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domenica 19 febbraio 2012

Pagliuzze e travi


Ieri l’editoriale del Corriere della Sera, a firma di Sergio Romano, si è occupato del caso Wulff (http://www.corriere.it/editoriali/12_febbraio_18/l-immagine-del-potere-sergio-romano_ed578ea2-59f7-11e1-bf04-228ddd739b1f.shtml).
Mala stampa.
E’ un pessimo articolo, che ha l’aria di proseguire, approfondendolo, nel solco aperto dal pavido fondo di De Bortoli di domenica scorsa. L’ultima cosa che un quotidiano serio può fare di fronte alle dimissioni del Presidente tedesco è trarne motivo per chiedere alla Germania un bagno di umiltà e per dimenticare la distanza, per ora incolmabile, tra il sistema e la classe politici tedeschi e quelli italiani.
Il fatto che ci sia del marcio anche altrove non è e non può essere un buon motivo per dimenticare quanto ne abbiamo dalle nostre parti e quanto poco si faccia per estirparlo.
Sergio Romano, ricorda, ad esempio, il caso del governatore dell’Illinois Blagojevich per sostenere, non a torto, che anche i politici americani sono corrotti. Bene. Perché non ricordarsi anche che oggi Blagojevich è stato condannato a 14 (QUATTORDICI) anni di prigione e che ne dovrà scontare almeno 12 (DODICI)?
E ancora: Sergio Romano ci spiega che il caso del Presidente della Banca Nazionale Svizzera è sorprendente perché non ci si sarebbe aspettato qualcosa di simile nella Confederazione elvetica e sostiene che la reputazione di una nazione finisce per farci ritenere che essa sia immune dalla corruzione o dalla disinvoltura morale dei suoi esponenti pubblici. Una tesi che mi sembra piuttosto traballante. E’ vero che la tradizione di un paese influenza la moralità della sua classe dirigente e che i controlli servono a impedire che qualcuno cada in tentazione, tuttavia le malerbe crescono sia in un campo di mais sia in un campo di frumento…
No, il caso Wulff deve far riflettere su altro, non sulla presunta mancanza di autorità morale che da esso deriverebbe alla Germania.
Io ho criticato spesso la Signora Merkel e vi ho segnalato decine di articoli in cui si metteva duramente in discussione il suo agire di fronte alla crisi del debito e, in particolare, sul caso della Grecia. Il fatto che il Presidente della Repubblica Federale sia corrotto attenua certamente la credibilità morale della Germania, ma non va trascurato che il caso, oltre a confermare che neppure i tedeschi sono perfetti, ci fa vedere soprattutto come un paese sostanzialmente sano ha tutti gli anticorpi necessari per liberarsi della malattia. E che chi commette errori, se non lo fa autonomamente, viene risolutamente costretto ad abbandonare i propri incarichi.
La Merkel sbaglia perché non considera le conseguenze economiche e sociali delle sue posizioni troppo rigide e l’Europa deve cercare di dissuaderla sul terreno delle valutazioni economiche e sociali, non facendole pesare la disinvoltura di Wulff.
No, il caso Wulff deve far riflettere su altro, magari sul modo in cui vengono affrontate situazioni simili nel nostro paese.
Christian Wulff si è dimesso non già dopo una condanna definitiva, ma quando la magistratura, dopo un’indagine scaturita dalle inchieste del quotidiano Bild, ha chiesto al Parlamento tedesco di privarlo dell’immunità garantita dalla sua carica. Oggetto dell’indagine sono i rapporti poco trasparenti intrattenuti da Wulff con alcuni imprenditori quand’era Governatore della Bassa Sassonia e le telefonate a Bild affinché abbandonassero il caso.
Da noi, purtroppo, solo un’esigua minoranza di persone in situazioni simili ha sentito il dovere di lasciare il proprio incarico.
Come ho scritto venerdì, nel nostro Parlamento siedono persone condannate e inquisite per colpe ben più gravi.
Più o meno nelle stesse ore in cui Wulff si dimetteva, il Presidente della Corte dei Conti illustrava le dimensioni gravissime della corruzione nel nostro paese e sottolineava l’assoluta necessità di introdurre norme che consentano di combatterla, così come ci ha chiesto, da tempo e inutilmente, anche l’Unione Europea.
Anziché guardare la pagliuzza tedesca, Sergio Romano dovrebbe preoccuparsi delle nostre travi. Questo, credo, ci aspettiamo da un editorialista del principale quotidiano italiano.

venerdì 17 febbraio 2012

Altro Dna che ci può servire


Oggi ho fatto il taglialegna e il carpentiere, quindi non ho avuto molto tempo per leggere i giornali. Il clima comincia a intiepidire e lavorare all’aria aperta è gradevole. Dai rosai spuntano i primi germogli e, anche se prematuro, è difficile sottrarsi all’idea che si avvicina la primavera.
Il sole, però, cala ancora presto e, quando sono rientrato, ho dato un’occhiata al computer e ho scoperto che persino in Germania ci sono i cretini (quella strana specie di umani che hanno senso di responsabilità). In particolare, c’è un cretino che si chiama Christian Wulff e che, fino a questa mattina, era il presidente della Repubblica Federale Tedesca e che si è dimesso perché oggetto d’indagine per una serie di comportamenti non propriamente adeguati alla sua carica. Attenzione: la decisione di dimettersi è stata presa quando si è saputo che la magistratura era intenzionata a chiedere al Parlamento tedesco di privarlo dell’immunità (sottolineo: prima ancora della richiesta). I dettagli li lascio ai professionisti. Osservo soltanto che, nel Parlamento italiano, siedono tuttora Milanese, Lusi, Tedesco e altri, ossia persone che si trovano in situazioni paragonabili (in realtà sono indagati per fatti apparentemente più gravi e per alcuni la richiesta di autorizzazione a procedere è stata fatta anche più volte) a quella di Wulff, ma che non si sognano di dimettersi, anzi.
Direi che anche il Dna di Wulff andrebbe spruzzato nei palazzi del potere italiano, come quello di Huhne (l’ex ministro inglese di cui ho parlato qualche giorno fa).
Veniamo ai link. Cominciamo dal Corriere: http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_17/merkel-rinuncia-viaggio_2524de7c-5942-11e1-b00f-503ee71194ec.shtml. Leggere le parole “tritacarne mediatico” mi ha fatto decidere immediatamente il giudizio.
Mala stampa.
Mala stampa.
Per fortuna, si possono leggere anche i giornali inglesi. Tra i tanti buoni articoli, vi segnalo soltanto il Guardian (http://www.guardian.co.uk/world/2012/feb/17/german-president-christian-wulff-resigns1).
Buona stampa.
Il meglio, tuttavia, lo troviamo proprio in Germania. Il commento dell’edizione internazionale di Der Spiegel è semplicemente perfetto. Un pezzo da mettere in cornice, per contenuto e per stile. Per fortuna scrivono anche in inglese… http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,816007,00.html.
Buona stampa. Anzi, eccellente.