In questi giorni, nel Regno Unito, è entrata in vigore una
nuova disciplina della materia pensionistica in forza della quale, raggiunti i
55 anni, un cittadino britannico può chiedere che gli vengano restituiti i
contributi versati durante l’attività lavorativa, scelta che comporta la
rinuncia a ricevere, nel momento stabilito, la pensione prevista.
Il provvedimento ha suscitato un dibattito piuttosto acceso:
da una parte i sostenitori della libertà individuale favorevoli alla
possibilità di scegliere cosa fare del proprio denaro (i contributi
pensionistici appartengono, con tutta evidenza, al lavoratore che li versa,
tramite il datore di lavoro o altrimenti), dall’altra i fautori di un sistema
pubblico grazie al quale i cittadini non possano “sbagliare” e sperperare
quella particolare forma di risparmi che, per l’appunto, sono i contributi
pensionistici.