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martedì 5 febbraio 2013

I conti? Li paghiamo noi


Sulle promesse del tizio decrepito torneremo sicuramente, nulla e nessuno può rallentare la sua corsa sfrenata, certamente non i lacchè che lo circondano e che sanno soltanto dargli ragione, timorosi di cadere in disgrazia. E, ovviamente, non si preoccupano, loro come il tizio decrepito, delle conseguenze di quelle che vengono spacciate per proposte realistiche. Dimenticando quante altre proposte realistiche sono state fatte e quali sono stati i risultati sui conti pubblici.
Non val neppure la pena ch’io mi dilunghi, vi basterà leggere quel che spiega, assai meglio di quanto potrei fare io, Tito Boeri sul sito LaVoce.info: http://www.lavoce.info/berlusconi-tasse-promesse-elettorali-spread-paradisi-fiscali-im/.
Buona stampa. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensa quello che, se potesse, si conferirebbe il Nobel per l’economia da solo… Di certo schiaffeggerebbe l’aria con le sue manine sbuffando, infastidito da quelle che giudicherebbe considerazioni irrilevanti.
Vien da ridere a pensare che, quando stavano insieme al governo, Tremonti e Brunetta erano come cane e gatto, litigavano e si insultavano e non si trovavano d’accordo su nulla, anche se prevaleva il primo, forse perché oggettivamente più brillante (non si tratta di un apprezzamento, ma di una constatazione).
Strano questo contrasto continuo e ineliminabile: appartengono alla stessa scuola, quella di coloro i quali non hanno gran dimestichezza con la contabilità nazionale e che, come osserva giustamente Boeri, son più pratici di scoperture che di coperture.
Le promesse che vanno prese sul serio e apprezzate e, magari, anche premiate con il voto sono quelle il cui conto non ci viene fatto pagare. Il tizio decrepito ce ne ha fatti pagare tanti di conti, alcuni dei quali per favori che lui ha fatto ai non pochi italiani che non hanno dimestichezza con la legalità (dalle quote latte ai condoni edilizi, tanto per dirne un paio). Adesso basta, per favore.

martedì 10 luglio 2012

Fondazioni bancarie


Il 26 Giugno, sul sito LaVoce.info, Tito Boeri e Luigi Guiso avevano analizzato, in maniera indiscutibilmente critica, il ruolo e l’azione delle fondazioni bancarie (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003148.html), già il titolo del pezzo diceva tutto.
Com’era prevedibile (e per questo ho aspettato oggi a segnalare la questione) è arrivata la replica (decisamente piccata) di Giorgio Righetti, Direttore dell’ACRI, l’associazione delle fondazioni bancarie (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003182.html).
Boeri e Guiso hanno controreplicato (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003183.html).
Buona stampa.
Giudizio complessivo, che nasce soprattutto dalla capacità dei redattori de La Voce di scrivere su argomenti degni di attenzione e di farlo con semplicità e chiarezza, così che capiscono anche gli zucconi come me.
Sulla questione delle fondazioni… beh, io ho un’idea. Voi fatevi la vostra, la mia, presto o tardi, ve la farò conoscere, quando tornerò sulla strada per Siena.

venerdì 13 aprile 2012

Se pensate che la Mauro sia la Rosy peggiore...


