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venerdì 10 maggio 2013

Il problema è come vengono usati gli strumenti. E come vengono usate le parole


Recuperiamo un paio di Buongiorno di Massimo Gramellini.
Il primo è quello di ieri, argomento Twitter e, in particolare, la rinuncia del direttore del TG de La7, Enrico Mentana, a servirsene ancora (http://www.lastampa.it/2013/05/09/cultura/opinioni/buongiorno/mentana-e-il-millepiedi-Y8PXSAUBWgPSqe5ifpU9eJ/pagina.html).
Buona stampa. Mi considero un precursore d’internet, dal momento che ho iniziato a collegarmi nel maggio 1995 (quando si usavano modem che consentivano velocità calcolate in pochissime migliaia di byte e la connessione cadeva ogni dieci minuti, i browser si chiamavano Mosaic e Netscape, per scaricare documenti si doveva ricorrere a FTP, ecc. ecc.). Non credo, quindi, si possa accusarmi di essere prevenuto nei confronti di quanto la rete ha consentito e consente di ottenere, anzi. In realtà, il problema, come accade spesso, non è nel mezzo, ma nell’utilizzatore: anche nel caso di Twitter (che io conosco poco e del quale non mi servo in alcun modo) e la decisione di Mentana e le parole di Gramellini lo confermano. Lo strumento è bene che esista, l’importante è che chi se ne serve lo faccia con intelligenza e con educazione.
La bicicletta, per dire, è un buon mezzo di trasporto in ambito cittadino; è uno strumento prezioso e praticamente innocuo, salvo quando se ne serve un decerebrato maleducato che pensa di poter percorrere portici e marciapiedi a tutta velocità, servendosi dei pedoni come di paletti per lo slalom. E, purtroppo, i decerebrati maleducati sono molto numerosi…
Forse Mentana, oltre a chiudere il proprio account di Twitter, avrebbe fatto bene a servirsi della propria posizione influente per ideare una rubrica o un programma in grado di invertire la tendenza che vede maleducazione e stupidità dilagare nel nostro paese. Non che sia facile, visto quanti si lasciano influenzare da certe notizie e non trovano di meglio da fare che replicare comportamenti stupidi o addirittura criminali. E, tuttavia, voglio continuare a sperare che, se opportunamente stigmatizzate, certe condotte potrebbero essere sradicate. O forse mi sbaglio…
E veniamo a un altro Buongiorno. Quello dedicato alla decisione di Umberto Ambrosoli di non partecipare alla commemorazione di Andreotti da parte del Consiglio Regionale della Lombardia (http://www.lastampa.it/2013/05/08/cultura/opinioni/buongiorno/se-l-e-andata-a-cercare-kwm1qGHDGfjd2Y6civvOuO/pagina.html).
Buona stampa. Sa il cielo quanto sarebbero utili all’Italia tanti altri uomini e donne come Giorgio Ambrosoli e come suo figlio. E sa il cielo, con buona pace dei vescovi italiani, quanto poco Andreotti sia stato utile all’Italia.
Musica, indispensabile. Torniamo a Woodstock per l’esibizione dei Jefferson Airplane, gruppo californiano che è stato senz’altro uno dei più importanti nel rock americano tra Sessanta e Settanta. Anche la vita di questa band è stata segnata dall’abuso di droghe e di alcool, dalle difficoltà di convivenza tra componenti dalla forte personalità e da altro. Somebody to Love è il pezzo che vi faccio ascoltare: una scelta che non ha richiesto troppi sforzi, perché è stato uno dei loro brani più famosi.


venerdì 28 settembre 2012

Farina, il mio nome è Renato Farina


Con l’avvicinarsi del primo anniversario dei sorrisini tra Angela Merkel e Sarkozy (nel corso di un’ormai leggendaria conferenza stampa svoltasi a Bruxelles al termine di una riunione Ue), Silvio Berlusconi ha pensato bene di rilanciare la sua immagine europea con una battuta della stessa qualità di quella sulle attrattive erotiche della Merkel stessa. Anzi, per certi aspetti persino più infelice.
Per chi avesse dimenticato, facciamo un rapido tuffo nel passato recente. 23 Ottobre 2011: uno dei momenti meno gloriosi della nostra storia (eufemismo).


