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venerdì 1 giugno 2012

Nomen omen 3. E ultimo


Siccome le parole degli altri sono quasi sempre migliori delle mie, ecco un articolo del Sole 24 Ore con cui chiudo su Buffon, il quale certamente non merita più attenzione, né la vostra né la mia: l'uomo ha messo nell'ombra l'atleta da quel dì e l'uomo non pare gran che. Il pezzo è a firma di Giuseppe Ceretti: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-31/turbamento-compagno-merende-gianluigi-210355.shtml?uuid=AbF59VlF.
Buona stampa.

Nomen omen 2


Meno male che Mario Monti e, modestamente, anche il sottoscritto non sono rimasti soli a pensare che il calcio italiano ha bisogno di una bella opera di pulizia, profonda e incisiva. Lo sostiene con un piacevole tocco di ironia Gigi Garanzini sul Sole 24 Ore di oggi (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-01/disinfestiamo-calcio-prima-tardi-083112.shtml?uuid=AbXzCdlF).
Buona stampa.
Andando a leggere di qua e di là sulla vicenda dei soldi di Buffon, si scopre che i suoi legali avrebbero sostenuto che le somme affluite alla tabaccheria di Parma erano «trasferimenti di denaro volti a tutelare il patrimonio personale di Buffon». Con l’aria che tira, onestamente, vorrei capire meglio la questione: credevo che per tutelare il proprio patrimonio, qualunque sia la dimensione, le persone normali si rivolgessero alle banche o alle società di gestione del risparmio o, nel caso dei fortunati particolarmente ricchi, ai family office. Buffon, invece, si rivolge a una tabaccheria dove si effettuano scommesse sportive. Allora, investire in azioni e obbligazioni, soprattutto in un epoca in cui i politici più potenti si chiamano Merkel, Sarlozy, Cameron e così via, sicuramente ha assunto i connotati della scommessa, tuttavia ho la sensazione che Lottomatica non sia propriamente il canale migliore per tutelare i propri risparmi.
Buffon deve aver studiato molto bene la lezione (si fa per dire) di Formigoni. Se l’arrampicata sugli specchi fosse inserita tra le prove olimpiche, la coppia Buffon-Formigoni costituirebbe un binomio sicuramente vincente.

giovedì 31 maggio 2012

Nomen omen

Le indagini sul calcio proseguono e la novità del giorno sembra essere la somma transitata in forma di assegni dai conti di Buffon a quelli di una tabaccheria di Parma in cui è possibile effettuare scommesse sportive (http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_31/buffon-scommesse-puntate-assegni_93031bec-ab32-11e1-a84e-d77c76b4f869.shtml).
Buona stampa.
Buffon è il calciatore non proprio di secondo piano che, non molte ore fa, aveva pensato bene di dare una lavata di capo ai giornalisti (http://video.corriere.it/buffon-voi-giornalisti-fate-tutta-erba-fascio/a8d2c182-aa80-11e1-8196-b3ccb09a7f99). Ora, io posso anche essere d’accordo sul fatto che i giornalisti italiani di oggi non siano tutti all’altezza di gran parte dei loro colleghi di qualche decennio fa. Di Montanelli o di Stille, di Corradi o di Brera in giro non ne vedo. Su questo potrei anche trovarmi in sintonia con Buffon, il quale, però, farebbe meglio a riflettere su quanto differente sia lui rispetto a signori come Sarti, Cudicini, Zoff (per limitarmi al suo ruolo e a decenni vicini a noi).
Temo che Buffon dovrebbe fare un lungo, lunghissimo bagno di modestia e considerare quanto sia immorale il comportamento dei suoi colleghi che sono coinvolti in giri assai poco puliti e quanto sia giusto che i giornalisti si occupino con determinazione della vicenda.
Buffon è pagato per difendere la porta della nazionale italiana e del suo club non già le terga dei suoi colleghi e, a quanto pare, anche le sue.
Prima di parlare, Buffon e Abete farebbero molto meglio a preoccuparsi di sgomberare la loro casa calcistica da tutto il lerciume che la riempie e di considerare cosa ci sia da difendere in un mondo i cui risultati, da un punto di vista economico, sono quelli descritti da un ottimo articolo del Sole 24 Ore di qualche giorno fa (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-28/profondo-rosso-235350.shtml?uuid=AbN6mzjF&fromSearch).
Buona stampa.
Visto cosa dicono i numeri, forse sarebbe il caso che, appunto, Buffon e Abete, oltre a impugnare la ramazza, ci pensassero su prima di replicare risentiti a chi propone misure anche drastiche per rimettere ordine in un mondo che, giova ricordarlo, ha avuto persino aiuti da parte dello Stato, aiuti troppo generosi, soprattutto se commisurati a quelli riservati alle imprese delle aree terremotate, che io considero assai più degne di attenzione e sostegno che le società di calcio. Oggi più che mai, per chi fa parte del mondo del calcio italiano, è opportuno ricordare un proverbio. Un bel tacer non fu mai scritto...