Sono tornato in possesso di una connessione adeguata. Questo dovrebbe permettermi di rivitalizzare il blog.
Anche volendo, non è che gli argomenti possono scostarsi tanto da quelli che avevo considerato negli ultimi post.
Torniamo, quindi, alla questione dei contributi dello Stato ai partiti, in particolare i cosiddetti rimborsi elettorali. Che siano realmente rimborsi, infatti, non è affatto vero. Un breve e chiarissimo studio di Boeri e Bordignon sul sito LaVoce.info spiega come stanno le cose (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003003.html).
Buona stampa.
Sempre in materia, ieri sera, cedendo a un impulso autolesionista, ho deciso di seguire per un po’ la trasmissione di Lilli Gruber su La7, nella quale era ospite niente meno che quella fresca novità della politica italiana che si chiama Rosy Bindi. Per fortuna, il mio masochismo non è inesauribile e, dopo una mezzoretta, ho spento il televisore e sono passato a un meraviglioso CD di Charlie Haden, Nocturne.
La7 offre la possibilità di rivedere on line le puntate di Otto e mezzo. Questo è il link alla trasmissione di ieri sera: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50260199. Merita di essere ascoltata, così potrete sentire con le vostre orecchie la Bindi sostenere che è necessario che i partiti ricevano anche i 100 (CENTO) milioni (MILIONI) di euro di rimborsi previsti in pagamento nelle prossime settimane. Se per caso ve ne foste scordati, questo germoglio della politica, una sicura promessa nel firmamento degli statisti planetari, era membro dell’esecutivo nazionale di quel partito, la Margherita, il cui tesoriere (proprio lui, Lusi, quello cui ancora paghiamo lo stipendio di senatore) si è fregato un bel po’ di milioni (ancora non si sa esattamente quanti).
Ora io posso anche riconoscere che Rosy Bindi non deve, per il fatto di non essersi accorta del topo che rosicchiava il formaggio, suicidarsi, tuttavia sarebbe molto dignitosa (e rispettosa dei cittadini) la scelta del silenzio definitivo e assoluto, magari praticata dopo essersi ritirata in un convento di clausura con la rinuncia a stipendio e vitalizio. Cosa ha nella testa una persona che ancora ha la spudoratezza di chiedere che vengano versati ai partiti rimborsi cui non hanno diritto? Come può essere così priva di buon senso e di decenza da non rendersi conto che ai milioni di italiani che non arrivano a fine mese non gliene può fregare di meno dell’apparato del PD impegnato a preparare le politiche del prossimo anno? Non ci interessa chi vincerà le prossime elezioni, ci interessa che si presentino persone per bene, non quella marmaglia che sopportiamo da anni. Il cancro sono loro e la nostra repulsione nei loro confronti è la reazione anche troppo blanda di un organismo spossato dalla presenza di una malattia così estesa e così grave.
Osservo, da laico, che mi pare offensivo anche per i fondamenti della religione cristiana che Rosy Bindi osi sostenere certe tesi quando lo Stato italiano, non pagando i propri debiti, ha spinto e spinge ogni giorno troppe persone al suicidio.
No, adesso che ci penso ho proprio sbagliato: Rosy Bindi deve uccidersi. Vi ricordate il laccio rosso di Salgari. Bene, ne mando uno alla Bindi e mi auguro vivamente che ne faccia rapidamente uso. Non avevamo bisogno di lei quindici anni fa, adesso è diventata irrimediabilmente nociva.
Per tornare a respirare aria pulita, chiudo con i link a una recensione del CD di Haden (http://jazztimes.com/articles/17859-charlie-haden-s-nocturne) e a un brano tratto dall’album.

martedì 10 gennaio 2012

Svizzera-Italia 1-1


Il pareggio, in questo caso, mi sembra un ottimo risultato. Le dimissioni del Sottosegretario Malinconico allontanano una brutta ombra dal Governo e, forse, sono un altro segnale di quel cambiamento di stile al quale è stato dato molto risalto dai commentatori. Dico forse perché, dal mio punto di vista, Malinconico ci ha messo un po’ troppo per convincersi (o farsi convincere) a lasciare, ma questo, adesso, poco importa.
Un’altra riflessione sul tema: le fattispecie che hanno indotto Malinconico e Hildebrand a lasciare il loro posto sono diverse, ma in entrambe le vicende ha svolto un ruolo centrale la stampa, che, in un caso come nell’altro, ha esercitato una formidabile pressione dedicando ampio spazio alle inchieste.
Quando indaga su comportamenti illeciti o, comunque, non impeccabili di chi occupa cariche pubbliche è per definizione buona stampa.
Visto che parliamo di Malinconico, torniamo per un attimo alla questione dei Consiglieri di Stato. C’è un accenno, garbatamente pungente, al loro ruolo in un editoriale di Galli della Loggia sul Corriere di ieri, che, in realtà, merita la lettura per molti motivi (http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_09/galli-della-loggia-svolta-necessaria_8066358a-3a87-11e1-8a43-34573d1838c1.shtml).
Buona stampa.
Cambiando del tutto argomento, segnalo un intervento di Donatella Porrini sul sito LaVoce.info (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002783.html): si parla dei premi delle assicurazioni RC auto. Non è interessante soltanto in sé, ma anche perché illustra in maniera esemplare come la mancanza di concorrenza contribuisca a renderci tutti un po’ più poveri.
Sempre sul medesimo sito, il Professor Tito Boeri mette a confronto l’andamento dei titoli di stato italiani con quello dei Bonos spagnoli e ne ricava alcune interessanti osservazioni anche politiche (http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002716.html). In materia, oltre a questo, ci sono numerosi altri interventi degni di attenzione. Troverete i link al termine del pezzo di Boeri.
Buona stampa.
Da ultimo, vorrei tornare al mio omonimo. Non è che io ce l’abbia particolarmente con lui, ci mancherebbe. Il fatto è che di lui si sono occupati numerosi giornalisti e che l’hanno fatto anche in maniera simpatica. Io ho provato a dimenticarmene, perché non volevo poteste pensare che sono incarognito con il mio omonimo, però proprio non ce la faccio perchè l’articolo che sto per indicarvi non può essere trascurato. E’ quello di Aldo Grasso sul Corriere di domenica (http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_08/calderoli-grasso-padania_218cd990-39cb-11e1-b6d5-d3e076de4b02.shtml).
Buona stampa.