Evidentemente Berlusconi pensava che noi, ma soprattutto i tedeschi, ci fossimo dimenticati la figuraccia di allora e così ha pensato bene, durante la presentazione di un libro di Renato Brunetta (quello che sostiene di non aver conseguito il Nobel per l’economia perché si è dedicato alla politica (sic)), di lasciarsi andare a considerazioni non proprio equilibrate in materia di economia e di moneta unica.
Il resoconto di questa ennesima intemperanza (sempre un eufemismo), lo potete trovare anche in un quotidiano che non è il Fatto, notoriamente piuttosto antiberlusconiano, ma Libero, che antiberlusconiano non è. Il primo articolo è quello relativo alle parole (molto in libertà e anche poco precise, come la percentuale di crescita del debito pubblico durante il Governo Monti, indicata nel 123%): http://www.liberoquotidiano.it/news/1086381/Berlusconi_show_L_euro_e_la_Merkel_ci_hanno_lasciati_in_mutande.html. Il secondo, di oggi, riferisce la reazione di Berlino: http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1086768/Merkel-di-nuovo-furiosa-col-Cav---Berlino-fuori-dall-euro-non-e-un-dramma--Assurdo-.html.
Buona stampa. Si capisce che anche Belpietro & Co. faticano, per così dire, ad apprezzare certe sparate.
Ritorniamo per un attimo agli articoli che avrei voluto farvi leggere nei giorni scorsi, giusto il tempo di informarvi che, ancora oggi, né l’intervista di Roncone né l’articolo di Verderami sono disponibili nell’edizione on line del Corriere della Sera. E questo, ne converrete, se non conferma i sospetti di cui vi ho parlato, non contribuisce neppure a farli svanire.
E veniamo al titolo di questo post. Si spiega molto semplicemente: anche James Bond, se fosse nato in Italia, avrebbe avuto seri problemi a diventare l’agente segreto più famoso del mondo. E come avrebbe potuto? Si sarebbe trovato la strada sbarrata da niente meno che l’agente Betulla, il voluminoso Renato Farina, uomo di cui ogni italiano dovrebbe essere orgoglioso per le doti morali eccelse dimostrate in varie occasioni, non ultima quella relativa alla condanna di Sallusti per il famoso pezzo firmato Dreyfus.
La storia di questa vicenda la potete leggere qui: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-27/caso-sallusti-farina-confessa-131405.shtml?uuid=AbS3fVkG&fromSearch. Da questo articolo potete proseguire per avere dettagli sull’intera questione.
Buona stampa.
Personalmente condivido l’opinione espressa da Enrico Mentana su Farina. Aggiungerei, però, alcune considerazioni. Non possiamo, infatti, dimenticare che Farina è oggi un deputato del Parlamento italiano. Eletto nelle file del Pdl quando già erano note diverse cose che, per chi comprende la nostra lingua, avrebbero dovuto far scartare la candidatura. Che Farina potesse rispettare il dettato dell’articolo 54 della Costituzione non verrebbe in mente a nessuno che, oltre a comprendere la lingua italiana, abbia a cuore le istituzioni democratiche.
La biografia di Farina la trovate su Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Farina.
Niente male, vero? Questo squallido individuo è stato portato in Parlamento dal Pdl quando tutto ciò era già in gran parte noto. Non mi pare una colpa da poco. Oddio, non è che gli altri partiti sappiano scegliere tanto meglio, tuttavia direi che nessuno raggiunge i livelli del partito di Berlusconi nell’individuare gente che proprio non ha nulla a che fare con l’articolo 54 della Costituzione.
Basta. Abbiamo cominciato con i sorrisi di Merkel e Sarkozy, chiudiamo con l’allegria di un disco speciale. Un grande gruppo irlandese, The Chieftains, che interpreta, insieme a tanti musicisti di straordinario talento, alcuni pezzi pieni di ritmo e di vitalità, un incontro tra la tradizione irlandese e quella messicana celebrato da un geniale artefice di questo genere di riuscite alchimie: Ry Cooder, di cui torneremo a parlare senz'altro. Un CD davvero fuori dal comune, divertente e vario, dedicato al patrono di Irlanda, ma in versione spagnola: San Patricio. Da cui ho scelto La Iguana.


giovedì 2 febbraio 2012

Una casetta piccolina in Canadà...


