono della lettera inviata dagli avvocati di Grillo.
A me, i leader politici, o meglio sedicenti tali, che parlano tramite avvocati piacciono poco,
pochissimo.
La cronaca dal Corriere della Sera: http://www.corriere.it/politica/12_novembre_12/movimento_f794cb8c-2cd3-11e2-ac32-eb50b1e8a70b.shtml.
Mi raccomando, leggete la raccomandata dei signori legali del signor Giuseppe –
detto Beppe – Grillo. Chissà se fisicamente assomigliano a Ghedini o a Longo?
Andiamo alle cose serie.
Ossia alla musica. Thelonious Monk (http://www.britannica.com/EBchecked/topic/389556/Thelonious-Monk),
di cui quest’anno ricorreva il trentennale della morte, è stato un pianista di ottimo livello, ma, forse, soprattutto un geniale compositore all’avanguardia
anche nel mondo estremamente fertile del jazz.
Come molti colleghi, anche lui ebbe vita travagliata, ma ha
potuto comunque lasciare una formidabile impronta.
Il suo brano più eseguito, credo, è Round Midnight, la cui fama è stata amplificata dal film diretto
nel 1986 da Bertrand Tavernier e interpretato da Dexter Gordon.
Round Midnight è, appunto, il pezzo della serata, che vi propongo di ascoltare in cinque versioni.
Cominciamo con quella dell’autore nel 1947.
Subito dopo andiamo a Miles Davis e John Coltrane, che certo non hanno bisogno di presentazioni, in particolare mie.
Procediamo con Michel Petrucciani, come sempre straordinario.
E chiudiamo con due grandissime voci femminili. La prima è quella di Ella Fitzgerald a Montreux nel 1979.
Per passare a Sarah Vaughan, ancora dal vivo, nel 1987.
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