Mi piacerebbe proprio parlare della neve e della bora, ma, purtroppo, abbiamo un problema. Non spaventatevi, però: niente di nuovo, sono sempre loro, partiti e uomini politici.
Alle promesse di misure definitive sui costi del Parlamento entro il 31 gennaio ci dedicheremo in altro momento; per oggi vorrei parlare di rispetto della volontà popolare e di drenaggio di pubbliche risorse che, tanto per non beccarmi una denuncia, definirò non ottimale. Se avessi più coraggio, secondo voi, cosa avrei scritto? Né drenaggio e neppure ottimale, ve lo garantisco.
Andiamo avanti: soldi pubblici ai partiti per cominciare e poi storie di uomini politici.
Sulla Stampa, Paolo Baroni ripercorre la produzione di leggi che, violando quanto indicato dagli elettori con il voto nel referendum del 1993, hanno consentito ai partiti di attingere alle casse dello Stato per la bellezza di 2,25 miliardi di euro in quattordici anni (http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/440909/). Come detto: nulla che non sapessimo già, ma meglio rinfrescarci le idee e tener viva la tensione morale. E rammentare che il rubinetto lo aprono indifferentemente tutti gli schieramenti e che il flusso scorre in ogni direzione, compreso là dove, a parole, si critica il sistema.
Buona stampa.
E veniamo alle due deliziose vicende che coinvolgono Lusi e Conti. Prima cosa, le due storie sono decisamente diverse: da un lato abbiamo un caso di appropriazione indebita, quindi ci troviamo di fronte a un reato penalmente perseguibile, del quale il colpevole si è anche già dichiarato tale, dall’altro abbiamo la doppia compravendita di un immobile che ha generato un profitto (come dire?) piuttosto consistente, quindi un’operazione apparentemente regolare, ma lievemente anomala. Almeno a mio modo di vedere… Intendiamoci, a questo mondo esistono anche i cretini (io ne sono la prova), tuttavia bisogna essere molto bravi e anche molto fortunati a trovare un cretino che, pochi minuti o poche ore dopo che un tizio ha comperato un immobile, si presenta e lo compera a un prezzo incredibilmente superiore (di oltre il 60%).
Tra l’altro, che il cretino in questione sia un ente previdenziale, onestamente mi sembra piuttosto sconcertante.
Una buona ricostruzione della vicenda del Senatore Conti, che, ricordiamolo, è venuta alla luce grazie al TG di Mentana, la troviamo su Repubblica (http://www.repubblica.it/politica/2012/02/01/news/caso_conti-29154937/).
Buona stampa.
Per le cronache relative a quella di Lusi, potete divertirvi a cercare da soli e non perderete troppo tempo. Io mi limito a fare solo due osservazioni.
La prima: se un partito non è neppure in grado di scegliere un tesoriere onesto, è legittimo ritenere che non sappia individuare persone all’altezza del compito di deputato, senatore, consigliere regionale, sindaco, ecc. ecc. Ho ragione?
Per la seconda è necessario rifarci a un pezzo del Corriere di ieri, a firma di Monica Guerzoni, che cita diversi commenti di politici e chiude così: Massimo D’Alema sceglie l’ironia, un registro che fotografa l'eterna rivalità tra fondatori. «Quello ha una casa in Canada - sorride l'ex premier rivolto al tesoriere della Quercia, Ugo Sposetti - Ora se tu non ci dici che hai almeno una casa in Siberia, non si fa un'unificazione alla pari».
Che Massimo D’Alema, un eminente (sic) uomo politico italiano, non trovi di meglio che usare la macchina fotografica dell’ironia anziché pensare all’urgente necessità di far pulizia, francamente, mi sembra promettere ben poco di buono.
D’altro canto, quest’ultima considerazione dimostra proprio che sono cretino: come aspettarsi qualcosa di buono da un signore che troviamo citato nell’articolo di Baroni e che ha una Fondazione della quale abbiamo già parlato. Solo un cretino, infatti, può pensare che la polvere faccia il lavoro della scopa.
Per una riflessione più completa e più “accademica” sulle implicazioni dei casi di Lusi e Conti, vi rimando a Stefano Folli sul Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-02/lusi-conti-dintorni-come-064011.shtml?uuid=Aa04HjlE.
Buona stampa.
E giusto perchè non diciate che me ne sono solo servito per il titolo, eccovi la casetta in Canadà, di Gino Latilla, cantata da Nilla Pizzi. Non è esattamente il mio genere, ma, per una questione di gratitudine, potete ascoltarla.